#TravelDreams2018, per sognare in grande

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L’annuale appuntamento con i #TravelDreams mi dà sempre emozioni e sensazioni contrastanti: da un lato mi confronto con i viaggi fatti e non fatti nell’anno appena trascorso, sentendomi sempre troppo lenta rispetto a questo mondo che corre veloce, ma dall’altro è un’ottima occasione per fare il bilancio delle cose belle fatte e viste in un anno, che non si notano mai se non ci si ferma un momento a riflettere. Ecco quindi il meglio del mio 2017 e tutti i sogni di viaggio del 2018 🙂

Nel 2017 ho finalmente visitato Londra, che era da tempo nella mia lista delle città da visitare, nonché nei miei #TravelDreams2017.

Ho camminato per quasi 100 chilometri nella Puglia delle gravine, dei trulli e della Valle d’Itria, grazie ad una meravigliosa iniziativa di Legambiente Putignano.

SpaccaMurgia, Puglia - Mar Adriatico

Ho riscoperto Tremosine, un bellissimo borgo a pochi chilometri da dove abito, affacciato sul Lago di Garda ma da un’altezza di 423 metri.

Sono stata in Emilia Romagna, alla scoperta di territori che conoscevo ma non troppo. Ho assaporato la vera piadina, ammirato il borgo medievale di San Leo, seguito le orme di Giovanni Pascoli… e conosciuto persone davvero simpatiche e genuine.

Ho attraversato la Val d’Orcia e la Val di Chiana in Lambretta: un’esperienza dal sapore vintage che mi ha dato un senso di libertà unico. Da rifare!

Sono tornata a Copenaghen, città che ho ormai nel cuore perché ci vive una delle mie più care amiche, facendo prima tappa a Billund, dove ho visitato la Lego House a pochi giorni dalla sua inaugurazione.

Nel ponte dell’Immacolata sono scappata con amici oltre confine, in Slovenia, per un weekend lungo tra terme rilassanti, mercatini di Natale e natura gelata.

Quest’anno sono tornata ben due volte ad Erlangen, la cittadina dove ho fatto l’Erasmus a cavallo tra 2011 e 2012: la prima a giugno in occasione del Berg, la festa della città (una sorta di Oktoberfest ma molto più “locale”) e la seconda a dicembre, per festeggiare i 30 anni di una cara amica che per me è come una sorella acquisita.

E poi… un’esperienza che è fatta di tantissimi viaggi: sono riuscita a portare la mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger” a Rovereto, grazie alla collaborazione con Visit Rovereto e con i musei della città (ne è nato anche un bellissimo Instameet!). Una piccola grande soddisfazione vedere tutte quelle persone all’evento di inaugurazione ed alla serata all’interno della settimana trentina di IT.A.CÀ, durante la quale ho intervistato Eliana Lazzareschi Belloni sul suo libro “La sostenibile leggerezza del viaggio“.

Lambretta in Val d'Orcia

Cosa mi aspetto dal 2018? Innanzitutto, un memorabile viaggio in Cile. Quest’estate ho ospitato Silvana, una ragazza cilena che è rimasta in Trentino per quasi un mese, grazie al meraviglioso progetto degli interscambi giovanili della Provincia autonoma di Trento. Durante il 2018 sarò io ad essere sua ospite, e stiamo già iniziando assieme a pianificare un viaggio speciale.

Al 2018 affido anche il Marocco: chissà se riuscirò a visitarlo come desidero io (ovvero rigorosamente on the road)! Da troppo tempo se ne sta tra i miei #TravelDreams, devo darmi da fare per farlo diventare realtà.

In tanti mi state facendo sognare l’AsiaBirmania, Nepal, Indonesia… per non sbagliare, nei #TravelDreams2018 li metto tutti: chissà che non porti fortuna!

Da qualche tempo coltivo anche il desiderio di visitare Gerusalemme ed i suoi patrimoni dell’umanità. Ovviamente andrò a caccia di consigli da chi c’è già stato: se avete suggerimenti da darmi, li aspetto nei commenti! 😉

Insomma, anche questo nuovo anno ha aspettative molto alte. Io auguro sia a me che ad ognuno di voi di trascorrere ognuno di questi 365 giorni facendo ciò che amate e che vi rende sereni, con viaggi speciali che rimangono nel cuore. Buon anno e buon viaggio! 🙂

 

 

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La Slovenia d’inverno

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Anche se non amo il freddo, adoro vedere le città imbiancate dalla neve. Per questo, quando mi sono svegliata a Lubiana sotto un manto candido, ero al settimo cielo. Un lungo weekend per rigenerare mente, corpo e spirito: ecco qual è stato il mio itinerario in 3 giorni, tra terme, città da scoprire e mete naturali uniche.

Lubiana a Natale

Primo giorno: Terme immerse nella natura

A pochi chilometri da Lubiana si trovano le Terme di Snovik, un centro termale con una grande piscina, una vasca idromassaggio ed un centro benessere con sauna finlandese e sauna di ghiaccio, bagno turco, percorso Kneipp e zona relax. L’acqua delle Terme di Snovik è ricca di magnesio, calcio ed altri minerali benefici, ed è riconosciuta come mezzo curativo naturale. Il centro è molto pulito, accogliente e luminoso, e mentre si nuota si può ammirare il paesaggio circostante dalle grandi vetrate della sala principale. Se poi fuori piove, l’effetto è ancora più piacevole! Noi abbiamo pranzato direttamente al ristorante Potočka interno alle Terme, spendendo poco e mangiando tanto e bene.

terme snovik

Foto Terme Snovik

Secondo giorno: Lubiana sotto la neve

Ero già stata a Lubiana (era stata la prima tappa del mio InterRail!), ma non l’avevo mai vista in inverno. Così, vestita di bianco ed illuminata dalle luci natalizie, mi è sembrata davvero bella. Abbiamo sfidato freddo e neve e ci siamo dedicati di buon mattino ad un free walking tour della città, guidato da un giovane intraprendente, che ha affrontato il gelo polare della giornata per raccontarci e spiegarci la sua Lubiana per più di due ore.
Lubiana neveLa visita è stata molto interessante, anche se forse un po’ troppo lunga a causa del freddo, e ci ha permesso di vedere la Chiesa francescana dell’Annunciazione, il Centralna Tržnica (mercato centrale locale), i numerosi ponti che attraversano il fiume Ljubljanica, Piazza Mestni con l’Obelisco della fontana dei Fiumi carniolani, la Cattedrale di San Nicola e la biblioteca nazionale. Durante il periodo natalizio, lungo il fiume vengono allestiti i mercatini di Natale, che danno a Lubiana un tocco di magia.

Vista la temperatura e non contenti del freddo già accumulato nelle ossa con il tour, abbiamo pensato di mangiare all’aperto al mercato centrale: i mercatini centrali erano affollati, le bancarelle ricolme di cibo e noi… troppo affamati per metterci alla ricerca di un locale. Siamo stati ripagati dall’ottima kranjska klobasa, la salsiccia locale servita in un enorme panino, e da gustosi ćevapčići, saporiti involtini di carne macinata.

Nel pomeriggio ci siamo dedicati alla visita del castello di Lubiana (Ljubljanski Grad), che abbiamo raggiunto con la funicolare panoramica. La strada che porta al castello non è lunga, ma è piuttosto ripida e quindi sconsigliabile se nevica o se fa tanto freddo (potrebbe essere ghiacciata). Dopo un’ottima cioccolata calda al bar del castello, abbiamo visitato i diversi spazi con un’audioguida. Il castello ha una lunga storia, tutta da scoprire nel museo al suo interno assieme a quella dell’antica cittadella romana di Emona, l’odierna Lubiana.

Castello di Lubiana

La vista dal Castello di Lubiana

Una volta tornati in città, siamo andati alla ricerca di un luogo in cui cenare: la guida del free walking tour ci ha consigliato il Druga Violina, una particolare trattoria in centro storico dove lavorano anche persone con disabilità, ma purtroppo per noi era tutto prenotato. Abbiamo quindi cenato con piatti tipici in un locale sulla via principale, buono ma non propriamente economico. Altro piatto della cucina tipica da provare: gli štruklji, una sorta di ravioli ripieni di un formaggio simile alla ricotta, accompagnati da burro fuso e cannella. Decisamente particolari!

Un’altra zona da non perdere a Lubiana, oltre al bel centro storico, è Metelkova, il quartiere degli artisti. Poco distante dalla stazione dei treni, è un centro culturale anticonformista, fondato da artisti ed intellettuali sloveni nei locali dismessi di un distretto militare, come segno di protesta contro la demolizione di questo luogo, che rappresenta una testimonianza della guerra di indipendenza contro l’ex federazione jugoslava. Oggi è un posto ricco di opere realizzate con materiali riassemblati ed oggetti di uso quotidiano, e vi si tengono allestimenti, mostre e concerti di musica alternativa da tutto il mondo.

Terzo giorno: il lago di Bled e la sua isoletta

Il lago di Bled è una piccola perla naturale immersa nel verde della Slovenia. La sua isola, al centro del lago, è l’unica isola di tutta la Slovenia, ed è un’attrazione turistica semplice ma particolare. Il giro del lago è di appena 6 chilometri, ma va fatto con il bel tempo. Si può lasciare l’auto nel parcheggio vicino al campeggio Zaka (5 € per tutto il giorno), percorrere il lungolago fino al punto d’imbarco e prendere una delle Pletna, le classiche imbarcazioni locali che portano sull’isola.
La sosta di 40 minuti prevista dal transfer in barca è piuttosto ristretta per godersi l’isola e le sue semplici attrazioni: qui infatti si può visitare la piccola chiesa, il campanile, il museo e sostare al bar per prendere un buon the caldo ed una ricca fetta di Potica, la golosa torta tipica a base di noci e frutta secca.
Una volta rientrati sulla terraferma, siamo andati a pranzo all’osteria Gostilna Batišt, un locale tipico che serve piatti gustosi, abbondanti e a prezzi economici.

Lago di Bled

Tre giorni in Slovenia sono perfetti per iniziare a scoprire tutto quello che questa terra speciale ha da offrire. Voi ci siete già stati? Cosa mi consigliate di visitare la prossima volta? Lasciatemi i vostri suggerimenti nei commenti 🙂

Regali da viaggiatori sostenibili… per tutte le tasche

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A Natale torna il tormentone dei regali: personalmente, mi piace poter fare un dono che sia non solo apprezzato ma anche utile, ma ogni anno le idee scarseggiano. Per fare un regalo a chi ama viaggiare la scelta è abbastanza semplice, ma non dev’essere scontata e mai banale: ecco perché ho cercato i regali di viaggio adatti ad ogni budget e con un’attenzione particolare alla sostenibilità ed alla solidarietà.

regali di natale viaggio solidale

Photo by Kira auf der Heide on Unsplash

Regali di viaggio sotto i 20 €

    • Un voucher Flixbus: viaggiare in autobus è un modo alternativo per rispettare l’ambiente, ed oggi Flixbus è una rete che connette tutta l’Europa. Prenotando o regalando un viaggio con i bus di Flixbus, si ha la possibilità di contribuire alla tutela ambientale, versando un contributo per la compensazione delle emissioni della propria tratta. L’importo viene investito da Flixbus in un progetto certificato per far fronte al cambiamento climatico: qui trovate maggiori informazioni sul progetto e sull’investimento dei contributi del 2017.
    • I prodotti di Libera Terra: “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è una ONG che promuove legalità e giustizia e sollecita la società civile nella lotta alle mafie. Libera Terra è il ramo che vuole valorizzare territori stupendi ma difficili, recuperando i beni liberati dalle mafie in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania per ottenere prodotti di alta qualità attraverso metodi rispettosi dell’ambiente e della dignità delle persone. A Natale, regalare prodotti alimentari e vini di qualità provenienti dalle cooperative di Libera Terra è un pensiero goloso e soprattutto etico, che permette a chi lo riceve di fare un viaggio tra gli eccellenti sapori d’Italia.
    • Un melo della Val di Non: un’idea originale e salutare, ovvero l’adozione di un melo della Val di Non, con un suggerimento di viaggio. Infatti in autunno, in occasione di Pomaria (la festa delle mele), il destinatario del regalo potrà venire a raccogliere i frutti direttamente dalla “sua” pianta.

 

Regali di viaggio sotto i 50 €

    • L’iscrizione al FAI: un regalo che dura un anno. La tessera del Fondo Ambiente Italiano permette di visitare luoghi speciali, partecipare ad oltre 200 eventi esclusivi e godere di 1500 opportunità per vivere l’arte e la cultura del nostro magnifico Paese: è un dono utile per chi lo riceve, ma che fa bene a tutta l’Italia. Si può scegliere la quota in base al destinatario del dono, e online si può scegliere la data per comunicare il regalo. Ma c’è un dono anche per chi fa il regalo: il FAI ringrazia per il sostegno con un abbonamento alla rivista Bell’Italia.
regali di natale viaggi solidali

Photo by Mink Mingle on Unsplash

Regali di viaggio sotto i 100 €

    • L’adozione di una mucca trentina: a Natale adottate una mucca in Trentino e regalatela 🙂 Voi scegliete la malga e la mucca, e chi riceverà questo dono originale potrà venire a trovarla la prossima estate e portare a casa con sé i prodotti caseari di malga (formaggi freschi e stagionati, ricotte, burro, tosella e latte fresco) assieme ai profumi della montagna trentina.
    • Un soggiorno ecosostenibile con Ecobnb: un regalo speciale per far viaggiare amici e parenti e fare del bene anche alle realtà locali. Con Ecobnb si può regalare un soggiorno eco-sostenibile personalizzato per due o più persone, e chi riceve il buono regalo può utilizzarlo entro un anno scegliendo tra oltre 250 realtà di ospitalità eco-friendly in tutta Italia: agriturismi biologici, alberghi diffusi in antichi borghi, glamping immersi nella natura, eco hotel e bed & breakfast a zero emissioni. Se si acquista entro l’11 dicembre c’è un prezzo speciale 😉
    • Un viaggio ispirazionale con Destinazione Umana: se non conoscete questa realtà di viaggio ispirazionale, date una letta a questo mio post. Se poi vi sentite per l’appunto ispirati, qui trovate le gift cards ecologiche (perché si possono recapitare direttamente nella posta elettronica del destinatario) per un dono che è al tempo stesso un’occasione speciale per un viaggio molto particolare. Condivido molto volentieri con voi il mio codice sconto: scrivetemi se desiderate riceverlo.

Avete già scelto i destinatari dei vostri regali di viaggio ecosostenibili? 🙂 Buone Feste a tutti!

Tutta la Hygge di Copenaghen

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Copenaghen è una città particolare: sembra sempre sulla sua, ma sa affascinare. Un po’ immusonita, a volte, ma con un gran cuore e braccia che sanno accogliere, scaldare e coccolare… specialmente nella stagione più fredda, quando fuori la luce dura sempre meno e l’inverno bussa alle porte.

Hygge a CopenaghenÈ in quest’atmosfera che esplode la voglia di hygge. Questa parola di origini norvegesi significava più o meno “stare bene”, ed apparve nella lingua scritta danese intorno alla fine del XVIII secolo: da allora fa parte della cultura danese, e si può applicare a qualsiasi cosa e a qualsiasi luogo. La parola non ha una traduzione letterale: descrive una sensazione di calore e benessere, tipica dei momenti intimi con amici e con la famiglia, quando ci si sente felici e rilassati e si gustano i piccoli piaceri della vita. In Danimarca la hygge descrive anche uno stile di vita ideale per affrontare la malinconia invernale, dovuta alle temperature glaciali e alle prolungate ore di buio. Ecco che le candele accese, le coperte di lana e grandi tazze fumanti di the, caffè o cioccolata sono perfetti per scacciare il lato negativo dell’inverno.

Anche a Copenaghen si possono vivere momenti di hygge, come sorseggiare bevande calde e mangiare una fetta di torta in luoghi confortevoli e in buona compagnia, oppure trovarsi con amici e parenti per chiacchierare e godersi il tempo assieme. Anche una passeggiata lungo i canali di Nyhavn, con le sue casette colorate, un giro ai Giardini di Tivoli illuminati per le feste o un giro in bicicletta per le strade di Copenaghen, magari in una delle biciclette danesi (le Christiania o cargo bike), possono essere un’esperienza “hyggelig”. Jægersborggade, nel quartiere di Nørrebro, ha tante occasioni per creare un momento di hygge, bevendo un caffè al Coffee Collective con il proprio micro-laboratorio di torrefazione, oppure girovagando nei negozietti di cioccolato, caramellifici e wine bar.
Un’altra cosa hyggelig è un giro tra i vecchi canali di Copenaghen, magari con un tour in battello: da Gammel Strand ne partono diversi ogni giorno, con l’audioguida in più lingue, per scoprire la città marittima da un altro punto di vista.

i canali di Copenaghen

La colazione hygge per eccellenza è quella in pasticceria, ad esempio da Lagkagehuset, a base di caffè e girella alla cannella. Per un pasto super hygge, il Paludan Bogcafé è perfetto: punto di incontro di tanti studenti, questo locale ha un’atmosfera molto accogliente, come in una biblioteca, con vecchi scaffali alle pareti. I piatti sono abbondanti e molto gustosi, la luce è soffusa e gli angoli dove sedersi in compagnia sono tanti e arredati in modi diversi.
Ma a Copenaghen si può trovare la hygge anche al mercato di Torvehallerne o al fantastico Copenhagen Street Food, l’importante è mangiare bene e in ottima compagnia.

Ormai l’abbiamo capito: l’elemento essenziale della hygge è quello di rendere l’atmosfera migliore, per passare dal freddo al sentirsi caldi, dentro. Ma la hygge non è limitata alla stagione invernale: in estate descrive benissimo i pic-nic nei parchi, i barbecue con gli amici, i festival di strada, i concerti all’aperto e le pedalate in bicicletta.

E voi, avete mai provato un momento di pura hygge a casa o in viaggio? Raccontatemelo nei commenti 🙂

Una gita alla LEGO House, per tornare bambini per un giorno

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Aperta lo scorso 28 settembre, la LEGO House è la prima casa ufficiale dei mattoncini più famosi del mondo. Una struttura unica che può diventare una meta speciale per una gita all’insegna del divertimento.

Nata proprio nella città natale dei LEGO, a Billund, in Danimarca (dove si trova anche il più noto parco divertimenti Legoland), la struttura è di per sé una costruzione di LEGO. La sua architettura, costruita ad hoc, è composta da 21 blocchi rettangolari sovrapposti e sfalsati tra loro, coi tetti colorati, sui quali si poggia un gigantesco LEGO. Comprende sia aree a pagamento sia spazi aperti a tutti, come la LEGO Square, una grande piazza posta al centro, le terrazze all’aperto, il LEGO Store e tre ristoranti particolari: un cafè, un ristorante gourmet e lo speciale ristorante Mini Chef, in cui si ordina attraverso una combinazione di mattoncini e si viene serviti da robot.

Lego House

Appena superato il varco dell’area a pagamento, lo sguardo corre veloce verso l’alto, seguendo l’albero della creatività: un albero alto 15 metri, realizzato con 6.316.611 mattoncini standard in “appena” 24350 ore. In un attimo il bambino che è in noi si fa sentire e ci ritroviamo curiosi nella Galleria dei Capolavori, che mette in mostra alcune tra le più belle creazioni dei fan di LEGO provenienti da tutto il mondo. Tutto attorno, panche con contenitori per i mattoncini ai lati attendono, pazienti, piccoli e grandi costruttori.

Cascata Lego House

La cascata di LEGO nell’area rossa

Da qui si può accedere alle Experience Zones, quattro aree di gioco colorate in modo diverso a seconda dell’aspetto dell’apprendimento dei bambini: il rosso per la creatività, il blu per l’aspetto cognitivo, il verde per la narrazione e il giallo per la sfera emotiva. La LEGO House infatti nasce come un invito a stimolare l’apprendimento e a liberare la propria creatività. Ogni sezione offre diverse attività individuali e attrazioni che coinvolgono in maniera attiva i visitatori, come la costruzione della propria vettura Lego e la gara su apposite piste, la realizzazione di aree per le città del futuro, la gara per salvare i mammut dal ghiaccio del Nord, la possibilità di creare il proprio alter-ego di LEGO, di girare il proprio film LEGO personale e di creare il proprio pesce LEGO ed inserirlo in un acquario virtuale.

Sorprendenti certi allestimenti, come la cascata gigante, che si tuffa in una vasca strabordante di mattoncini, o le immense costruzioni che rappresentano parti del mondo. In ogni sezione un totem interattivo permette di scattare fotografie a se stessi, al proprio “alter-LEGO” oppure alle creazioni personali. Tutti gli scatti lungo il percorso possono poi essere scaricati sul proprio dispositivo personale dalla app dedicata, molto semplice ma utile per portare con sé i momenti più divertenti della giornata.

Il percorso prosegue al piano interrato con la History Collection, uno spazio dedicato al racconto e alla storia dell’azienda: era il 1958 quando un falegname di nome Ole Kirk Kristiansen ebbe l’idea di produrre – e poi brevettare – i mitici mattoncini. Foto storiche si mescolano a scatole e pezzi d’epoca, in un mix di curiosità e nostalgia. Oggi, l’azienda danese produce ogni anno circa 60 miliardi di mattoncini LEGO.

L’ultima parte del percorso ci sorprende ancora: scopriamo che esistono tantissime combinazioni possibili dall’unione di 6 mattoncini. Inserendo il codice personale del biglietto in uno dei totem LEGO otteniamo così la nostra combinazione speciale, che potremo riprodurre con i 6 piccoli mattoncini in omaggio ritirati all’uscita del viaggio tra i LEGO.

Alter ego Lego House

Billund è ben collegata con l’Italia (due ore di volo da Milano-Bergamo) ed anche con Copenaghen, che si raggiunge in meno di un’ora di volo: il nostro viaggio è proseguito infatti nella bella capitale danese, ma ve lo racconterò in uno dei prossimi post.

Volete vivere un’esperienza particolare e dormire all’interno della LEGO House? Avete tempo fino al 16 novembre per tentare la sorte e partecipare al concorso di Airbnb e LEGO House! Il vincitore infatti avrà la possibilità di dormire per una notte nella casa dei mattoncini con tutta la famiglia. In bocca al lupo 🙂

Firenze… da vivere

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Lo ammetto, sono innamorata dell’Italia. Viverci non è facile, ma volete mettere la fortuna di vivere in uno dei Paesi più belli del mondo? Quante città da scoprire, mari, montagne (le Dolomiti!), laghi, valli e isole, oltre ad un immenso patrimonio culturale che a volte, ahimé, non sappiamo valorizzare completamente.

Proprio per la nostra Grande Bellezza, se mi chiedessero di trasferirmi, ci sarebbero tante città dove mi troverei a mio agio: Verona, Bologna, Firenze… ah, Firenze. Ci sono stata tante volte, per motivi di svago e per lavoro, ma ci torno ogni volta con piacere. Perché Firenze è semplicemente bella.

Firenze

Non so se sia il fatto che qui nacque e visse Dante (a mio dire un vero genio), o se sia quel clima di eterna bellezza che pervade mentre si cammina lungo l’Arno, in Piazza della Signoria, su Ponte Vecchio: a Firenze mi trasferirei domani.
Cosa da sottovalutare, poi, Firenze non è una città da bollino rosso per il portafoglio. Chiaro, viverci o studiare a Firenze non costa poco, ma ci sono tanti trucchi per risparmiare e godersi la vita in una delle città più famose d’Italia.

Partiamo dalle basi: l’alloggio. Nelle grandi città non è facile trovare casa, ma nemmeno nelle piccole: ve lo dice una che ad Erlangen, una cittadina della Germania, ha traslocato 3 volte in 5 mesi, abitando qua e là perché non si trovavano stanze o appartamenti disponibili. Per questo gli studenti italiani o Erasmus che vengono a studiare in una delle Università più prestigiose del Bel Paese e che sono in cerca di un alloggio a Firenze possono affidarsi a Uniplaces, un servizio che offre la possibilità di trovare e prenotare alloggi per un medio o lungo periodo in maniera rapida e semplice. Se l’avessero inventato prima, lo avrei certamente utilizzato! Sulla piattaforma sono presenti tantissime città in Italia ed in Europa, e le proposte offrono soluzioni per tutte le tasche. A Firenze si possono trovare oltre 160 appartamenti disponibili, da piccoli studi e monolocali fino ad appartamenti decisamente più grandi, in diverse zone della città.

Firenze Piazza della SignoriaAnche mangiare a Firenze senza spendere un capitale non è un grande dilemma: ci sono tantissimi posticini dove trovare piatti della tradizione fiorentina a prezzi più che ragionevoli. Io sono innamorata del Mosto Dolce, un locale con ottima cucina e deliziose birre artigianali, ma anche al Mercato Centrale si può trovare di tutto a prezzi abbordabili, per non parlare della mitica Focacceria Bondi poco distante.

Non da ultimo, l’offerta culturale di Firenze è veramente ampia: basta visitare il centro della città per accorgersene. Si resta a bocca aperta davanti alla maestosità della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, del Duomo, del Campanile di Giotto e del Battistero: opere di ingegno che valgono almeno una visita. Per risparmiare conviene acquistare il biglietto complessivo, che permette di evitare anche le code ad ogni cassa e comprende anche la Chiesa della Santissima Annunziata.

Oltre a queste meraviglie, vivere in una città come Firenze permette di ammirare ogni giorno opere come Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi, la Chiesa di Santa Croce, attraversare il celeberrimo Ponte Vecchio con il corridoio vasariano, ovvero il passaggio segreto dei Medici quand’erano signori di Firenze. E ancora si può chiacchierare davanti a Palazzo Pitti, nel Giardino di Boboli, davanti alla chiesa di Santo Spirito, appena al di là di Ponte Vecchio. Nel tempo libero, vale la pena vedere i principali musei, che sono a pagamento ma meritano una visita: la Galleria dell’Accademia e gli Uffizi, oltre alle mostre di Palazzo Pitti ed alla famosa Casa di Dante.

Per godersi una vista gratuita sulla città, basterà salire ai piani superiori della particolare Chiesa di Orsanmichele, mezza chiesa e mezzo granaio, definita il monumento più fiorentino di Firenze.
Anche la stazione di Santa Maria Novella, punto di arrivo di quasi tutti gli studenti in città, è già di suo un’attrazione da vedere, con la sua architettura razionalista italiana. Naturalmente una visita alla vicina Chiesa di Santa Maria Novella è d’obbligo.

Potrei andare avanti per ore, perché le cose da vedere a Firenze sono tantissime! Anche per questo motivo mi ci trasferirei, per riempirmi quotidianamente gli occhi di bellezza. Per questo vivere e studiare a Firenze è un’ottima idea: si può visitare con più calma tutto ciò che la città offre, oltre che vivere e respirare l’atmosfera fiorentina.

Anche i dintorni di Firenze sono tutti da scoprire: borghi come Vinci, Certaldo, Montecatini Terme, sono tutte chicche da gita giornaliera, che io ho piacevolmente scoperto qualche anno fa.

E voi, in che città speciale avete studiato? E dove vi trasferireste domani, se ve lo chiedessero? Raccontatemelo nei commenti! 🙂

Post in collaborazione con Uniplaces

La sostenibile leggerezza del viaggio

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In occasione dell’arrivo a Rovereto della mostra fotografica di viaggio “Il Giro del Mondo in 80 blogger” ho conosciuto personalmente Eliana Lazzareschi Belloni, autrice di “La sostenibile leggerezza del viaggio. Guida-diario per un turismo sostenibile“.
Durante la serata organizzata all’interno di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, io e lei abbiamo fatto due chiacchiere “green”, per raccontare ai visitatori della mostra ed ai curiosi presenti all’evento come si può fare per viaggiare più ecologicamente e responsabilmente.

intervista Chiara ed Eliana

Io ed Eliana durante la chiacchierata a Smart Lab, dov’è allestita la mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger”

Proprio il festival del turismo responsabile IT.A.CÀ, nelle sue varie tappe in tutta Italia, ci invita a riconsiderare il viaggio non più solo come semplice vacanza, ma come un’esperienza capace di soddisfare il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa. Un’esperienza che trasforma il turista in un residente temporaneo, perché si sente parte del luogo che sta visitando. Ed è proprio quello che cerca di fare Eliana nei suoi viaggi, con accorgimenti ed abitudini che le permettono di spostarsi, mangiare e visitare in modo responsabile ed eco-compatibile.

La sostenibile leggerezza del viaggioLa prima parte del suo libro affronta diversi punti, dando un utile vademecum ricco di consigli pratici per un viaggio sostenibile: dalla meta scelta, alle strutture da privilegiare, dalle modalità di trasporto alle occasioni per aiutare lo sviluppo locale, come il fatto di provare i piatti e la cucina del luogo. E ancora, quali buone abitudini adottare in viaggio, come stare a contatto con la natura, come affinare il proprio spirito di adattabilità.
Nella sua guida-diario per un turismo sostenibile Eliana dà anche parametri utili per valutare l’effettiva eco-compatibilità di una struttura e di una destinazione, come la gestione dei prodotti alimentari, dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti e dei trasporti.

Un intero capitolo è dedicato alle risorse per viaggiare in maniera sostenibile: siti dedicati alle strutture eco-friendly, alla mobilità sostenibile, all’ospitalità ed al volontariato, fino ai viaggi spirituali. Si trovano tantissimi spunti per viaggiare in modo responsabile ed anche low cost!
La prima parte si conclude con una sezione dedicata ai luoghi danneggiati dal turismo di massa (quante fitte al cuore, per luoghi che vorrei vedere almeno una volta nella vita, ma senza danneggiarli ulteriormente) allo sfruttamento animale nel turismo, mettendo in luce tante situazioni in cui l’uomo, per ignoranza o per soldi, abusa degli animali per compiacere i turisti, spesso ignari di tutto ciò che sta dietro questi business.

Eliana è una ragazza solare, grintosa e positiva: mentre racconta dei suoi viaggi pendiamo tutti dalle sue labbra, curiosi di conoscere le sue avventure. Lo stesso avviene leggendo la seconda parte del suo libro, dedicata alle sue esperienze di viaggio lento e sostenibile del 2016: un fil rouge le lega le une alle altre, e non è solo il tema della sostenibilità. Certo, anche e soprattutto quello, dato che alla fine di ogni viaggio Eliana dà i voti alla propria esperienza, creando una mini-pagella per autovalutare quanto il suo viaggio sia stato eco-sostenibile. L’altro filone che lega questi cinque racconti di viaggio è il viaggio in solitaria: l’autrice è (quasi) sempre partita da sola, riscoprendo un modo di viaggiare che ora le appartiene. In viaggio da sola ha riscoperto lati di sé che prima non conosceva, e si è sentita più libera di stringere nuove amicizie e relazioni, lanciandosi senza paura in chiacchierate con sconosciuti ed in esperienze nuove come il Couchsurfing.

Quando Eliana parla del Couchsurfing, per l’ennesima volta, mi ritrovo nelle sue parole e nel suo spirito di viaggio.

Sono sempre stata affascinata dalla diversità, forse è proprio per questo motivo che quando viaggio mi piace stare a contatto con le persone del posto e apprendere di più sulla loro cultura, sulla loro storia e sul loro atteggiamento. Questo spirito e filosofia vengono abbracciati in toto dal couchsurfing. Affidarsi a perfetti sconosciuti è difficile, forse la cosa più complicata di tutte. Siamo abituati a diffidare e, anche quando ci accadono cose belle, rimaniamo involontariamente sulla difensiva. Spesso scatta un meccanismo psicologico implicito, come se non ci sentissimo davvero meritevoli di certe fortune o gioie, tanto da dover necessariamente cercare un lato oscuro o negativo.

In questo periodo di incertezze io ho deciso di ascoltare le storie belle che l’umanità ha da raccontarci, è il mio modo di reagire alla negatività. Ogni giorno ci sono persone che si conoscono in viaggio, relazioni umane che s’intrecciano in maniera spontanea, gente generosa che offre ospitalità a estranei senza aspettarsi nulla in cambio, solo per il piacere di conoscere gli altri, di donarsi, di interagire con loro. E questo è sempre accaduto: in antichità la gente usava ospitare pellegrini e raminghi e all’epoca non c’era internet, non ci si poteva informare sulle persone, non c’erano le referenze di altri ospitanti e ospiti.

Lo scambio gratuito è la cosa più bella che c’è dietro la filosofia di questa comunità e il progresso di internet, nonostante i suoi lati negativi, aiuta a diffonderne lo spirito.

Il libro è un condensato di consigli di eco-sostenibilità e di esperienze che mettono in pratica i principi del viaggio lento, sostenibile e responsabile. Un manuale che consiglio vivamente di leggere per cambiare il proprio punto di vista, in viaggio e non solo. Lo potete trovare qui, mentre a questo link trovate il blog di Eliana, Geco Travels (dall’unione della G di Geo, ECO di Ecologia ed O di Olismo).

Buon viaggio lento, sostenibile e responsabile a tutti! 🙂