5 mete italiane da riscoprire quest’estate

Standard

L’Italia è veramente il Paese delle meraviglie, ed ogni volta che viaggio nel mio Paese mi rendo conto di quanto sia fortunata a viverci. Per questo voglio suggerirvi 5 mete che ho visitato negli ultimi anni lungo lo Stivale che mi hanno conquistata: sono destinazioni in cui trascorrere qualche giorno durante uno dei prossimi ponti di primavera, ma anche una settimana o più in estate.

Grado: un piccolo borgo marinaro, una cittadina sospesa tra mare e laguna in cui gustare il pesce fresco e camminare lungo la riva, con il vento che scompiglia i capelli. Ma anche Trieste e Gorizia sono due città da visitare con qualche giorno in più a disposizione, per trascorrere un weekend tra il suono del mare e l’incanto della storia. Per sfruttare il tempo a disposizione l’ideale è spostarsi in macchina o in treno tra le singole città, ma poi girare a piedi nei centri.

Grado

I borghi toscani, come San Gimignano e Volterra: queste perle vanno scoperte lentamente, gustandosi anche tutto il paesaggio in cui sono immerse. La Val d’Elsa e la Val d’Orcia ed i loro orizzonti che si infrangono sulle colline, tra file di cipressi e tramonti mozzafiato, ed i piccoli borghi medievali che si incontrano a poche manciate di chilometri l’uno dall’altro sono un’ottima idea per un weekend fuori porta o per una settimana di sano relax. Raggiungere queste cittadine e spostarsi tra i piccoli borghi in bici o con una macchina elettrica vi farà sentire meglio fisicamente e moralmente, nei confronti di questi territori belli al punto da togliere il fiato.

Volterra, Toscana

Il Fermano ed i suoi dintorni: una fila di borghi “bandiere blu” lungo la costa Adriatica, chilometri di passeggiate e piste ciclabili, chicche storiche e monumenti dalla notevole importanza… sono i paesi delle province di Fermo e Macerata, che vi invito a scoprire per godervi le Marche tra costa ed entroterra. Con una bicicletta si può percorrere un bel tratto sul lungomare, godendosi il paesaggio, come da Porto San Giorgio a Porto Sant’Elpidio.
Tutte queste località possono essere raggiunte comodamente in macchina oppure in treno, opzione più sostenibile e sicuramente preferibile, anche per godersi il panorama marino in tutta tranquillità.

lungomare Fermano

Cagliari: qualche giorno nel capoluogo sardo vi farà sentire rigenerati. Un clima mite, i sette colli ed i bei quartieri da esplorare, la buona cucina della tradizione ed i fenicotteri rosa: che cosa desiderare di più? 🙂
Anche se può apparire faticoso, visitare Cagliari a piedi è un ottimo esercizio e dà anche molte soddisfazioni, regalando panorami incredibili sulla città e sul mare che la abbraccia. Si può raggiungere facilmente la città sia con voli low cost sia in macchina, naturalmente via mare, prenotando online un traghetto per la Sardegna. Con questa seconda soluzione si può scegliere di viaggiare all’ora che si preferisce: di giorno ci si gode la traversata del mar Tirreno, oppure si possono ottimizzare le proprie risorse viaggiando di notte, in modo da sfruttare il più possibile le giornate per visitare la città. Un consiglio: durante il viaggio approfittatene per scaricare le audioguide gratuite messe a disposizione dal sito di Cagliariturismo, le avrete pronte per quando sarete in città.

Cagliari

Palermo: la Capitale italiana della Cultura del 2018 (ha eliminato Trento in finale, ahimè!) ha davvero molto da offrire, in primis la sua incredibile mescolanza di influssi e di culture. Palazzi normanni, architetture bizantine, un mare che abbraccia la costa e la tradizione culinaria che la fa da padrona nei locali come nei mercati tradizionali: Palermo è una città che affascina i viaggiatori e conquista i loro palati! Ci si può arrivare comodamente con voli low cost oppure via terra e mare, attraversando in traghetto lo stretto di Messina. A proposito, proprio sul traghetto sullo stretto ho mangiato uno dei migliori arancini mai provati! 😀

Palermo

Avete già visitato una di queste città? Quale vi piacerebbe vedere prossimamente? Lasciatemi i vostri pareri e le vostre idee nei commenti 😉

L’Italia festeggia i suoi territori con la Giornata nazionale del Paesaggio

Standard

Il prossimo 14 marzo il nostro Paese celebra la prima Giornata nazionale del Paesaggio, istituita nello spirito della Convenzione Europea del Paesaggio. Questo documento, adottato dal Comitato dei Ministri della Cultura e dell’Ambiente del Consiglio d’Europa il 19 luglio 2000, dà una definizione univoca e condivisa di paesaggio e dispone i provvedimenti in tema di riconoscimento, tutela e salvaguardia del territorio. La Convenzione prevede la salvaguardia di tutti i paesaggi, indipendentemente da prestabiliti canoni di bellezza o originalità. La prima Giornata nazionale del Paesaggio riprende queste idee, con lo scopo di “richiamare il paesaggio quale valore identitario del Paese, per trasmettere alle giovani generazioni il messaggio che la tutela del paesaggio e lo studio della sua memoria storica costituiscono valori culturali ineludibili e premessa per un uso consapevole del territorio ed uno sviluppo sostenibile.”

locandina giornata nazionale del paesaggio

La Giornata nazionale del Paesaggio prevede diverse iniziative sull’intero territorio nazionale, tutte reperibili sulla pagina dedicata, oltre al Premio Nazionale del Paesaggio, un riconoscimento che il MiBACT vuole attribuire agli attuatori di buone pratiche per la qualità del paesaggio e della vita delle comunità locali, cioè quelle personalità o enti capaci di testimoniare le potenzialità del Patrimonio culturale del nostro Paese attraverso la creazione di economie sostenibili e la diffusione e la divulgazione di valori etici e culturali.

Le varie regioni si sono messe all’opera con idee interessanti e creative, come la campagna social “Paesaggi condivisi” promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del Cratere, che include i territori dell’Aquila e dei 56 comuni circostanti compresi nel cosiddetto “cratere sismico” del 2009, per stimolare nuovi sguardi su tutto ciò che ci circonda.

Il paesaggio è percezione, è immagine; è la profonda combinazione e interazione tra i diversi aspetti, le diverse forme e le molteplici visioni del territorio mediate attraverso le componenti umane, storiche e sociali e la percezione vissuta da chi lo osserva, lo vive, lo attraversa ogni giorno.

Il paesaggio non è solo natura e ambiente, ma comprende anche tutti gli aspetti legati alla storia ed all’umanità, come le reti degli antichi percorsi, i borghi, le città, le testimonianze archeologiche, la trama dei campi coltivati e tutte le altre opere dell’uomo stratificatesi nei secoli sul territorio. Il paesaggio italiano è una miscela unica di paesaggio storico e paesaggio umano, un carattere distintivo che va conservato e tutelato con un grande impegno diffuso e condiviso. La Giornata nazionale del Paesaggio è un’occasione importante per approfondire la riflessione sulla cultura e la tutela del paesaggio, diffondere la conoscenza del suo significato e la consapevolezza del suo valore: voi parteciperete in qualche modo? Fatemelo sapere nei commenti 😉

Il mio ABC del viaggiare sostenibile e responsabile

Standard

Viaggiare in maniera più sostenibile non è impossibile: ognuno di noi può fare qualcosa nel proprio piccolo, in ogni viaggio. Basta poco: ecco il mio alfabeto del viaggiare sostenibile e responsabile! 🙂

A come… Ambiente: un viaggio sostenibile è tale se rispetta l’ambiente circostante. Partendo dai mezzi di trasporto, fino alle scelte che si fanno in loco, ogni atteggiamento è importante per rispettare il territorio che si sta visitando.

B come… Biciclette: utilizza mezzi ecologici e ad impatto zero come le bici per spostarti, sia dove abiti sia quando visiti un posto nuovo.

bicicletta

C come… Condivisione: per limitare gli sprechi e le emissioni e per risparmiare si può semplicemente condividere. Un viaggio, un alloggio, un pasto: è la sharing economy, l’economia della condivisione che aiuta l’ambiente e le persone.

D come… Dare prima di ricevere: che sia un sorriso, un saluto o qualcosa di materiale, è importante essere pronti ad offrire prima di aspettarsi di ricevere qualcosa.

E come… Empatia: il viaggiatore responsabile viaggia con la mente ed il cuore aperti, per comprendere e mettersi nei panni delle persone che incontra, e tornare arricchito nel profondo.

F come… Free walking tour: per visitare una città in maniera economica ed ecologica, i free walking tour sono l’ideale. Queste visite guidate gratuite (si lascia una “mancia” solo se e quanto si vuole) si svolgono a piedi e sono spesso organizzate da giovani locali che mettono tanta passione in ciò che fanno. Un bel modo di scoprire un nuovo posto!

G come… Grazie: il viaggiatore responsabile non si dimentica di dire grazie, è una parola che cerca di imparare, ricordarsi ed usare nella lingua locale del posto che visita.

H come… Hotel? No grazie, a meno che non sia sostenibile e gestito da persone del posto! Il viaggiatore responsabile preferisce soluzioni alternative, più legate al territorio e che coinvolgano gli abitanti locali, come Bed&Breakfast, agriturismi, piccoli appartamenti, Airbnb o anche Couchsurfing. Ci sono anche strutture eco e green di ottima qualità: si possono trovare online su portali green come Piuturismo ed Ecobnb.

I come… InterRail, un modo ecologico (ed economico) di viaggiare. Il treno permette di spostarsi con ritmi meno frenetici e di arrivare fin nel cuore delle città, senza inquinare, e la formula dell’InterRail apre le porte ad un viaggio di avventura, esplorazione, libertà.

mondo

L come… Lentezza: scoprire o riscoprire un luogo, assaporare un piatto tipico, spostarsi su un mezzo locale… tutto ha un sapore diverso se fatto lentamente.

M come… Musica, il linguaggio universale che unisce tutte le culture, assieme alla danza, al canto e a tante altre arti.

N come… Naturale: in viaggio ma anche nella vita di ogni giorno cerca di utilizzare prodotti naturali, come alimenti, frutta e verdura bio, prodotti ecologici e materiali poveri e semplici, per scelte più responsabili per te e per l’ambiente.

O come… Occhi: guarda negli occhi chi incontri, ma non dimenticarti di ascoltare, sorridere e tendere la mano. Cerca di conoscere chi abita il luogo che stai visitando.

P come… Piedi: sono il tuo mezzo di trasporto migliore, per camminare in lungo e in largo e visitare quanto più possibile senza inquinare.

Q come… Quando: decidere quando viaggiare è fondamentale per evitare di spostarsi quando lo fa la maggior parte dei turisti, per visitare un luogo con più calma e per godersi meglio una destinazione. La bassa stagione è l’ideale per approfittare di prezzi più bassi e per aiutare anche il turismo di diverse località a destagionalizzarsi.

R come… Rispetto, per chiunque e per qualunque cosa incontri in viaggio: per le persone innanzitutto, ma anche per i luoghi, per le culture e per le tradizioni locali.

slow travel

S come… Street food: i mercati tipici e le bancarelle che vendono cibo sono piccoli scrigni di cultura locale. Assaggia le pietanze tipiche dai venditori ambulanti e nei mercati locali: scoprirai l’enogastronomia del posto spendendo poco!

T come… Tipico: se visiti un posto cerca di scoprire cosa è tipico del luogo, sia per assaggiare i prodotti enogastronomici sia per conoscere le tradizioni. In questo modo ti immergerai davvero nella cultura locale.

U come… Utilità: il turismo può essere davvero utile per una località, per la sua popolazione ed in generale per lo sviluppo dell’economia locale, se attuato con i giusti principi e nel rispetto del luogo e dei suoi abitanti.

V come… Viaggiatore e non turista: qual è la differenza? Il viaggiatore non va alla ricerca delle 10 cose da vedere di un luogo, ma si perde tra i vicoli di una città. Ama esplorare, provare le cose tipiche di un posto e muoversi con mezzi locali. Non segue i classici itinerari, ma li crea da sé, con i consigli della gente del luogo.

Z come… Zaino: un bagaglio pratico, comodo e facilmente trasportabile come uno zaino può aiutare a viaggiare più leggeri e ad inquinare di meno.

…e # come #viaggiaresponsabile, il tag che ho creato per segnalare tutte le iniziative o proposte di turismo sostenibile e responsabile in Italia e nel mondo: usalo sui social per farmi conoscere nuove idee!

Sicuramente avrò dimenticato qualche aspetto fondamentale o qualche particolare per viaggiare in modo sostenibile e responsabile: ti va di aiutarmi ad arricchire questo abecedario della sostenibilità con i tuoi suggerimenti? 🙂 Lasciami la tua idea nei commenti!

Londra in tre giorni, il mio itinerario

Standard

Era davvero tanto tempo che desideravo vedere questa città di cui tutti mi parlano, così durante le ultime vacanze di Natale sono volata a Londra in dolce compagnia. Temevamo di trovare un freddo pungente, invece l’Inghilterra ci ha accolti con il sole… che è durato solo un giorno purtroppo, ma il tempo è stato davvero mite e ci ha permesso di girovagare per Londra tutta la giornata.
Tre giorni non sono chiaramente sufficienti per visitare tutto quello che la città offre, ma credo che a Londra non basterebbe nemmeno un mese. In ogni caso abbiamo cercato di sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione con alcuni itinerari tattici: eccoli, giorno per giorno – magari potrebbero tornare utili anche a voi! 🙂

Londra

Il “centro” di Londra e la vista dall’alto

Per familiarizzare con la città abbiamo deciso di ammirarla dall’alto del London Eye, la ruota panoramica più alta d’Europa. Non è proprio economica, ma acquistando il biglietto (standard) online si risparmia un significativo 10% ed anche la prima coda. La fila può essere lunga ma è scorrevole, poi l’esperienza sulla ruota panoramica è molto piacevole, e dura 30 minuti.
Prima di raggiungere la London Eye abbiamo percorso tutta la zona a sud del Tamigi, a partire dal London Bridge: Bankside, la zona che nel Cinquecento vide il moltiplicarsi di bische, bettole, bordelli e persino teatri, considerati luoghi di perdizione. In questo modo abbiamo intravisto The Shard, grattacielo progettato da Renzo Piano e completato nel 2012, attraversato il vivace e colorato Borough Market e, poco distante, visitato la meravigliosa Cattedrale di Southwark, chiesa agostiniana fondata nel 1106 e rimaneggiata in epoca vittoriana: l’ingresso, quasi nascosto, è gratuito e ne vale davvero la pena per il suo curioso ma armonioso mix di stili eterogenei.

I moderni edifici di Londra

I moderni edifici londinesi lungo il Tamigi

Ritornando verso il fiume ci si imbatte nel Golden Hinde, la replica della nave che Sir Francis Drake utilizzò per circumnavigare la terra tra il 1577 ed il 1580. Restando su Clink Street si possono ammirare i resti dell’antico palazzo del vescovo di Winchester con un grande rosone, poco distante si trova invece l’ingresso alla Clink Prison.

Proseguendo lungo il Tamigi si passa sotto Southwark Bridge e si giunge al Globe Theatre, fedele ricostruzione del teatro di Shakespeare dopo che un incendio lo distrusse nel 1633. Qualche altro passo e ci si ritrova a lato della colossale Bankside Power Station, una centrale termoelettrica della seconda metà del ventesimo secolo dismessa nel 1981 e adibita dal 1995-99 a museo: è la Tate Modern, un enorme galleria che ospita centinaia di opere di arte moderna e contemporanea.

Oxo Tower Wharf e Gabriel’s Wharf sono due curiosi edifici che rappresentano la riqualificazione urbanistica nata dall’iniziativa popolare. Poco più avanti si trova il Southbank Centre con la Royal Festival Hall, una grande sala da concerto, e la Queen Elizabeth Hall. Ancora pochi passi e si giunge alla London Eye.

Big BenUna volta scesi dalla ruota panoramica si può proseguire attraversando il Westminster Bridge: qui abbiamo visitato da fuori la Clock Tower o Big Ben, le Houses of Parliament e l’Abbazia di Westminster, la chiesa dei sovrani inglesi che meriterebbe una visita anche al suo interno. Risalente addirittura al 730-740, quest’abbazia ha visto l’incoronazione di quasi tutti i regnanti, ed accoglie le spoglie di molti di loro. Accanto alla mole di Westminster si trova la piccola ma elegante St. Margaret Church, mentre di fronte all’abbazia si erge la Methodist Central Hall, con la sua enorme cupola, sede di cerimonie, concerti e mostre e della prima Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1946.
Anche il Parlamento è aperto alle visite a pagamento, ma vi si può entrare anche gratuitamente quando le Camere sono in sessione: le sedute vengono indicate da un cartello posto all’ingresso di St. Stephen’s.

Da qui la nostra visita è proseguita lungo Parliament Street, che diventa successivamente Whitehall, in un susseguirsi di importanti ministeri. Qui si trova la sede delle House Guards, dove abbiamo assistito al cambio della guardia. Vale la pena attraversare l’edificio per sbucare nel cortile della House Guards e ritrovarsi all’estremità del bel St. James’s Park, in un andirivieni di persone.

Whitehall termina a Trafalgar Square, ma noi abbiamo svoltato poco prima per attraversare l’Admiralty Arch e percorrere il grande viale The Mall, ma solo fino a Carlton House Terrace e alla scalinata che porta a Waterloo Place. Il cuore del quartiere di St. James è l’omonima St. James’s Square, attorno a cui sorgono dimore aristocratiche e negozi esclusivi. Da qui si torna su The Mall per raggiungere Buckingam Palace, la celebre residenza londinese dei sovrani, ed il Queen Victoria Memorial. Nell’angolo meridionale del Palazzo si trova The Queen’s Gallery, che espone le collezioni reali e, poco oltre, le scuderie reali, che ospitano tuttora i cavalli della regina.

Da qui si potrebbe visitare il quartiere di Chelsea percorrendo Palace Road, ma noi siamo tornati indietro passando per St. James’s Park, osservati da ogni tipo di volatile e da intraprendenti scoiattoli. Ci siamo goduti il tramonto proprio nel bel mezzo del parco, sul ponte che attraversa il laghetto, e siamo tornati a Trafalgar Square, ritrovo di svariati artisti di strada londinesi, arrivando alla National Gallery verso le 16.30,che si è rivelata un rifugio ideale dopo l’imbrunire. La National Gallery è una delle più ricche pinacoteche del mondo, ospita oltre 2300 opere ed è completamente gratuita: un paradiso per gli amanti dell’arte! 😉

scoiattoli a St. James Park

Prima di cena abbiamo visto anche Leicester Square e Piccadilly Circus, la piazza irregolare nota per le sue grandi insegne pubblicitarie luminose e per l’ingente traffico di auto e di persone. Abbiamo attraversato Chinatown per poi spostarci a cena nell’adiacente quartiere di Soho, diventato ora una zona trendy con diversi locali dopo un passato da quartiere aristocratico e poi a luci rosse. La zona brulica di teatri, con le loro insegne affacciate sulla strada. Grazie ad un amico che vive e lavora qui da quasi due anni abbiamo approfittato dell’occasione per visitare la sua sede di lavoro, TripAdvisor, affacciata su Soho Square, per poi gustarci un ottimo hamburger da Honest Burgers (il locale è piccolo e probabilmente c’è da attendere per un tavolo, ma si viene serviti presto) ed una corposa birra a Waxy O’Connor’s, un bel pub accogliente e molto grande.

Greenwich, dove il tempo ebbe inizio

Osservatorio GreenwichLa mattina del secondo giorno è stata dedicata a Greenwich, dove si arriva facilmente con la DLR, la metropolitana leggera che serve l’area ricostruita della zona del Docklands nell’est di Londra. Qui, costruito su una collinetta ed immerso nel Greenwich Park, si trova l’Old Royal Observatory, progettato dal grande architetto Christopher Wren nel 1675 per calcolare esattamente la longitudine e rendere più sicura la navigazione. Vi lavorarono gli astronomi reali compreso un aiutante di Halley, John Harrison, che costruì un cronometro in grado di segnare sempre l’ora esatta, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche: la sua impegnativa carriera è raccontata all’interno dell’osservatorio (l’audioguida, anche in italiano, è compresa nel biglietto). Nel 1884 i delegati di 25 Nazioni decisero che il meridiano da cui calcolare l’ora e la distanza fosse quello di Greenwich: nel cortile dell’osservatorio una linea indica il Prime Meridian, il grado zero di longitudine, mentre un grande orologio segna l’ora di Greenwich.
Il Planetario offre spettacoli gratuiti e a pagamento in determinati orari: conviene informarsi una volta arrivati alla biglietteria per organizzare al meglio la propria visita.

Science Museum

L’interno del Science Museum

Nel primo pomeriggio ci siamo spostati nella zona di Notting Hill: abbiamo percorso sotto una pioggia fina Portobello Road, con i suoi eccentrici negozi vintage e di antiquariato, per poi avventurarci nel verde tra Kensington Gardens e Hyde Park, scoprendo l’area giochi a tema Peter Pan dedicata alla principessa Diana e ammirando Kensington Palace, residenza ufficiale dei duchi di Cambridge. A lato del parco si trovano la Royal Albert Hall e l’Albert Memorial, un opulente monumento dedicato al Principe Alberto.

Aggirando la Royal Albert Hall ci si ritrova in un attimo nel quartiere dei musei: qui sorgono infatti a poca distanza l’uno dall’altro il Victoria & Albert Museum, il Science Museum ed il Natural History Museum. Eravamo già molto propensi ad entrare, e la pioggia insistente ci ha convinto per la visita: abbiamo perciò visto rapidamente il Science Museum, enorme museo dedicato alla scienza di ogni tipo, e poi le Earth Galleries del Natural History Museum.

All’uscita abbiamo percorso Brompton Road fino ai grandi magazzini Harrod’s, con i suoi 7 piani e più di 300 reparti, ognuno col suo stile. Da li abbiamo preso la metro fino a Russell Square per visitare infine il British Museum, aperto fino alle 21 il venerdì sera. Non basterebbe una giornata intera per visitare tutto ciò che offre questo tempio della storia, ma noi ci siamo accontentati di vedere dal vivo la Stele di Rosetta ed altri cimeli, di perderci nel cunicolo di gallerie e di ritrovarci con lo sguardo perso nell’immensità dell’atrio.
Anche la seconda sera abbiamo deciso di cenare a Soho, quartiere dalle mille proposte enogastronomiche e culturali: gli armoniosi piatti speziati della cucina thailandese mi hanno conquistata!

I tesori nascosti di Londra

Binario 9 e 3/4Il nostro terzo ed ultimo giorno pieno è iniziato sabato mattina con la visita della stazione di King’s Cross e del suo famoso Binario 9 e 3/4 (i fan di Harry Potter mi capiranno). Niente foto di rito con il carrello mezzo scomparso, ormai quasi monopolizzate dai gestori del negozio accanto al binario immaginario, ma una scatola di Gelatine Tuttigusti+1 non me la toglie nessuno! 🙂

A pochi passi dalla stazione di King’s Cross e la notevole stazione di St. Pancras si trova la nuova British Library, una bella biblioteca che al suo interno ha una collezione di volumi di ogni tipo e valore, come due copie della Bibbia di Gutenberg ed altrettante della Magna Carta. L’esposizione interna è visitabile gratuitamente; noi ci siamo divertiti a girovagare un po’ ed a giocare ad una specie di Cluedo nello Shop della biblioteca, improvvisandoci detective.

Il pomeriggio siamo tornati nella City per visitare l’immensa Cattedrale di St. Paul: il biglietto può sembrare salato, ma include una ricca audioguida e la visita alle tre cupole ed alla cripta. Prendetevi tutto il tempo che vi serve, questa chiesa è uno scrigno di storia e merita di essere esplorata ed ascoltata. Se avete ancora fiato una volta giunti alla Whispering Gallery, la Cupola dei Bisbigli, mettete alla prova il sistema che dà il nome alla cupola: in due, ponetevi ai due lati opposti della cupola e provate a bisbigliare qualcosa lungo il muro, dovreste riuscire a sentirvi distintamente nonostante il grande spazio circostante. Sembra incredibile, ma funziona!

Vista da St. Paul

La vista da St. Paul. Dalla cima della cupola più alta si gode di un panorama a 360 gradi

Il resto del pomeriggio è stato dedicato all’esplorazione della City: girovagando abbiamo visto il curato edificio di Guildhall, la storica sede della municipalità londinese, e poi siamo finiti a Bank, nel cuore finanziario della City tra lo Stock Exchange, il Royal Exchange e la Bank of England. Proseguendo a piedi ci siamo imbattuti nel Monument, una colonna di 62 metri su cui si può salire, e poi nel curioso e colorato Leadenhall Market, un antico mercato delle carni coperto in vetro e ferro battuto.

St. PaulNon ancora stanchi, abbiamo passeggiato fino a Tower Hill, la collinetta su cui corre un bel pezzo di muro romano e dove si erge la Tower of London, fortezza dalla storia piuttosto complicata. Davanti a Tower Hill si erge il famoso Tower Bridge, costruito tra il 1886 ed il 1894 in stile neogotico. La parte centrale si apre al passaggio delle navi: l’evento non è più così frequente come in passato, ma avviene ancora circa 900 volte all’anno.

Una volta attraversato il ponte, ci siamo incamminati lungo South Bank, costeggiando il Tamigi e passando accanto a curiosi edifici come il GLA (Greater London Authority) Building, sede dell’amministrazione metropolitana, interamente costruito in vetro a simboleggiare la trasparenza della democrazia. Dopo una tappa per una buona birra al pub The George, uno dei più antichi ancora in attività fin dal 1542, siamo arrivati fino alla Tate Modern, aperta il sabato fino alle 22, così ne abbiamo approfittato per visitare le 4 aree tematiche ed ammirare opere di grandi artisti tra cui Matisse, Picasso, Kandinsky, Pollock, Dalí, Magritte, Ernst, De Chirico, Miró.
All’uscita abbiamo attraversato il  Millennium Bridge, che dalla Tate Modern porta alla Cattedrale di St. Paul, e ci siamo spostati in metro fino a Soho, quartiere a cui ci siamo ormai affezionati.

 

Le mille sfaccettature di una città in continuo cambiamento

Londra è una città incredibile, con edifici di ogni epoca e stile, musei ricchi di opere preziose completamente gratuiti e monumenti a personaggi che hanno fatto la storia. È trafficata di auto, bus, taxi e persone, ma sa anche regalare tranquillità nei suoi grandi parchi e nelle passeggiate lungo il Tamigi.

Per muoverci in città noi abbiamo camminato molto: è il modo migliore per godersi Londra e tutto ciò che ha da offrire. Per agevolarci e velocizzarci negli spostamenti abbiamo acquistato due Oyster Card, la tessera che permette di utilizzare tutti i trasporti semplicemente caricandola. La card ha un valore di 5 £ che fungono come cauzione (vengono restituiti se si decide di consegnare la tessera al termine della vacanza), e si carica semplicemente a qualsiasi stazione della metropolitana. Una volta raggiunto il tetto massimo di spesa giornaliera, si viaggia gratuitamente.

Dall’aeroporto di Stansted abbiamo raggiunto comodamente Londra con la rete di autobus National Express, che collegano varie zone della città in poco più di un’ora e ad un prezzo molto accessibile. Per dormire, invece, ci siamo affidati ad AirBnb ed abbiamo soggiornato per 5 notti in un semplice appartamentino nel comodo e tranquillo quartiere di Shoreditch.

Devo dire che Londra non solo ha soddisfatto le mie alte aspettative, ma mi ha stupita con la sua personalità, lasciandomi il desiderio di tornare per vedere anche tutto quello che per ragioni di tempo ho dovuto lasciare per la prossima volta. Voi ci siete stati? Lasciatemi nei commenti i vostri consigli su cosa vedere assolutamente la prossima volta: sarei felice di fare un nuovo itinerario! 🙂

Tower Bridge

2017, Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

Standard

logo international year of sustainable tourismEra il 4 dicembre 2015 quando l’ONU ha dichiarato il 2017 Anno Internazionale del Turismo Sostenibile: ad oggi sono già iniziati i 12 mesi che celebrano e promuovono il contributo che il settore turistico può dare alla costruzione di un mondo migliore. È proprio questo il principale obiettivo dell’Anno Internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo, un’occasione per sensibilizzare le persone a diffondere consapevolezza del grande patrimonio delle diverse culture e per ribadire l’esigenza di un turismo attento, consapevole e rispettoso del patrimonio culturale ed ambientale. Mai come oggi ne abbiamo bisogno.

Nel settembre 2015 più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite: la comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui contenuti sono divisi in 17 obiettivi, molti dei quali possono ricevere un grande contributo dal turismo sostenibile e responsabile. Questo argomento non è una novità in ambito internazionale, ma ribadisce quanto già stabilito alla Conferenza sullo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Rio+20) ed ancor prima al Summit di Rio del 1992, che sottolineava come il “turismo ben progettato e ben gestito” può contribuire alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, alla creazione di posti di lavoro ed al commercio internazionale.

obiettivi sviluppo sostenibile

I 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile

Secondo Taleb Rifai, segretario generale dell’UNWTO (United Nations World Tourism Organization), quest’anno è un’occasione per sviluppare un turismo più responsabile e impegnato in grado di promuovere il contributo ai tre pilastri della sostenibilità, economico, sociale ed ambientale, e di risvegliare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle reali dimensioni di questo importante settore spesso sottovalutato. Il turismo infatti oggi rappresenta il 7% delle esportazioni in tutto il mondo, un posto di lavoro su undici ed il 10% del PIL mondiale: per questo, se ben gestito, può favorire la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dei beni culturali e naturali.
In questo quadro il turismo sostenibile può essere un grande vantaggio specialmente per le piccole società locali, in quanto valorizza l’ambiente, tutela il patrimonio culturale e sviluppa nuove forme di economia, permettendo anche alle realtà più fragili e deboli di proteggere le loro tradizioni e diversità.

L’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo promuove il ruolo del turismo in questi cinque settori chiave:

  • la crescita economica inclusiva e sostenibile;
  • l’inclusione sociale, l’occupazione e la riduzione della povertà;
  • l’efficienza delle risorse, la tutela dell’ambiente e dei cambiamenti climatici;
  • i valori culturali, la diversità e il patrimonio;
  • la comprensione reciproca, la pace e la sicurezza.

il contributo del turismo

Ogni viaggiatore può contribuire alla salvaguardia ambientale ed all’equità sociale, non solo in quest’anno dedicato ma in generale ogni volta che si sposta, semplicemente viaggiando con il cuore e con la testa e cercando di fare scelte più attente: viaggiare responsabilmente significa avere a cuore il benessere della popolazione locale, della sua cultura e dell’ambiente che ci ospita.

Le manifestazioni che celebrano l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile sono diverse, costantemente aggiornate sul sito dedicato. Il sito, ricco di contenuti, contiene anche una bellissima sezione dedicata alle storie di chi è coinvolto quotidianamente nel mondo del turismo, lo respira, lo vive e lo plasma.
Ognuno di noi può partecipare e contribuire in quest’anno speciale, anche solo diffondendo i valori del turismo sostenibile e responsabile. Se vi va, segnalatemi i progetti di turismo sostenibile che conoscete utilizzando il tag #viaggiaresponsabile sui social network: li inserirò nella mia rubrica! 🙂 Insieme possiamo rendere questo mondo un posto migliore anche viaggiando: io ci credo.

Il giro del mondo in 80 blogger

Standard
Il giro del mondo in 80 blogger

Ho sempre detto che amo la forza della Rete, quando fa nascere qualcosa di bello. Questa storia è proprio una di queste cose belle, e merita di essere raccontata.

Il giro del mondo in 80 blogger” è una mostra fotografica di viaggio raccontata da 80 travel blogger italiani a sostegno di “Marta4Kids”, una Onlus fondata da Christian Cappello, il compagno di Marta Lazzarin, la blogger di viaggi vicentina mancata a fine dicembre 2015 assieme al bimbo che portava in grembo. Dal 2 aprile, giorno in cui sarebbe dovuto nascere Leonardo, Christian sta girando l’Italia a piedi per raccogliere fondi per combattere la fibrosi cistica. La mostra è un piccolo tassello per contribuire a questo grande scopo, ed è stata realizzata grazie all’iniziativa di Cristina Rampado, amica e collega di Marta e Christian e travel blogger su Crinviaggio.com, agli 80 blogger che ha saputo coinvolgere, a tutti i collaboratori, alla libreria Pangea ed Unipol Banca. 80 singolari foto di viaggio, un itinerario per ammirare le meraviglie del mondo, un viaggio che parte da Padova e gira attorno a tutta la terra.

Le foto, ciascuna delle quali rappresenta un momento particolarmente significativo di viaggio, sono state donate da travel blogger che hanno risposto positivamente al progetto, mentre l’allestimento è stato curato in modo che lo spettatore possa percorrere il giro del Mondo ruotando su se stesso. La mostra è anche interattiva, una sorta di “diario di viaggio” con appunti, biglietti, ricordi: i visitatori potranno partecipare al racconto arricchendolo con un loro contributo, così da diventarne parte.

L’esposizione si tiene dal 21 gennaio all’11 febbraio alla Libreria Pangea di Padova ed è ad ingresso libero. Se una delle foto dovesse colpirvi, potrete decidere di acquistarla con una donazione alla Onlus “Marta4Kids”.

volantino mostra il giro del mondo in 80 blogger

Nelle settimane di mostra nella libreria Pangea sono stati organizzati alcuni incontri con scrittori di viaggio, come il primo appuntamento con Andrea Mella e il suo libro “Marittimo Blues” durante l’inaugurazione, sabato 21 gennaio alle ore 18.00.
All’iniziativa de “Il giro del mondo in 80 blogger” si lega anche il challenge fotografico di Igers Padova, la community locale di Instagram, che dal 16 gennaio al 12 febbraio raccoglie con l’hashtag #IlTuoRespiro tutti gli scatti legati alla mostra ed al progetto per cui è nata. La sfida è raccontare attraverso un’immagine ciò che porta respiro nella vita, sia questo un luogo, una persona o una situazione.

Marta4KidsAnche Christian passerà per Padova, nel suo lungo viaggio a piedi per tutta l’Italia, che ha intrapreso da diversi mesi. In questo intenso viaggio che percorre da nord a sud tutto lo Stivale, quasi 4.000 chilometri per 324 giorni di cammino, Christian ci sta facendo conoscere bellezze italiane spesso poco note così come malattie tanto rare quanto gravi, come lo è la fibrosi cistica.
Proprio per questo è nata Marta4Kids, la Onlus per raccogliere fondi e donazioni per sostenere la ricerca contro la fibrosi e per finanziare la ricerca sulle malattie rare, sconosciute, proprio come i borghi che Christian incontra e visita lungo il suo cammino. Come dice Chris, “Il male finisce quando comincia il bene”.

Tra gli 80 scatti in mostra c’è anche una mia foto, che racconta un momento di viaggio speciale, che racconta un viaggio speciale: quello con mio padre, che ho fatto l’estate del 2015 lungo la mitica Route 66. Vorrei che Leonardo e Chris vivessero le stesse emozioni e sensazioni che abbiamo provato noi… ma sento che Leonardo sta camminando assieme a suo padre, giorno dopo giorno.

Trovate tutte le informazioni e gli aggiornamenti sulla mostra “Il giro del mondo in 80 blogger” sulla pagina Facebook dell’iniziativa e sull’evento di Padova.

 

Il meglio del mio 2016 ed i #TravelDreams2017

Standard
Eccoci arrivati alla fine di un altro anno, ad un altro giro di boa, a nuovi cambiamenti e buoni propositi. Il tempo passa troppo velocemente, e questa cosa mi dà sempre molti pensieri: anche quest’anno che sta finendo avrei potuto fare di più, non sono riuscita a fare tutto ciò che avrei voluto, chissà se avessi fatto anche questo e quell’altro. Ma il 2016 sta finendo e il nuovo anno è quasi pronto, e con lui tutti i nostri pensieri, paure e desideri: sì, perché alla fine il 31 dicembre è un giorno come un altro, ma quando i minuti scorrono inesorabilmente veloci verso la mezzanotte è inevitabile pensare a tutto ciò che ci è successo in questi 365 giorni, magari con un pizzico di rimpianto o nostalgia, ma al tempo stesso carichi di speranze per il nuovo anno che sta per iniziare.TravelDreams 2017

E così mi ritrovo a fare il punto anch’io, naturalmente il punto sui miei viaggi di quest’anno, su quanti #TravelDreams2016 ho esaudito e su quelli che rimando o mi propongo per il 2017. Mi sembra di aver viaggiato meno di quanto ho potuto fare nel 2015, ma non posso e voglio di certo lamentarmi: il 2016 mi ha portata un’altra volta dalla mia super amica a Copenaghen con una tappa anche in Svezia, mi ha fatto trascorrere un bel weekend a Monaco da un’altra carissima amica, poi mi ha fatto scoprire Cracovia, che ho visitato in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, e infine mi ha regalato un Portogallo meravigliosamente caldo ed accogliente a fine ottobre.

Ma quest’anno che sta per finire mi ha fatto viaggiare anche in Italia: a Pasqua ho scoperto alcuni tesori del Friuli Venezia Giulia, a settembre ho trascorso un bel weekend ecosostenibile in Toscana, tra Volterra e San Gimignano, sono stata in Emilia Romagna per curiosare tra le bancarelle di “Piante e Animali Perduti” a Guastalla e ad ottobre ho camminato da Perugia ad Assisi per la Marcia della Pace.
Il viaggio più incredibile del mio 2016, però, è certamente stato quello fatto a bordo di un ape-calessino da Milano a Catania in 9 giorni: un’avventura unica che è capitata quasi per caso ma che mi ha regalato uno dei viaggi più belli della mia vita.
Ape-calessino al tramonto

Per il 2017 ho già un sogno ed un biglietto nel cassetto: finalmente visiterò Londra e metterò piede anche nel Regno Unito (sì, adesso che ho una scratch map gigante ogni viaggio è una nuova sfida per “grattare” un altro stato!), sono già in trepidante attesa. Il Marocco rimane ancora sulla mia lista dei desideri, e con lui tante altre mete, come l’est dell’Europa, di cui mi manca ancora tanto da vedere, e come la Giordania, di cui ho visto foto a dir poco meravigliose. Sulla lista dei desideri del 2017 metto anche una meta più lontana, come il Brasile: chissà che non capiti l’occasione di andare a trovare vecchi amici 😉

Mi ripropongo sempre di volare basso, ma poi mi faccio trasportare e sogno letteralmente ad occhi aperti… ma non c’è nulla di male a sognare. Auguro a voi ed anche a me che sia un nuovo anno di viaggi lenti, ricchi di esperienze e di incontri che cambiano nel profondo. Buon anno! 🙂