Il giro del mondo in 80 blogger

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Ho sempre detto che amo la forza della Rete, quando fa nascere qualcosa di bello. Questa storia è proprio una di queste cose belle, e merita di essere raccontata.

Il giro del mondo in 80 blogger” è una mostra fotografica di viaggio raccontata da 80 travel blogger italiani a sostegno di “Marta4Kids”, una Onlus fondata da Christian Cappello, il compagno di Marta Lazzarin, la blogger di viaggi vicentina mancata a fine dicembre 2015 assieme al bimbo che portava in grembo. Dal 2 aprile, giorno in cui sarebbe dovuto nascere Leonardo, Christian sta girando l’Italia a piedi per raccogliere fondi per combattere la fibrosi cistica. La mostra è un piccolo tassello per contribuire a questo grande scopo, ed è stata realizzata grazie all’iniziativa di Cristina Rampado, amica e collega di Marta e Christian e travel blogger su Crinviaggio.com, agli 80 blogger che ha saputo coinvolgere, a tutti i collaboratori, alla libreria Pangea ed Unipol Banca. 80 singolari foto di viaggio, un itinerario per ammirare le meraviglie del mondo, un viaggio che parte da Padova e gira attorno a tutta la terra.

Le foto, ciascuna delle quali rappresenta un momento particolarmente significativo di viaggio, sono state donate da travel blogger che hanno risposto positivamente al progetto, mentre l’allestimento è stato curato in modo che lo spettatore possa percorrere il giro del Mondo ruotando su se stesso. La mostra è anche interattiva, una sorta di “diario di viaggio” con appunti, biglietti, ricordi: i visitatori potranno partecipare al racconto arricchendolo con un loro contributo, così da diventarne parte.

L’esposizione si tiene dal 21 gennaio all’11 febbraio alla Libreria Pangea di Padova ed è ad ingresso libero. Se una delle foto dovesse colpirvi, potrete decidere di acquistarla con una donazione alla Onlus “Marta4Kids”.

volantino mostra il giro del mondo in 80 blogger

Nelle settimane di mostra nella libreria Pangea sono stati organizzati alcuni incontri con scrittori di viaggio, come il primo appuntamento con Andrea Mella e il suo libro “Marittimo Blues” durante l’inaugurazione, sabato 21 gennaio alle ore 18.00.
All’iniziativa de “Il giro del mondo in 80 blogger” si lega anche il challenge fotografico di Igers Padova, la community locale di Instagram, che dal 16 gennaio al 12 febbraio raccoglie con l’hashtag #IlTuoRespiro tutti gli scatti legati alla mostra ed al progetto per cui è nata. La sfida è raccontare attraverso un’immagine ciò che porta respiro nella vita, sia questo un luogo, una persona o una situazione.

Marta4KidsAnche Christian passerà per Padova, nel suo lungo viaggio a piedi per tutta l’Italia, che ha intrapreso da diversi mesi. In questo intenso viaggio che percorre da nord a sud tutto lo Stivale, quasi 4.000 chilometri per 324 giorni di cammino, Christian ci sta facendo conoscere bellezze italiane spesso poco note così come malattie tanto rare quanto gravi, come lo è la fibrosi cistica.
Proprio per questo è nata Marta4Kids, la Onlus per raccogliere fondi e donazioni per sostenere la ricerca contro la fibrosi e per finanziare la ricerca sulle malattie rare, sconosciute, proprio come i borghi che Christian incontra e visita lungo il suo cammino. Come dice Chris, “Il male finisce quando comincia il bene”.

Tra gli 80 scatti in mostra c’è anche una mia foto, che racconta un momento di viaggio speciale, che racconta un viaggio speciale: quello con mio padre, che ho fatto l’estate del 2015 lungo la mitica Route 66. Vorrei che Leonardo e Chris vivessero le stesse emozioni e sensazioni che abbiamo provato noi… ma sento che Leonardo sta camminando assieme a suo padre, giorno dopo giorno.

 

Il meglio del mio 2016 ed i #TravelDreams2017

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Eccoci arrivati alla fine di un altro anno, ad un altro giro di boa, a nuovi cambiamenti e buoni propositi. Il tempo passa troppo velocemente, e questa cosa mi dà sempre molti pensieri: anche quest’anno che sta finendo avrei potuto fare di più, non sono riuscita a fare tutto ciò che avrei voluto, chissà se avessi fatto anche questo e quell’altro. Ma il 2016 sta finendo e il nuovo anno è quasi pronto, e con lui tutti i nostri pensieri, paure e desideri: sì, perché alla fine il 31 dicembre è un giorno come un altro, ma quando i minuti scorrono inesorabilmente veloci verso la mezzanotte è inevitabile pensare a tutto ciò che ci è successo in questi 365 giorni, magari con un pizzico di rimpianto o nostalgia, ma al tempo stesso carichi di speranze per il nuovo anno che sta per iniziare.TravelDreams 2017

E così mi ritrovo a fare il punto anch’io, naturalmente il punto sui miei viaggi di quest’anno, su quanti #TravelDreams2016 ho esaudito e su quelli che rimando o mi propongo per il 2017. Mi sembra di aver viaggiato meno di quanto ho potuto fare nel 2015, ma non posso e voglio di certo lamentarmi: il 2016 mi ha portata un’altra volta dalla mia super amica a Copenaghen con una tappa anche in Svezia, mi ha fatto trascorrere un bel weekend a Monaco da un’altra carissima amica, poi mi ha fatto scoprire Cracovia, che ho visitato in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, e infine mi ha regalato un Portogallo meravigliosamente caldo ed accogliente a fine ottobre.

Ma quest’anno che sta per finire mi ha fatto viaggiare anche in Italia: a Pasqua ho scoperto alcuni tesori del Friuli Venezia Giulia, a settembre ho trascorso un bel weekend ecosostenibile in Toscana, tra Volterra e San Gimignano, sono stata in Emilia Romagna per curiosare tra le bancarelle di “Piante e Animali Perduti” a Guastalla e ad ottobre ho camminato da Perugia ad Assisi per la Marcia della Pace.
Il viaggio più incredibile del mio 2016, però, è certamente stato quello fatto a bordo di un ape-calessino da Milano a Catania in 9 giorni: un’avventura unica che è capitata quasi per caso ma che mi ha regalato uno dei viaggi più belli della mia vita.
Ape-calessino al tramonto

Per il 2017 ho già un sogno ed un biglietto nel cassetto: finalmente visiterò Londra e metterò piede anche nel Regno Unito (sì, adesso che ho una scratch map gigante ogni viaggio è una nuova sfida per “grattare” un altro stato!), sono già in trepidante attesa. Il Marocco rimane ancora sulla mia lista dei desideri, e con lui tante altre mete, come l’est dell’Europa, di cui mi manca ancora tanto da vedere, e come la Giordania, di cui ho visto foto a dir poco meravigliose. Sulla lista dei desideri del 2017 metto anche una meta più lontana, come il Brasile: chissà che non capiti l’occasione di andare a trovare vecchi amici 😉

Mi ripropongo sempre di volare basso, ma poi mi faccio trasportare e sogno letteralmente ad occhi aperti… ma non c’è nulla di male a sognare. Auguro a voi ed anche a me che sia un nuovo anno di viaggi lenti, ricchi di esperienze e di incontri che cambiano nel profondo. Buon anno! 🙂

#RememberNovember, un mese di sfida e di riscoperta

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#RememberNovember è stata la dimostrazione di come il tempo voli, scorrendo lentamente: un mese passa in fretta, ma si dà più peso al tempo se si cerca di ricordare qualcosa di bello in ogni singolo giorno.
#RememberNovember è un tag, è una raccolta di ricordi, riflessioni ed emozioni, è il progetto e il percorso che ci ha proposto lo scorso mese Silvia, conosciuta anche come la Signora Trippando.

locandina remember november
Mi sono iscritta a #RememberNovember come faccio sempre, perché presa da un entusiasmo iniziale che mi porta a dire spesso sì a tutto. Stavolta però l’ho fatto anche per una sfida personale, cioè riuscire a pubblicare una foto al giorno su Instagram per un mese. Una sfida apparentemente semplice, per me molto impegnativa. A volte si lavora con i social per gli altri e si trascurano i propri, ed a me capita spesso. Per questo ho colto la palla al balzo e mi sono iscritta al percorso di Silvia, un mese di riscoperta personale che mi ha portato ogni giorno a riflettere su me stessa, ma soprattutto a dedicare anche solo 5 minuti della mia giornata a curare una delle mie creature, in questo caso il profilo Instagram del mio blog.

Non è stato semplice, anche perché le tematiche di riflessione erano spesso legate alla sfera personale, quindi ho dovuto in qualche modo legarle al tema del viaggio, fil rouge dell’account @viaggiandosimpara. Ma anche questa è stata una sfida, e poi non c’era nessun obbligo a pubblicare qualcosa di specifico sul tema proposto di volta in volta.

Ed eccomi qui, a raccontarlo a dicembre, per dire ad alta voce “missione compiuta!”. Un mese, tanti pensieri tra passato, presente e futuro, 30 scatti che raccontano qualcosa (grazie soprattutto alla mobile-fotografa ufficiale del Portogallo, la mia compagna di viaggio Mad) che pubblico anche qui, per lasciare impresse emozioni, ricordi e riflessioni visive anche sul blog. Il resto del percorso lo tengo per me, in quelle parole scritte velocemente su una nota del cellulare, in quei pensieri alla rinfusa tra ricordi, nostalgia e speranze, in quelle frasi pensate e mai trascritte.

Iniziato in Portogallo e terminato a Firenze, il mio novembre è stato migliore di quello che pensavo, forse anche perché ogni giorno ho avuto l’opportunità di riflettere anche solo per 5 minuti. Grazie Silvia 😉

I Mercatini di Natale del Trentino tra tradizione e sostenibilità

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I Mercatini di Natale in Trentino sono parte di una tradizione ormai consolidata, che a partire da metà novembre e fino ai primi di gennaio del nuovo anno colorano e profumano i centri storici di tanti piccoli borghi e cittadine. Anche quest’anno il Trentino si veste di luci natalizie e di magia: ecco una breve guida ai suoi Mercatini di Natale e qualche suggerimento per visitarli in maniera sostenibile.

Mercatini di Natale di Arco

I Mercatini di Natale di Arco

Mercatini di Natale di Rovereto

locandina Natale dei Popoli RoveretoCome non partire dalla mia città? I Mercatini di Natale di Rovereto, dal 25 novembre al 6 gennaio, sono da sempre legati alla condivisione ed alla solidarietà: il Natale dei Popoli richiama pace, gioia ed armonia. Ogni anno i Mercatini di Rovereto ospitano artigiani e artisti provenienti dai diversi Paesi del mondo ed accolgono un nuovo Paese per condividere lo spirito del Natale: quest’anno ospite della città della Pace è la Grecia, un popolo di naviganti con cui condividiamo un mare crocevia di storie e di culture.

Il centro storico è animato dalle botteghe artigiane, da installazioni di luce, laboratori natalizi e tanti presepi, come quello di Lampedusa realizzato con il legno delle barche dei migranti, quello di Betlemme costruito con il legno di Ulivo, il presepe africano preparato da alcuni profughi ospiti di Rovereto. Una città dove respirare tutta la magia e la solidarietà del Natale.

 

Mercatini di Natale di Trento

Tradizionali, accoglienti, d’atmosfera: i Mercatini di Natale di Trento riempiono la città di luci, colori e profumi che invitano, dal 19 novembre al 6 gennaio, a riscoprire la bellezza dell’artigianato e la bontà dei prodotti tipici delle quasi 100 casette dislocate in Piazza Fiera e in Piazza Battisti, oltre alle altre iniziative presenti nelle vie e nelle piazze di tutta la città.

Trento natalizia

Piazza Duomo a Trento (foto R. Magrone)

A pochi chilometri da Trento si trova Santa Massenza, un piccolo borgo che tutti i weekend di dicembre e nel ponte dell’Immacolata ospita caratteristici Mercatini artigianali autentici e punti di ristoro a chilometro zero all’interno dei vòlti delle abitazioni. Anche il nome dei Mercatini è davvero curioso: “Vite di luce”, un omaggio alla vite (qui si producono le grappe) ed all’energia della centrale elettrica.

 

Mercatini di Natale del Garda Trentino

Canale di Tenno

Canale di Tenno

I Mercatini di Natale del Garda Trentino sono la dimostrazione di quanto il Lago di Garda sia magico anche in inverno. Ad Arco dal 18 novembre all’8 gennaio la piazza principale ospita un luminoso Mercatino di Natale con circa 40 casette di prodotti artigianali. Anche gli animali sono ospiti del Mercatino di Arco, come le caprette e asinelli. Completano l’offerta altre iniziative come visite guidate nel centro storico, percorsi dedicati al pittore arcense Segantini ed all’aeronautico Caproni, mostre di presepi, giri del centro a bordo del trenino, spettacoli musicali ed il magico Parco degli Gnomi di Arco.

Un Mercatino di Natale davvero unico è quello di Canale di Tenno, uno dei Borghi più belli d’Italia: immersi in una magica atmosfera sospesa tra Medioevo e tradizione, i Mercatini sono esposti nei vòlti e nelle corti in pietra di questo piccolo borgo dal 26 novembre al 18 dicembre.
Da non perdere anche i Mercatini di Natale di Rango, un altro dei Borghi più belli d’Italia, dal 26 novembre al 27 dicembre.

A Riva del Garda invece si potrà visitare la Casa di Babbo Natale, partecipare all’Accademia degli Elfi e perdersi nel Villaggio Di Gusto in Gusto, con prodotti locali sapientemente elaborati dai ristoratori del posto da gustare e portare a casa con sé.

 

Mercatini di Natale di Pergine e Levico

Anche la Valsugana non è da meno e offre due Mercatini di Natale speciali. A Pergine Valsugana, dal 12 novembre all’8 gennaio, il centro si anima con il Mercatino di Natale del Villaggio delle Meraviglie. Spettacoli, canzoni, musici e giocolieri, luci e colori renderanno Pergine Valsugana un luogo speciale: in programma ci sono laboratori artigianali, mostre e degustazioni di prodotti tipici lungo le vie del centro.

A Levico Terme, dal 19 novembre al 6 gennaio, viene allestito uno speciale Mercatino di Natale asburgico nel Parco secolare degli Asburgo, con tanti eventi per tutti i gusti, dalle feste gastronomiche agli eventi musicali, dagli appuntamenti più folkloristici fino ai fuochi d’artificio.

 

Come visitare i Mercatini di Natale in maniera sostenibile?

BlaBlaCarSe possibile, lasciate a casa l’auto e muovetevi con i mezzi pubblici: i parcheggi non sono tantissimi, nemmeno in “grandi” città come Trento, quindi eviterete anche lo stress da parcheggio.
In alternativa, cercate un passaggio con BlaBlaCar, la piattaforma per condividere i viaggi in auto: tra l’8 e l’11 dicembre, in occasione del Ponte dell’Immacolata, saranno oltre 60.000 i posti in auto condivisi, di cui 2.400 da e per Trento.
Proprio da quest’anno e per la prima volta BlaBlaCar è mobility partner di numerosi Mercatini di Natale, come quelli di Rovereto e di Trento: sono proprio i siti ed i canali web dei Mercatini che suggeriscono ai visitatori di scegliere una soluzione di viaggio sostenibile e social per visitare queste città. BlaBlaCar, basandosi sui principi della sharing economy, permette di viaggiare più ecologicamente, di risparmiare e di fare nuove conoscenze: le ore trascorse in auto con altri compagni di viaggio sono occasioni perfette per incontrare nuovi amici e persone di nazionalità diversa con le quali chiacchierare, magari in più lingue.

Porto, godersi il sole ed un buon vino lungo il Douro

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Quarta e ultima tappa del nostro viaggio in Portogallo dopo Lisbona, Sintra e Cabo da Roca, Porto ci ha accolte con un clima già più mite ma con un sole sempre vivo. Arroccata sulla collina che si eleva sopra il fiume Douro, Porto è una città affascinante ricca di intricati vicoli e stradine e di storie da raccontare.

Porto vista da Vila Nova de Gaia

Le cose da vedere in città sono tante, ma l’importante è munirsi di buona volontà per camminare: anche Porto, come Lisbona, ha continui saliscendi che provano gambe e fiato, ma ripaga con viste davvero incredibili. In ogni caso ci sono anche ascensori e teleferiche che connettono magistralmente la città.
Porto, che dà il nome non solo al Portogallo ma anche al famoso vino (il Vinho do Porto) che viene prodotto con le uve della valle del Douro, si può dividere fra città alta e città bassa, è attraversata dal fiume Douro e comprende anche Vila Nova de Gaia, la parte al di là del fiume dove si trovano quasi tutte le cantine.

stazione di Sao BentoLe attrazioni di Porto sono numerose, e molte di queste sono visitabili liberamente o visibili dall’esterno. Nella parte alta della città si possono ammirare opere come la Sé, la cattedrale della città, una chiesa romanica del XII-XIII secolo intrisa di gotico e barocco, la decoratissima chiesa di Santa Clara, la chiesa di Cedofeita, la chiesa di Sant’Ildefonso e la chiesa dos Clerigos con la torre più alta di tutta Porto.

Merita una visita anche la stazione dei treni, la Estação de São Bento: l’ingresso è meravigliosamente decorato da azulejos che narrano i momenti più importanti della storia del Portogallo e la vita popolare di un tempo.
Passeggiando lungo la pedonale Rua de Santa Catarina, la via principale della città alta con negozi e bellissimi palazzi ricoperti di azulejos, si giunge anche al mercato coperto di Bolhão, che purtroppo era chiuso il 1 novembre quando siamo passate noi: qui si può fare incetta di golosi prodotti portoghesi.

Libreria Lello e IrmãoVa assolutamente messa in conto anche una visita alla Libreria Lello e Irmão, una bizzarra libreria che potrebbe aver ispirato J. K. Rowling per la sua saga su Harry Potter, quando la scrittrice insegnava inglese in città. La curiosa libreria è ricoperta di libri di ogni tipo alle pareti, ha una buffa scala al centro ed un carrello per trasportare volumi che corre su binari da una parte all’altra del negozio. L’ingresso costa 3 €, ma acquistando un libro il prezzo del biglietto viene decurtato (sì, ci sono libri per ogni lingua 😉 ). L’attesa per entrare potrebbe essere lunga: se si acquista il biglietto online si riceve automaticamente un orario d’ingresso, ma il biglietto costa 2 € in più. Eh sì, il tempo è denaro!

Scendendo nella parte bassa della città si incontra il maestoso Palacio da Bolsa: il palazzo può essere ammirato al suo interno solamente con una visita guidata, che vale la pena anche solo per il magnifico salone arabo, una sala interamente decorata con stucchi e intagli in legno.

La parte più pittoresca di Porto è proprio qui, sulle rive del Douro: è il quartiere della Ribeira, con scorci caratteristici e tanti locali per assaggiare i piatti tipici. Ci sono anche piccole panetterie e pasticcerie dove acquistare e gustare il cibo di strada locale, davvero economico e gustoso.

Tante strade caratteristiche della Ribeira, come la più antica Rua dos Mercadores o l’elegante e bellissima Rua da Flores, portano a Praça da Ribeira, la meravigliosa piazzetta della città bassa con le sue case multicolori addossate l’una all’altra.

Praça da Ribeira

La vulcanica Praça da Ribeira

Casa da MusicaUn po’ fuori dal centro storico di Porto, ma che merita una visita (magari guidata), si trova la Casa da Música, un moderno edificio costruito nel 2001 in occasione della candidatura della città di Porto come Capitale Europea della Cultura e strutturato appositamente per la diffusione ad hoc delle onde sonore. Oggi è la principale sala da concerto della città, nonché la sede istituzionale di tre differenti orchestre di Porto.

Un suggerimento per approfittare delle possibilità di Porto: l’ufficio informazioni, che si trova vicino alla Cattedrale della Sé, propone convenienti pacchetti comprensivi di visite guidate, piccole escursioni in battello sul Douro e visite libere alle cantine con assaggi di vino Porto. Fateci un salto anche solo per prendere una cartina della città e valutare le varie opzioni di visita.
Noi non ci siamo fatte mancare nulla, e assieme al biglietto del Palacio da Bolsa abbiamo preso anche quello per fare un rilassante giro in battello lungo il fiume e due degustazioni nelle cantine.

I battelli si prendono sulla riva del Douro, di fronte a Vila Nova de Gaia e ai suoi rabelos, le tipiche imbarcazioni che un tempo erano usate per trasportare il vino Porto dalle colline alla città. Grazie al tour in battello, senza spiegazioni ma ugualmente piacevole, abbiamo scoperto i numerosi ponti di Porto, in primis il ponte Dom Luís I, realizzato dall’ingegnere belga Téophile Seyrig, collaboratore di Eiffel, ed il ponte ferroviario Dona Maria Pia, progettato dallo stesso Eiffel. Un tempo sul Douro si ergeva anche il Ponte sospeso D. Maria II, chiamato anche Ponte Pênsil, che aveva sostituito il primo ponte permanente, il ponte das Barcas, un vero e proprio ponte di barche realizzato nel 1806 che crollò appena tre anni dopo quando la popolazione fuggì disperatamente dall’invasione delle truppe napoleoniche.

vista da Vila Nova de Gaia

Attraversato il ponte Dom Luís I si giunge nel quartiere di Vila Nova de Gaia, regno delle cantine del vino Porto. In queste cantine il vino viene semplicemente lasciato ad invecchiare in grandi botti, perché il procedimento per far fermentare il Porto viene bloccato al suo stadio iniziale con l’aggiunta di alcool, per questo i lieviti che normalmente trasformano l’uva in alcool non possono agire ed il vino risulta naturalmente dolce.
vino PortoDurante le visite guidate si assiste quindi solo al procedimento dell’invecchiamento del vino, ammirando le distese di botti e bramando il momento della degustazione.

Noi abbiamo visitato velocemente la cantina Porto Cruz (magnifica la vista dalla terrazza dell’Espaço Porto Cruz!) e la cantina Quevedo, incluse nel nostro biglietto, mentre abbiamo dedicato più tempo ed apprezzato maggiormente la cantina Offley: con appena 4 € abbiamo partecipato alla visita guidata ed alla degustazione di tre vini. Ci sono infatti diversi tipi di vino Porto: il Bianco, fresco e fruttato, il Ruby, che richiama già nel nome il suo colore rosso rubino, il Tawny, più invecchiato in botti di grandezza diversa tra loro, ed il Vintage, il più pregiato, sia per la qualità delle sue uve sia per il lungo invecchiamento (anche 40 o 50 anni).

portogallo-viaggiando-simpara-5

Dopo aver assaggiato il vino, bisogna assolutamente gustare anche la cucina locale! Delle tante specialità gastronomiche di Porto, non potevo fare a meno di provare la famosa Francesinha, un abbondante piatto ipercalorico a base di due fette di pane bianco farcite, nell’ordine, con bistecca di maiale, prosciutto e salsiccia. No, non è finita qui: il tutto è avvolto in uno strato di formaggio fuso, annaffiato con salsa alla birra e servito su un letto di patatine fritte. Boom!
artisti di stradaPer concludere in dolcezza (e con il colesterolo alle stelle) si deve provare uno dei tanti dolci nati in convento a base di uova, come il Toucinho do Céu, un dolce con zucchero, uova e mandorle.

Porto, da molti definita una città dal fascino decadente, a noi è sembrata allegra e piena di colore.
Non era l’effetto del Porto, davvero: grovigli di strade piene di negozietti, case colorate in successione come in un arcobaleno, azulejos alle pareti di chiese, stazioni e trattorie… e ancora la solarità degli artisti di strada, la semplicità della cucina locale e il suono delle chiacchiere in portoghese.
Anche stavolta credo che il mio sarà solo un arrivederci. Até logo, Porto! 😉

Porto di notte

Lisbona, la città dove l’autunno sembra estate

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Un dedalo di vie e vicoli che si inerpicano sulle sette colline della città, tram colorati di un giallo e rosso accesi che sferragliano a pochi centimetri dalle case e dai passanti, chiese, muri e locali ricoperti di azulejos meravigliosi: questa è Lisbona, una città dal fascino incredibile che ho visitato a fine ottobre. Nonostante il calendario mi ricordasse che eravamo già ad autunno inoltrato, il clima che mi ha accolta era a dir poco estivo: quasi 30 gradi, un paradiso per me che sono freddolosa 🙂

tram 28 a Alfama

A Lisbona ho trascorso 3 giorni in compagnia di un’amica che è come una sorella, soggiornando con Airbnb da una simpatica ragazza francese che ha scelto dopo l’Erasmus di rimanere qui: ecco la mia guida per visitare questa splendida città, che si snoda lungo il fiume Tago su sette colli, proprio come Roma.

La prima giornata va dedicata ad esplorare il centro storico: noi ci siamo spostate rigorosamente a piedi, pur sapendo che la città è tutta un continuo saliscendi. Questa particolare conformazione urbanistica rende la città ancora più bella tra ripidi vicoli, scalinate, discese vertiginose e punti panoramici che regalano viste spettacolari. Le attrazioni sono tantissime, ma molte possono essere ammirate da fuori oppure sono gratuite. Sì, Lisbona è una perfetta meta low-cost! 😉

Praça do ComércioDall’allegra Praça Martim Moniz, dove si trovano diverse fontane e bar all’aperto e su cui si affacciava il nostro alloggio, ci siamo dirette verso la Baixa, il cuore del centro storico ed uno dei pochi quartieri in piano che si sviluppa con strade ad angolo retto tra il Rossio e Praça do Comércio. La curiosa struttura regolare del quartiere è dovuta alle conseguenze del terribile terremoto del 1° novembre 1755, ossia uno tsunami che 40 minuti dopo la tremenda scossa si abbatté sulla parte bassa di Lisbona, cancellandone il quartiere. Il Marchese Pombal fece quindi riedificare la Baixa con una pianta a scacchiera, rispettando le norme antisismiche dell’epoca. Oggi la zona è il centro delle attività commerciali, e le varie strade prendono il nome dalle corporazioni di Lisbona o dai metalli preziosi. Qui si può passeggiare nelle grandi piazze come il Rossio, o Praça de Dom Pedro IV, su cui si affacciano antichi palazzi, o la Praça do Comércio, meravigliosa piazza con eleganti edifici che è collegata alla Baixa tramite un monumentale arco di trionfo, l’Arco Triunfal da Rua Augusta. Qui si trova anche un grande ufficio informazioni dove fare incetta di mappe e suggerimenti.

Le Ruinas do CarmoSempre nel quartiere della Baixa si trova l’imponente Elevador de Santa Justa, un ascensore del 1898 con cabine di legno e ottone che porta direttamente e senza troppa fatica al quartiere del Chiado, uno dei quartieri storici di Lisbona che un tempo era luogo di ritrovo di scrittori ed intellettuali come il poeta Fernando Pessoa. La sua statua in bronzo sta comodamente seduta all’esterno dello storico Café La Brasileira, dove abbiamo bevuto un ottimo caffè con un dolcetto locale.
Si può girovagare tra piazza Largo do Chiado e Rua Garrett, ammirando i teatri del quartiere come il Teatro da Trindade e il Teatro Naciónal de São Carlos, fino ad arrivare alle rovine del Convento do Carmo, risalente al 1389. Un tempo era la più grande chiesa gotica della città, poi il terremoto del 1755 la distrusse. Fu lasciata così proprio a memoria della tragedia, ed oggi ospita rappresentazioni teatrali all’aperto.
Sempre nel Chiado si trova la barocca Chiesa de São Roque, che all’interno è ricoperta di marmi, ori, dipinti e azulejos.

Dal Chiado ci si arma di buona volontà e si sale al Barrio Alto. Noi ci siamo state nel pomeriggio, prendendo parte ad un free walking tour guidato da Rafael, un ragazzo gentile e molto preparato. Per evitare le salite si può prendere l’Elevador da Glória in Praça dos Restauradores, l’importante è non perdersi la meravigliosa vista sulla città dal Miradouro de São Pedro de Alcantara.
Un altro Miradouro (punto panoramico) da cui godere di una vista mozzafiato sul Tago e sul Ponte 25 Aprile è quello de Santa Catarina e quello da Graça.

Miradouro da Graça

La vista dal Miradouro da Graça

Un altro punto panoramico sulla città è il Castello di São Jorge, vuoto al suo interno, per cui abbiamo deciso di non visitarlo. Il Forte domina il pittoresco quartiere dell’Alfama, unico quartiere rimasto praticamente indenne durante il terribile terremoto del 1 novembre 1755, e a mio avviso il più bello di tutta Lisbona. I suoi vicoli stretti e tortuosi fanno scoprire la Lisbona più autentica, tra chiacchiere di simpatiche signore portoghesi, negozi di artigianato locale e improvvisati tentativi di fado, la musica popolare tipicamente lisboeta. La cosa più bella qui è perdersi tra le viuzze e le piazzette e scoprire pittoreschi angoli nascosti.

Alfama

Uno scorcio dell’Alfama

Girovagando siamo arrivate al Monastero de São Vicente de Fora, con un bellissimo ingresso pittoresco. Al suo interno si trovano diversi chiostri, tutti rivestiti di meravigliosi azulejos che raccontano la vita della città di Lisbona nel 1600.
azulejosDall’ultimo chiostro si entra in un pantheon di antiche tombe, con la statua della madre piangente. Al primo piano invece si trova una raccolta unica di azulejos che raccontano 38 favole di La Fontaine, mentre salendo ancora si accede ai tetti ed alle terrazze, dalle quali si gode di una vista incomparabile a 360 gradi su tutta Lisbona. Dietro al complesso si trova campo Santa Chiara, che ospita la Feira da Ladra, il mercato delle pulci. Sempre in questo quartiere si trova la Cattedrale di Sé, una chiesa romanica costruita al posto di una grande moschea moresca, per simboleggiare il trionfo della cristianità sulla dominazione araba.

Per visitare la parte alta senza troppa fatica ed in una maniera altrettanto pittoresca siamo salite sullo storico Tram 28, che è un normale tram del trasporto pubblico. Merita una corsa sulle sue carrozze gialle e bianche seduti sulle panche in legno, ma bisogna salire presto per evitare le folle e le file infinite di turisti in coda alle fermate, possibilmente prendendo il Tram 28 dal capolinea, situato in Largo Martim Moniz. Un viaggio completo fino a Campo Ourique dura circa 40 minuti ed attraversa i quartieri di Baixa, Alfama, Barrio Alto e Graça: tantissime attrazioni si raggiungono a piedi dalle varie fermate del Tram 28, quindi si può anche considerare di utilizzarlo con un biglietto giornaliero dei trasporti e pianificare diversamente il proprio itinerario. Il tram passa con una frequenza di circa 10 minuti, ma non è l’unica linea di eléctricos ancora funzionante: ci sono anche la linea 15, 18, 25 e 12, che compie all’incirca lo stesso percorso del Tram 28, mentre la linea 15 conduce a Belém.

artista di strada

Artisti di strada… e di spiaggia!

Abbiamo dedicato il secondo giorno a Belém, l’antico borgo di pescatori ricco di meravigliosi monumenti storici ed artistici in stile manuelino, che si trova a circa 6 km a nord del centro salendo lungo la costa.
Mosteiro dos Jerónimos

Proprio da questo quartiere, un tempo comune autonomo, partì nel 1497 la spedizione di Vasco de Gama che lo portò a scoprire la via delle Indie.

Qui si possono ammirare il Palácio Nacional de Belém, il Monumento alle Scoperte o Padrão dos Descobrimentos e la Torre de Belém, dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità: costruita nel 1515 con funzioni di difesa, mescola stili diversi come il gotico, il bizantino e il manuelino.

Un’altra meraviglia architettonica è il Mosteiro dos Jerónimos, costruito per celebrare l’impresa di Vasco de Gama, che è seppellito all’interno del monastero assieme agli scrittori Fernando Pessoa e Luìs de Camões. Anche qui l’architettura manuelina la fa da padrona, con un meraviglioso porticato interno ed il refettorio che per secoli ha ospitato i Geronimi, monaci che assistevano e confortavano i marinai.

Torre de Belém

Noi siamo arrivate a Belém giusto in tempo per fare colazione nella storica pasticceria Antiga Confeitaria de Belém, dove abbiamo finalmente gustato i famosi pastéis de Belém, ossia pasticcini di pasta sfoglia riempiti di morbida crema cotta al forno. La pasticceria è famosa per aver custodito e tramandato la ricetta dei pastéis de nata, chiamati pastéis de Belém se prodotti da questa pasticceria, direttamente dai monaci Geronimi, e perché sforna in continuazione i pastéis più buoni di tutta Lisbona.
Pastéis de BelémSeguendo i consigli delle guide, ci siamo sedute ad un tavolino, evitando la coda per comprare i pasticcini da asporto e gustando i pastéis serviti ancora tiepidi: la sala interna è meravigliosa, interamente decorata da azulejos bianchi e azzurri, ed i camerieri cordiali sono velocissimi.

Terminate le visite, prima di riprendere il tram verso Lisbona abbiamo pranzato da Pão Pão Queijo Queijo, un localino in cui un giovane team multiculturale prepara velocemente ricchi ma economici panini e insalate d’asporto o da gustare al piano superiore, tra piastrelle dipinte con proverbi locali.

Per terminare l’argomento cibo, non si può non assaggiare le tipicità locali, come il Bacalhau à Brás, baccalà sfilettato ed amalgamato con cipolla, uova, patate, olive nere e prezzemolo, e concludere il pasto con la Ginjinha, il liquore all’amarena che noi abbiamo apprezzato nelle coppettine in cioccolato del minuscolo locale Ginginha do Carmo.

Il terzo giorno abbiamo preso il treno dalla bella stazione di Rossio e siamo andate a Sintra, a 30 km da Lisbona, ammirando tutto il giorno i suoi magnifici palazzi e castelli, per terminare poi la giornata e la nostra avventura a Lisbona nel punto più a ovest d’Europa, a Cabo da Roca, ammirando un tramonto speciale.

Sintra, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità, è stata in passato la zona di villeggiatura di re, nobili e ricchi borghesi: palazzi stravaganti, coloratissimi e sfarzosi dall’atmosfera quasi fiabesca si amalgamano ad una natura rigogliosa. Se tornassi indietro nel tempo (o se tornerò a Sintra in futuro), probabilmente dedicherei più tempo a questa zona, davvero bella ma impegnativa in quanto a tempo ed a risorse economiche: ogni castello ha un suo biglietto d’ingresso, piuttosto costoso, ed è impossibile visitarli tutti in una giornata. Noi abbiamo preferito prendere il biglietto dell’autobus hop on-hop off, che ci ha permesso di raggiungere 3 palazzi da fuori (purtroppo se non si visitano sono difficili anche solo da ammirare) e di raggiungere Cabo da Roca in serata.

Sintra

Il centro di Sintra

Nel centro di Sintra, che vale la pena visitare per il suo intricato dedalo di stradine pittoresche, si trova il Palacio Nacional de Sintra, un palazzo medioevale con due curiosi comignoli. Ci sono poi il coloratissimo Palácio Nacional da Pena con il suo ampio parco, il Castelo dos Mouros con le sue rovine, la villa ottocentesca Quinta do Regaleira circondata da giardini stravaganti, e ancora il Palácio de Seteais, il Palácio de Monserrate e la Baia di Cascais.

faro a Cabo da RocaA soli 18 km da Sintra all’interno del parco naturale di Sintra-Cascais si trova Cabo da Roca: in questo luogo apparentemente desolato si trovano solo un faro a picco sull’oceano, un promontorio con alte falesie ed un monumento in pietra che segna il punto più a ovest del continente europeo. Un tempo si pensava che qui finisse il mondo! Seduta sulle falesie del promontorio con lo sguardo rivolto all’orizzonte ho ripensato alla frase del poeta portoghese Luís Vaz de Camões incisa sul monumento, “Qui… dove la terra finisce e comincia il mare”, riflettendo su quanto l’uomo abbia scoperto nel corso dei secoli attraverso i viaggi e le esplorazioni, affrontando spesso la paura dell’ignoto.

Aqui… Onde a terra se acaba e o mar começa…

Anche se il tempo in questa giornata è stato piuttosto tiranno, sfuggendoci troppo velocemente, siamo riuscite ad arrivare a Cabo da Roca in tempo per goderci un tramonto mozzafiato: l’emozionante epilogo della nostra prima tappa in Portogallo.

tramonto a Cabo da Roca

Viaggiatore, qual è la tua Itaca?

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Sono ormai passati alcuni mesi da quando un amico inaspettato mi ha fatto scoprire questa poesia speciale. Ed ora, alla vigilia di un viaggio tanto atteso (è nei miei #TravelDreams del 2015, ma ho riportato fedelmente la meta anche in quelli del 2016) e ancora da vivere, mi ritrovo a condividerla qui e a dare spazio ai mille pensieri che affollano la mia mente quando sto per partire.

Il viaggio per me è un desiderio costante, è una fame insaziabile, è una necessità profonda. Per questo la poesia di Konstantinos Kavafis mi ha toccata particolarmente: il viaggio di Ulisse funge da metafora della vita e racconta una verità che fa quasi paura. Non dobbiamo avere fretta di giungere a destinazione e alla nostra Itaca, ma dobbiamo semplicemente goderci il viaggio (e la vita) per esplorare il mondo, crescere e cambiare.
Se poi la meta si rivela deludente non importa: è proprio grazie ad Itaca che ci siamo messi in viaggio, e la destinazione sarà la causa di tante belle esperienze vissute lungo il cammino.
Più profondamente, ognuno di noi deve coltivare un sogno, uno scopo, una meta nella propria vita, sapendo che non importa come e quando si raggiungerà la propria destinazione, perché ciò che conta è come si affronta il viaggio per raggiungerla.

Buon viaggio.

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Itaca, Konstantinos Kavafis

grand canyon