Italia bella, un’avventura a bordo di un ape calessino attraverso tutto lo Stivale

Standard

Sembra incredibile, eppure su quell’ape calessino sono trascorsi ben 9 giorni. Mi pare di essere partita un mese fa, mi sembra di essere rimasta in viaggio per settimane… il tempo in questi giorni si è davvero dilatato. Quasi 24 ore su 24 in compagnia dei miei folli compagni di viaggio, Daniele, Alessandro e Diego, con cui abbiamo percorso in sella ai nostri due “bolidi” oltre 2000 chilometri attraverso tutta l’Italia. Un ape-calessino che viaggia lentamente, che inizia a urlare chiedendo pietà quando si sfiorano i 70 km orari, che sfreccia rombando fiero tra colli, scogliere e centri storici.

Ape-calessino in Toscana

È stata un’esperienza unica, un viaggio incredibile nella storia, nella cultura e nella tradizione dei tanti paesi italiani, dai borghi dell’entroterra alle città di mare, dai paesini sulla riva alle grandi città d’arte italiane. Un viaggio meraviglioso quanto stancante, perché si guida per ore, ma in fondo il bello di questo viaggio è proprio il viaggio stesso: gli sguardi incuriositi della gente, le domande buffe e le chiacchierate spontanee, i sorrisi dei bambini ed i continui saluti con le mani e con i clacson. È un viaggio nell’Italia più vera, più bella e più spontanea, che si può vivere solo attraversandola in lungo e in largo sulle strade secondarie, senza passare dall’autostrada, eterno nastro d’asfalto uguale in ogni dove.

Api-calessino sulla costa

Api-Calessino a Portofino

Api-Calessino a Portofino

Siamo partiti la mattina di sabato 25 giugno da Milano, dove si trova theGIRA, l’agenzia che propone questi tour, diretti per la nostra prima tappa a Genova.
I miei vaghi ricordi di questa città sono stati ricalcati in poche ore: una città viva, aperta e multiculturale in cui è bellissimo perdersi ad ascoltare gli artisti di strada e ad annusare i profumi speziati dei vicoli del centro che si mescolano a quelli dei piatti locali, come la focaccia appena sfornata.
Ci siamo goduti il tramonto in centro storico, ascoltando un gruppo di ragazzi che suonavano e cantavano in piazza Matteotti, per poi proseguire girovagando tra le viuzze del centro.

 

Vernazza, le Cinque Terre

Vernazza, le Cinque Terre

Il giorno successivo siamo partiti alla volta di Firenze, una lunga tappa intervallata da soste lungo la strada: in primis a Recco, per fare incetta di focaccia al formaggio, e poi a Portofino ed alle Cinque Terre, in particolare a Vernazza, che ci ha lasciati di stucco per la sua piccolezza (il centro è proprio piccolino!) ed al tempo stesso per la sua grande bellezza.

Un’altra breve sosta a Lucca con un buon caffè ci ha dato la carica giusta per raggiungere in serata la bella Firenze, dove abbiamo passeggiato tutta la sera ammirando i suoi palazzi e le sue chiese. E sì, io di Firenze non mi stancherò mai!:)

 

 

Ape-calessino in ToscanaIl terzo giorno di viaggio è trascorso rombando tra i colli senesi, uno dei percorsi più belli fatti a bordo del nostro ape-calessino.
Una sosta per pranzo in compagnia di un’amica di Ale a Siena, cittadina meravigliosa anche sotto un sole cocente, e poi via di nuovo a sfrecciare tra i campi ed i borghi della Val d’Orcia, con una mini sosta a Buonconvento, bellissimo borgo medievale. Alle 18 altra sosta obbligatoria a San Quirico d’Orcia per la partita dell’Italia, agli ottavi degli Europei contro la Spagna, e si riparte. A Viterbo arriviamo in tarda serata, stanchi ma felici ed accompagnati dalle lucciole che fanno capolino illuminandosi di colpo in mezzo al buio delle stradine toscane.

Ape-calessino sui colli senesi

Martedì 28 giugno partiamo da Viterbo diretti a Caserta: la strada è lunga e le tappe intermedie non ci attirano, quindi optiamo per un caffè veloce a Frosinone e ne approfittiamo per arrivare non troppo tardi a Caserta. La città sembra tranquilla, fin troppo per i nostri spiriti festaioli, così restiamo un po’ delusi… ma la visita alla Reggia di Caserta il mattino successivo ci fa dimenticare tutto: la residenza reale più grande al mondo, un palazzo barocco ricco di mobilia di ogni tipo, quadri, pavimenti e tappezzeria diversi ad ogni stanza, con spazi enormi ed un parco di 120 ettari lungo 3 chilometri… incredibile!

Mercoledì dopo la visita alla Reggia viaggiamo verso il mare, e percorriamo tutta la costa con i nostri calessini. Sorrento, Positano, Amalfi: in quest’ultima meravigliosa cittadina abbiamo fatto una lunga sosta, per incontrare alcuni amici e mangiarci un’ottima pizza. Ci voleva proprio!😉
La ripartenza è lenta: sulla costiera amalfitana sono in programma i fuochi d’artificio, e centinaia di persone si affollano lungo la strada in moto, macchina e a piedi per ammirarli. Ci rassegniamo ad una decina di chilometri lenti ed in serata arriviamo a Salerno, cotti ma felici.

Ape calessini a Sorrento

Ape-calessini a Sorrento: sullo sfondo il Vesuvio

Redentore di MarateaIl giorno successivo il mare ci chiama ancora: partiamo presto per proseguire lungo la costa e fare qualche tuffo lungo la strada. Il Cilento è meraviglioso! Ci fermiamo ad ammirare le rovine di Paestum e poi a Maratea, per vedere la statua del Redentore che sorvola tutta la costa.
Proprio sulla strada che porta alla statua del Redentore incontriamo Alice, Sabrina e Camilla, le tre ragazze che con un altro ape-calessino hanno percorso la costa adriatica dello Stivale: sono arrivate qui anche loro per avvicinarsi pian piano a Catania, e ci raccontano un po’ della loro avventura davanti a qualche birra in una piazzetta di Maratea, in un bar che pullula di giovani e meno giovani del posto.
In serata arriviamo a Scalea, tranquillo borgo affacciato sul mare, dove ci raggiungono anche Giulia ed Ema, due amiche a bordo di un quarto ape-calessino partito da Milano poco dopo di noi. Gli api-calessino hanno conquistato l’Italia!😀

Venerdì 1 luglio viaggiamo diretti verso Tropea, ma un incidente frena il nostro percorso: un ape-calessino ha l’acceleratore rotto. Passiamo alcune ore sotto il sole in attesa dei soccorsi, che arrivano con calma e per fortuna sistemano tutto. Tropea però ci ripaga con un tramonto mozzafiato ed un bel centro storico, ed il brutto episodio è già dimenticato.

Tropea

Tropea

Sabato ci tuffiamo nel blu del mare di Tropea, prima di ripartire in direzione Messina. L’ape-calessino prende il traghetto tra auto e camion senza farsi intimorire, e riprende a rombare in Sicilia con tanta grinta. Sul traghetto ne approfittiamo per mangiarci un ottimo arancino: non avrei mai pensato di assaggiare una bontà simile su un traghetto!
In serata è di nuovo ora di seguire la nostra nazionale, ai quarti di finale contro la Germania: giriamo in centro cercando un maxischermo e lo troviamo anche qui – che bella sensazione tifare per la stessa squadra da nord a sud dello Stivale!
Sul tardi ci prende un po’ di malinconia, non tanto per l’Italia, che esce dagli Europei ai rigori, quanto perché ci rendiamo conto che è l’ultima serata di un viaggio incredibile. Per fortuna sulla strada del ritorno in hotel troviamo una panetteria-pasticceria in pieno fermento, e l’occasione è ghiotta per assaggiare la coppia granita e brioches!

Domenica è l’ultimo giorno di viaggio: ci avviamo verso Catania, fermandoci per un tuffo a Letojanni e per un giretto nella bella Taormina. La vista dal teatro greco sulla costa è incredibile!
Arriviamo a Catania sotto il sole cocente delle 16, ed arriva il tanto temuto momento dei saluti. Ai compagni d’avventura ed alle lape, le due api-calessino che senza timore ci hanno scarrozzato da Milano a Catania per 9 lunghi giorni.
Chissà chi viaggerà con loro da Catania a Milano, tra pochi giorni, e chissà quanti altri pazzi viaggi faranno! L’avventura continua…:)

Teatro greco di Taormina

I calessini potrebbero arrivare anche nella vostra città: controllate dove si trovano sul sito viviamopositivo, trovateli e scattatevi un selfie con loro per partecipare al concorso e vincere fantastici premi – come uno scooter 125, biciclette, corsi di cucina ed un weekend per due persone in Sicilia con il calessino!

Se invece vi va di fare una buona azione, votate le mie foto!😉 Le trovate tutte qui.

Ape-calessino al tramonto

Palermo, la donna bella che non sa abbigliarsi

Standard

Io dico sempre che Palermo è come una donna bella che non sa abbigliarsi, non è mai in ghingheri, prova ne è che non sa mostrare il suo mare, ma alla fine è sempre una sorpresa. È una città che fa venire voglia di scoprirla. È come i grandi amori: ti manca quando sei lontana e ti soffoca quando ci vivi.

Isabella Ragonese

Palermo è così: è una donna affascinante che a volte si dimentica di valorizzare la sua bellezza, una città che forse non sa raccontarsi, ma poi ogni viuzza, ogni chiesa ed ogni bancarella di cibo di strada ne narrano la storia. Palermo è una città tutta da scoprire…
Ci sono stata più volte, di cui due per andare a trovare una cara amica conosciuta durante il mio Erasmus in Germania, ma non ne avevo ancora scritto: pensando all’estate ormai iniziata, mi viene naturale pensare al sole, al mare e alle città dal sapore bizantino, e Palermo mi invade i pensieri di ricordi ed emozioni.

Cattedrale Palermo

La città può vantare una storia millenaria: ai Fenici, che la fondarono tra VII e VI secolo a.C., si sono susseguiti Cartaginesi, Greci, Romani, Vandali, Bizantini ed Arabi. Palermo fu Contea di Sicilia, Capitale del Regno di Sicilia e poi del Regno delle Due Sicilie. La sua lunga storia, contaminata da varie civiltà e popoli, ha regalato alla città un patrimonio artistico ed architettonico unico, dai resti delle mura puniche alle ville liberty, dalle residenze e luoghi di culto in stile bizantino e arabo-normanno alle architetture gotiche ed alle basiliche barocche, dai teatri neoclassici ai palazzi razionalisti. Questo continuo susseguirsi di stili e di culture lascia semplicemente a bocca aperta, e fa venir voglia di infilarsi in ogni viuzza del centro storico per scoprire qualche palazzo nascosto e nuovi angoli di storia.

Gelo di MelloneChi visita Palermo per la prima volta (ma anche la seconda, e la terza…) non deve mancare qualche appuntamento fisso con la città e con la cultura locale, come la colazione a base di brioches col gelato e granita al caffè, il “gelo di Mellone” (una gelatina d’anguria molto rinfrescante) o come i panini con panelle e crocchè, gustose frittelle a base di farina di ceci. D’accordo, fin qui sono tutti appuntamenti culinari…:) Del resto Palermo adesca i sensi con la sua ricca cucina, traboccante e variopinta di colori, profumi e sapori singolari, ed è impossibile scindere questo aspetto da tutto il resto: girovagando per la città lo noterete. La popolare cucina di strada palermitana, ad esempio, è radicata in tutta la città, e si può gustare in vari locali o direttamente dagli ambulanti con le loro bancarelle improvvisate nelle vie del centro e nei mercati locali, come il mercato di Ballarò, il Capo, la Vucciria.
Ma l’appuntamento a Palermo è anche con la cultura artistica ed architettonica, con numerosi siti protetti dall’UNESCO: qui non bisogna perdersi meraviglie come…

  • la magnifica Cattedrale della Vergine Maria Santissima Assunta, un grandioso complesso architettonico che comprende la Cripta, il Cleristorio, la meridiana, il tesoro con la corona di Costanza d’Aragona e la zona delle tombe imperiali con i sarcofagi, tra cui quello del Re Federico II;
  • Teatro Massimo Vittorio Emanuele

    Teatro Massimo Vittorio Emanuele

    il Palazzo dei Normanni chiamato anche Palazzo Reale, sede dell’Assemblea regionale siciliana e magnificamente decorato, con stanze meravigliose e cortili interni su cui si affaccia anche la grandiosa Cappella Palatina;

  • la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, con una struttura cubica di origine araba;
  • la bizantina Chiesa della Martorana, o anche Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio;
  • la vicina Chiesa di San Cataldo;
  • Piazza Vigliena, chiamata i Quattro Canti di Città, una piazza ottagonale dove spiccano quattro palazzi seicenteschi adornati da statue rappresentanti le diverse stagioni. La piazza è chiamata anche Teatro del Sole perché permette di godersi per tutto il giorno lo spettacolo del caldo sole siciliano;
  • Politeama Garibaldi

    Politeama Garibaldi

    Piazza Pretoria o Piazza della vergogna, così soprannominata dai palermitani per la nudità delle statue ma anche a causa della municipalità corrotta dopo il 1861 e l’invasione sabauda piemontese;

  • Teatro Massimo Vittorio Emanuele, il teatro più grande d’Italia ed uno dei teatri lirici più grandi d’Europa;
  • Politeama Garibaldi, in stile neoclassico;
  • il Palazzo della Zisa, splendido esempio di cultura araba e normanna che oggi ospita il Museo d’arte islamica;
  • il normanno Palazzo della Cuba, un padiglione di delizie, cioè un luogo in cui il Re e la sua Corte riposavano tra giardini e fontane ed assistevano a cerimonie. Viene chiamata anche “Cuba sottana” per distinguerla dalla Cuba soprana, oggi inglobata nella settecentesca Villa Di Napoli, e dalla Cubula o Piccola Cuba, che si trova nell’antico parco reale del Genoardo;
  • Palazzina cinese

    Palazzina cinese

    il Ponte dell’Ammiraglio, un ponte a dodici arcate di epoca normanna visibile dall’attuale corso dei Mille;

  • l’Orto Botanico, ricco di piante provenienti da varie parti del mondo;
  • la meravigliosa Palazzina cinese, antica dimora reale dei Borbone di Napoli, che sorge vicino al Parco della Favorita;
  • il Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino;
  • Mondello ed il suo antico stabilimento balneare, costruito a palafitta sul mare.

 

Ma è impossibile nominare tutte le opere da vedere a Palermo: l’unica soluzione è visitare la città e perdervisi, così come nei suoi dintorni. La città è ben collegata ed è comoda da raggiungere con diversi mezzi: ad esempio per raggiungere Palermo ed in generale tutta l’isola è possibile prenotare traghetti per la Sicilia. Arrivare a Palermo per mare significa avvicinarsi gradualmente alla città, cominciando ad assaporarla a partire dalle sue acque e dal suo orizzonte col Monte Pellegrino.

Palermo mare

Uno dei vecchi carri realizzati per il Festino di Santa Rosalia

Uno dei vecchi carri realizzati per il Festino di Santa Rosalia, davanti alla Cattedrale

Un altro appuntamento con la tradizione e la cultura locale cade il 15 luglio di ogni anno, quando i palermitani onorano Santa Rosalia, la loro patrona che liberò la città dalla peste nel 1624, con un “festino” che in realtà è una tra le feste religiose più spettacolari d’Europa. In questo giorno solenne ed in quelli precedenti la Santuzza viene celebrata con un carro scenografico, una devota processione ed un grandioso spettacolo teatrale finale.

 

A me è venuta voglia di tornare a Palermo per godermi la città ed i suoi palazzi che riverberano dei riflessi del sole d’estate. Voi ci siete già stati? Se ho dimenticato qualcosa suggeritemelo nei commenti, così la prossima volta avrò nuovi spunti da cui partire!:)

 

BabaruM, un luogo magico nel cuore del Trentino

Standard

La prima volta che ho sentito questo nome mi stava già simpatico. Poi ho deciso di visitare questo strano luogo mistico di cui avevo sentito parlare sul web e tra alcuni amici, e lo scorso luglio ho messo per la prima volta piede da BabaruM.

Ma cos’è BabaruM? Per me è davvero un luogo mistico, quasi surreale: si entra da un classico portone ma, una volta dentro, sembra di aver varcato la soglia dell’armadio di Narnia. BabaruM è un giardino curato, è una grande casa accogliente, sono tante terrazze una sopra l’altra, è amicizia, sorrisi e cordialità. I proprietari della casa sono due giovani ragazzi che hanno recuperato la casa di famiglia, e dopo mesi e mesi di lavori hanno aperto le porte di casa loro a tutti. Loro chiamano simpaticamente questo luogo “Foresteria Caleidoscopica”, quasi a dipingerne le caratteristiche principali: un luogo accogliente ma dalle mille sfaccettature.

BabaruM

BabaruM, BarEfestoBabaruM è un luogo che ne contiene cento: si divide in più zone in cui rilassarsi e godersi l’ambiente, con un giardino di circa 700 metri quadrati che si apre in zone relax, terrazze e balconi dove la natura si intreccia con oggetti di ogni tipo che qui riacquistano nuova vita.

Il giardino nasconde anche una piccola caverna che in tempo di guerra è servito come rifugio dai bombardamenti, che si raggiunge da uno dei tanti percorsi che si possono trovare in questo posto incantato.
Anche le varie aree di BabaruM hanno nomi originali e caratteristiche uniche: c’è il “Bio Parco“, “La Via della Juta“, con i laboratori artistici e lo studio di registrazione, la piazzetta “Bar Efesto” con un bar meraviglioso (sembra la casetta dei sette nani!). Se poi si sale tra giardinetti e terrazze, si arriva al “Lederbar-Cinematografo“, un’area dedicata al cinema all’aperto, per guardare in compagnia un bel film su comodi divani all’ombra delle vigne.
All’ingresso sono disponibili delle mappe per orientarsi all’interno di BabaruM: all’inizio possono essere molto utili, perché ogni angolino riserva nuove sorprese e, forse, anche un nuovo percorso.

BabaruM mappa

Ecco come lo presentano i loro creatori:

Un posto informale dove la nostra intenzione è quella di farvi sentire parte viva e vitale della vita semplice e quotidiana. Coltiviamo l’idea del riuso, vogliamo abbandonare gli schemi rigidi e formali delle strutture alberghiere, vogliamo che i nostri viandanti si sentano liberi di vivere un soggiorno pulito, naturale, senza escludere la possibilità di guardare la tv, connettersi a internet, ascoltare ed imparare, dove la creatività e la fantasia vi portino a capire che qualcosa di diverso è possibile.

BabaruM

BabaRadioA BabaruM grazie all’attiva Associazione Culturale Baba vengono organizzati eventi di ogni tipo, dai pomeriggi dedicati alla cura del corpo con taglio di capelli incluso o massaggi per il corpo fino alle lezioni di yoga, dalla bicchierata di brulè in compagnia che riscalda i cupi giorni invernali ai freschi aperitivi di primavera con buffet vegetariani che aprono mente e corpo alle lunghe sere d’estate. E ancora appuntamenti radiofonici, workshop culinari, pomeriggi di giochi in scatola accompagnati da tè e pasticcini, musica live e spettacoli di artisti locali, cinema all’aperto e tanti altri eventi culturali.

Per non perdervi nessuno dei loro eventi, seguite la pagina Facebook di BabaruM e quella dell’Associazione Baba.

Si può anche soggiornarvi prenotando direttamente o tramite AirBnB (se prenotate da qui vi regalo 25 €!). Per partecipare agli eventi, invece, bisogna essere soci dell’Associazione Baba. Io non ci ho pensato due volte ed ho fatto la tessera: è bello poter sostenere iniziative giovanili così fresche e creative!

 

E voi, conoscete posticini particolari in cui amate rinchiudervi nelle sere d’estate oppure alla fine di una lunga settimana di lavoro? Raccontatemeli nei commenti!😉

BabaruM by nightGrazie ad Alessandro Marchesin e Chiara Zeni per le immagini e all’Associazione Culturale Baba per la cartina caleidoscopica.

L’estate profuma di libertà

Standard

Siamo già alla fine di maggio e io ho solo una data segnata sul calendario della mia estate. Ok, forse due… ma non mi sembrano mai abbastanza. E anche se I Mercanti di Liquore cantano “chi viaggia odia l’estate, l’estate appartiene al turista”, io ho bisogno di muovermi almeno un po’ in questi mesi che sanno di vacanza e libertà.

L’anno scorso ho viaggiato in lungo e in largo per l’Europa dell’Est col mio InterRail, e poi in estate mi sono goduta il bel viaggio on the road con mio padre attraverso l’America, sulla mitica Route 66. Quest’estate esaudirò uno dei miei TravelDreams 2016… ma per ora non voglio svelare nulla!
Per chi sta decidendo in questi giorni cosa fare o dove andare quest’estate, ho qualche suggerimento curioso per fare una vacanza diversa ed un’esperienza nuova.

chitarra festival

169,1181202260,6 Vacanza in musica: l’estate è sinonimo di libertà, e io l’associo sempre al piacere di trascorrere lunghe serate all’aria aperta ad ascoltare musica dal vivo o a ballare ai concerti fino allo sfinimento. Perché non fare una vacanza inseguendo i festival musicali d’Europa? Ce n’è davvero per tutti i gusti! Già ai primi di giugno a Copenaghen prende il via il Distortion festival, festival di strada in cui si celebra ogni tipo di musica in location come strade, cortili, musei e giardini. A giugno c’è anche l’INmusic festival, che anima Zagabria ed il lago Jarun, o il Rock im Park ed il Rock am Ring in Germania. Ad agosto è la volta dello Sziget Festival a Budapest, uno dei più grandi festival d’Europa. A fine agosto ci si sposta in Austria per il Frequency Festival e si termina a settembre in Germania con il Lollapalooza di Berlino.
Ma il tour musicale si può fare anche in Italia: ci sono festival imperdibili come il Lucca Summer Festival, il Rock in Roma festival ed il Market Sound Festival. Basta solo decidere se scegliere un festival ed una meta oppure se inseguire il suono della musica per tutta Europa!😉

via francigena169,1181202260,6 Vacanza a piedi: avete mai pensato di percorrere una delle antiche vie romane? La Via Francigena ad esempio, che da Canterbury attraversa l’Europa e giunge a Roma, passa per cittadine e paesaggi mozzafiato. Altrimenti, se non ve la sentite di trascorrere un’intera vacanza camminando, si può prevedere una vacanza con qualche escursione: il mio Trentino potrebbe essere una delle mete d’eccellenza, ma sono sicura che ogni destinazione offre percorsi da fare a piedi, sia in città sia nei dintorni. L’importante è sempre informarsi bene sulla distanza da percorrere e procurarsi un buon paio di scarpe, e poi partire senza paure!

169,1181202260,6 Vacanza di gusto: l’estate, si sa, è la stagione della frutta fresca, dei pasti leggeri e dei piatti veloci. Navigando nel web ho trovato quest’infografica e mi è venuta una voglia incredibile di fare un altro InterRail, questa volta però alla scoperta del Mediterraneo e delle sue prelibatezze! Una sorta di vacanza enogastronomica, seguendo i profumi, i sapori ed i colori che sprigionano i piatti tipici dei Paesi affacciati sul mar Mediterraneo. Sapori che sanno di estate, come i pomodori, il pesce fresco, il pane fragrante appena sfornato, accompagnati dal vino o dalla birra locale, da gustare in riva al mare o davanti ad un tramonto.

Se quest’estate non viaggerò molto, almeno posso farlo in ogni momento con la fantasia! E voi, che tipo di vacanza scegliereste? Avete già pianificato le vostre vacanze oppure la stagione estiva per voi è off limits? Raccontatemelo qui nei commenti!:)

Migranti e viaggiatori verso It.a.cà

Standard

Anche quest’anno si torna ad It.a.cà, non verso l’isola di Ulisse ma al festival del turismo responsabile, di cui vi ho parlato anche l’anno scorso. It.a.cà, giunto alla sua VIII edizione, quest’anno è più spazi, più eventi, più città:

  • dal 18 al 22 maggio sarà a Rimini
  • dal 23 al 29 maggio a Bologna
  • dal 30 al 31 maggio a Ferrara
  • dal 30 maggio al 5 giugno a Parma
  • dal 10 all’11 giugno a Reggio Emilia
  • dal 3 al 9 ottobre a Trento

Questa serie di tappe affronterà diversi argomenti, tutti relativi al tema del turismo responsabile, e porterà i viaggiatori in un’estate dall’Emilia Romagna al Trentino alla scoperta del viaggio responsabile e dei vari luoghi che il festival attraverserà.

Dall’eco-turismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile.

 

itaca festival 2016

Il Festival It.a.cà è promosso e organizzato dall’Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS E–R, in collaborazione con AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e una rete di oltre 200 realtà attive nell’ambito turistico.
Il tema di quest’anno per la tappa bolognese è il rapporto che unisce turismo, city branding ed innovazione turistica, e lo si affronterà piacevolmente e lentamente attraverso convegni, workshop, presentazioni di libri, proiezioni, spettacoli, oltre naturalmente alle proposte di itinerari turistici a piedi, in treno e in bicicletta a Bologna e nei dintorni.

Gli altri argomenti su cui verterà il festival del turismo responsabile sono “Arte pubblica, turismo e rigenerazione urbana“, “Educazione: nuovi turisti crescono“, per dare spazio a nuovi approcci educativi che promuovano l’apertura, la condivisione e la collaborazione, l’apprezzamento delle diversità ed il rispetto per la natura, che è uno degli obiettivi di It.a.cà. In quest’occasione il viaggio viene usato come strumento educativo attraverso laboratori per bambini, letture, proiezioni: è proprio il caso di dire che “Viaggiando s’impara”!:) Si parlerà anche di “Open innovation” e “Turismo accessibile“, per valorizzare la condivisione come nuova forma di viaggio e di esperienza fatta attraverso la relazione con l’altro.

La novità dell’edizione 2016 è It.a.cà Fair, la fiera dell’innovazione per nuove dimensioni di viaggio, che si terrà all’interno degli spazi monumentali di Dynamo (la nuova Velostazione di Bologna) il 28 maggio dalle 11 alle 19.30. Al suo interno sono organizzati anche workshop e seminari, e l’accesso è libero.
E ancora, nell’ultimo fine settimana di maggio itinerari, trekking e passeggiate dentro e fuori Bologna, sull’Appennino Emiliano e nella pianura per valorizzare anche i luoghi e l’identità dell’entroterra.

Serre dei Giardini Margherita It.a.cà

Le Serre dei Giardini Margherita, uno dei luoghi bolognesi che ospiterà il festival It.a.cà

 

Ma il festival, appunto, non sarà solo a Bologna: protagoniste saranno anche le città di Rimini, Parma, Ferrara, Forlì, Ravenna e Reggio Emilia, e dopo l’estate It.a.cà si trasferirà in Trentino.

Anche quest’anno tornano i contest del festival: “Raccontami un posto per condividere la propria esperienza vissuta in un pezzetto di mondo, ed “Adotta un turista, in collaborazione con Ecobnb, per proporre un’idea di Ospitalità originale e vincere un soggiorno green per due persone.

Io sono già in cammino verso It.a.cà, e voi?😉

Shimbalaie

Standard

Quando sento questa canzone mi torna sempre in mente il Brasile, il mio Brasile, quello in cui ho lasciato una parte di cuore. E non posso fare a meno di sognare, canticchiando l’ultima frase: “Ser capitã desse mundo, Poder rodar sem fronteiras, Viver um ano em segundos, Não achar sonhos besteira…”

Pura poesia.

 

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Natureza, deusa do viver
A beleza pura do nascer
Uma flor brilhando a luz do sol
Pescador entre o mar e o anzol

Pensamento tão livre quanto o céu
Imagine um barco de papel
Indo embora para não mais voltar
Indo como que iemanjá

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Quanto tempo leva pra aprender
Que uma flor tem que vida ao nascer
Essa flor brilhando á luz do sol
Pescando entre o mar e o anzol

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Ser capitã desse mundo
Poder rodar sem fronteiras
Viver um ano em segundos
Não achar sonhos besteira
Me encantar com um livro
Que fale sobre a vaidade
Quando mentir for preciso
Poder falar a verdade

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Shimbalaiê, Maria Gadù

Il Friuli Venezia Giulia che non m’aspettavo: una guida per tre giorni

Standard

Da tempo pensavo dove poter trascorrere i tre giorni del ponte di Pasqua. Negli ultimi mesi ho continuato a pensare a nuove mete ed a cercare voli con destinazione “Ovunque” per scoprire tratte ancora inesplorate, per poi ritrovarmi all’ultimo momento con la testa confusa ed i prezzi alle stelle. Solo allora mi sono ricordata che vivo in Italia, in un Paese meraviglioso, con tanti borghi da scoprire e città bellissime da vedere e rivedere. Allora ho cambiato idea, ed ho iniziato a pianificare tre giorni in giro per il Friuli Venezia Giulia, una regione che finora conoscevo troppo poco.

Sono stata sommersa di consigli, perché il Friuli Venezia Giulia è una regione ricca di meraviglie da vedere. Purtroppo con solo tre giorni a disposizione non ho potuto vedere tutto quello che mi è stato consigliato, ma sicuramente tornerò. Io e il mio ragazzo abbiamo deciso di trascorrere le due notti a disposizione a Trieste e poi a Gorizia, per fare un giro tra più città spostandoci in macchina.

aquileiaLa prima meta è stata Aquileia, una cittadina con una lunga storia alle spalle grazie alla quale è annoverata oggi tra i più importanti siti archeologici dell’Italia settentrionale. In tutto il territorio infatti sono visibili rovine monumentali di epoca romana. Si giunge in città attraverso la via Giulia Augusta, quella che era una volta l’antico cardo massimo. La sua basilica, risalente al V secolo e ricostruita più volte, custodisce un meraviglioso mosaico, il più ampio di tutto l’Occidente cristiano. La zona archeologica, tra le meglio conservate e più significative del periodo imperiale, e la Basilica Patriarcale di Aquileia rientrano tra i beni iscritti nella lista dell’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità. Da visitare, oltre alla basilica, c’è anche il Museo archeologico nazionale, il Museo paleocristiano di Monastero, il Sepolcreto romano, l’antico porto fluviale, il Foro romano, il Mausoleo ed il Cimitero degli Eroi.

Il nostro viaggio è proseguito per Grado, una città situata su un’isola tra mare e laguna: il suo nome curioso deriva dai gradoni romani che consentivano lo sbarco dalle navi dei passeggeri e delle merci, poiché Grado era lo scalo mercantile di Aquileia. Il suo centro storico è un meraviglioso labirinto di viuzze e cortili pittoreschi in cui perdersi per scoprire edifici come la basilica di Sant’Eufemia col battistero ed il lapidario. Anche il lungomare di Grado merita una visita: da qui lo sguardo può spaziare lungo tutta la Riviera di Trieste fino alla costa dell’Istria.
gradoA Grado abbiamo pranzato in un locale veramente particolare, grazie al consiglio di Vale di DiarioinViaggio: il ristorante della cooperativa pescatori ZeroMiglia, che offre ottimi piatti fatti in casa preparati con il pesce fresco pescato in giornata.

Siamo ripartiti a pancia piena e molto soddisfatti, in direzione Duino: in questo borgo si trova un magnifico castello a strapiombo sul mare, dal quale si dipanano diversi sentieri tra cui il sentiero di Rilke, che arriva fino a Sistiana. Ho detto castello, ma in realtà i castelli sono due. Il Castello Nuovo domina il golfo di Trieste: situato nella parte alta della città, sorge sulle rovine di un avamposto romano ed è stato costruito nel 1300. Al suo interno si possono ammirare l’arredamento d’epoca ed i numerosi documenti storici relativi ai vari ospiti che qui vi soggiornarono, come Sissi, l’arciduca Francesco Ferdinando, Johann Strauss, Franz Listz, Paul Valery per, Gabriele D’Annunzio ed appunto il poeta Rainer Maria Rilke.
Poco più in basso, arroccato su uno sperone roccioso, si trova il Castello Vecchio e le sue rovine, alle quali è legata la leggenda della Dama Bianca, una donna che, gettata in mare dal marito, si trasformò in roccia. La vista dal castello vecchio è meravigliosa. È possibile fare il biglietto per entrambi i siti, che si trovano poco distanti l’uno dall’altro.

castello duino trieste

Percorrendo la strada stradale panoramica lungo la costa, in una mezz’ora si arriva a Trieste. Io l’ho percorsa al tramonto: vi consiglio di fare lo stesso, per farvi accompagnare in città da una luce meravigliosa.

Trieste è una città di frontiera: la sua lunga storia racconta di continue conquiste a causa dell’importanza come crocevia commerciale. Oggi è punto d’incontro tra tre culture, quella italiana, quella slava e quella austriaca, che emergono dalle tradizioni culturali e dai piatti tipici locali.
Di Trieste probabilmente ve ne parlerò ancora, ma intanto vi anticipo le cose da non perdersi, concentrate nel suo centro storico – che è tutto da girare a piedi – e ben distribuite anche appena fuori città, come i significativi luoghi della Risiera di San Sabba e della Foiba di Basovizza, che visiterò certamente la prossima volta. In centro meritano una visita il Castello di San Giusto e la vicina Cattedrale, e qualche minuto di stupore va dedicato a Piazza Unità d’Italia, meravigliosa sia di giorno che di sera, quando i suoi bei palazzi – tra cui quello in stile liberty del governo ed il palazzo del Municipio – risplendono di luce, mentre sul suo selciato si accendono le lucette blu che indicano il punto fino a dove si spingeva il mare. Già, perché questa bella piazza si apre sul mare più grande d’Europa, sferzata spesso dalla Bora, così come le vesti ed i capelli delle statue affacciate sul Molo Audace: due donne che cuciono lo stendardo italiano ed un soldato che sventola la bandiera della nazione ritrovata.

trieste

A Trieste i musei ed i teatri non si contano: sono così tanti che servirebbe una vita qui per visitarli tutti. Anche se il tempo a disposizione è poco, va fatto un giro sullo storico Tram di Opicina, che da piazza Oberdan sale verso l’altopiano del Carso, e due passi fino al Teatro Romano, testimone assieme alla porta augustea dell’Arco di Riccardo dell’antichità della città, fino a perdersi tra tutte le diverse architetture dei maestosi palazzi che adornano le principali vie del centro. trieste joyceA Trieste vissero personalità del calibro di Italo Svevo, Umberto Saba, James Joyce, che se ne stavano ore ed ore nei caffè della città a scrivere le loro opere ed a sognare ad occhi aperti. Ci sono itinerari ad hoc dedicati a loro ed ai caffè storici della città: la prossima volta che tornerò qui farò sicuramente uno degli itinerari suggeriti da Discover Trieste, già testati dall’amica Claudia.

Per tutto il mese di aprile inoltre in città ha luogo la bella iniziativa Le Vie delle Foto, una mostra fotografica collettiva che si snoda tra i locali del centro storico di Trieste, da visitare sorseggiando un aperitivo o un buon caffè.

Per arrivare a Gorizia abbiamo preferito riprendere la strada che corre lungo la costa, fermandoci per una manciata di minuti nel curioso Villaggio del Pescatore, che vale decisamente una tappa all’ora di pranzo.

In tanti mi hanno detto di saltare Gorizia, perché non offriva particolari attrazioni, ma sono contenta di essermi fermata per qualche ora (ed una notte in AirBnB da un ospite molto curioso e davvero accogliente). Al mattino abbiamo visitato il Castello ed il borgo medievale con la Chiesetta di Santo Spirito, che vegliano la città di Gorizia dall’alto di un colle: il castello è conservato perfettamente e la visita è davvero piacevole. gorizia castelloDedicate una visita anche al Duomo, trasformato in cattedrale nel 1752, alla Chiesa di Sant’Ignazio, un edificio barocco del XVII-XVIII secolo ed alla Sinagoga di Gorizia, e godetevi una passeggiata nel centro per ammirare i diversi edifici civili, come il Teatro Verdi ed i numerosi palazzi, tra cui Palazzo Lantieri e Palazzo Strassoldo.

Purtroppo la Trattoria Da Gianni, che in tanti mi hanno consigliato per la sua leggendaria ljubianska, aveva tutti i posti prenotati per oltre un mese, così siamo ripartiti a stomaco vuoto. Prima, però, abbiamo fatto visita alla Piazza della Transalpina, chiamata anche Piazza Europa: è una piazza curiosa perché è divisa a metà tra Italia e Slovenia, tra i comuni di Gorizia e Nova Gorica. Nella piazza, infatti, si trova anche la stazione di Nova Gorica, sulla Ferrovia Transalpina. Fino al 2004, anno dell’entrata della Slovenia nell’Unione Europea, la piazza era divisa da un muro, chiamato Muro di Gorizia, che segnava il confine ed impediva la libera circolazione. Oggi invece al centro della piazza si trova un mosaico circolare ed una linea di mattonelle che indicano il confine di stato, si può attraversare la piazza a piedi e si può stare contemporaneamente con un piede in Italia ed uno in Slovenia.

gorizia piazza transalpina/europa

Sulla strada del ritorno abbiamo fatto tappa prima a Brazzano di Cormons, dove abbiamo mangiato molto bene in un’osteria locale, Terra e Vini, e poi a Palmanova, la città stellata. Mentre da Gorizia non mi aspettavo molto e invece il borgo del suo castello mi ha piacevolmente stupita, Palmanova ha avuto l’effetto contrario. Mi aspettavo un piccolo centro fortificato e pieno di chicche da scoprire, invece l’unica cosa che mi ha colpita sono state le mura, dalla curiosa forma di stella a 9 punte. Palmanova, costruita appositamente come città-fortezza nel XVI secolo e nominata monumento nazionale dal 1960, è un centro molto piccolo: il suo diametro è circa di 2 chilometri da una punta all’altra della sua stella, e vi si accede attraversando una delle tre porte monumentali dai nomi delle direzioni in cui guardano: Porta Udine, Porta Cividale, Porta Aquileia. Le attrazioni cittadine purtroppo si limitano alla Piazza Grande, uno spazio perfettamente esagonale che ospita al suo centro uno stendardo e sulla quale si affaccia il Duomo di Palmanova ed ai piccoli musei come il Museo civico storico ed il Museo storico militare. Se dovessi tornare, sicuramente ne approfitterei per fare una delle passeggiate lungo le mura: ci sono percorsi diversi per lunghezza, durata e difficoltà, dai quali vedere Palmanova da un punto di vista differente.

Questo è stato il mio Friuli Venezia Giulia in una dose concentrata di tre giorni. Voi cos’avete visitato in questa bella regione? Aspetto di leggere i vostri suggerimenti nei commenti per programmare il prossimo viaggio in queste terre speciali!:)

tramonto duino trieste