Regali da viaggiatori sostenibili… per tutte le tasche

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A Natale torna il tormentone dei regali: personalmente, mi piace poter fare un dono che sia non solo apprezzato ma anche utile, ma ogni anno le idee scarseggiano. Per fare un regalo a chi ama viaggiare la scelta è abbastanza semplice, ma non dev’essere scontata e mai banale: ecco perché ho cercato i regali di viaggio adatti ad ogni budget e con un’attenzione particolare alla sostenibilità ed alla solidarietà.

regali di natale viaggio solidale

Photo by Kira auf der Heide on Unsplash

Regali di viaggio sotto i 20 €

    • Un voucher Flixbus: viaggiare in autobus è un modo alternativo per rispettare l’ambiente, ed oggi Flixbus è una rete che connette tutta l’Europa. Prenotando o regalando un viaggio con i bus di Flixbus, si ha la possibilità di contribuire alla tutela ambientale, versando un contributo per la compensazione delle emissioni della propria tratta. L’importo viene investito da Flixbus in un progetto certificato per far fronte al cambiamento climatico: qui trovate maggiori informazioni sul progetto e sull’investimento dei contributi del 2017.
    • I prodotti di Libera Terra: “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” è una ONG che promuove legalità e giustizia e sollecita la società civile nella lotta alle mafie. Libera Terra è il ramo che vuole valorizzare territori stupendi ma difficili, recuperando i beni liberati dalle mafie in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania per ottenere prodotti di alta qualità attraverso metodi rispettosi dell’ambiente e della dignità delle persone. A Natale, regalare prodotti alimentari e vini di qualità provenienti dalle cooperative di Libera Terra è un pensiero goloso e soprattutto etico, che permette a chi lo riceve di fare un viaggio tra gli eccellenti sapori d’Italia.
    • Un melo della Val di Non: un’idea originale e salutare, ovvero l’adozione di un melo della Val di Non, con un suggerimento di viaggio. Infatti in autunno, in occasione di Pomaria (la festa delle mele), il destinatario del regalo potrà venire a raccogliere i frutti direttamente dalla “sua” pianta.

 

Regali di viaggio sotto i 50 €

    • L’iscrizione al FAI: un regalo che dura un anno. La tessera del Fondo Ambiente Italiano permette di visitare luoghi speciali, partecipare ad oltre 200 eventi esclusivi e godere di 1500 opportunità per vivere l’arte e la cultura del nostro magnifico Paese: è un dono utile per chi lo riceve, ma che fa bene a tutta l’Italia. Si può scegliere la quota in base al destinatario del dono, e online si può scegliere la data per comunicare il regalo. Ma c’è un dono anche per chi fa il regalo: il FAI ringrazia per il sostegno con un abbonamento alla rivista Bell’Italia.
regali di natale viaggi solidali

Photo by Mink Mingle on Unsplash

Regali di viaggio sotto i 100 €

    • L’adozione di una mucca trentina: a Natale adottate una mucca in Trentino e regalatela 🙂 Voi scegliete la malga e la mucca, e chi riceverà questo dono originale potrà venire a trovarla la prossima estate e portare a casa con sé i prodotti caseari di malga (formaggi freschi e stagionati, ricotte, burro, tosella e latte fresco) assieme ai profumi della montagna trentina.
    • Un soggiorno ecosostenibile con Ecobnb: un regalo speciale per far viaggiare amici e parenti e fare del bene anche alle realtà locali. Con Ecobnb si può regalare un soggiorno eco-sostenibile personalizzato per due o più persone, e chi riceve il buono regalo può utilizzarlo entro un anno scegliendo tra oltre 250 realtà di ospitalità eco-friendly in tutta Italia: agriturismi biologici, alberghi diffusi in antichi borghi, glamping immersi nella natura, eco hotel e bed & breakfast a zero emissioni. Se si acquista entro l’11 dicembre c’è un prezzo speciale 😉
    • Un viaggio ispirazionale con Destinazione Umana: se non conoscete questa realtà di viaggio ispirazionale, date una letta a questo mio post. Se poi vi sentite per l’appunto ispirati, qui trovate le gift cards ecologiche (perché si possono recapitare direttamente nella posta elettronica del destinatario) per un dono che è al tempo stesso un’occasione speciale per un viaggio molto particolare. Condivido molto volentieri con voi il mio codice sconto: scrivetemi se desiderate riceverlo.

Avete già scelto i destinatari dei vostri regali di viaggio ecosostenibili? 🙂 Buone Feste a tutti!

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Tutta la Hygge di Copenaghen

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Copenaghen è una città particolare: sembra sempre sulla sua, ma sa affascinare. Un po’ immusonita, a volte, ma con un gran cuore e braccia che sanno accogliere, scaldare e coccolare… specialmente nella stagione più fredda, quando fuori la luce dura sempre meno e l’inverno bussa alle porte.

Hygge a CopenaghenÈ in quest’atmosfera che esplode la voglia di hygge. Questa parola di origini norvegesi significava più o meno “stare bene”, ed apparve nella lingua scritta danese intorno alla fine del XVIII secolo: da allora fa parte della cultura danese, e si può applicare a qualsiasi cosa e a qualsiasi luogo. La parola non ha una traduzione letterale: descrive una sensazione di calore e benessere, tipica dei momenti intimi con amici e con la famiglia, quando ci si sente felici e rilassati e si gustano i piccoli piaceri della vita. In Danimarca la hygge descrive anche uno stile di vita ideale per affrontare la malinconia invernale, dovuta alle temperature glaciali e alle prolungate ore di buio. Ecco che le candele accese, le coperte di lana e grandi tazze fumanti di the, caffè o cioccolata sono perfetti per scacciare il lato negativo dell’inverno.

Anche a Copenaghen si possono vivere momenti di hygge, come sorseggiare bevande calde e mangiare una fetta di torta in luoghi confortevoli e in buona compagnia, oppure trovarsi con amici e parenti per chiacchierare e godersi il tempo assieme. Anche una passeggiata lungo i canali di Nyhavn, con le sue casette colorate, un giro ai Giardini di Tivoli illuminati per le feste o un giro in bicicletta per le strade di Copenaghen, magari in una delle biciclette danesi (le Christiania o cargo bike), possono essere un’esperienza “hyggelig”. Jægersborggade, nel quartiere di Nørrebro, ha tante occasioni per creare un momento di hygge, bevendo un caffè al Coffee Collective con il proprio micro-laboratorio di torrefazione, oppure girovagando nei negozietti di cioccolato, caramellifici e wine bar.
Un’altra cosa hyggelig è un giro tra i vecchi canali di Copenaghen, magari con un tour in battello: da Gammel Strand ne partono diversi ogni giorno, con l’audioguida in più lingue, per scoprire la città marittima da un altro punto di vista.

i canali di Copenaghen

La colazione hygge per eccellenza è quella in pasticceria, ad esempio da Lagkagehuset, a base di caffè e girella alla cannella. Per un pasto super hygge, il Paludan Bogcafé è perfetto: punto di incontro di tanti studenti, questo locale ha un’atmosfera molto accogliente, come in una biblioteca, con vecchi scaffali alle pareti. I piatti sono abbondanti e molto gustosi, la luce è soffusa e gli angoli dove sedersi in compagnia sono tanti e arredati in modi diversi.
Ma a Copenaghen si può trovare la hygge anche al mercato di Torvehallerne o al fantastico Copenhagen Street Food, l’importante è mangiare bene e in ottima compagnia.

Ormai l’abbiamo capito: l’elemento essenziale della hygge è quello di rendere l’atmosfera migliore, per passare dal freddo al sentirsi caldi, dentro. Ma la hygge non è limitata alla stagione invernale: in estate descrive benissimo i pic-nic nei parchi, i barbecue con gli amici, i festival di strada, i concerti all’aperto e le pedalate in bicicletta.

E voi, avete mai provato un momento di pura hygge a casa o in viaggio? Raccontatemelo nei commenti 🙂

Una gita alla LEGO House, per tornare bambini per un giorno

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Aperta lo scorso 28 settembre, la LEGO House è la prima casa ufficiale dei mattoncini più famosi del mondo. Una struttura unica che può diventare una meta speciale per una gita all’insegna del divertimento.

Nata proprio nella città natale dei LEGO, a Billund, in Danimarca (dove si trova anche il più noto parco divertimenti Legoland), la struttura è di per sé una costruzione di LEGO. La sua architettura, costruita ad hoc, è composta da 21 blocchi rettangolari sovrapposti e sfalsati tra loro, coi tetti colorati, sui quali si poggia un gigantesco LEGO. Comprende sia aree a pagamento sia spazi aperti a tutti, come la LEGO Square, una grande piazza posta al centro, le terrazze all’aperto, il LEGO Store e tre ristoranti particolari: un cafè, un ristorante gourmet e lo speciale ristorante Mini Chef, in cui si ordina attraverso una combinazione di mattoncini e si viene serviti da robot.

Lego House

Appena superato il varco dell’area a pagamento, lo sguardo corre veloce verso l’alto, seguendo l’albero della creatività: un albero alto 15 metri, realizzato con 6.316.611 mattoncini standard in “appena” 24350 ore. In un attimo il bambino che è in noi si fa sentire e ci ritroviamo curiosi nella Galleria dei Capolavori, che mette in mostra alcune tra le più belle creazioni dei fan di LEGO provenienti da tutto il mondo. Tutto attorno, panche con contenitori per i mattoncini ai lati attendono, pazienti, piccoli e grandi costruttori.

Cascata Lego House

La cascata di LEGO nell’area rossa

Da qui si può accedere alle Experience Zones, quattro aree di gioco colorate in modo diverso a seconda dell’aspetto dell’apprendimento dei bambini: il rosso per la creatività, il blu per l’aspetto cognitivo, il verde per la narrazione e il giallo per la sfera emotiva. La LEGO House infatti nasce come un invito a stimolare l’apprendimento e a liberare la propria creatività. Ogni sezione offre diverse attività individuali e attrazioni che coinvolgono in maniera attiva i visitatori, come la costruzione della propria vettura Lego e la gara su apposite piste, la realizzazione di aree per le città del futuro, la gara per salvare i mammut dal ghiaccio del Nord, la possibilità di creare il proprio alter-ego di LEGO, di girare il proprio film LEGO personale e di creare il proprio pesce LEGO ed inserirlo in un acquario virtuale.

Sorprendenti certi allestimenti, come la cascata gigante, che si tuffa in una vasca strabordante di mattoncini, o le immense costruzioni che rappresentano parti del mondo. In ogni sezione un totem interattivo permette di scattare fotografie a se stessi, al proprio “alter-LEGO” oppure alle creazioni personali. Tutti gli scatti lungo il percorso possono poi essere scaricati sul proprio dispositivo personale dalla app dedicata, molto semplice ma utile per portare con sé i momenti più divertenti della giornata.

Il percorso prosegue al piano interrato con la History Collection, uno spazio dedicato al racconto e alla storia dell’azienda: era il 1958 quando un falegname di nome Ole Kirk Kristiansen ebbe l’idea di produrre – e poi brevettare – i mitici mattoncini. Foto storiche si mescolano a scatole e pezzi d’epoca, in un mix di curiosità e nostalgia. Oggi, l’azienda danese produce ogni anno circa 60 miliardi di mattoncini LEGO.

L’ultima parte del percorso ci sorprende ancora: scopriamo che esistono tantissime combinazioni possibili dall’unione di 6 mattoncini. Inserendo il codice personale del biglietto in uno dei totem LEGO otteniamo così la nostra combinazione speciale, che potremo riprodurre con i 6 piccoli mattoncini in omaggio ritirati all’uscita del viaggio tra i LEGO.

Alter ego Lego House

Billund è ben collegata con l’Italia (due ore di volo da Milano-Bergamo) ed anche con Copenaghen, che si raggiunge in meno di un’ora di volo: il nostro viaggio è proseguito infatti nella bella capitale danese, ma ve lo racconterò in uno dei prossimi post.

Volete vivere un’esperienza particolare e dormire all’interno della LEGO House? Avete tempo fino al 16 novembre per tentare la sorte e partecipare al concorso di Airbnb e LEGO House! Il vincitore infatti avrà la possibilità di dormire per una notte nella casa dei mattoncini con tutta la famiglia. In bocca al lupo 🙂

Firenze… da vivere

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Lo ammetto, sono innamorata dell’Italia. Viverci non è facile, ma volete mettere la fortuna di vivere in uno dei Paesi più belli del mondo? Quante città da scoprire, mari, montagne (le Dolomiti!), laghi, valli e isole, oltre ad un immenso patrimonio culturale che a volte, ahimé, non sappiamo valorizzare completamente.

Proprio per la nostra Grande Bellezza, se mi chiedessero di trasferirmi, ci sarebbero tante città dove mi troverei a mio agio: Verona, Bologna, Firenze… ah, Firenze. Ci sono stata tante volte, per motivi di svago e per lavoro, ma ci torno ogni volta con piacere. Perché Firenze è semplicemente bella.

Firenze

Non so se sia il fatto che qui nacque e visse Dante (a mio dire un vero genio), o se sia quel clima di eterna bellezza che pervade mentre si cammina lungo l’Arno, in Piazza della Signoria, su Ponte Vecchio: a Firenze mi trasferirei domani.
Cosa da sottovalutare, poi, Firenze non è una città da bollino rosso per il portafoglio. Chiaro, viverci o studiare a Firenze non costa poco, ma ci sono tanti trucchi per risparmiare e godersi la vita in una delle città più famose d’Italia.

Partiamo dalle basi: l’alloggio. Nelle grandi città non è facile trovare casa, ma nemmeno nelle piccole: ve lo dice una che ad Erlangen, una cittadina della Germania, ha traslocato 3 volte in 5 mesi, abitando qua e là perché non si trovavano stanze o appartamenti disponibili. Per questo gli studenti italiani o Erasmus che vengono a studiare in una delle Università più prestigiose del Bel Paese e che sono in cerca di un alloggio a Firenze possono affidarsi a Uniplaces, un servizio che offre la possibilità di trovare e prenotare alloggi per un medio o lungo periodo in maniera rapida e semplice. Se l’avessero inventato prima, lo avrei certamente utilizzato! Sulla piattaforma sono presenti tantissime città in Italia ed in Europa, e le proposte offrono soluzioni per tutte le tasche. A Firenze si possono trovare oltre 160 appartamenti disponibili, da piccoli studi e monolocali fino ad appartamenti decisamente più grandi, in diverse zone della città.

Firenze Piazza della SignoriaAnche mangiare a Firenze senza spendere un capitale non è un grande dilemma: ci sono tantissimi posticini dove trovare piatti della tradizione fiorentina a prezzi più che ragionevoli. Io sono innamorata del Mosto Dolce, un locale con ottima cucina e deliziose birre artigianali, ma anche al Mercato Centrale si può trovare di tutto a prezzi abbordabili, per non parlare della mitica Focacceria Bondi poco distante.

Non da ultimo, l’offerta culturale di Firenze è veramente ampia: basta visitare il centro della città per accorgersene. Si resta a bocca aperta davanti alla maestosità della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, del Duomo, del Campanile di Giotto e del Battistero: opere di ingegno che valgono almeno una visita. Per risparmiare conviene acquistare il biglietto complessivo, che permette di evitare anche le code ad ogni cassa e comprende anche la Chiesa della Santissima Annunziata.

Oltre a queste meraviglie, vivere in una città come Firenze permette di ammirare ogni giorno opere come Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi, la Chiesa di Santa Croce, attraversare il celeberrimo Ponte Vecchio con il corridoio vasariano, ovvero il passaggio segreto dei Medici quand’erano signori di Firenze. E ancora si può chiacchierare davanti a Palazzo Pitti, nel Giardino di Boboli, davanti alla chiesa di Santo Spirito, appena al di là di Ponte Vecchio. Nel tempo libero, vale la pena vedere i principali musei, che sono a pagamento ma meritano una visita: la Galleria dell’Accademia e gli Uffizi, oltre alle mostre di Palazzo Pitti ed alla famosa Casa di Dante.

Per godersi una vista gratuita sulla città, basterà salire ai piani superiori della particolare Chiesa di Orsanmichele, mezza chiesa e mezzo granaio, definita il monumento più fiorentino di Firenze.
Anche la stazione di Santa Maria Novella, punto di arrivo di quasi tutti gli studenti in città, è già di suo un’attrazione da vedere, con la sua architettura razionalista italiana. Naturalmente una visita alla vicina Chiesa di Santa Maria Novella è d’obbligo.

Potrei andare avanti per ore, perché le cose da vedere a Firenze sono tantissime! Anche per questo motivo mi ci trasferirei, per riempirmi quotidianamente gli occhi di bellezza. Per questo vivere e studiare a Firenze è un’ottima idea: si può visitare con più calma tutto ciò che la città offre, oltre che vivere e respirare l’atmosfera fiorentina.

Anche i dintorni di Firenze sono tutti da scoprire: borghi come Vinci, Certaldo, Montecatini Terme, sono tutte chicche da gita giornaliera, che io ho piacevolmente scoperto qualche anno fa.

E voi, in che città speciale avete studiato? E dove vi trasferireste domani, se ve lo chiedessero? Raccontatemelo nei commenti! 🙂

Post in collaborazione con Uniplaces

La sostenibile leggerezza del viaggio

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In occasione dell’arrivo a Rovereto della mostra fotografica di viaggio “Il Giro del Mondo in 80 blogger” ho conosciuto personalmente Eliana Lazzareschi Belloni, autrice di “La sostenibile leggerezza del viaggio. Guida-diario per un turismo sostenibile“.
Durante la serata organizzata all’interno di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, io e lei abbiamo fatto due chiacchiere “green”, per raccontare ai visitatori della mostra ed ai curiosi presenti all’evento come si può fare per viaggiare più ecologicamente e responsabilmente.

intervista Chiara ed Eliana

Io ed Eliana durante la chiacchierata a Smart Lab, dov’è allestita la mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger”

Proprio il festival del turismo responsabile IT.A.CÀ, nelle sue varie tappe in tutta Italia, ci invita a riconsiderare il viaggio non più solo come semplice vacanza, ma come un’esperienza capace di soddisfare il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa. Un’esperienza che trasforma il turista in un residente temporaneo, perché si sente parte del luogo che sta visitando. Ed è proprio quello che cerca di fare Eliana nei suoi viaggi, con accorgimenti ed abitudini che le permettono di spostarsi, mangiare e visitare in modo responsabile ed eco-compatibile.

La sostenibile leggerezza del viaggioLa prima parte del suo libro affronta diversi punti, dando un utile vademecum ricco di consigli pratici per un viaggio sostenibile: dalla meta scelta, alle strutture da privilegiare, dalle modalità di trasporto alle occasioni per aiutare lo sviluppo locale, come il fatto di provare i piatti e la cucina del luogo. E ancora, quali buone abitudini adottare in viaggio, come stare a contatto con la natura, come affinare il proprio spirito di adattabilità.
Nella sua guida-diario per un turismo sostenibile Eliana dà anche parametri utili per valutare l’effettiva eco-compatibilità di una struttura e di una destinazione, come la gestione dei prodotti alimentari, dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti e dei trasporti.

Un intero capitolo è dedicato alle risorse per viaggiare in maniera sostenibile: siti dedicati alle strutture eco-friendly, alla mobilità sostenibile, all’ospitalità ed al volontariato, fino ai viaggi spirituali. Si trovano tantissimi spunti per viaggiare in modo responsabile ed anche low cost!
La prima parte si conclude con una sezione dedicata ai luoghi danneggiati dal turismo di massa (quante fitte al cuore, per luoghi che vorrei vedere almeno una volta nella vita, ma senza danneggiarli ulteriormente) allo sfruttamento animale nel turismo, mettendo in luce tante situazioni in cui l’uomo, per ignoranza o per soldi, abusa degli animali per compiacere i turisti, spesso ignari di tutto ciò che sta dietro questi business.

Eliana è una ragazza solare, grintosa e positiva: mentre racconta dei suoi viaggi pendiamo tutti dalle sue labbra, curiosi di conoscere le sue avventure. Lo stesso avviene leggendo la seconda parte del suo libro, dedicata alle sue esperienze di viaggio lento e sostenibile del 2016: un fil rouge le lega le une alle altre, e non è solo il tema della sostenibilità. Certo, anche e soprattutto quello, dato che alla fine di ogni viaggio Eliana dà i voti alla propria esperienza, creando una mini-pagella per autovalutare quanto il suo viaggio sia stato eco-sostenibile. L’altro filone che lega questi cinque racconti di viaggio è il viaggio in solitaria: l’autrice è (quasi) sempre partita da sola, riscoprendo un modo di viaggiare che ora le appartiene. In viaggio da sola ha riscoperto lati di sé che prima non conosceva, e si è sentita più libera di stringere nuove amicizie e relazioni, lanciandosi senza paura in chiacchierate con sconosciuti ed in esperienze nuove come il Couchsurfing.

Quando Eliana parla del Couchsurfing, per l’ennesima volta, mi ritrovo nelle sue parole e nel suo spirito di viaggio.

Sono sempre stata affascinata dalla diversità, forse è proprio per questo motivo che quando viaggio mi piace stare a contatto con le persone del posto e apprendere di più sulla loro cultura, sulla loro storia e sul loro atteggiamento. Questo spirito e filosofia vengono abbracciati in toto dal couchsurfing. Affidarsi a perfetti sconosciuti è difficile, forse la cosa più complicata di tutte. Siamo abituati a diffidare e, anche quando ci accadono cose belle, rimaniamo involontariamente sulla difensiva. Spesso scatta un meccanismo psicologico implicito, come se non ci sentissimo davvero meritevoli di certe fortune o gioie, tanto da dover necessariamente cercare un lato oscuro o negativo.

In questo periodo di incertezze io ho deciso di ascoltare le storie belle che l’umanità ha da raccontarci, è il mio modo di reagire alla negatività. Ogni giorno ci sono persone che si conoscono in viaggio, relazioni umane che s’intrecciano in maniera spontanea, gente generosa che offre ospitalità a estranei senza aspettarsi nulla in cambio, solo per il piacere di conoscere gli altri, di donarsi, di interagire con loro. E questo è sempre accaduto: in antichità la gente usava ospitare pellegrini e raminghi e all’epoca non c’era internet, non ci si poteva informare sulle persone, non c’erano le referenze di altri ospitanti e ospiti.

Lo scambio gratuito è la cosa più bella che c’è dietro la filosofia di questa comunità e il progresso di internet, nonostante i suoi lati negativi, aiuta a diffonderne lo spirito.

Il libro è un condensato di consigli di eco-sostenibilità e di esperienze che mettono in pratica i principi del viaggio lento, sostenibile e responsabile. Un manuale che consiglio vivamente di leggere per cambiare il proprio punto di vista, in viaggio e non solo. Lo potete trovare qui, mentre a questo link trovate il blog di Eliana, Geco Travels (dall’unione della G di Geo, ECO di Ecologia ed O di Olismo).

Buon viaggio lento, sostenibile e responsabile a tutti! 🙂

Il Giro del Mondo in 80 blogger… a Rovereto

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Il Giro del Mondo in 80 blogger… a Rovereto

La mostra fotografica di viaggio “Il Giro del Mondo in 80 blogger” arriva anche nella mia città, a Rovereto. Sono felice, emozionata e soddisfatta di poter accogliere questa iniziativa benefica nella Città della Pace, che ho potuto allestire grazie alla collaborazione di Visit Rovereto ed al sempre prezioso aiuto e supporto di Cristina di Crinviaggio.

Locandina 80 blogger Rovereto

Se non conoscete ancora Il giro del mondo in 80 blogger, vi racconto di cosa si tratta. La mostra comprende 80 singolari foto di viaggio di altrettanti travel blogger: 80 immagini che formano un itinerario per ammirare i luoghi più incredibili del mondo, in un percorso che parte da Rovereto per fare un viaggio attorno a tutta la terra. La mostra è già stata esposta a Padova a gennaio ed a Biella a luglio, ed è nata come iniziativa a sostegno della Onlus “Marta4Kids”, che raccoglie fondi per la fibrosi cistica. La Onlus è nata lo scorso anno dalla volontà di Christian Cappello, travel blogger bassanese e compagno di Marta Lazzarin, scomparsa a dicembre 2015 con il loro bimbo in grembo.

La mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger” è allestita nel salone di Smart Lab, il Centro Giovani di Rovereto, e viene inaugurata venerdì 22 settembre 2017 alle 20.30 con un brindisi e musica dal vivo.
All’interno della settimana trentina di IT.A.CÀ è organizzata inoltre una serata “slow”, giovedì 28 settembre a partire dalle 18.30: l’evento prevede una golosa apericena a base di sfiziosità culinarie con materie prime del territorio della Vallagarina, preparate dalla cucina solidale “Le Formichine”. La serata è accompagnata da musica dal vivo e prosegue con una chiacchierata green assieme ad Eliana Lazzareschi Belloni, travel blogger ed autrice di “La sostenibile leggerezza del viaggio. Guida-diario per un turismo sostenibile”. Nel contempo si potrà naturalmente visitare la mostra. La serata è completamente gratuita, apericena compresa, ma per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione, che si può fare facilmente a questo link.

Appunti, biglietti, ricordi rendono la mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger” interattiva: i visitatori possono partecipare con un loro contributo e diventare parte dell’esposizione stessa. L’ingresso è libero e le fotografie, gentilmente stampate da Ottica Immagini, sono acquistabili con una donazione alla Onlus “Marta4Kids”.
L’esposizione fotografica infatti ha come obiettivo quello di sensibilizzare alla bellezza del viaggio, specie se lento e responsabile, contribuendo al tempo stesso ad uno scopo benefico, ossia la raccolta di fondi per la Onlus “Marta4Kids”.

80 blogger Viaggiando s'impara

Il mio contributo per la mostra

Dopo l’inaugurazione di venerdì 22 settembre, la mostra rimane aperta da sabato 23 settembre a sabato 14 ottobre 2017 negli orari di apertura di Smart Lab (lunedì-venerdì 9.00 – 23.00, sabato 15.00 – 23.00/2.00).

Sabato 23 settembre inoltre è organizzato un Instameet alla scoperta dell’offerta culturale roveretana, gratuito ed aperto a tutti gli appassionati: basta registrarsi qui. I partecipanti potranno visitare i musei della città aderenti all’Instameet: la Fondazione Museo Civico, il Museo Storico Italiano della Guerra, il Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e la Campana dei Caduti, con la sua vista panoramica sulla città e sulla Vallagarina. Gli Instagramers potranno inoltre fare networking durante i momenti del pranzo e del brindisi finale, offerti da Visit Rovereto in collaborazione con i musei.

“Il Giro del Mondo in 80 blogger” si inserisce all’interno di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, in Trentino dal 25 settembre al 1 ottobre 2017. Coordinato dall’Associazione TassoBarbasso, la tappa trentina di IT.A.CÀ vede in calendario numerosi appuntamenti culturali sparsi su tutto il territorio provinciale, come presentazioni di libri, convegni, incontri, laboratori, cene, spettacoli, mostre ed itinerari a piedi, per riconsiderare il viaggio non più solo come semplice vacanza, ma come un’esperienza capace di soddisfare il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa. Un’esperienza che trasforma il turista in un residente temporaneo.

Qui trovate tutto il programma del Festival IT.A.CÀ Trentino, mentre tutte le informazioni e gli aggiornamenti sulla mostra “Il giro del mondo in 80 blogger” vengono pubblicati sull’evento Facebook. Vi aspetto! 🙂

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze!”
Kostantin Kavafis

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In Lambretta attraverso la Val d’Orcia

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In Lambretta attraverso la Val d’Orcia

Amo la Toscana, in particolare la Val d’Orcia, e ci torno ogni volta che posso. Quest’estate ho viaggiato tra le colline senesi su un mezzo speciale: una Lambretta originale.

Il punto di partenza è Vintage Tours a Montepulciano, dove si possono noleggiare mezzi d’epoca come Vespe, Lambrette e Cinquecento. Ogni pezzo è uno spettacolo a sé, ma guidarlo attraverso le colline toscane è ancora meglio! Ci mettiamo un attimo a decidere il giro da fare: siamo ispirati dal giro del Lago Trasimeno e di Cortona, ma il richiamo della Val d’Orcia si fa più forte. Non sono mai sazia di quei panorami.

Lambretta in Val d'Orcia

Così partiamo per un itinerario dal sapore amarcord attraverso la Val di Chiana e la Val d’Orcia, a bordo di una mitica Lambretta 125 cc. La nostra prima meta è Montefollonico, minuscolo borgo medievale che ha mantenuto intatto nei secoli il suo grande patrimonio di tradizioni, colori e sapori. Da non perdere la Pieve di San Leonardo e le tre porte di accesso al borgo, rimaste intatte assieme ai sette torrioni. Dopo un rapido giro ed uno scambio di battute con una simpatica vecchietta del paese, ripartiamo rombando.

Seconda tappa: Torrita di Siena. In questo borgo dal fascino medievale nacque Ghino di Tacco, il “Robin Hood della Val d’Orcia” e Signore di Radicofani celebrato da Dante nella Divina Commedia e da Boccaccio nel Decameron. In Piazza Matteotti, fulcro della vita civile e religiosa del paese, si affacciano i tre edifici principali, che rappresentano la potestà militare con la Torre, quella civile con il duecentesco Palazzo Comunale e quella religiosa con la chiesa romanica di Santa Flora e Lucilla. In piazza si trova anche un’antica cisterna ed il Teatro Comunale degli Oscuri.

Montisi L’itinerario prosegue per Trequanda, con il Castello Cacciaconti e la sua torre cilindrica e la romanica chiesa dei Santi Pietro e Andrea. Un rapido giro in centro e ripartiamo per andare a caccia di un locale tipico, che la fame si fa sentire.

Pranziamo a Montisi, in un piccolo locale del centro chiamato Ritorno di Fiamma. I pici alle briciole e pancetta sono qualcosa di speciale! Il borgo è parte del comune di Montalcino, e custodisce alcune attrazioni come la pieve della Santissima Annunziata, la Torre dell’orologio, il Cassero, un tempo la residenza dei Signori di Montisi e la Grancia, una grande fattoria fortificata con il piccolo teatro. Ogni anno ad agosto nel borgo si celebra la Giostra di Simone, rievocazione di una giostra medievale in cui si scontrano le quattro contrade del paese (Castello, Piazza, San Martino e Torre), che ricorda l’assedio e la distruzione di Montisi alla fine del XIII secolo da parte del conte Simone di Rainuccio Cacciaconti.

Arrampicarsi con la Lambretta in ognuno di questi borghi rende tutto più pratico e divertente: su due ruote si arriva quasi dappertutto; trovare posteggio è facile e veloce, così come smontare per visitare i centri storici. Finito il giro, si riparte rapidamente e via, a sfrecciare sui nastri di strada e sui sentieri sterrati delle colline senesi, uno dei paesaggi più belli del mondo e patrimonio dell’UNESCO.

Nel pomeriggio ci imbattiamo in Castelmuzio, un delizioso borgo medioevale di origini etrusco-romane. Lasciamo la Lambretta poco fuori le mura del borgo e facciamo un rapido giro in centro storico, per scoprire Piazza San Bernardino da Siena, la Chiesa di Santa Maria Assunta e Palazzo Fratini, un tempo sede del giudice ed oggi ostello e ristorante.

Castelmuzio

Naturalmente non può mancare una tappa a Pienza, che fino al 1462 rimane un piccolo e semplice borgo chiamato Corsignano. Fu papa Pio II, a cui la città dette i natali, a mutarne il nome, ristrutturando radicalmente il borgo sullo stampo della città ideale del Rinascimento e rendendo così Pienza uno splendido centro urbano.
Sulla piazza principale si affacciano la Cattedrale, il Palazzo Comunale ed altri magnifici palazzi, mentre dietro il Duomo le mura corrono tutt’intorno al borgo, offrendo un panorama unico sulla Val d’Orcia. Accaldati dal sole d’agosto, ci rinfreschiamo con un frappè ed un gelato ai fichi e rosmarino al Buon Gusto, piccola gelateria dai gusti tutti particolari.

Le colline senesi conquistano noi e la Lambretta, che sembra divertirsi a cavalcarle. Così ci ritroviamo a Monticchiello, unica frazione del comune di Pienza. Anche qui è ben visibile lo stampo medievale del borgo, in cui ammiriamo l’antico castello, la Torre del Cassero, la pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo e quella di Santa Maria dello Spino.
Questo borgo è particolarmente conosciuto per il Teatro Povero di Monticchiello, un progetto sociale e culturale nato negli anni ’60 in cui tutti gli abitanti sono autori ed attori degli spettacoli. Ogni estate i montichiellesi vanno “in piazza”, ossia in scena, per raccontare e raccontarsi, e non è raro che gli attori recitino se stessi. In questo modo gli abitanti del borgo recuperano e mantengono la propria identità culturale e sociale, in un teatro partecipato che resiste ai rapidi cambiamenti esterni.
PienzaOggi la Cooperativa del Teatro Povero di Monticchiello gestisce gran parte dei servizi all’interno del borgo come il museo Tepotratos, la Taverna di Bronzone ed un emporio-ufficio turistico all’interno di un ex-granaio della metà del Settecento, in cui entriamo per scoprirne di più su questo affascinante progetto.

Sulla via del ritorno facciamo sosta anche a Chianciano Terme, famosa per la sua stazione di cura termale da oltre duemila anni: le proprietà curative delle sue acque erano infatti note anche ad etruschi e romani. La parte antica della città è il nucleo originario di Chianciano, e le sue mura custodiscono il classico impianto urbano medievale con il Castello Manenti, la Torre dell’Orologio, il Palazzo del Podestà e la Collegiata.

Chiudiamo il cerchio con un giro a Montepulciano, “la perla del ‘500”. La Lambretta s’inerpica sul colle, ma non varca il centro storico. Proseguiamo a piedi, mentre i nostri occhi divorano la bellezza di quest’ennesimo borgo medievale. Salendo da via del Teatro si giunge all’improvviso in Piazza Grande. Restiamo a bocca aperta e ruotiamo su noi stessi, ammirando il Palazzo Comunale, il Palazzo Contucci, il Palazzo del Capitano ed il Palazzo dei Nobili.
Abbiamo diversi suggerimenti per cena, ma i ristoranti e le trattorie sono zeppi di turisti provenienti da ogni dove. Stiamo per tornare sui nostri passi quando, proprio ad un angolo di Piazza Grande, un piccolo locale attira la nostra attenzione col suo nome curioso, Compagni di Merende. Ci sediamo ad uno dei due tavolini esterni della Spuntineria, ascoltando le prove di qualche spettacolo estivo, e gustiamo ottime bruschette giganti ai pomodorini, tartufo ed un curioso quanto goloso abbinamento di cacio e marmellata di fragole.

Nonostante la calura di agosto, girovagare in Lambretta nei colli senesi e tra i borghi della Val d’Orcia e della Val di Chiana dà un senso di libertà unico. Pare quasi di disturbare, varcando le mura centenarie dei piccoli borghi medievali con il motore che schiamazza rombando: gli anziani seduti sull’uscio delle loro case ti seguono con lo sguardo, mentre i bimbi corrono a bordo strada con i loro palloni… finché non incontri i ragazzi, anche loro a bordo di Vespe anni ’60 che ti sorridono e ti fanno l’occhiolino. Allora capisci che qui va così, il turismo corre veloce così come fa il mondo, ma la vita nei borghi no, quella va più piano, in un inspiegabile gioco del tempo che ci regala l’illusione di piccoli centri medievali rimasti fermi nella storia.
Muoversi lentamente, in queste terre, è quasi d’obbligo. Il tachimetro della Lambretta pare impazzire, mentre si scorrazza tra i colli, come a volerci ricordare che forse stiamo correndo troppo e ci stiamo perdendo la meraviglia dei dintorni. Rallentiamo, respiriamo a fondo e ripartiamo piano, guardando in tutte le direzioni per goderci fino in fondo la Toscana.

Viaggiando in Lambretta in Toscana

Info: Vintage Tours noleggia mezzi d’epoca come Lambrette, Vespe e macchine di una volta per una o più giornate, sia a singoli che a gruppi, con chilometri illimitati. Nel prezzo sono inclusi la mappa del territorio e le bandane monouso per il sotto casco, oltre ad accessori in comodato d’uso come i caschi, giubbotti anti-pioggia, zaino, guanti, lucchetto e Walkie Talkie per i gruppi, per un’esperienza completamente vintage. Lo staff è molto disponibile e competente e la sede è a Montepulciano, splendida cittadina medievale da cui si possono raggiungere comodamente diverse città e borghi toscani.
Se volete provare l’ebbrezza di guidare una Vespa o una Lambretta tra i colli toscani, utilizzate il mio codice sconto 😉 Scaricate l’immagine e mostratela a Dario o Michele di Vintage Tours al momento del noleggio.

Piccola postilla: nei dintorni ci sono molti altri borghi che meritano una visita, o meglio un viaggio in Lambretta, tra cui Radicofani e la sua rocca (che vi racconterò meglio in un altro post) e Bagno Vignoni, con la sua particolare piazza d’acqua. Se passate da Bagno Vignoni non fatevi mancare una pausa golosa alla Spuntineria La Bottega di Cacio, dove assaggiare i formaggi ed i salumi del posto accompagnati da un bicchiere di buon vino.

Bagno Vignoni