Londra in tre giorni, il mio itinerario

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Era davvero tanto tempo che desideravo vedere questa città di cui tutti mi parlano, così durante le ultime vacanze di Natale sono volata a Londra in dolce compagnia. Temevamo di trovare un freddo pungente, invece l’Inghilterra ci ha accolti con il sole… che è durato solo un giorno purtroppo, ma il tempo è stato davvero mite e ci ha permesso di girovagare per Londra tutta la giornata.
Tre giorni non sono chiaramente sufficienti per visitare tutto quello che la città offre, ma credo che a Londra non basterebbe nemmeno un mese. In ogni caso abbiamo cercato di sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione con alcuni itinerari tattici: eccoli, giorno per giorno – magari potrebbero tornare utili anche a voi! 🙂

Londra

Il “centro” di Londra e la vista dall’alto

Per familiarizzare con la città abbiamo deciso di ammirarla dall’alto del London Eye, la ruota panoramica più alta d’Europa. Non è proprio economica, ma acquistando il biglietto (standard) online si risparmia un significativo 10% ed anche la prima coda. La fila può essere lunga ma è scorrevole, poi l’esperienza sulla ruota panoramica è molto piacevole, e dura 30 minuti.
Prima di raggiungere la London Eye abbiamo percorso tutta la zona a sud del Tamigi, a partire dal London Bridge: Bankside, la zona che nel Cinquecento vide il moltiplicarsi di bische, bettole, bordelli e persino teatri, considerati luoghi di perdizione. In questo modo abbiamo intravisto The Shard, grattacielo progettato da Renzo Piano e completato nel 2012, attraversato il vivace e colorato Borough Market e, poco distante, visitato la meravigliosa Cattedrale di Southwark, chiesa agostiniana fondata nel 1106 e rimaneggiata in epoca vittoriana: l’ingresso, quasi nascosto, è gratuito e ne vale davvero la pena per il suo curioso ma armonioso mix di stili eterogenei.

I moderni edifici di Londra

I moderni edifici londinesi lungo il Tamigi

Ritornando verso il fiume ci si imbatte nel Golden Hinde, la replica della nave che Sir Francis Drake utilizzò per circumnavigare la terra tra il 1577 ed il 1580. Restando su Clink Street si possono ammirare i resti dell’antico palazzo del vescovo di Winchester con un grande rosone, poco distante si trova invece l’ingresso alla Clink Prison.

Proseguendo lungo il Tamigi si passa sotto Southwark Bridge e si giunge al Globe Theatre, fedele ricostruzione del teatro di Shakespeare dopo che un incendio lo distrusse nel 1633. Qualche altro passo e ci si ritrova a lato della colossale Bankside Power Station, una centrale termoelettrica della seconda metà del ventesimo secolo dismessa nel 1981 e adibita dal 1995-99 a museo: è la Tate Modern, un enorme galleria che ospita centinaia di opere di arte moderna e contemporanea.

Oxo Tower Wharf e Gabriel’s Wharf sono due curiosi edifici che rappresentano la riqualificazione urbanistica nata dall’iniziativa popolare. Poco più avanti si trova il Southbank Centre con la Royal Festival Hall, una grande sala da concerto, e la Queen Elizabeth Hall. Ancora pochi passi e si giunge alla London Eye.

Big BenUna volta scesi dalla ruota panoramica si può proseguire attraversando il Westminster Bridge: qui abbiamo visitato da fuori la Clock Tower o Big Ben, le Houses of Parliament e l’Abbazia di Westminster, la chiesa dei sovrani inglesi che meriterebbe una visita anche al suo interno. Risalente addirittura al 730-740, quest’abbazia ha visto l’incoronazione di quasi tutti i regnanti, ed accoglie le spoglie di molti di loro. Accanto alla mole di Westminster si trova la piccola ma elegante St. Margaret Church, mentre di fronte all’abbazia si erge la Methodist Central Hall, con la sua enorme cupola, sede di cerimonie, concerti e mostre e della prima Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1946.
Anche il Parlamento è aperto alle visite a pagamento, ma vi si può entrare anche gratuitamente quando le Camere sono in sessione: le sedute vengono indicate da un cartello posto all’ingresso di St. Stephen’s.

Da qui la nostra visita è proseguita lungo Parliament Street, che diventa successivamente Whitehall, in un susseguirsi di importanti ministeri. Qui si trova la sede delle House Guards, dove abbiamo assistito al cambio della guardia. Vale la pena attraversare l’edificio per sbucare nel cortile della House Guards e ritrovarsi all’estremità del bel St. James’s Park, in un andirivieni di persone.

Whitehall termina a Trafalgar Square, ma noi abbiamo svoltato poco prima per attraversare l’Admiralty Arch e percorrere il grande viale The Mall, ma solo fino a Carlton House Terrace e alla scalinata che porta a Waterloo Place. Il cuore del quartiere di St. James è l’omonima St. James’s Square, attorno a cui sorgono dimore aristocratiche e negozi esclusivi. Da qui si torna su The Mall per raggiungere Buckingam Palace, la celebre residenza londinese dei sovrani, ed il Queen Victoria Memorial. Nell’angolo meridionale del Palazzo si trova The Queen’s Gallery, che espone le collezioni reali e, poco oltre, le scuderie reali, che ospitano tuttora i cavalli della regina.

Da qui si potrebbe visitare il quartiere di Chelsea percorrendo Palace Road, ma noi siamo tornati indietro passando per St. James’s Park, osservati da ogni tipo di volatile e da intraprendenti scoiattoli. Ci siamo goduti il tramonto proprio nel bel mezzo del parco, sul ponte che attraversa il laghetto, e siamo tornati a Trafalgar Square, ritrovo di svariati artisti di strada londinesi, arrivando alla National Gallery verso le 16.30,che si è rivelata un rifugio ideale dopo l’imbrunire. La National Gallery è una delle più ricche pinacoteche del mondo, ospita oltre 2300 opere ed è completamente gratuita: un paradiso per gli amanti dell’arte! 😉

scoiattoli a St. James Park

Prima di cena abbiamo visto anche Leicester Square e Piccadilly Circus, la piazza irregolare nota per le sue grandi insegne pubblicitarie luminose e per l’ingente traffico di auto e di persone. Abbiamo attraversato Chinatown per poi spostarci a cena nell’adiacente quartiere di Soho, diventato ora una zona trendy con diversi locali dopo un passato da quartiere aristocratico e poi a luci rosse. La zona brulica di teatri, con le loro insegne affacciate sulla strada. Grazie ad un amico che vive e lavora qui da quasi due anni abbiamo approfittato dell’occasione per visitare la sua sede di lavoro, TripAdvisor, affacciata su Soho Square, per poi gustarci un ottimo hamburger da Honest Burgers (il locale è piccolo e probabilmente c’è da attendere per un tavolo, ma si viene serviti presto) ed una corposa birra a Waxy O’Connor’s, un bel pub accogliente e molto grande.

Greenwich, dove il tempo ebbe inizio

Osservatorio GreenwichLa mattina del secondo giorno è stata dedicata a Greenwich, dove si arriva facilmente con la DLR, la metropolitana leggera che serve l’area ricostruita della zona del Docklands nell’est di Londra. Qui, costruito su una collinetta ed immerso nel Greenwich Park, si trova l’Old Royal Observatory, progettato dal grande architetto Christopher Wren nel 1675 per calcolare esattamente la longitudine e rendere più sicura la navigazione. Vi lavorarono gli astronomi reali compreso un aiutante di Halley, John Harrison, che costruì un cronometro in grado di segnare sempre l’ora esatta, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche: la sua impegnativa carriera è raccontata all’interno dell’osservatorio (l’audioguida, anche in italiano, è compresa nel biglietto). Nel 1884 i delegati di 25 Nazioni decisero che il meridiano da cui calcolare l’ora e la distanza fosse quello di Greenwich: nel cortile dell’osservatorio una linea indica il Prime Meridian, il grado zero di longitudine, mentre un grande orologio segna l’ora di Greenwich.
Il Planetario offre spettacoli gratuiti e a pagamento in determinati orari: conviene informarsi una volta arrivati alla biglietteria per organizzare al meglio la propria visita.

Science Museum

L’interno del Science Museum

Nel primo pomeriggio ci siamo spostati nella zona di Notting Hill: abbiamo percorso sotto una pioggia fina Portobello Road, con i suoi eccentrici negozi vintage e di antiquariato, per poi avventurarci nel verde tra Kensington Gardens e Hyde Park, scoprendo l’area giochi a tema Peter Pan dedicata alla principessa Diana e ammirando Kensington Palace, residenza ufficiale dei duchi di Cambridge. A lato del parco si trovano la Royal Albert Hall e l’Albert Memorial, un opulente monumento dedicato al Principe Alberto.

Aggirando la Royal Albert Hall ci si ritrova in un attimo nel quartiere dei musei: qui sorgono infatti a poca distanza l’uno dall’altro il Victoria & Albert Museum, il Science Museum ed il Natural History Museum. Eravamo già molto propensi ad entrare, e la pioggia insistente ci ha convinto per la visita: abbiamo perciò visto rapidamente il Science Museum, enorme museo dedicato alla scienza di ogni tipo, e poi le Earth Galleries del Natural History Museum.

All’uscita abbiamo percorso Brompton Road fino ai grandi magazzini Harrod’s, con i suoi 7 piani e più di 300 reparti, ognuno col suo stile. Da li abbiamo preso la metro fino a Russell Square per visitare infine il British Museum, aperto fino alle 21 il venerdì sera. Non basterebbe una giornata intera per visitare tutto ciò che offre questo tempio della storia, ma noi ci siamo accontentati di vedere dal vivo la Stele di Rosetta ed altri cimeli, di perderci nel cunicolo di gallerie e di ritrovarci con lo sguardo perso nell’immensità dell’atrio.
Anche la seconda sera abbiamo deciso di cenare a Soho, quartiere dalle mille proposte enogastronomiche e culturali: gli armoniosi piatti speziati della cucina thailandese mi hanno conquistata!

I tesori nascosti di Londra

Binario 9 e 3/4Il nostro terzo ed ultimo giorno pieno è iniziato sabato mattina con la visita della stazione di King’s Cross e del suo famoso Binario 9 e 3/4 (i fan di Harry Potter mi capiranno). Niente foto di rito con il carrello mezzo scomparso, ormai quasi monopolizzate dai gestori del negozio accanto al binario immaginario, ma una scatola di Gelatine Tuttigusti+1 non me la toglie nessuno! 🙂

A pochi passi dalla stazione di King’s Cross e la notevole stazione di St. Pancras si trova la nuova British Library, una bella biblioteca che al suo interno ha una collezione di volumi di ogni tipo e valore, come due copie della Bibbia di Gutenberg ed altrettante della Magna Carta. L’esposizione interna è visitabile gratuitamente; noi ci siamo divertiti a girovagare un po’ ed a giocare ad una specie di Cluedo nello Shop della biblioteca, improvvisandoci detective.

Il pomeriggio siamo tornati nella City per visitare l’immensa Cattedrale di St. Paul: il biglietto può sembrare salato, ma include una ricca audioguida e la visita alle tre cupole ed alla cripta. Prendetevi tutto il tempo che vi serve, questa chiesa è uno scrigno di storia e merita di essere esplorata ed ascoltata. Se avete ancora fiato una volta giunti alla Whispering Gallery, la Cupola dei Bisbigli, mettete alla prova il sistema che dà il nome alla cupola: in due, ponetevi ai due lati opposti della cupola e provate a bisbigliare qualcosa lungo il muro, dovreste riuscire a sentirvi distintamente nonostante il grande spazio circostante. Sembra incredibile, ma funziona!

Vista da St. Paul

La vista da St. Paul. Dalla cima della cupola più alta si gode di un panorama a 360 gradi

Il resto del pomeriggio è stato dedicato all’esplorazione della City: girovagando abbiamo visto il curato edificio di Guildhall, la storica sede della municipalità londinese, e poi siamo finiti a Bank, nel cuore finanziario della City tra lo Stock Exchange, il Royal Exchange e la Bank of England. Proseguendo a piedi ci siamo imbattuti nel Monument, una colonna di 62 metri su cui si può salire, e poi nel curioso e colorato Leadenhall Market, un antico mercato delle carni coperto in vetro e ferro battuto.

St. PaulNon ancora stanchi, abbiamo passeggiato fino a Tower Hill, la collinetta su cui corre un bel pezzo di muro romano e dove si erge la Tower of London, fortezza dalla storia piuttosto complicata. Davanti a Tower Hill si erge il famoso Tower Bridge, costruito tra il 1886 ed il 1894 in stile neogotico. La parte centrale si apre al passaggio delle navi: l’evento non è più così frequente come in passato, ma avviene ancora circa 900 volte all’anno.

Una volta attraversato il ponte, ci siamo incamminati lungo South Bank, costeggiando il Tamigi e passando accanto a curiosi edifici come il GLA (Greater London Authority) Building, sede dell’amministrazione metropolitana, interamente costruito in vetro a simboleggiare la trasparenza della democrazia. Dopo una tappa per una buona birra al pub The George, uno dei più antichi ancora in attività fin dal 1542, siamo arrivati fino alla Tate Modern, aperta il sabato fino alle 22, così ne abbiamo approfittato per visitare le 4 aree tematiche ed ammirare opere di grandi artisti tra cui Matisse, Picasso, Kandinsky, Pollock, Dalí, Magritte, Ernst, De Chirico, Miró.
All’uscita abbiamo attraversato il  Millennium Bridge, che dalla Tate Modern porta alla Cattedrale di St. Paul, e ci siamo spostati in metro fino a Soho, quartiere a cui ci siamo ormai affezionati.

 

Le mille sfaccettature di una città in continuo cambiamento

Londra è una città incredibile, con edifici di ogni epoca e stile, musei ricchi di opere preziose completamente gratuiti e monumenti a personaggi che hanno fatto la storia. È trafficata di auto, bus, taxi e persone, ma sa anche regalare tranquillità nei suoi grandi parchi e nelle passeggiate lungo il Tamigi.

Per muoverci in città noi abbiamo camminato molto: è il modo migliore per godersi Londra e tutto ciò che ha da offrire. Per agevolarci e velocizzarci negli spostamenti abbiamo acquistato due Oyster Card, la tessera che permette di utilizzare tutti i trasporti semplicemente caricandola. La card ha un valore di 5 £ che fungono come cauzione (vengono restituiti se si decide di consegnare la tessera al termine della vacanza), e si carica semplicemente a qualsiasi stazione della metropolitana. Una volta raggiunto il tetto massimo di spesa giornaliera, si viaggia gratuitamente.

Dall’aeroporto di Stansted abbiamo raggiunto comodamente Londra con la rete di autobus National Express, che collegano varie zone della città in poco più di un’ora e ad un prezzo molto accessibile. Per dormire, invece, ci siamo affidati ad AirBnb ed abbiamo soggiornato per 5 notti in un semplice appartamentino nel comodo e tranquillo quartiere di Shoreditch.

Devo dire che Londra non solo ha soddisfatto le mie alte aspettative, ma mi ha stupita con la sua personalità, lasciandomi il desiderio di tornare per vedere anche tutto quello che per ragioni di tempo ho dovuto lasciare per la prossima volta. Voi ci siete stati? Lasciatemi nei commenti i vostri consigli su cosa vedere assolutamente la prossima volta: sarei felice di fare un nuovo itinerario! 🙂

Tower Bridge

2017, Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

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logo international year of sustainable tourismEra il 4 dicembre 2015 quando l’ONU ha dichiarato il 2017 Anno Internazionale del Turismo Sostenibile: ad oggi sono già iniziati i 12 mesi che celebrano e promuovono il contributo che il settore turistico può dare alla costruzione di un mondo migliore. È proprio questo il principale obiettivo dell’Anno Internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo, un’occasione per sensibilizzare le persone a diffondere consapevolezza del grande patrimonio delle diverse culture e per ribadire l’esigenza di un turismo attento, consapevole e rispettoso del patrimonio culturale ed ambientale. Mai come oggi ne abbiamo bisogno.

Nel settembre 2015 più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite: la comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui contenuti sono divisi in 17 obiettivi, molti dei quali possono ricevere un grande contributo dal turismo sostenibile e responsabile. Questo argomento non è una novità in ambito internazionale, ma ribadisce quanto già stabilito alla Conferenza sullo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Rio+20) ed ancor prima al Summit di Rio del 1992, che sottolineava come il “turismo ben progettato e ben gestito” può contribuire alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, alla creazione di posti di lavoro ed al commercio internazionale.

international tourist arrivals 2016

Secondo Taleb Rifai, segretario generale dell’UNWTO (United Nations World Tourism Organization), quest’anno è un’occasione per sviluppare un turismo più responsabile e impegnato in grado di promuovere il contributo ai tre pilastri della sostenibilità, economico, sociale ed ambientale, e di risvegliare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle reali dimensioni di questo importante settore spesso sottovalutato. Il turismo infatti oggi rappresenta il 7% delle esportazioni in tutto il mondo, un posto di lavoro su undici ed il 10% del PIL mondiale: per questo, se ben gestito, può favorire la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dei beni culturali e naturali.
In questo quadro il turismo sostenibile può essere un grande vantaggio specialmente per le piccole società locali, in quanto valorizza l’ambiente, tutela il patrimonio culturale e sviluppa nuove forme di economia, permettendo anche alle realtà più fragili e deboli di proteggere le loro tradizioni e diversità.

Video ufficiale dell’UNWTO, “2017 International Year of Sustainable Tourism for Development”

L’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo promuove il ruolo del turismo in questi cinque settori chiave:

  • la crescita economica inclusiva e sostenibile;
  • l’inclusione sociale, l’occupazione e la riduzione della povertà;
  • l’efficienza delle risorse, la tutela dell’ambiente e dei cambiamenti climatici;
  • i valori culturali, la diversità e il patrimonio;
  • la comprensione reciproca, la pace e la sicurezza.

il contributo del turismo

Ogni viaggiatore può contribuire alla salvaguardia ambientale ed all’equità sociale, non solo in quest’anno dedicato ma in generale ogni volta che si sposta, semplicemente viaggiando con il cuore e con la testa e cercando di fare scelte più attente: viaggiare responsabilmente significa avere a cuore il benessere della popolazione locale, della sua cultura e dell’ambiente che ci ospita.

Le manifestazioni che celebrano l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile sono diverse, costantemente aggiornate sul sito dedicato. Il sito, ricco di contenuti, contiene anche una bellissima sezione dedicata alle storie di chi è coinvolto quotidianamente nel mondo del turismo, lo respira, lo vive e lo plasma.
Ognuno di noi può partecipare e contribuire in quest’anno speciale, anche solo diffondendo i valori del turismo sostenibile e responsabile. Se vi va, segnalatemi i progetti di turismo sostenibile che conoscete utilizzando il tag #viaggiaresponsabile sui social network: li inserirò nella mia rubrica! 🙂 Insieme possiamo rendere questo mondo un posto migliore anche viaggiando: io ci credo.

Il giro del mondo in 80 blogger

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Il giro del mondo in 80 blogger

Ho sempre detto che amo la forza della Rete, quando fa nascere qualcosa di bello. Questa storia è proprio una di queste cose belle, e merita di essere raccontata.

Il giro del mondo in 80 blogger” è una mostra fotografica di viaggio raccontata da 80 travel blogger italiani a sostegno di “Marta4Kids”, una Onlus fondata da Christian Cappello, il compagno di Marta Lazzarin, la blogger di viaggi vicentina mancata a fine dicembre 2015 assieme al bimbo che portava in grembo. Dal 2 aprile, giorno in cui sarebbe dovuto nascere Leonardo, Christian sta girando l’Italia a piedi per raccogliere fondi per combattere la fibrosi cistica. La mostra è un piccolo tassello per contribuire a questo grande scopo, ed è stata realizzata grazie all’iniziativa di Cristina Rampado, amica e collega di Marta e Christian e travel blogger su Crinviaggio.com, agli 80 blogger che ha saputo coinvolgere, a tutti i collaboratori, alla libreria Pangea ed Unipol Banca. 80 singolari foto di viaggio, un itinerario per ammirare le meraviglie del mondo, un viaggio che parte da Padova e gira attorno a tutta la terra.

Le foto, ciascuna delle quali rappresenta un momento particolarmente significativo di viaggio, sono state donate da travel blogger che hanno risposto positivamente al progetto, mentre l’allestimento è stato curato in modo che lo spettatore possa percorrere il giro del Mondo ruotando su se stesso. La mostra è anche interattiva, una sorta di “diario di viaggio” con appunti, biglietti, ricordi: i visitatori potranno partecipare al racconto arricchendolo con un loro contributo, così da diventarne parte.

L’esposizione si tiene dal 21 gennaio all’11 febbraio alla Libreria Pangea di Padova ed è ad ingresso libero. Se una delle foto dovesse colpirvi, potrete decidere di acquistarla con una donazione alla Onlus “Marta4Kids”.

volantino mostra il giro del mondo in 80 blogger

Nelle settimane di mostra nella libreria Pangea sono stati organizzati alcuni incontri con scrittori di viaggio, come il primo appuntamento con Andrea Mella e il suo libro “Marittimo Blues” durante l’inaugurazione, sabato 21 gennaio alle ore 18.00.
All’iniziativa de “Il giro del mondo in 80 blogger” si lega anche il challenge fotografico di Igers Padova, la community locale di Instagram, che dal 16 gennaio al 12 febbraio raccoglie con l’hashtag #IlTuoRespiro tutti gli scatti legati alla mostra ed al progetto per cui è nata. La sfida è raccontare attraverso un’immagine ciò che porta respiro nella vita, sia questo un luogo, una persona o una situazione.

Marta4KidsAnche Christian passerà per Padova, nel suo lungo viaggio a piedi per tutta l’Italia, che ha intrapreso da diversi mesi. In questo intenso viaggio che percorre da nord a sud tutto lo Stivale, quasi 4.000 chilometri per 324 giorni di cammino, Christian ci sta facendo conoscere bellezze italiane spesso poco note così come malattie tanto rare quanto gravi, come lo è la fibrosi cistica.
Proprio per questo è nata Marta4Kids, la Onlus per raccogliere fondi e donazioni per sostenere la ricerca contro la fibrosi e per finanziare la ricerca sulle malattie rare, sconosciute, proprio come i borghi che Christian incontra e visita lungo il suo cammino. Come dice Chris, “Il male finisce quando comincia il bene”.

Tra gli 80 scatti in mostra c’è anche una mia foto, che racconta un momento di viaggio speciale, che racconta un viaggio speciale: quello con mio padre, che ho fatto l’estate del 2015 lungo la mitica Route 66. Vorrei che Leonardo e Chris vivessero le stesse emozioni e sensazioni che abbiamo provato noi… ma sento che Leonardo sta camminando assieme a suo padre, giorno dopo giorno.

Trovate tutte le informazioni e gli aggiornamenti sulla mostra “Il giro del mondo in 80 blogger” sulla pagina Facebook dell’iniziativa e sull’evento di Padova.

 

Il meglio del mio 2016 ed i #TravelDreams2017

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Eccoci arrivati alla fine di un altro anno, ad un altro giro di boa, a nuovi cambiamenti e buoni propositi. Il tempo passa troppo velocemente, e questa cosa mi dà sempre molti pensieri: anche quest’anno che sta finendo avrei potuto fare di più, non sono riuscita a fare tutto ciò che avrei voluto, chissà se avessi fatto anche questo e quell’altro. Ma il 2016 sta finendo e il nuovo anno è quasi pronto, e con lui tutti i nostri pensieri, paure e desideri: sì, perché alla fine il 31 dicembre è un giorno come un altro, ma quando i minuti scorrono inesorabilmente veloci verso la mezzanotte è inevitabile pensare a tutto ciò che ci è successo in questi 365 giorni, magari con un pizzico di rimpianto o nostalgia, ma al tempo stesso carichi di speranze per il nuovo anno che sta per iniziare.TravelDreams 2017

E così mi ritrovo a fare il punto anch’io, naturalmente il punto sui miei viaggi di quest’anno, su quanti #TravelDreams2016 ho esaudito e su quelli che rimando o mi propongo per il 2017. Mi sembra di aver viaggiato meno di quanto ho potuto fare nel 2015, ma non posso e voglio di certo lamentarmi: il 2016 mi ha portata un’altra volta dalla mia super amica a Copenaghen con una tappa anche in Svezia, mi ha fatto trascorrere un bel weekend a Monaco da un’altra carissima amica, poi mi ha fatto scoprire Cracovia, che ho visitato in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, e infine mi ha regalato un Portogallo meravigliosamente caldo ed accogliente a fine ottobre.

Ma quest’anno che sta per finire mi ha fatto viaggiare anche in Italia: a Pasqua ho scoperto alcuni tesori del Friuli Venezia Giulia, a settembre ho trascorso un bel weekend ecosostenibile in Toscana, tra Volterra e San Gimignano, sono stata in Emilia Romagna per curiosare tra le bancarelle di “Piante e Animali Perduti” a Guastalla e ad ottobre ho camminato da Perugia ad Assisi per la Marcia della Pace.
Il viaggio più incredibile del mio 2016, però, è certamente stato quello fatto a bordo di un ape-calessino da Milano a Catania in 9 giorni: un’avventura unica che è capitata quasi per caso ma che mi ha regalato uno dei viaggi più belli della mia vita.
Ape-calessino al tramonto

Per il 2017 ho già un sogno ed un biglietto nel cassetto: finalmente visiterò Londra e metterò piede anche nel Regno Unito (sì, adesso che ho una scratch map gigante ogni viaggio è una nuova sfida per “grattare” un altro stato!), sono già in trepidante attesa. Il Marocco rimane ancora sulla mia lista dei desideri, e con lui tante altre mete, come l’est dell’Europa, di cui mi manca ancora tanto da vedere, e come la Giordania, di cui ho visto foto a dir poco meravigliose. Sulla lista dei desideri del 2017 metto anche una meta più lontana, come il Brasile: chissà che non capiti l’occasione di andare a trovare vecchi amici 😉

Mi ripropongo sempre di volare basso, ma poi mi faccio trasportare e sogno letteralmente ad occhi aperti… ma non c’è nulla di male a sognare. Auguro a voi ed anche a me che sia un nuovo anno di viaggi lenti, ricchi di esperienze e di incontri che cambiano nel profondo. Buon anno! 🙂

#RememberNovember, un mese di sfida e di riscoperta

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#RememberNovember è stata la dimostrazione di come il tempo voli, scorrendo lentamente: un mese passa in fretta, ma si dà più peso al tempo se si cerca di ricordare qualcosa di bello in ogni singolo giorno.
#RememberNovember è un tag, è una raccolta di ricordi, riflessioni ed emozioni, è il progetto e il percorso che ci ha proposto lo scorso mese Silvia, conosciuta anche come la Signora Trippando.

locandina remember november
Mi sono iscritta a #RememberNovember come faccio sempre, perché presa da un entusiasmo iniziale che mi porta a dire spesso sì a tutto. Stavolta però l’ho fatto anche per una sfida personale, cioè riuscire a pubblicare una foto al giorno su Instagram per un mese. Una sfida apparentemente semplice, per me molto impegnativa. A volte si lavora con i social per gli altri e si trascurano i propri, ed a me capita spesso. Per questo ho colto la palla al balzo e mi sono iscritta al percorso di Silvia, un mese di riscoperta personale che mi ha portato ogni giorno a riflettere su me stessa, ma soprattutto a dedicare anche solo 5 minuti della mia giornata a curare una delle mie creature, in questo caso il profilo Instagram del mio blog.

Non è stato semplice, anche perché le tematiche di riflessione erano spesso legate alla sfera personale, quindi ho dovuto in qualche modo legarle al tema del viaggio, fil rouge dell’account @viaggiandosimpara. Ma anche questa è stata una sfida, e poi non c’era nessun obbligo a pubblicare qualcosa di specifico sul tema proposto di volta in volta.

Ed eccomi qui, a raccontarlo a dicembre, per dire ad alta voce “missione compiuta!”. Un mese, tanti pensieri tra passato, presente e futuro, 30 scatti che raccontano qualcosa (grazie soprattutto alla mobile-fotografa ufficiale del Portogallo, la mia compagna di viaggio Mad) che pubblico anche qui, per lasciare impresse emozioni, ricordi e riflessioni visive anche sul blog. Il resto del percorso lo tengo per me, in quelle parole scritte velocemente su una nota del cellulare, in quei pensieri alla rinfusa tra ricordi, nostalgia e speranze, in quelle frasi pensate e mai trascritte.

Iniziato in Portogallo e terminato a Firenze, il mio novembre è stato migliore di quello che pensavo, forse anche perché ogni giorno ho avuto l’opportunità di riflettere anche solo per 5 minuti. Grazie Silvia 😉

I Mercatini di Natale del Trentino tra tradizione e sostenibilità

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I Mercatini di Natale in Trentino sono parte di una tradizione ormai consolidata, che a partire da metà novembre e fino ai primi di gennaio del nuovo anno colorano e profumano i centri storici di tanti piccoli borghi e cittadine. Anche quest’anno il Trentino si veste di luci natalizie e di magia: ecco una breve guida ai suoi Mercatini di Natale e qualche suggerimento per visitarli in maniera sostenibile.

Mercatini di Natale di Arco

I Mercatini di Natale di Arco

Mercatini di Natale di Rovereto

locandina Natale dei Popoli RoveretoCome non partire dalla mia città? I Mercatini di Natale di Rovereto, dal 25 novembre al 6 gennaio, sono da sempre legati alla condivisione ed alla solidarietà: il Natale dei Popoli richiama pace, gioia ed armonia. Ogni anno i Mercatini di Rovereto ospitano artigiani e artisti provenienti dai diversi Paesi del mondo ed accolgono un nuovo Paese per condividere lo spirito del Natale: quest’anno ospite della città della Pace è la Grecia, un popolo di naviganti con cui condividiamo un mare crocevia di storie e di culture.

Il centro storico è animato dalle botteghe artigiane, da installazioni di luce, laboratori natalizi e tanti presepi, come quello di Lampedusa realizzato con il legno delle barche dei migranti, quello di Betlemme costruito con il legno di Ulivo, il presepe africano preparato da alcuni profughi ospiti di Rovereto. Una città dove respirare tutta la magia e la solidarietà del Natale.

 

Mercatini di Natale di Trento

Tradizionali, accoglienti, d’atmosfera: i Mercatini di Natale di Trento riempiono la città di luci, colori e profumi che invitano, dal 19 novembre al 6 gennaio, a riscoprire la bellezza dell’artigianato e la bontà dei prodotti tipici delle quasi 100 casette dislocate in Piazza Fiera e in Piazza Battisti, oltre alle altre iniziative presenti nelle vie e nelle piazze di tutta la città.

Trento natalizia

Piazza Duomo a Trento (foto R. Magrone)

A pochi chilometri da Trento si trova Santa Massenza, un piccolo borgo che tutti i weekend di dicembre e nel ponte dell’Immacolata ospita caratteristici Mercatini artigianali autentici e punti di ristoro a chilometro zero all’interno dei vòlti delle abitazioni. Anche il nome dei Mercatini è davvero curioso: “Vite di luce”, un omaggio alla vite (qui si producono le grappe) ed all’energia della centrale elettrica.

 

Mercatini di Natale del Garda Trentino

Canale di Tenno

Canale di Tenno

I Mercatini di Natale del Garda Trentino sono la dimostrazione di quanto il Lago di Garda sia magico anche in inverno. Ad Arco dal 18 novembre all’8 gennaio la piazza principale ospita un luminoso Mercatino di Natale con circa 40 casette di prodotti artigianali. Anche gli animali sono ospiti del Mercatino di Arco, come le caprette e asinelli. Completano l’offerta altre iniziative come visite guidate nel centro storico, percorsi dedicati al pittore arcense Segantini ed all’aeronautico Caproni, mostre di presepi, giri del centro a bordo del trenino, spettacoli musicali ed il magico Parco degli Gnomi di Arco.

Un Mercatino di Natale davvero unico è quello di Canale di Tenno, uno dei Borghi più belli d’Italia: immersi in una magica atmosfera sospesa tra Medioevo e tradizione, i Mercatini sono esposti nei vòlti e nelle corti in pietra di questo piccolo borgo dal 26 novembre al 18 dicembre.
Da non perdere anche i Mercatini di Natale di Rango, un altro dei Borghi più belli d’Italia, dal 26 novembre al 27 dicembre.

A Riva del Garda invece si potrà visitare la Casa di Babbo Natale, partecipare all’Accademia degli Elfi e perdersi nel Villaggio Di Gusto in Gusto, con prodotti locali sapientemente elaborati dai ristoratori del posto da gustare e portare a casa con sé.

 

Mercatini di Natale di Pergine e Levico

Anche la Valsugana non è da meno e offre due Mercatini di Natale speciali. A Pergine Valsugana, dal 12 novembre all’8 gennaio, il centro si anima con il Mercatino di Natale del Villaggio delle Meraviglie. Spettacoli, canzoni, musici e giocolieri, luci e colori renderanno Pergine Valsugana un luogo speciale: in programma ci sono laboratori artigianali, mostre e degustazioni di prodotti tipici lungo le vie del centro.

A Levico Terme, dal 19 novembre al 6 gennaio, viene allestito uno speciale Mercatino di Natale asburgico nel Parco secolare degli Asburgo, con tanti eventi per tutti i gusti, dalle feste gastronomiche agli eventi musicali, dagli appuntamenti più folkloristici fino ai fuochi d’artificio.

 

Come visitare i Mercatini di Natale in maniera sostenibile?

BlaBlaCarSe possibile, lasciate a casa l’auto e muovetevi con i mezzi pubblici: i parcheggi non sono tantissimi, nemmeno in “grandi” città come Trento, quindi eviterete anche lo stress da parcheggio.
In alternativa, cercate un passaggio con BlaBlaCar, la piattaforma per condividere i viaggi in auto: tra l’8 e l’11 dicembre, in occasione del Ponte dell’Immacolata, saranno oltre 60.000 i posti in auto condivisi, di cui 2.400 da e per Trento.
Proprio da quest’anno e per la prima volta BlaBlaCar è mobility partner di numerosi Mercatini di Natale, come quelli di Rovereto e di Trento: sono proprio i siti ed i canali web dei Mercatini che suggeriscono ai visitatori di scegliere una soluzione di viaggio sostenibile e social per visitare queste città. BlaBlaCar, basandosi sui principi della sharing economy, permette di viaggiare più ecologicamente, di risparmiare e di fare nuove conoscenze: le ore trascorse in auto con altri compagni di viaggio sono occasioni perfette per incontrare nuovi amici e persone di nazionalità diversa con le quali chiacchierare, magari in più lingue.

Porto, godersi il sole ed un buon vino lungo il Douro

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Quarta e ultima tappa del nostro viaggio in Portogallo dopo Lisbona, Sintra e Cabo da Roca, Porto ci ha accolte con un clima già più mite ma con un sole sempre vivo. Arroccata sulla collina che si eleva sopra il fiume Douro, Porto è una città affascinante ricca di intricati vicoli e stradine e di storie da raccontare.

Porto vista da Vila Nova de Gaia

Le cose da vedere in città sono tante, ma l’importante è munirsi di buona volontà per camminare: anche Porto, come Lisbona, ha continui saliscendi che provano gambe e fiato, ma ripaga con viste davvero incredibili. In ogni caso ci sono anche ascensori e teleferiche che connettono magistralmente la città.
Porto, che dà il nome non solo al Portogallo ma anche al famoso vino (il Vinho do Porto) che viene prodotto con le uve della valle del Douro, si può dividere fra città alta e città bassa, è attraversata dal fiume Douro e comprende anche Vila Nova de Gaia, la parte al di là del fiume dove si trovano quasi tutte le cantine.

stazione di Sao BentoLe attrazioni di Porto sono numerose, e molte di queste sono visitabili liberamente o visibili dall’esterno. Nella parte alta della città si possono ammirare opere come la Sé, la cattedrale della città, una chiesa romanica del XII-XIII secolo intrisa di gotico e barocco, la decoratissima chiesa di Santa Clara, la chiesa di Cedofeita, la chiesa di Sant’Ildefonso e la chiesa dos Clerigos con la torre più alta di tutta Porto.

Merita una visita anche la stazione dei treni, la Estação de São Bento: l’ingresso è meravigliosamente decorato da azulejos che narrano i momenti più importanti della storia del Portogallo e la vita popolare di un tempo.
Passeggiando lungo la pedonale Rua de Santa Catarina, la via principale della città alta con negozi e bellissimi palazzi ricoperti di azulejos, si giunge anche al mercato coperto di Bolhão, che purtroppo era chiuso il 1 novembre quando siamo passate noi: qui si può fare incetta di golosi prodotti portoghesi.

Libreria Lello e IrmãoVa assolutamente messa in conto anche una visita alla Libreria Lello e Irmão, una bizzarra libreria che potrebbe aver ispirato J. K. Rowling per la sua saga su Harry Potter, quando la scrittrice insegnava inglese in città. La curiosa libreria è ricoperta di libri di ogni tipo alle pareti, ha una buffa scala al centro ed un carrello per trasportare volumi che corre su binari da una parte all’altra del negozio. L’ingresso costa 3 €, ma acquistando un libro il prezzo del biglietto viene decurtato (sì, ci sono libri per ogni lingua 😉 ). L’attesa per entrare potrebbe essere lunga: se si acquista il biglietto online si riceve automaticamente un orario d’ingresso, ma il biglietto costa 2 € in più. Eh sì, il tempo è denaro!

Scendendo nella parte bassa della città si incontra il maestoso Palacio da Bolsa: il palazzo può essere ammirato al suo interno solamente con una visita guidata, che vale la pena anche solo per il magnifico salone arabo, una sala interamente decorata con stucchi e intagli in legno.

La parte più pittoresca di Porto è proprio qui, sulle rive del Douro: è il quartiere della Ribeira, con scorci caratteristici e tanti locali per assaggiare i piatti tipici. Ci sono anche piccole panetterie e pasticcerie dove acquistare e gustare il cibo di strada locale, davvero economico e gustoso.

Tante strade caratteristiche della Ribeira, come la più antica Rua dos Mercadores o l’elegante e bellissima Rua da Flores, portano a Praça da Ribeira, la meravigliosa piazzetta della città bassa con le sue case multicolori addossate l’una all’altra.

Praça da Ribeira

La vulcanica Praça da Ribeira

Casa da MusicaUn po’ fuori dal centro storico di Porto, ma che merita una visita (magari guidata), si trova la Casa da Música, un moderno edificio costruito nel 2001 in occasione della candidatura della città di Porto come Capitale Europea della Cultura e strutturato appositamente per la diffusione ad hoc delle onde sonore. Oggi è la principale sala da concerto della città, nonché la sede istituzionale di tre differenti orchestre di Porto.

Un suggerimento per approfittare delle possibilità di Porto: l’ufficio informazioni, che si trova vicino alla Cattedrale della Sé, propone convenienti pacchetti comprensivi di visite guidate, piccole escursioni in battello sul Douro e visite libere alle cantine con assaggi di vino Porto. Fateci un salto anche solo per prendere una cartina della città e valutare le varie opzioni di visita.
Noi non ci siamo fatte mancare nulla, e assieme al biglietto del Palacio da Bolsa abbiamo preso anche quello per fare un rilassante giro in battello lungo il fiume e due degustazioni nelle cantine.

I battelli si prendono sulla riva del Douro, di fronte a Vila Nova de Gaia e ai suoi rabelos, le tipiche imbarcazioni che un tempo erano usate per trasportare il vino Porto dalle colline alla città. Grazie al tour in battello, senza spiegazioni ma ugualmente piacevole, abbiamo scoperto i numerosi ponti di Porto, in primis il ponte Dom Luís I, realizzato dall’ingegnere belga Téophile Seyrig, collaboratore di Eiffel, ed il ponte ferroviario Dona Maria Pia, progettato dallo stesso Eiffel. Un tempo sul Douro si ergeva anche il Ponte sospeso D. Maria II, chiamato anche Ponte Pênsil, che aveva sostituito il primo ponte permanente, il ponte das Barcas, un vero e proprio ponte di barche realizzato nel 1806 che crollò appena tre anni dopo quando la popolazione fuggì disperatamente dall’invasione delle truppe napoleoniche.

vista da Vila Nova de Gaia

Attraversato il ponte Dom Luís I si giunge nel quartiere di Vila Nova de Gaia, regno delle cantine del vino Porto. In queste cantine il vino viene semplicemente lasciato ad invecchiare in grandi botti, perché il procedimento per far fermentare il Porto viene bloccato al suo stadio iniziale con l’aggiunta di alcool, per questo i lieviti che normalmente trasformano l’uva in alcool non possono agire ed il vino risulta naturalmente dolce.
vino PortoDurante le visite guidate si assiste quindi solo al procedimento dell’invecchiamento del vino, ammirando le distese di botti e bramando il momento della degustazione.

Noi abbiamo visitato velocemente la cantina Porto Cruz (magnifica la vista dalla terrazza dell’Espaço Porto Cruz!) e la cantina Quevedo, incluse nel nostro biglietto, mentre abbiamo dedicato più tempo ed apprezzato maggiormente la cantina Offley: con appena 4 € abbiamo partecipato alla visita guidata ed alla degustazione di tre vini. Ci sono infatti diversi tipi di vino Porto: il Bianco, fresco e fruttato, il Ruby, che richiama già nel nome il suo colore rosso rubino, il Tawny, più invecchiato in botti di grandezza diversa tra loro, ed il Vintage, il più pregiato, sia per la qualità delle sue uve sia per il lungo invecchiamento (anche 40 o 50 anni).

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Dopo aver assaggiato il vino, bisogna assolutamente gustare anche la cucina locale! Delle tante specialità gastronomiche di Porto, non potevo fare a meno di provare la famosa Francesinha, un abbondante piatto ipercalorico a base di due fette di pane bianco farcite, nell’ordine, con bistecca di maiale, prosciutto e salsiccia. No, non è finita qui: il tutto è avvolto in uno strato di formaggio fuso, annaffiato con salsa alla birra e servito su un letto di patatine fritte. Boom!
artisti di stradaPer concludere in dolcezza (e con il colesterolo alle stelle) si deve provare uno dei tanti dolci nati in convento a base di uova, come il Toucinho do Céu, un dolce con zucchero, uova e mandorle.

Porto, da molti definita una città dal fascino decadente, a noi è sembrata allegra e piena di colore.
Non era l’effetto del Porto, davvero: grovigli di strade piene di negozietti, case colorate in successione come in un arcobaleno, azulejos alle pareti di chiese, stazioni e trattorie… e ancora la solarità degli artisti di strada, la semplicità della cucina locale e il suono delle chiacchiere in portoghese.
Anche stavolta credo che il mio sarà solo un arrivederci. Até logo, Porto! 😉

Porto di notte