Studiare fuori sede

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È già passato un mese dal mio ultimo ritorno a casa, mi trovo a Venezia ininterrottamente da quasi 4 settimane. Il tempo passa in fretta, si sa… specialmente se le giornate sono ricche di impegni. Certo, con il passare dei giorni si sente sempre più forte la nostalgia degli amici, del moroso, a volte delle proprie abitudini e di tutti gli impegni che si riescono a fissare ogni giorno. Però per l’indipendenza e la libertà che si prova a vivere fuori casa ne vale davvero la pena.

È un’occasione unica: si impara ad organizzare il proprio tempo, a rispettare gli orari, oppure a non rispettarli proprio. Si sperimenta la convivenza con persone diverse, ci si arricchisce reciprocamente e si migliora la propria pazienza. Si può studiare senza le classiche interruzioni di qualche membro della famiglia, ci si cucina ciò che si preferisce, si impara ad utilizzare apparecchi strani quali lavatrici, forni e ferri da stiro. Ma soprattutto si può scoprire la città in cui si vive, girovagare per le sue vie (nel mio caso si tratta di calli), perdersi tra i profumi delle trattorie e le insegne delle strade, avventurarsi nelle altre località circostanti.

È così che si assapora la libertà. In questo modo che si gusta appieno il sapore dell’indipendenza, e si impara a vivere davvero. Ed è per questi numerosi motivi che non riesco a capire chi ha le possibilità (economiche, in primis, ma anche fisiche o sociali) per studiare in una città diversa dalla propria e non lo fa, chi ha paura di lasciare il proprio nido e di aprire le ali per imparare a volare. Lo stesso discorso vale ancor più per un periodo di studio o di lavoro all’estero, fondamentale per aprire la mente (ed anche il cuore) ad altre culture. Uscire dal proprio guscio è la maniera migliore per imparare a vivere, e sentire sulla pelle la libertà di essere liberi.

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Informazioni su Kia (Chiara Ruggeri)

Gitana che sogna di fare della sua passione, il viaggio, una professione (la reporter o blogger di viaggio), sono una ragazza curiosa che ha girato e vissuto una parte del pianeta Terra, ma a cui manca ancora molto da vedere. Credo che la diversità che mi circonda sia una meravigliosa ricchezza, e che l’incontro con persone e culture altre da me possano farmi crescere ed aprirmi nuovi orizzonti. Oltre al viaggio, amo scrivere, adoro la musica, la fotografia ed il buon cibo. In particolare, mi affascina il turismo sostenibile e responsabile, perché lo considero un ottimo modo di viaggiare facendo del bene: a noi, al luogo che visitiamo ed alla gente che vi abita. Sono fermamente convinta che fare turismo responsabilmente significhi comportarsi da viaggiatore e non da semplice turista. Dal 2012 racconto di Paesi, di turismo e di viaggi nel mio blog "Viaggiando s'impara". Dai un'occhiata al mio blog e sentiti libero/a di lasciarmi un commento oppure di scrivermi una mail! :)

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