Archivio dell'autore: Kia (Chiara Ruggeri)

Informazioni su Kia (Chiara Ruggeri)

Gitana che sogna di fare della sua passione, il viaggio, una professione (la reporter o blogger di viaggio), sono una ragazza curiosa che ha girato e vissuto una parte del pianeta Terra, ma a cui manca ancora molto da vedere. Credo che la diversità che mi circonda sia una meravigliosa ricchezza, e che l’incontro con persone e culture altre da me possano farmi crescere ed aprirmi nuovi orizzonti. Oltre al viaggio, amo scrivere, adoro la musica, la fotografia ed il buon cibo. In particolare, mi affascina il turismo sostenibile e responsabile, perché lo considero un ottimo modo di viaggiare facendo del bene: a noi, al luogo che visitiamo ed alla gente che vi abita. Sono fermamente convinta che fare turismo responsabilmente significhi comportarsi da viaggiatore e non da semplice turista. Dal 2012 racconto di Paesi, di turismo e di viaggi nel mio blog "Viaggiando s'impara". Dai un'occhiata al mio blog e sentiti libero/a di lasciarmi un commento oppure di scrivermi una mail! :)

Il mondo alla fine del mondo

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Ho deciso di leggere questo libro semplicemente perché mi è arrivato per Natale. Non l’ho acquistato: mi è stato spedito grazie all’iniziativa “Babbo Natale segreto” del bellissimo gruppo Facebook Exploreading. La mia mittente ha pensato che potesse piacermi, ed ha indovinato. “Il mondo alla fine del mondo” è stato come un bicchiere di vino frizzante che è scivolato veloce, lasciandomi un piacevole ricordo.

Il romanzo di Luis Sepúlveda è ambientato in Cile: mentre mi immergevo sempre più a fondo tra le sue pagine, sognavo ad occhi aperti quelle terre che conoscerò prossimamente.

Il mondo alla fine del mondo

La storia si apre ad Amburgo, dove lavora il protagonista, in un’agenzia giornalistica collegata a Greenpeace ed impegnata in campo ecologico. Il reporter torna in Cile, il suo Paese d’origine, per scoprire cos’è successo alla nave fantasma giapponese Nishin Maru, una baleniera registrata ufficialmente come demolita. Nell’impresa lo aiutano una giovane attivista di Greenpeace e il capitano Nilssen, un uomo burbero ma dal cuore grande. Così ha inizio un viaggio attraverso mari insidiosi e glaciali, tra fiordi labirintici, pericolosi banchi di sabbia ed isole spazzate dai venti impetuosi, sotto il cielo livido della Terra del Fuoco.

Eccolo, il mondo alla fine del mondo: una storia ai confini della terra, in bilico tra l’oceano con le sue creature e le infinite distese di terre da proteggere. Una storia di reportage giornalistico, di tenacia e di coraggio per difendere questo pianeta.

Santiago del Cile. Ero felice ad Amburgo, ma continuavo a pensare ad un ritorno a Santiago. Ricordavo quella città come si fa con una fidanzata, e temevo di trovarla trasformata in una vecchietta rimbambita che rifiuta il passare degli anni. (…)

Arrivai a Puerto Montt assieme all’inverno. Non appena scesi dall’aereo sentii il gelido saluto del Pacifico. La temperatura era di pochi miserabili gradi sopra lo zero e la brezza pungeva il volto.

Il finale mi ha lasciata con con una curiosità non del tutto soddisfatta, e con una voglia di partire che ci ha messo un po’ per assopirsi. Lo consiglio vivamente agli amanti delle terre sconfinate e dei viaggi di scoperta.

Sole, piadine e mille sorrisi: la Romagna che sorprende

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Chi dice che la riviera romagnola non ha molto da offrire si sbaglia di grosso. Ci sono stata in vacanza da piccola e quindi lego a questi luoghi tanti ricordi familiari dal sapore di sale, mare e tenerezza, ma ci sono tornata anche negli ultimi anni ed ogni volta ho portato via con me qualcosa di nuovo.

A giugno sono stata a Bellaria Igea Marina, ospite dell’eco-hotel San Salvador che ha organizzato il terzo #atSanSalvadorHotel, un appuntamento dedicato a scoprire la Romagna con la guida dei gestori della struttura, romagnoli doc. È stata l’occasione perfetta per immergermi nella cultura romagnola, fatta di cortesia, sincerità e sorrisi, di buona cucina e di località particolari.

San Leo - Viaggiando s'impara

Il borgo medievale di San Leo, nell’entroterra romagnolo

Il primo giorno siamo saliti in sella alle nostre biciclette per esplorare – pedalata dopo pedalata – il comune di Bellaria Igea Marina. Questo antico borgo marinaro è destinazione vacanziera dagli inizi del 1900, ed è una meta perfetta per chi ha voglia di rilassarsi, in particolar modo con la famiglia e con bimbi piccoli. Anche chi ama spostarsi può sceglierla come “base” per visitare le numerose città nei dintorni, da Rimini a Ravenna, da San Marino ad Urbino.

Abbiamo percorso alcuni tratti di pista ciclo-pedonale, che per diversi km si snoda lungo il fiume e giunge fino a San Mauro Pascoli. Dopo pochi minuti siamo arrivati al Parco del Gelso, immergendoci nei suoi 25 ettari divisi tra macchia mediterranea e lago. Il nome è dovuto ad un grande gelso collocato all’ingresso del parco, che era in piena maturazione e ci ha regalato more dolcissime.

Torre Saracena Bellaria Igea Marina

Pedalata dopo pedalata, abbiamo attraversato colorate ma tranquille viuzze nel centro cittadino, passando a fianco di locali di ogni tipo tra cui una fornita pescheria aderente ad “Ecoadria Fisherman“, un interessante progetto di pesca sostenibile e responsabile. Abbiamo quindi raggiunto il macello pubblico, struttura risalente al 1926 che oggi ospita “Noi. Museo della Storia e della Memoria di Bellaria Igea Marina”: un piccolo museo che contiene la memoria, i saperi e le tradizioni di questo territorio e delle sue genti.

Un’altra tappa è stata la Torre Saracena, eretta nel XVII secolo dai pescatori, con il vasto museo delle conchiglie presente al suo interno. La preparatissima guida ci ha spiegato che è possibile accordarsi per visite riservate o didattiche chiamando l’ufficio cultura del comune di Bellaria – Igea Marina al numero 0541 343747. Inoltre fino al 10 settembre i musei sono aperti anche in orario serale grazie all’iniziativa “Estate al museo“: un’occasione in più per vederli senza la calura diurna.

Siamo tornati verso l’Hotel San Salvador attraversando il centro e l’Isola dei Platani, la zona pedonale di Bellaria. Sosta golosa al “Puro & bio” per un gelato dai gusti particolari, poi per cena siamo stati deliziati dalla cuoca Mirella con i piatti della tradizione, preparati come sempre con prodotti locali dal sapore vivo.

San Leo

 

Il giorno successivo abbiamo fatto un viaggio nel passato, visitando San Leo e la sua fortezza medievale. San Leo, un tempo chiamata Montefeltro, è una cittadina situata su uno sperone di roccia, su cui si erge anche il forte rinascimentale. Il dominio della fortezza passò di famiglia in famiglia, tra cui quelle dei Malatesta e dei Montefeltro, fin quando nel 1631 la struttura divenne un carcere. Uno dei suoi prigionieri fu il conte di Cagliostro, alchimista ed esoterista che venne rinchiuso qui dopo essere stato condannato dalla Chiesa cattolica al carcere a vita per eresia. La sua cella – chiamata “il Pozzetto” e tutt’oggi visitabile – aveva una piccola finestra da cui si possono vedere solo le due chiese di San Leo: un velato invito alla riconversione, che non avvenne. Il conte infatti morì nel 1795 all’interno della fortezza.

San Salvador Hotel, Salvatore

Nel piccolo centro storico di San Leo si possono visitare il duomo in stile romanico, la pieve di Santa Maria Assunta, la torre campanaria ed il cinquecentesco palazzo mediceo, che contiene un museo d’arte sacra.
La nostra visita storico-culturale del borgo medievale è proseguita con un tono enogastronomico: all’interno del palazzo mediceo abbiamo assaggiato tutti i piatti tipici locali, cucinati dai diversi ristoranti di San Leo, tra cui gli strozzapreti con zucchine e salsiccia ed il coniglio in porchetta. Una goduria per il palato!

Nel pomeriggio Salvatore, il capofamiglia del San Salvador Hotel, ci ha portati nella casa di campagna per mostrarci tutti i prodotti che coltivano ed utilizzano poi per il menù. Fiori, frutta, verdura, cereali: tutto viene coltivato con passione e tanto impegno.
Rientrati in hotel, ci siamo cimentati con la cucina romagnola, mettendo le mani in pasta e preparando la piadina secondo la collaudata ricetta di Mirella. È talmente buona e semplice che non posso tenerla solo per me: eccovi tutto ciò che serve per preparare la piadina romagnola a casa vostra.

 

 

Ricetta della piadina di Mirella

Dosi per 4-6 persone:
♦ 1 kg di farina (io ho utilizzato la farina tipo 0 fatta con il grano di Salvatore e macinata qui)
♦ 20 grammi di sale
♦ 150 grammi di strutto
♦ mezzo cucchiaino di bicarbonato
♦ latte (o acqua) q.b. per amalgamare

Procedimento:
Lavorare lo strutto con la farina, aggiungere gli altri ingredienti ed amalgamarli bene tra loro. Lasciar riposare la pasta per mezz’ora in un sacchettino. Poi infarinare mani e spianatoia e stendere la pasta con l’aiuto di un mattarello.
Cuocerla in una padella dal fondo basso su entrambi i lati per 2 minuti, poi farcirla con salumi e formaggi a piacimento e gustarla ben calda.

Farina San Salvador Hotel

 

San Mauro Pascoli, casa Giovanni Pascoli

Il terzo giorno è iniziato con un’interessante visita al borgo di San Mauro Pascoli, sulle orme del poeta Giovanni Pascoli. La casa natale del grande poeta è un museo visitabile: dal 1924 è monumento nazionale ed è stata ristrutturata dopo la seconda guerra mondiale, che l’ha gravemente danneggiata. La cucina però è rimasta intatta e con il suo focolare racconta i primi anni di Giovanni Pascoli e la vita quotidiana della sua famiglia. Nelle poesie di Pascoli ritorna spesso il ricordo dell’infanzia a San Mauro, il forte legame con la famiglia e l’amore per la propria terra d’origine.

 

La nostra visita pascoliana è proseguita a Villa Torlonia, chiamata la Torre: il padre di Giovanni, Ruggero Pascoli, amministrò per un periodo la tenuta per il Principe Torlonia, fin quando venne ucciso in circostanze misteriose il 10 agosto 1867. La villa è una grande struttura romagnola del XVII/XVIII secolo con numerose stanze decorate con motivi di volta in volta diversi. Ai lati della villa si trovano due costruzioni minori, l’abitazione del fattore (quindi anche della famiglia Pascoli tra il 1862 ed il 1867) e la chiesetta dei Santissimi Pietro e Paolo, dalle origini più antiche.

San Mauro Pascoli, la Torre

 

Nel pomeriggio l’atmosfera è completamente cambiata: ci siamo lanciati all’avventura nello SkyPark Perticara, sul Monte Aquilone di Novafeltria. Ero già stata in un parco avventura, ma questo è molto più grande, con 18 percorsi differenti per difficoltà ed altezza (fino a quello più difficile, il NeroPlus), più di 120 passaggi da affrontare sospesi tra gli alberi ed oltre 1 km di avventura. Anche i bambini possono divertirsi nel verde, con percorsi particolari dedicati a loro. Alla sicurezza ed alle istruzioni per l’uso pensano i simpaticissimi istruttori del parco, che all’inizio dell’avventura fanno un breve briefing informativo.
Sky Park Perticara - Viaggiando s'imparaInutile dire che mi sono divertita come una pazza, imitando (malamente) Jane e lanciandomi tra gli alberi su liane, ponti e corde sospese.

Sono stati 3 giorni intensi ma anche estremamente coinvolgenti, questo per le numerose attività che la riviera e l’entroterra romagnoli propongono ma anche per la strepitosa accoglienza dell’Hotel San Salvador e del suo personale, in primis Tonia, Federico, Sabrina e Stefano. Ho apprezzato in particolar modo questo hotel sia per la gestione familiare, che dà quel tocco di personalizzazione e di cura anche in una struttura alberghiera, sia perché l’Hotel San Salvador è una struttura eco-friendly. Oltre alle buone abitudini di risparmio di acqua ed energia e di riciclaggio dei rifiuti, negli ultimi anni sono stati fatti diversi interventi per migliorare la coibentazione termica dell’intero edificio e sono state utilizzare alcune vernici foto-catalitiche in grado di assorbire ed eliminare l’anidride carbonica.
Al bar dell’hotel è presente un erogatore di acqua alcalina ionizzata, a cui ci si può rifornire quante volte si vuole con l’apposita borraccia a disposizione degli ospiti.
I piatti che vengono preparati all’Hotel San Salvador utilizzano farina, riso, olio, frutta e verdura biologici o coltivati con metodi a basso impatto ambientale, e spesso coincidono con i prodotti della casa di campagna familiare, dove nonno Salvatore cura personalmente le coltivazioni.

Una scelta che stiamo portando avanti con successo da tempo perché siamo convinti che bastino poche piccole attenzioni per preservare la bellezza e la salute del nostro territorio.

La Romagna è così ricca di tesori da scoprire che tornerò ancora. Una vacanza all’Hotel San Salvador unisce mare, cultura e buona tavola con l’accoglienza tipica romagnola, la genuinità dei prodotti locali e la semplicità di una struttura che ha a cuore l’ambiente.

Fortezza San Leo - Viaggiando s'impara

Lamezia Milano

Video

Incredibilmente è volato anche giugno. Questo mese ho viaggiato, ho fatto corsi, ho lavorato, ho corso di continuo, ma sono felice di questa vita in movimento. Mi sento molto vicina a questa canzone che passa in radio ultimamente e mi accompagna in macchina e in treno 🙂

Lamezia Milano andata e ritorno
Mi sveglio la mattina e nemmeno mi ricordo
Dov’ero fino a ieri cosa ho mangiato a cena
Perché mi prude il culo e mi fa male la schiena
Lamezia Milano valigia e biglietto
Lo spazio in aereo sembra sempre più stretto
C’è gente che ride per l’applauso al pilota
Io vedo solamente attaccamento alla vita
Alla vita

Con il terrore di una guerra Santa
E l’Occidente chiuso in una banca
Io me ne vado in settimana bianca
Bianca
Con la metropoli che ancora incanta
E la provincia ferma agli anni Ottanta
L’Italia sventola bandiera bianca
E canta, e canta

Lamezia Milano andata e ritorno
La vita di coppia non è come un video porno
La signorina Google mi dice dove andare
Entrando a gamba tesa sulla voce di mia madre
Lamezia Milano è un viaggio pazzesco
Da nonno Michele a mio nipote Francesco
C’è un lupo della Sila fra i piccioni del Duomo
C’è un vecchio ragazzino dentro il corpo di un uomo
Di un uomo

Con il terrore di una guerra santa
E l’Occidente chiuso in una banca
Io me ne vado in settimana bianca
Bianca
Con la metropoli che ancora incanta
E la provincia ferma agli anni Ottanta
L’Italia sventola bandiera bianca
E canta, e canta

Non riesco più a vedere
La differenza, se c’è
Fra la vita reale e la vita cellulare

Con il terrore di una guerra Santa
E l’Occidente chiuso in una banca
Io me ne vado in settimana bianca
Bianca
Con la metropoli che ancora incanta
E la provincia ferma agli anni Ottanta
L’Italia sventola bandiera bianca
E canta, e canta
E canta
E canta

Lamezia Milano, Brunori Sas

Un’estate diversa: 5 idee per vacanze alternative

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L’estate è alle porte e la voglia di partire è sempre più forte: se ancora non sapete dove andare nei prossimi mesi, ecco 3 idee per trascorrere vacanze alternative, sostenibili e responsabili, per ricordi che non sbiadiranno con il passare del tempo! 😉

Per trascorrere una vacanza diversa tutelando l’ambiente il Fondo Ambiente Italiano propone i FAI Summer Camp, una settimana dedicata ai ragazzi dai 20 ai 26 anni da trascorrere nei luoghi più belli d’Italia. In pochi giorni si  può così entrare a far parte della grande missione della tutela culturale, aiutando il FAI a prendersi cura dell’immenso patrimonio italiano di arte e natura ed imparando al tempo stesso trucchi e segreti direttamente dai professionisti della cultura. Per l’estate 2017 sono in programma diversi camp da nord a sud del nostro Bel Paese, e più precisamente a Cuneo nel Castello della Manta, nel Castello e Parco di Masino a Caravino in provincia di Torino, a Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), a Perugia nel Bosco di San Francesco, a Tivoli (Roma) nel Parco Villa Gregoriana, e nella Valle dei Templi ad Agrigento nel Giardino della Kolymbethra.

Campi estivi FAI - Fondo Ambiente Italiano

Credits FAI – Fondo Ambiente Italiano

Anche Legambiente propone campi estivi di volontariato a tutela della flora e fauna sia italiana che estera. Dall’Arcipelago toscano a Lampedusa, dalle Cinque Terre al Cilento, ognuno può contribuire ai diversi progetti di salvaguardia del territorio.

Libera, invece, ripropone anche per l’estate 2017 “E!State Liberi”, numerosi campi di impegno e formazione sui terreni e nei beni confiscati alle mafie ed ora gestiti dalle cooperative sociali e dalle associazioni. L’esperienza di questi campi prevede tre momenti diversi: le attività agricole o di risistemazione del bene, la formazione e l’incontro con il territorio per uno scambio interculturale. L’obiettivo principale dei campi è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità e sulla giustizia sociale attraverso l’approfondimento e lo studio del fenomeno mafioso, che avviene direttamente tramite il confronto con i familiari delle vittime di mafia, le istituzioni e gli operatori delle cooperative sociali e delle associazioni che gestiscono i beni confiscati.

A chi ama visitare più Paesi e città durante le vacanze io consiglio di provare l’InterRail: un biglietto ferroviario che vale per uno o più stati e permette di viaggiare in assoluta libertà! Ci sono tanti motivi per fare un InterRail: è anche per questo che nel 2015 ho deciso di partire e visitare in treno l’Europa dell’Est, fino ad arrivare ad Istanbul (se siete curiosi qui trovate tutte le mie tappe). Il treno dà una sensazione di libertà impagabile, ed ha un ritmo perfetto per viaggiare ad una buona velocità senza però perdersi nulla lungo il cammino.

Viaggiando in InterRail.

Un’altra idea per un viaggio itinerante è l’autobus. Flixbus ha proposto da pochi mesi il biglietto Interflix, per visitare fino a 5 città durante un unico grande viaggio. Il prezzo è davvero contenuto (99 €) e permette di scegliere 5 destinazioni tra più di 900 mete in 20 Paesi europei, da visitare entro 3 mesi. Un viaggio con più tappe ma a impatto ambientale ridotto! 🙂

E voi che vacanze trascorrerete quest’estate? Se siete ancora indecisi ora avete qualche idea in più. Oppure avete già pianificato nuove avventure? Raccontatemelo nei commenti! 😉

Passo dopo passo attraverso la Puglia slow

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“Un passo dopo l’altro si va lontano”… un passo dopo l’altro ho attraversato tutta la bassa Murgia, da Monopoli a Taranto. Un passo dopo l’altro ho conosciuto la Puglia lenta: quella dei campi infiniti di terrazzamenti e di ulivi, quella dell’orizzonte cristallino del mar Adriatico, quella della gente di cuore che apre le porte e sorride a perfetti sconosciuti.

Ho trascorso il ponte del 25 aprile camminando: quasi 100 chilometri in 4 giorni, attraverso territori lenti, riscoprendo il piacere di gustare ciò che mi circonda. A volte – ultimamente troppo spesso – si tende a correre con la propria vita: si corre a lavoro, si è di corsa a casa, si va di fretta ovunque, perdendo mano a mano il contatto con quello che sta attorno. Questi quattro giorni per me sono stati anche una cura per l’anima, perché finalmente ho staccato per un po’ la spina e mi sono concentrata solo sul cammino.

SpaccaMurgia, Puglia - Mar Adriatico

Alla fine dei 4 giorni mi sono sentita rigenerata, rinata. Ho percepito la stanchezza nelle gambe, il peso dello zaino sulle spalle, ma anche una grande serenità, e questo è ciò che mi ha regalato il cammino. Il percorso attraverso la bassa Murgia, poi, mi ha fatto scoprire luoghi di cui avevo tanto letto e sentito parlare, ma che ancora non avevo visto con i miei occhi. La Murgia dei trulli, la Valle d’Itria, i borghi pugliesi e le colline ioniche.
Tutto questo è successo grazie a Legambiente Putignano, che ha organizzato l’itinerario #SpaccaMurgia. Giovanni, estroverso accompagnatore e guida preparata, ci ha condotti passo dopo passo lungo tutto il percorso, raccontandoci la storia di quei luoghi e spiegandoci la cultura locale, permettendoci di entrare profondamente in contatto con i territori che stavamo attraversando. Anche Rosita e Carmela, premurose ed attente collaboratrici di Legambiente Putignano, ed i giovani Gianni e Mimmo sono stati presenze fondamentali per l’organizzazione e la buona riuscita di un trekking impegnativo sotto diversi aspetti.

SpaccaMurgia, Puglia - ulivi“Benvenuti in Puglia!” Antonio ci accoglie in aeroporto con un gran sorriso e con i tradizionali taralli… ci sentiamo già a casa. Raggiungiamo con lui il centro di Monopoli, da dove ha inizio il trekking. Ammiriamo le case bianche di Monopoli per poco, giusto il tempo di restare incantati dal contrasto tra il colore dell’intonaco ed il blu del mar Adriatico.

Il primo giorno si rivela il più tosto, forse anche perché non ero più abituata a camminare. Da Monopoli calpestiamo per qualche chilometro il lungomare, sprofondando con i piedi nella sabbia asciutta e sul bagnasciuga. Seguiamo il profilo dei fiordi e delle calette, ammirando una dopo l’altra Cala Rossa con i suoi papaveri al vento, Cala Verde e le sue sfumature marine, la meravigliosa Cala Paradiso e Cala Ghiacciolo, bagnata da onde fresche anche in estate. Poi ci inoltriamo nell’entroterra, tra trulli secolari e sentieri sterrati. Una lunga pausa sdraiati sull’erba nel sito archeologico di Egnazia ci rigenera, così come il pranzo a base di gustosi panini pugliesi farciti con i prodotti locali. Poi ancora altri chilometri per strada, fino ad arrivare, stanchi ma curiosi, a Pezze di Greco.

La Masseria Donna Licia accoglie per la prima notte questo strano gruppo formato da una cinquantina di camminatori di diverse età e provenienze. Giovanni assegna i posti letto, alcuni di noi dormiranno in un trullo… fa anche il mio nome: non sto già più nella pelle all’idea di dormire in un trullo tradizionale! C’è appena il tempo di posare gli zaini, ed alle 20 la cena è pronta: uno dopo l’altro sfilano sulle lunghe tavolate i piatti della cucina locale: taralli, orecchiette alle cime di rapa, salsicce e bombette, boconotti. Un paradiso! La serata è lunga e nel trullo crolliamo in un sonno profondo.

SpaccaMurgia, Puglia - lungo l'AdriaticoIl secondo giorno ripartiamo carichi da Pezze di Greco, diretti a Cisternino. Il primo tratto è faticoso, saliamo il pendio murgiano adriatico accaldati dal sole di mezzogiorno, ammirando il panorama e Monopoli ormai distante. Poi l’incontro con la Murgia dei Trulli: sparsi qua e là negli uliveti, sembrano piccole casette delle fiabe. La Valle d’Itria si espande tutta intorno a noi, mostrandoci la sua bellezza naturale. Giovanni ci guida, ci racconta, ci ascolta. Attraversiamo il borgo di Lamie di Olimpia, un piccolo Olimpo sulla Murgia con le tipiche abitazioni dai tetti caratteristici, e proseguiamo a Figazzano, imboccando la bella ciclovia dell’acqua, costruita sul percorso del vecchio acquedotto pugliese.
Lungo il cammino si formano piccoli gruppi, nascono nuove amicizie: tre ragazze provenienti da Roma ci spiegano come hanno scoperto del trekking, tra amici comuni e la potenza dei social network.

La giornata scorre veloce e altri 22 chilometri sono presto macinati: un grande albergo alle porte di Cisternino, l’Hotel Aia del Vento, ci ospita per la notte e per cena, rimpinzandoci di gustosi piatti della tradizione.

SpaccaMurgia, Puglia - trulli

Il terzo giorno lasciamo Cisternino diretti a Martina Franca. Percorriamo il primo tratto a bordo di un nostalgico trenino panoramico, che ci porta sferragliando nel cuore della meravigliosa cittadina barocca di Martina Franca. Ammiriamo il bel centro storico, la Basilica Minore Pontificia di San Martino e la piazza Plebiscito, la Torre dell’Orologio, il seicentesco Palazzo Ducale. Un caffè ed un pasticciotto allo storico Caffè Tripoli e si riparte, anche stavolta per un breve tratto sui binari.

SpaccaMurgia, Puglia - Masseria Tagliente

Masseria Tagliente

Dalla stazione apparentemente abbandonata di San Paolo proseguiamo a piedi l’itinerario. Per pranzo siamo ospiti nel giardino di un’altra bellissima masseria, che esploriamo in lungo e in largo prima di lasciarcela alle spalle, ma solamente dopo aver assaggiato la ricotta che producono qui: incredibilmente fresca e gustosa.
Il percorso si inerpica per i boschi del pendio jonico murgiano, attraverso il Parco delle Gravine ed i tratturi di masseria Tagliente, nella Riserva Naturale orientata Bosco delle Pianelle che si estende fino alle gravine del Tarantino.

Colle dopo colle, arriviamo a Montemesola. Questa sera ci accoglie un piccolo grande paradiso, l’Hotel Parco delle Querce di Crispiano: ceniamo e brindiamo all’ultima serata nel bel ristorante ricavato da quattro trulli affiancati, siamo ormai diventati una grande compagnia itinerante.

SpaccaMurgia, Puglia - masseria Tagliente

Un maestoso ulivo nel giardino di Masseria Tagliente

Il quarto ed ultimo giorno lasciamo Montemesola un po’ rattristati, consci che quelli saranno gli ultimi chilometri in compagnia di questo gruppo ormai piuttosto affiatato. Attraversiamo la Gravina del Marchese, un luogo circondato dalle leggende sul Marchese di Montemesola, personaggio vissuto a cavallo del diciottesimo e diciannovesimo secolo. Nella gravina di Montemesola si trovano un insediamento rupestre costituito da grotte-abitazioni, cascate d’acqua sorgiva ed un trullo per le sue cortigiane. Papa Ciro, ecclesiastico che nel diciannovesimo secolo venne accusato di omicidio, utilizzò la zona come rifugio, asserragliandosi nella Gravina. Oggi la zona è un susseguirsi di coltivazioni di ulivi e di ogni tipo di albero da frutto, dell’azienda San Luca dei fratelli Giuliani.

Il cammino riprende, finché all’orizzonte spunta nuovamente il mare: stavolta è il Mar Ionio, anzi il Mar Piccolo. Sulla linea del mare si staglia il profilo di Taranto: manca poco all’arrivo! Percorriamo le sponde del Mar Piccolo, la foce del fiume Galeso, una linea ferroviaria in disuso. La vegetazione qui cresce indisturbata tra le rotaie e lungo i binari, riprendendosi ciò che è sempre stato suo.

SpaccaMurgia, Puglia - Taranto

Il blu del mar Piccolo accompagna gli ultimi chilometri di questo trekking. Arriviamo a Taranto nel tardo pomeriggio di un caldo 25 aprile, ed è già l’ora dei saluti. C’è chi riparte per Napoli in treno, chi dovrà raggiungere Roma in macchina, chi deve prendere un aereo per tornare al nord. Le emozioni si fanno più forti, i legami che si sono stretti in pochi giorni diventano improvvisamente una colla difficile da sciogliere. Abbracci, sorrisi e tanti arrivederci: il cammino ci ha uniti ed ha fatto nascere nuove amicizie.

SpaccaMurgia, Puglia - tratturi

Giovanni ci riporta a Bari: è strano percorrere in macchina tutti questi chilometri e pensare che li abbiamo fatti tutti a piedi. La strada corre veloce sotto le ruote, ma ha tutto un altro sapore.
In aeroporto lo zaino è leggero, ma carico di una nuova esperienza e di meravigliosi ricordi. Lasciamo la Puglia promettendoci di ritornare, e lo faremo: la bellezza di questi luoghi merita di essere gustata nuovamente.

Quasi 100 chilometri lungo i sentieri e sui diversi terreni della Puglia, attraverso tutta la bassa Murgia e la Valle d’Itria… uno spettacolo che rimarrà a lungo nella mente e nel cuore. Grazie Legambiente!

Sospeso tra lago e montagna: l’incanto del borgo di Tremosine

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Una domenica all’aria aperta, immersa in una di quelle strane giornate di primavera con il tempo ballerino e l’aria che soffia dispettosa: è così che ho trascorso una giornata a Tremosine, un affascinante borgo affacciato sul lago di Garda, in provincia di Brescia. L’occasione mi è stata regalata dalle Invasioni Digitali organizzate qui dalla Pro Loco di Tremosine, per scoprire l’ospitalità locale sotto il segno delle riconoscibili mascherine rosse e del tag #WeareTremosine, accompagnati lungo le vie del borgo dalla preparatissima signora Rosanna.

Pieve di Tremosine Viaggiando s'impara (3)

Ma Tremosine non è solo Tremosine: è un nugolo di borghi diffusi su una terrazza naturale a picco sul lago di Garda. Del comune omonimo fanno parte ben 18 piccoli centri sparsi per 72 km quadrati, incastonati lungo l’altopiano che sovrasta il lago. Salendo dal centro di Limone, si incontrano una dopo l’altra diverse frazioni, fino a giungere al capoluogo Pieve di Tremosine, uno dei “Borghi più belli d’Italia”.

Tremosine scala tondaPieve è un meraviglioso ed antico borgo aggrappato alla roccia a picco sul lago di Garda, sviluppatosi sulla sommità di una falesia scavata dal ghiacciaio, a 423 metri d’altitudine. La sua storia inizia in epoca romana o etrusca, e prosegue tra diverse dominazioni. Anche se piccolo, il borgo offre molto da vedere: da Piazza Marconi, su cui si affaccia anche il piccolo ma fornito ufficio informazioni della Pro Loco, si sbrogliano diversi vicoli e stradine.

Attraversando archi e volti medievali ci si può imbattere in chicche locali, come i piccoli balconcini fioriti o la Scala Tonda, una curiosa scala tondeggiante costruita da Arturo Cozzaglio, conosciuto più semplicemente come “l’Arturo dela Scala Tónda“. Proprio questa è la sua casa natia, al numero 7 di via Scala Tonda, mentre l’edificio con la fontana è l’antica sede comunale. Sul muro dell’archivio comunale un occhio attento sa riconoscere il leone di San Marco, ricordo della dominazione veneta. Alcuni vicoli terminano in piccole terrazze che si aprono sul lago, romantici angoli di borgo incastonati nella roccia.

Anche i locali di Pieve di Tremosine offrono viste incredibili: la deliziosa Locanda Al Castelletto è un rifugio per sognatori ad occhi aperti, con le tre camere ed una suite, una spa ed un ristorantino attento ai prodotti di stagione. Anche l’Hotel Ristorante Miralago ed il vicino Bar Tremosine “Da Gemma”, in Piazza Cozzaglio, sono una vera rivelazione: costruito a metà tra roccia e aria, il ristorante ha una bellissima terrazza vetrata sospesa sul lago di Garda. Da un lato lo sguardo si perde in un panorama a metà tra il lago ed il Monte Baldo, e dall’altra si incanta a guardare la roccia su cui è ancora fissato il gancio del teleforo che un tempo collegava il borgo al porto sul lago.

Pieve di Tremosine

Nel centro di Pieve di Tremosine si erge la Chiesa di San Giovanni Battista, una pieve romanica ricostruita nel Settecento che racchiude antiche opere di pregio. Pochi passi più avanti la Terrazza del Brivido, sospesa a 350 metri sul livello del lago, regala una vista che toglie il fiato (o forse è l’effetto delle vertigini!).
Ci si può accedere dall’Hotel Paradiso, dove si può sorseggiare un aperitivo o gustare qualcosa di più sostanzioso: il titolare sa preparare un’ottima polenta cusa, uno dei piatti tipici della zona preparato con una miscela di farina nera, formaggio e burro. Altre prelibatezze locali che si possono gustare in questo borgo sono i tortelli ai formaggi, il Capù (antipasto formato da un rotolo di pane e coste servito con olio di oliva nostrano), lo spiedo di carne, la golosa formaggella di Tremosine e gli spongadì, semplici dolci preparati tradizionalmente nel periodo pasquale.

Strada della Forra

La panoramica Strada della Forra

Da Pieve di Tremosine parte un percorso pedonale panoramico che porta al lago in una quarantina di minuti, da percorrere con gli scarponcini ai piedi. In alternativa, si può esplorare la splendida Strada della Forra, un itinerario un po’ scavato nella roccia lungo la forra scavata dal torrente Brasa ed un po’ a sbalzo su strapiombi mozzafiato. Questa strada, costruita solo nel 1913 su progetto di Arturo Cozzaglio e definita da un giornalista tedesco «La strada più bella del mondo», rappresenta il collegamento di Pieve e degli altri borghi di Tremosine con il lago di Garda, la frazione Campione ed il porto.

Tremosine è accoglienza, è bellezza, è genuinità: tutto ciò che si cerca continuamente e che si può trovare qui, in un borgo incredibilmente semplice quanto meraviglioso. Di questa “semplice meraviglia” parlano i suoi stretti vicoli e viuzze, le piazzette in pietra, i balconi fioriti e le tante terrazze a picco sul lago che lasciano a bocca aperta per la spettacolare vista panoramica. Ne parlano gli abitanti locali, che – ormai abituati al viavai di turisti e visitatori – sorridono continuamente e regalano informazioni e curiosità a chi si ferma, incantato, qualche secondo in più.

Ogni stagione è buona per scoprire questo borgo rimasto fermo nel tempo, ma in alcune occasioni speciali Tremosine si anima con eventi e manifestazioni particolari: segnatevi dunque queste date in calendario!

  • La Cinque miglia del Ghiottone“, una camminata gastronomica tra sentieri, boschi e borghi – ognuno con il suo piatto tradizionale – prevista per il 2 giugno;
  • Non solo Aperitivando“, una festa estiva all’aria aperta in programma il 23 luglio;
  • Vita nei Borghi“, musica tra vino e sapori nel centro di Pieve di Tremosine il 2 settembre.

Voi ci siete mai stati? Per altre informazioni e curiosità sul borgo potete visitare il ricco sito della Pro Loco di Tremosine o lasciarmi un commento 🙂

Destinazione Umana, un nuovo modo di vivere il viaggio

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Se decidessi di partire ora, a cosa ti affideresti? Al sogno rinchiuso nel cassetto, al desiderio di rivedere un luogo o una persona particolare, o semplicemente al cuore? Servirebbe un’ispirazione, anzi, un viaggio ispirazionale. Destinazione Umana è un tour operator on-line che risponde ad una domanda precisa: non dove i viaggiatori vogliono andare, bensì chi desiderano conoscere. Credono nel valore dell’esperienza, e nella bellezza dell’incontro con l’Altro. Ho conosciuto Silvia, ideatrice con Valerio di Destinazione Umana, e – incuriosita da questa proposta alternativa – ho pensato di farle qualche domanda.

silvia destinazione umana

  • Destinazione Umana, un nome che racconta già un grande progetto. Ce lo descrivi in 3 parole?

Sivia: accoglienza, umanità, ispirazione.

  • Silvia, tu sei una delle fondatrici: ci racconti com’è nata questa idea?

Silvia: La nascita e lo sviluppo di questa idea rappresentano già di per sé un viaggio 🙂 Mi sono laureata nel 2009 in scienze politiche, corso di cultura e diritti umani. Al grido di “salverò il mondo!” mi sono trovata, in realtà, a dover chiudere per un po’ i miei sogni in un cassetto, accettando un contratto a tempo indeterminato come impiegata nell’ufficio commerciale di un’azienda. Dopo 4 anni alla scrivania il mio livello di creatività era però andato a farsi friggere e, decisa a rianimarlo, ho aperto per gioco, insieme a Valerio, il blog ViviSostenibile. Da quel momento è stato uno spalancarsi continuo di opportunità che mi ha portato, dopo qualche mese, a licenziarmi per aprire e gestire un b&b sulle colline della Valsamoggia (BO). Quell’esperienza, durata un anno, mi ha regalato le intuizioni che oggi sono alla base di Destinazione Umana. Da un lato, infatti, mi sono resa conto che non esistevano strumenti di promozione per piccole strutture ricettive, fuori dalle mete “mainstream”, che volessero raccontarsi in maniera autentica rimettendo al centro dell’attenzione i valori e la storia che erano alla base del loro lavoro di ricettività. E dall’altro ho notato che i viaggiatori che arrivavano al mio b&b erano sì interessati alle belle camere e al territorio, ma c’era soprattutto la curiosità di scambiare esperienze con me, di relazionarsi umanamente, di ispirarsi. Da lì il progetto si è evoluto prima in associazione, poi in portale di viaggi, fino a diventare quello che è oggi: il primo ed unico tour operator al mondo a chiederti non dove vuoi andare, bensì chi desideri conoscere.

  • Come si può partire da un’ispirazione per trovare il viaggio adatto a sé?

Silvia: Come dicevo prima, la nostra rivoluzione è ribaltare la tradizionale concezione del viaggio per portarti non verso una meta fine a se stessa, bensì verso la Destinazione Umana che più fa al caso tuo. Per farlo ti guidiamo attraverso 4 ispirazioni di viaggio:
cambiamento, pensata per tutti quei viaggiatori che desiderano fare un cambio più o meno radicale della loro vita e conoscere qualcuno che ha già intrapreso questo percorso per lasciarsi ispirare;
innovazione, pensata per tutte quelle persone che desiderano sviluppare un’idea di impresa durante il viaggio;
ruralità, per chi sente il bisogno di immergersi nella natura, in contesti rurali e non cittadini;
spiritualità, ideata per chi è alla ricerca di una riconnessione con se stesso.

ispirazioni destinazione umana

  • Come fa un luogo o un’attività turistica a diventare una Destinazione Umana?

Silvia: Al momento accogliamo persone che si occupano di accoglienza turistica e che desiderano mettere a disposizione dei viaggiatori non solo dei posti letto, ma anche la propria storia, per ispirarsi a vicenda.
Per entrare a far parte della nostra rete si possono candidare compilando questo form, dopodiché verranno ricontattati per un colloquio conoscitivo che ha l’obiettivo di verificare che ci sia una reale condivisione della filosofia di viaggio che promuoviamo.
Discorso diverso sui territori, sui quali elaboriamo noi proposte di viaggio per farli conoscere attraverso le persone che li vivono, ad esempio un viaggio come Palermo Umana.

  • Destinazione Umana ha inventato la figura dell’Inspirational Travel Designer. Ci spieghi meglio di cosa si tratta?

Silvia: Certo! Siamo partiti ponendoci questa una domanda: Il lavoro del consulente di viaggi è obsoleto? Crediamo di no, ma solo a patto che sia sempre più in grado di comprendere che c’è una vacanza giusta per ogni momento della vita. L’Inspirational Travel Designer è quel consulente che viene formato da Destinazione Umana per disegnare vacanze che incontrino psicologicamente le necessità del viaggiatore, al fine di poter ideare, promuovere e vendere viaggi che soddisfino i suoi veri bisogni. Su questa pagina trovate maggiori informazioni su come candidarvi per diventarlo 🙂

A me è venuta voglia di partire subito e di scoprire questo modo unico di viaggio, e a voi? 😉

Non chiederti più dove, ma chi.

Scopritene di più su Destinazione Umana sul loro sito.