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Sospeso tra lago e montagna: l’incanto del borgo di Tremosine

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Una domenica all’aria aperta, immersa in una di quelle strane giornate di primavera con il tempo ballerino e l’aria che soffia dispettosa: è così che ho trascorso una giornata a Tremosine, un affascinante borgo affacciato sul lago di Garda, in provincia di Brescia. L’occasione mi è stata regalata dalle Invasioni Digitali organizzate qui dalla Pro Loco di Tremosine, per scoprire l’ospitalità locale sotto il segno delle riconoscibili mascherine rosse e del tag #WeareTremosine, accompagnati lungo le vie del borgo dalla preparatissima signora Rosanna.

Pieve di Tremosine Viaggiando s'impara (3)

Ma Tremosine non è solo Tremosine: è un nugolo di borghi diffusi su una terrazza naturale a picco sul lago di Garda. Del comune omonimo fanno parte ben 18 piccoli centri sparsi per 72 km quadrati, incastonati lungo l’altopiano che sovrasta il lago. Salendo dal centro di Limone, si incontrano una dopo l’altra diverse frazioni, fino a giungere al capoluogo Pieve di Tremosine, uno dei “Borghi più belli d’Italia”.

Tremosine scala tondaPieve è un meraviglioso ed antico borgo aggrappato alla roccia a picco sul lago di Garda, sviluppatosi sulla sommità di una falesia scavata dal ghiacciaio, a 423 metri d’altitudine. La sua storia inizia in epoca romana o etrusca, e prosegue tra diverse dominazioni. Anche se piccolo, il borgo offre molto da vedere: da Piazza Marconi, su cui si affaccia anche il piccolo ma fornito ufficio informazioni della Pro Loco, si sbrogliano diversi vicoli e stradine.

Attraversando archi e volti medievali ci si può imbattere in chicche locali, come i piccoli balconcini fioriti o la Scala Tonda, una curiosa scala tondeggiante costruita da Arturo Cozzaglio, conosciuto più semplicemente come “l’Arturo dela Scala Tónda“. Proprio questa è la sua casa natia, al numero 7 di via Scala Tonda, mentre l’edificio con la fontana è l’antica sede comunale. Sul muro dell’archivio comunale un occhio attento sa riconoscere il leone di San Marco, ricordo della dominazione veneta. Alcuni vicoli terminano in piccole terrazze che si aprono sul lago, romantici angoli di borgo incastonati nella roccia.

Anche i locali di Pieve di Tremosine offrono viste incredibili: la deliziosa Locanda Al Castelletto è un rifugio per sognatori ad occhi aperti, con le tre camere ed una suite, una spa ed un ristorantino attento ai prodotti di stagione. Anche l’Hotel Ristorante Miralago ed il vicino Bar Tremosine “Da Gemma”, in Piazza Cozzaglio, sono una vera rivelazione: costruito a metà tra roccia e aria, il ristorante ha una bellissima terrazza vetrata sospesa sul lago di Garda. Da un lato lo sguardo si perde in un panorama a metà tra il lago ed il Monte Baldo, e dall’altra si incanta a guardare la roccia su cui è ancora fissato il gancio del teleforo che un tempo collegava il borgo al porto sul lago.

Pieve di Tremosine

Nel centro di Pieve di Tremosine si erge la Chiesa di San Giovanni Battista, una pieve romanica ricostruita nel Settecento che racchiude antiche opere di pregio. Pochi passi più avanti la Terrazza del Brivido, sospesa a 350 metri sul livello del lago, regala una vista che toglie il fiato (o forse è l’effetto delle vertigini!).
Ci si può accedere dall’Hotel Paradiso, dove si può sorseggiare un aperitivo o gustare qualcosa di più sostanzioso: il titolare sa preparare un’ottima polenta cusa, uno dei piatti tipici della zona preparato con una miscela di farina nera, formaggio e burro. Altre prelibatezze locali che si possono gustare in questo borgo sono i tortelli ai formaggi, il Capù (antipasto formato da un rotolo di pane e coste servito con olio di oliva nostrano), lo spiedo di carne, la golosa formaggella di Tremosine e gli spongadì, semplici dolci preparati tradizionalmente nel periodo pasquale.

Strada della Forra

La panoramica Strada della Forra

Da Pieve di Tremosine parte un percorso pedonale panoramico che porta al lago in una quarantina di minuti, da percorrere con gli scarponcini ai piedi. In alternativa, si può esplorare la splendida Strada della Forra, un itinerario un po’ scavato nella roccia lungo la forra scavata dal torrente Brasa ed un po’ a sbalzo su strapiombi mozzafiato. Questa strada, costruita solo nel 1913 su progetto di Arturo Cozzaglio e definita da un giornalista tedesco «La strada più bella del mondo», rappresenta il collegamento di Pieve e degli altri borghi di Tremosine con il lago di Garda, la frazione Campione ed il porto.

Tremosine è accoglienza, è bellezza, è genuinità: tutto ciò che si cerca continuamente e che si può trovare qui, in un borgo incredibilmente semplice quanto meraviglioso. Di questa “semplice meraviglia” parlano i suoi stretti vicoli e viuzze, le piazzette in pietra, i balconi fioriti e le tante terrazze a picco sul lago che lasciano a bocca aperta per la spettacolare vista panoramica. Ne parlano gli abitanti locali, che – ormai abituati al viavai di turisti e visitatori – sorridono continuamente e regalano informazioni e curiosità a chi si ferma, incantato, qualche secondo in più.

Ogni stagione è buona per scoprire questo borgo rimasto fermo nel tempo, ma in alcune occasioni speciali Tremosine si anima con eventi e manifestazioni particolari: segnatevi dunque queste date in calendario!

  • La Cinque miglia del Ghiottone“, una camminata gastronomica tra sentieri, boschi e borghi – ognuno con il suo piatto tradizionale – prevista per il 2 giugno;
  • Non solo Aperitivando“, una festa estiva all’aria aperta in programma il 23 luglio;
  • Vita nei Borghi“, musica tra vino e sapori nel centro di Pieve di Tremosine il 2 settembre.

Voi ci siete mai stati? Per altre informazioni e curiosità sul borgo potete visitare il ricco sito della Pro Loco di Tremosine o lasciarmi un commento 🙂

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Gli Alberghi Diffusi italiani ed il mercato turistico tedesco

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Chi sa cos’è un Albergo Diffuso?

L'Albergo Diffuso di Yasushi Watanabe - credits Giancarlo Dall'Ara

L’Albergo Diffuso di Yasushi Watanabe – credits Giancarlo Dall’Ara

Un Albergo Diffuso (abbreviato AD) è una nuova forma di ospitalità, tipicamente italiana, che si differenzia da tutte le altre strutture ricettive esistenti. Un Albergo Diffuso, come dice lo stesso nome (che non va MAI tradotto nelle lingue straniere!), si diffonde nel borgo in cui nasce, perché non è costruito appositamente, ma si sviluppa grazie all’utilizzo ed alla ristrutturazione degli edifici già esistenti nel luogo. Le varie camere dell’Albergo sono sparse nelle stradine e nei vicoli del centro storico, e non distano oltre 2-300 metri dal cuore dell’AD, la reception. Allo stesso modo anche il ristorante e la sala comune sono diffusi nel borgo.
Si tratta di una formula completamente innovativa, che ha però una storia di oltre 40 anni alle spalle: è infatti negli anni ’70 che si sviluppano le prime idee di Albergo Diffuso, prima nella Carnia in Friuli Venezia Giulia e poi in Sardegna con le prime leggi, infine con l’apertura dei primi AD. Oggi in Italia sono più di 80 gli Alberghi Diffusi riconosciuti dall’ADI, l’Associazione nazionale degli Alberghi Diffusi, ognuno con la sua storia e le sue passioni da raccontare.

Castelmezzano e Dolomiti Lucane - credits Archivio fotografico APT Basilicata

Castelmezzano e Dolomiti Lucane – credits Archivio fotografico APT Basilicata

Il borgo diventa grazie all’Albergo Diffuso un nuovo luogo da scoprire e da riscoprire, e gli abitanti stessi fanno parte di questo progetto, con i loro usi e costumi, le loro tradizioni ed i loro prodotti artigianali. Un turismo soft e consapevole come quello portato dall’Albergo Diffuso può rivitalizzare così anche l’economia locale e risvegliare l’amore per le proprie origini e per l’artigianato, e non impatta negativamente sul territorio e sull’ambiente in cui sorge.

L’Albergo Diffuso è anche un modo per trasmettere l’ospitalità e l’accoglienza tipiche del popolo italiano, e per il turista è un’occasione unica per scoprire il borgo nei suoi aspetti più intimi, vivendo per qualche giorno con il ritmo e lo stile degli altri abitanti. Proprio per questo l’Albergo Diffuso ha due hall: quella interna e quella esterna, una piazza o una stradina dove poter incontrare la comunità locale. Ai servizi alberghieri si abbina un’atmosfera unica, un contesto informale e l’esperienza eccezionale della vita in un borgo in profondo contatto con gli abitanti. Un modo per fare turismo sostenibile e responsabile e vivere un’esperienza unica nella meravigliosa Italia dei borghi!

La mia mission? Far conoscere questa formula ricettiva così speciale anche all’estero, in particolar modo al mercato tedesco, che è quello più importante per il turismo italiano: sono tantissimi i tedeschi che ogni anno scelgono l’Italia come meta delle loro vacanze, e molti di loro amano fare vacanze a contatto con il territorio.

Il mio progetto, chiamato “Diffondiamo l’Albergo Diffuso!”, è nato da una forte passione per il turismo sostenibile e responsabile e dalla convinzione che è solo attraverso nuove idee e nuovi comportamenti che il turismo si evolverà in un’ottica di sostenibilità. Con la collaborazione della Direzione d’Area estera di ENIT di Francoforte sul Meno, dove ho svolto un tirocinio da febbraio a maggio 2014, ho realizzato una nuova pagina web sugli Alberghi Diffusi e sulle vacanze sostenibili nei borghi italiani, inserendola tra i “Reisethemen”, ossia i suggerimenti di vacanza che il portale di ENIT in lingua tedesca offre ai turisti austriaci, svizzeri e soprattutto tedeschi.

Il borgo di Gradara - credits Comune di Gradara

Il borgo di Gradara – credits Comune di Gradara

La nuova pagina web racconta cos’è un Albergo Diffuso, la struttura, le caratteristiche e la storia di questa particolare tipologia ricettiva; spiega quali sono i servizi offerti ed in che modo si può fare turismo sostenibile e responsabile attraverso un soggiorno in un Albergo Diffuso, e narra di come il turista si possa finalmente sentire parte integrante della località in cui soggiorna, diventando un abitante temporaneo del borgo che lo accoglie. Anche gli altri tipi di Ospitalità Diffusa vengono brevemente citati, così come la varietà di Alberghi Diffusi tematici esistente in Italia.

Il progetto è semplice, ma è un piccolo passo per promuovere su un mercato turistico fondamentale una formula di ospitalità tipicamente italiana, che può portare valore al territorio attraverso un turismo lento e di qualità, senza impatti negativi per l’ambiente e per la popolazione che risiede nel borgo, ma anzi coinvolgendo gli abitanti nella proposta territoriale e dando nuova vita a vecchi edifici ormai in disuso.

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarmi: sarò felice di rispondere alle vostre domande!

 

Il bello del baratto tutto l’anno

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LocandaViadellaRallaEbbene sì, sono riuscita a partecipare alla Settimana del Baratto! Ma ovviamente con i miei mille impegni la settimana ufficiale (17-23 novembre) per me era già al completo. Così con un’amica mi sono organizzata per spulciare tra i B&B del sito Barattobb.it che accettano la formula del baratto tutto l’anno, cioè i proprietari delle strutture che sono disposti a scambiare qualche notte nel loro Bed&Breakfast in cambio di beni o servizi.

Io e la mia amica abbiamo tradotto il sito della struttura prescelta, la Locanda di Via della Ralla, in tedesco (se siete di madrelingua tedesca non andate subito a controllare, vi prego! 😛 ) in cambio di due notti in questo bel casale adibito a B&B. Il proprietario, Davide, si è dimostrato fin da subito molto gentile, disponibile e socievole, e la mattina ci ha preparato personalmente la colazione con tè caldo, cappuccino e una deliziosa torta fatta in casa. La sua struttura, ubicata a Chiesina Uzzanese (in provincia di Pistoia), è vicinissima a tanti borghi toscani che non avevamo ancora visitato, così la Locanda di Via della Ralla è stata per un weekend la base di partenza delle nostre scorrazzate.

MontecatiniIl primo borgo visitato è stato Montecatini Terme, che si divide nel paese basso e nella parte alta, chiamata Montecatini Alto, che si può raggiungere con la storica funicolare. In origine il borgo era un castello romanico posto a 299 metri di altitudine; le terme sorgono infatti solo a partire dal 1530 grazie ad una bonifica della palude sottostante il castello. Da non perdere Piazza Giusti, un grande piazzale lastricato in pietra e dominato dalla Torre di Ugolino. Si affaccia su piazza Giusti anche il Palazzo di Giustizia, che risale al periodo medioevale e possiede una caratteristica facciata decorata da numerosi stemmi nobiliari. Qui ha sede anche l’antica cancelleria Comunale, che oggi ospita il Teatro dei Risorti. Salendo dalla piazza verso la cima si raggiunge la Chiesa Prepositurale di San Pietro, di origine romanica, che sorge accanto alla Torre, l’antica Rocca chiamata un tempo “Rocca del Castello Vecchio” o “Tramontana” per distinguerla dalla “Rocca del Carmine” o di “Castelnuovo” costruita sull’altura opposta. In quest’ultima è oggi rimasta solo la Torre dell’Orologio, con un orologio della fine del settecento e tuttora funzionante.

Vinci (2)Anche Vinci per il suo nome ci incuriosiva, così ci siamo avventurate nel borgo che ha dato i natali al grande Leonardo. A ricordarne la genialità nella Piazza dei Guidi, che è anche una terrazza sulle colline toscane, si erge una scultura in legno e ferro che rappresenta l’uomo vitruviano. Il castello di Vinci, costruito nell’alto Medioevo, dal 1953 ospita il Museo Leonardiano, dove si possono ammirare molti modelli di macchine ispirate ai disegni di Leonardo. Subito sotto al castello, il Museo ideale Leonardo da Vinci è dedicato al genio universale dell’artista, alla sua terra ed a tutte le opere legate a Leonardo o comunque ispirate al grande Maestro del Rinascimento.
Accanto al castello sorge la Chiesa di Santa Croce, seconda per importanza al santuario della Santissima Annunziata, eretto nel 1611 sopra un tabernacolo più antico e ristrutturato nel 1719.

Ad Anchiano, a pochi chilometri dal borgo di Vinci, si trova la (presunta) casa natale di Leonardo, ora un museo che si può esplorare per qualche euro con l’aiuto di una tecnologia avanzata e coinvolgente.

 

L'Uomo di Vinci di Mario Ceroli, ispirata alla celebre riproduzione di Leonardo dell’Uomo vitruviano

L’Uomo di Vinci di Mario Ceroli, ispirata alla celebre riproduzione di Leonardo dell’Uomo vitruviano

L'Uomo di Vinci di Mario Ceroli nella piazza dei Guidi

L’Uomo di Vinci di Mario Ceroli nella piazza dei Guidi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CertaldoUltimo borgo che abbiamo visitato nel nostro breve ma intenso fine settimana è Certaldo, paese arroccato su una collina e circondato da mura. Patria di Giovanni Boccaccio, il borgo medievale ospita numerosi edifici storico-artistici come Palazzo Pretorio, simbolo di Certaldo nato nel XII secolo come castello dei conti Alberti. Nei piani inferiori del palazzo si trovano anche le vecchie prigioni, mentre il cortile interno è stato trasformato in un giardino con una casa da tè giapponese. Sulla piazza principale si trova anche Palazzo Stiozzi Ridolfi, formato dal palazzo del XIV secolo, da due torri e da un grande cortile interno con loggiato, dove una volta probabilmente si teneva il mercato.

Sulla via principale del borgo, via Boccaccio, si trova la casa natale dello scrittore, oggi sede di una grande biblioteca e del centro studi sull’autore. Da vedere anche il trecentesco Palazzo Giannozzi e la Chiesa romanica dei Santi Jacopo e Filippo, che ospita un chiostro ed il museo di Arte Sacra, oltre alle spoglie del Boccaccio. Da non dimenticare, infine, le mura di Certaldo e le porte della città medievale, tra cui Porta al Sole e Porta Alberti.

Amo i borghi della Toscana, ed ogni volta che torno in questa regione ne scopro di nuovi. Anche questo weekend mi ha rivelato paesi e borghi a me ancora sconosciuti, ma così belli e caratteristici che vale davvero la pena parlarne.