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#ABitOfMeIsThere: i luoghi dove ho lasciato un pezzetto di cuore

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Ieri sera ho viaggiato. Sono tornata in Brasile. Ho sorvolato l’Oceano Atlantico. Mi sono spostata in un baleno tra Europa ed America Latina. Ieri sera ho fatto un viaggio incredibile tra i miei ricordi.

Stavo leggendo qua e là e mi sono imbattuta nel post di Agnese (alias I’ll Be Right Back): i 5 posti in cui lei è stata nel corso della sua vita e in cui ha lasciato il cuore. Lo leggo tutto d’un fiato e in fondo trovo un invito:

Quali sono i posti in cui hai lasciato un pezzettino di te? Usa la foto di copertina e il tag #abitofmeisthere, e raccontami i tuoi 5 luoghi del cuore. Possono essere una città, una via, un angolino, un ristorante o un intero Paese… non ci sono limiti! E se ne hai più di 5… parla dei primi che ti vengono in mente (che se sono i primi un motivo ci sarà 🙂 ).

#ABitOfMeIsThere
Ed ecco che mi ritrovo a pensare a quei luoghi che mi hanno fatta sentire a casa, dove le persone che ho incontrato mi hanno lasciato un segno indelebile nella mente e nel cuore, dove spero di poter tornare ancora una volta.

Un pezzo del mio cuore è restato in Brasile, dopo la mia esperienza di volontariato che mi ha portata per un mese a vivere nelle favelas di Belo Horizonte. Il calore delle persone che ho incontrato mi resterà sempre dentro, così come lo sguardo di quei bambini momentaneamente abbandonati.

Favelas di Belo Horizonte

Le favelas di Belo Horizonte

Come dimenticare la prima città che mi ha accolto con tutte le mie insicurezze, paure e pazzie della vita da universitaria fuori sede, Verona! Due anni volati tra lezioni e studio forsennato dell’ultimo momento, grandi amicizie, coinquiline adorabili e tante, tante uscite in città. Un posto che potrebbe rappresentare il mio periodo universitario passato in città è la deliziosa Caffetteria torrefazione Borsari.

Anche Venezia si merita un pezzettino del mio cuore: questa città strana ma incredibilmente affascinante mi ha ospitata durante i mesi di lezione della laurea magistrale. Anche se questa volta le gite sono diminuite a causa del maggior impegno universitario, non ci siamo fatte mancare la vita veneziana e i numerosi aperitivi con cichéto, oltre agli amatissimi Bacaro tour.

Un pezzo di cuore (un bel pezzetto) è rimasto in Germania, ad Erlangen: una città di universitari e lavoratori (qui infatti ha sede la Siemens) che mi ha avuta ospite tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, durante il mio primo Erasmus. Più che alla città in sé, carina ma senza particolari attrazioni, ho lasciato il cuore all’esperienza dell’Erasmus, alla famiglia che mi sono creata in quei mesi, fatta di amici provenienti da tutto il mondo, ai viaggi fatti con loro. Ma un pezzettino speciale è rimasto in quella che è stata la mia casa ad Erlangen, un vecchissimo mini appartamento condiviso con Tatiana, una tranquilla ragazza russa. Quella casa che ho trovato quasi per fortuna, perché avrebbe dovuto essere demolita per via dello stabile troppo vecchio (ma per i numerosi studenti rimasti senza alloggio, quell’anno, fecero un’eccezione). Quella casa che da qualche mese non c’è più, perché ormai aveva raggiunto ed oltrepassato il termine. Una casa che mi ha letteralmente salvata… ma il cuore è rimasto anche ad ogni piccolo locale, studentato e Kneipe che ha accolto me e la mia famiglia internazionale in quei fantastici 5 mesi.

Girona, Spagna

…e per concludere la coloratissima Girona, in Spagna

Al quinto posto, ma non per importanza, metto la Spagna. La solare, colorata e caotica Catalogna dove ho fatto la Ragazza alla Pari nell’estate del 2013. Una famiglia allegra, tre ragazzi e un paesino in periferia di Girona che sono diventati la mia famiglia, i miei fratelli minori e il mio paesino per il tempo di un’estate.

Torno alla realtà, torno coi piedi per terra dopo aver sognato e viaggiato per tutto il globo. Non posso di certo lamentarmi del posto in cui vivo, abito in una cittadina così bella che vi invito a vedere di persona, se ancora non l’avete visitata.

Ora rilancio la palla a voi. Quali sono i luoghi nel mondo in cui avete lasciato un pezzetto di voi? Raccontatelo attraverso i social networks o il blog, se ne avete uno. Sono curiosa di leggere anch’io i vostri luoghi del cuore! 🙂

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#‎TravelDreams2016‬, i sogni di viaggio non finiscono mai

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Il 2016 è appena cominciato, ed io ho già iniziato a sognare di nuovi viaggi intorno al mondo. Sono emozionata e carica allo stesso tempo, perché voglio mettermi nuovamente alla prova. Il 2015 è stato un anno sorprendente: non avrei mai pensato di realizzare tanti dei miei #TravelDreams2015!

interrailDa quella lista ho depennato l’InterRail nell’Europa dell’Est: un viaggio incredibile, che mi ha lasciato emozioni indelebili e che consiglio a chiunque. Io lo lascio scritto sulla mia Travel Wishlist, perché mi piacerebbe rifarlo, magari con altre tappe. 
Sono riuscita a tornare a Girona per Temps de Flors
: ne valeva davvero la pena! Un’esplosione di colori e fiori in ogni angolo della città che mi ha fatto scoprire una Girona diversa da quella vissuta durante il mio breve periodo da Ragazza alla Pari.
Uno dei TravelDreams2015 era andare a trovare una delle mie migliori amiche a Copenaghen: sono riuscita ad esaudirlo. Ci sono stata a fine giugno, proprio nel periodo con più luce di tutto l’anno: infatti tra le altre mille cose abbiamo partecipato anche alla Festa della Luce, con falò e birra in riva al mare. Scrivo della Danimarca e di Copenaghen con emozione, perché ho già prenotato un nuovo volo per la capitale danese, dove tornerò tra poco.
Il 2015 ha visto anche altri viaggi più o meno grandi, come il weekend nella bella Bergamo e quello ad Ancona, ma soprattutto è stato l’anno di un viaggio inaspettato ed incredibile: quello in America lungo la Route 66 assieme a mio padre.

Il bilancio nasce spontaneo: nel 2015 ho viaggiato molto, ma nel 2016 desidero viaggiare ancora di più, pur sapendo che dovrò conciliare mille altre cose. Metto via un anno di emozioni, di soddisfazioni e di viaggi incredibili, che porterò sempre nel cuore e nei ricordi, anche grazie a questo blog che mi permette di tenerne una traccia. Nel 2015 ho visitato 29 nuove città, ho messo piede in 3 continenti, ho conosciuto nuovi amici e fatto nuove esperienze come il Couchsurfing; è cresciuto il team di Igerstrentino, community Instagram che ho riattivato a fine 2014; mi sono laureata a Venezia ed ho trovato un lavoro nel campo della comunicazione online, pieno di sfide ma anche di grandi soddisfazioni.

Per quest’anno nuovo di zecca metto sulla lista dei #TravelDreams2016 il Portogallo, magari on the road.
Vorrei visitare Londra, che non ho mai visto se non in mille cartoline.
E Sarajevo, che dev’essere una città bellissima.
Tra i miei #TravelDreams2016 non può mancare il Marocco, di cui sogno luci, musiche e profumi speziati.
Ci metto anche la Giornata mondiale della Gioventù a Cracovia: chissà che spirito d’animo riuscirà a trasmettere Papa Francesco ai giovani in quell’occasione!
E poi, perché no, il Sud America: mi piacerebbe tanto andare a trovare i parenti in Argentina

Cosa augurare quindi a me ed a voi per questo 2016? Che sia un nuovo anno di viaggi, emozioni ed anche di grandi sogni, perché non bisogna mai smettere di sognare e, al risveglio, fare di tutto per realizzare i propri sogni. Buon 2016! 🙂

dream big

Girona t’enamora

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Una canzone popolare di Girona, base per il tipico ballo tradizionale della Catalogna, la Sardana, dice così: “Girona, t’enamora a tu, m’enamora a mi, i a tots ens enamora” che tradotto significa “Girona ti fa innamorare, fa innamorare me, fa innamorare tutti”. In effetti, la città che mi aveva colpito due estati fa durante il mio periodo da ragazza alla pari mi ha stupita. Mi ha lasciata letteralmente a bocca aperta. Ci sono andata nuovamente in occasione di Temps de Flors, un appuntamento annuale che la città di Girona ha con i fiori. Avete capito bene, con i fiori! Tantissimi fiori, piante e boccioli ovunque. Non sono un’appassionata di piante, e nemmeno una di quelle ragazze che sperano di ricevere dal compagno mazzi di fiori in occasione delle ricorrenze, anche perché con i troppi pollini inizio a starnutire a più non posso. Infatti il primo giorno a Girona è stato tosto… però che spettacolo.

Girona Onyar

Temps de Flors è il Festival dei Fiori, che a maggio invade Girona e decora la città con centinaia di piante e migliaia di fiori multicolore. Ogni monumento, ogni piazza, ogni patio e scalinata cambiano volto, si ricoprono di petali e profumi e vengono fotografati dalla moltitudine di turisti e curiosi che popolano il centro storico in questa occasione.
Non serve molto tempo per girare il cuore della città e vedere la maggior parte delle decorazioni: io in un giorno e mezzo sono riuscita a vederle quasi tutte! Per il 2015, in occasione della sessantesima edizione di Temps de Flors, le installazioni floreali sono più di 120, gli spazi decorati oltre 130, ed i giorni del festival ben 9: dal 9 al 17 maggio, con un orario di apertura extralarge – dalle 10 alle 22, ed i sabati fino alle 24. I musei ed i monumenti che vengono addobbati con i fiori rimangono aperti anche oltre l’orario di chiusura, e l’ingresso è gratuito! Bisogna fare attenzione a muoversi in certe ore di punta nei fine settimana, perché le code nei punti nevralgici potrebbero essere lunghe… ma mentre si aspetta di entrare si possono ascoltare le audioguide che la città di Girona fornisce gratuitamente: si possono scaricare dal sito direttamente sullo smartphone e sono disponibili in più lingue.

Girona Sant Feliu
GironaTutta la città è in fermento durante questi giorni: concerti, mostre, musica dal vivo e corali a cappella animano le vie del centro storico e le piazze della città. Sul sito si può trovare l’elenco completo degli appuntamenti. Anche i bar ed i ristoranti propongono per l’occasione menù particolari a base di fiori o con decorazioni speciali. Io però sono stata ospite della mia famiglia spagnola e ho approfittato dell’abilità in cucina di Tati, la mia mamma catalana, per farmi una grande scorpacciata di piatti tradizionali, come il pa amb tomàquet (pane sfregato con pomodoro e, a volte, aglio e condito con olio d’oliva), la botifarra amb seques (salsiccia con fave), la coca de recapte (una torta salata con peperoni, cipolle e melanzane al forno e acciughe), l’insalata e gli spinaci conditi anche con uvetta e pinoli ed il xuxu, un dolce simile al krapfen. Insomma, di certo non ho seguito la dieta, ma quando sono in viaggio mi piace vivere il territorio a tutto tondo!

Cosa non perdersi se si visita la città per Temps de Flors? I 10 luoghi imperdibili secondo l’ufficio turistico di Girona (ma io non posso che concordare!) sono questi:

  1. La Catedral: Girona Catedralemblema architettonico della città di Girona, la cattedrale venne costruita tra l’XI e il XVII secolo ed è caratterizzata da una navata gotica di 23 metri, uno spazio unico con la volta a vela più vasta del mondo. Per Temps de Flors le sue scale diventano un immenso tappeto di fiori e fontane, mentre i suoi sotterranei ed il chiostro sono spettacolari.
  2. Banys Àrabs: i Bagni Arabi sono un edificio romanico del XII secolo, che in questi giorni sono addobbati da decorazioni floreali stanza per stanza, non solo nella piscina centrale.
  3. Sant Feliu: la basilica gotica di San Felice, che fu la prima cattedrale di Girona fino al X secolo, è un’altra protagonista della città grazie al campanile che svetta lungo il fiume Onyar.
  4. Sant Lluc: la chiesa di San Luca, costruita nel 1724, si trova all’inizio della Passeggiata Archeologica. Imperdibile.
  5. Plaça dels Jurats: nel cuore del centro storico, la Piazza dei Giurati è invasa ogni anno da enormi decorazioni floreali. I giurati si trovano in piazza, e sono fatti di fiori!
  6. Sarraïnes: si tratta di un edificio a due piani situato tra i Bagni Arabi e l’inizio della passeggiata archeologica, molto curioso.
  7. Església de Sant Martí: Girona sant Martìla chiesa dedicata a San Martino, venne costruita fuori dalle mura della città alla fine del XVI secolo, e per Temps de Flors accoglie il racconto delle quattro stagioni attraverso i fiori. Davvero bella, come la scalinata che porta al suo ingresso, decorata da centinaia di vasetti infilati su minuscoli steli di ferro.
  8. Sant Nicolau: San Nicola è una cappella funebre attualmente utilizzata come sala espositiva, che in questi giorni ovviamente mette in mostra decorazioni floreali.
  9. Casa Lleó Avinay: è una casa privata con un giardino di proprietà di uno dei cittadini ebrei più ricchi nel 1492. Vi è allestito un percorso nelle diverse stanze in semioscurità che emoziona… ed alla fine si può esprimere un desiderio, legando un fiocco assieme a quelli già presenti nell’ingresso.
  10. Torre Gironella / Jardins dels Alemanys: la Torre Gironella è un’antica fortezza della città ormai in rovina, ma adeguatamente addobbata per l’occasione, mentre i Giardini dei Tedeschi accolgono i resti della caserma dei soldati mercenari tedeschi durante il XVII secolo assieme alle numerose installazioni floreali.

Per ognuna di queste attrazioni c’è l’audioguida. A me sono piaciuti moltissimo i Bagni Arabi, la Casa Lleó Avinay e la Torre Gironella, nella quale è ricostruita la storia d’amore di Dalì e Gala, e l’infanzia di quest’ultima. Girona Cattedrale sotterraneiIo aggiungerei a questo decalogo anche il Teatro municipale, decorato sia all’interno che all’esterno, ed il Municipio della città (Ajuntament de Girona), riccamente ornato e con mostre poliedriche. Anche il fiume Onyar è abbellito con installazioni floreali! Se anche voi adorate i bonsai non potete perdervi la mostra di questi mini alberi allestita sulla terrazza del Museu d’Història de Girona.

Domenica sera sono partita dicendo nuovamente arrivederci a questa città… la canzone di Ricard Viladesau dice la verità: Girona ti fa innamorare. Ed io tornerò ancora, un giorno, dalla mia amata.

I miei #TravelDreams2015

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TravelDreams2015Si avvicina la fine dell’anno, ed è inevitabile tirarne le somme. Il 2014 è stato un anno strano, vissuto metà in giro e metà a casa, con qualche viaggio in Europa e tanti alla riscoperta della mia Italia. Ho terminato le lezioni universitarie a Venezia, ed a febbraio ho lasciato la mia casa in laguna per una stanza in un piccolo condominio con 7 coinquilini matti a Francoforte, dove sono restata per 3 mesi prima di tornare a Rovereto, da dove sono ripartita spesso e volentieri per tante brevi gite fuori porta.

Alla fine di un anno però è allo stesso modo inevitabile pensare anche ai nuovi progetti per l’anno che sta per iniziare: tante idee e qualche sogno e tantissimi viaggi nel cassetto, da far avverare con la fortuna del 2015. Ecco quindi i miei #TravelDreams2015, dalla bella idea di Manu di “Pensieri in Viaggio”Farah di “Viaggi nel Cassetto” e Lucia di “Respirare con la pancia” che abbraccio virtualmente.

La mia priorità del 2015 è la laurea: a febbraio/marzo infatti dovrei terminare il mio percorso universitario. Poi ho in mente un Interrail nell’Europa dell’est, che devo programmare tappa per tappa. Se i treni non dovessero essere dalla mia parte, sposterò le tratte sull’Europa centrale, ma l’Interrail va fatto assolutamente: il biglietto low-cost vale fino ai 26 anni, ed a settembre 2015 scatteranno per me proprio i 26. Doh!

Sempre entro i 26 anni devo tornare a Parigi, fosse anche solo per un weekend: tantissimi musei sono gratuiti per gli under 26, e quando ci sono stata nel 2009 non sono riuscita a vedere tutto quello che la città ed i suoi dintorni offrono. Una gita nella capitale francese è perciò d’obbligo!

Una meta del 2015 sarà sicuramente Copenaghen e la Danimarca: dopo quasi un anno che una delle mie migliori amiche vi si è trasferita, è più che necessario andare a trovarla! Credo comunque che aspetterò che l’inverno sia finito: non è infatti la stagione migliore per visitare la “fresca” Danimarca.

Altra meta del nuovo anno sarà Girona, in Spagna, dove nell’estate del 2013 sono stata ragazza alla pari. Ci tornerò perché la mia famiglia spagnola mi ha più volte invitata per “Temps de flors“, la festa dei fiori che per due settimane riempie il Barri Vell, il quartiere vecchio di Girona, di magnifiche composizioni floreali in ogni monumento, patio e giardino. Il 2015 sarà l’anno della 60ma edizione, che si terrà dal 9 al 17 maggio.

Nel 2015 mi piacerebbe riuscire a fare tanti bei weekend low-cost alla scoperta dell’Europa, proprio come fa Marika, che da quando mi ha raccontato la sua sfida di fare un viaggio al mese con meno di 120 euro è diventata la mia guru dello spendere poco e viaggiare tanto! Ora che Ryanair tornerà a volare anche dall’aeroporto di Verona questa sfida è facilitata.

E siccome sognare è gratis, io ci metto tra i miei #TravelDreams2015 anche il Portogallo, che vorrei tanto visitare in lungo e in largo, il Brasile dove mi piacerebbe tornare anche per rivedere i tanti amici che ho in varie città, l’Argentina che ho sognato ad occhi aperti dall’Italia grazie all’avventura dell’amica Licia e l’India, che mi affascina con i suoi riti ed i suoi colori.

Chissà se allo scadere del prossimo anno avrò realizzato tutti questi sogni, per ora chiudo felice il 2014 ed aspetto emozionata il 2015, in attesa di scoprire cosa mi riserverà il nuovo anno!

 

Girona, nell’Onyar il riflesso della città crocevia di culture

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Girona (1)

Girona è una piccola città della Catalogna impregnata di storia e culture diverse, grazie alla sua da sempre favorevole posizione nella Spagna nordorientale, a ridosso del confine con la Francia. È un centro a misura d’uomo, che permette di fare una breve vacanza o un weekend all’insegna della cultura e del relax, grazie anche all’aeroporto ed ai suoi voli low cost, ed è un’occasione per immergersi completamente nella cultura catalana: l’identità culturale qui è molto forte.

Girona (4)

La lunga storia della città, testimoniata e narrata dal Museu d’Història de Girona, racconta di un centro per secoli crocevia di culture: prima i popoli Iberici, poi i Romani, quindi i primi Cristiani e l’invasione dei Visigoti; ma la vera multiculturalità inizia con la caduta di questi ultimi e l’arrivo degli Arabi, repressi poi da Carlo Magno. Nel Medioevo assume un ruolo importante la comunità ebraica, che verrà perseguitata nel XV secolo dai Castigliani. Infine, nell’Ottocento le truppe napoleoniche si impadroniscono della città. La Girona attuale è una fusione di culture e di storie diverse, di cui parla ognuno dei suoi monumenti.

Il fiume Onyar attraversa la città, riflettendo nelle sue acque le caratteristiche cases penjades, le variopinte abitazioni affacciate sul fiume che le hanno attribuito il soprannome di “piccola Firenze”. Si passeggia per le stradine e lungo i viottoli, raggiungendo luoghi di culto degni di una visita come la chiesa di Sant Feliu e la magnifica Cattedrale, con la navata gotica più grande del mondo, in ambito cristiano seconda solo a quella di San Pietro in Vaticano. Poco distante si trovano altri testimoni della convivenza di diverse culture nei secoli trascorsi: i meravigliosi Bagni Arabi ed il Call, ossia il Ghetto Ebraico, con il suo Museo di Storia degli Ebrei, il Museu d’Història dels Jueus. Alla fine della Pujada de la Catedral (Salita della Cattedrale) si trova il Museo d’Arte di Girona, contenente opere dal periodo romanico fino all’arte contemporanea. Per una visita diversa, da provare l’interattivo Museo del Cinema, dedicato alla storia della proiezione.

Girona (3)

Sono tanti i ponti che attraversano l’Onyar, e tra essi c’è un ponte in ferro dipinto di rosso, il ponte Eiffel, o ponte dei Vecchi Pescatori, costruito dall’ingegnere Gustave Eiffel nel 1877, due anni prima della più famosa tour di Parigi, e che sostituì un’antica pedana di legno rossa costruita dai pescatori. È notevole anche il Pont de Pedra, che sbocca direttamente sulla Rambla gironina, la passeggiata del centro ricca di negozi e pasticcerie. Nelle vicinanze si trova la ampia Plaça de la Independència, con il suo monumento ai caduti dell’epoca napoleonica.
Per una bella passeggiata bisogna recarsi al parco della Devesa, il più grande parco cittadino della Catalogna, ristrutturato dai francesi nel loro stile durante la dominazione napoleonica della città.
L’Università vigila su Girona dal punto più alto della città antica; vi sono sedi dislocate in tutta la città, mentre la sede centrale si trova all’interno del Monastero di Sant Domènec.

La cultura catalana si riflette nelle tradizioni locali e nelle feste: un periodo ideale per visitare Girona è a maggio, durante il Festival dei Fiori, quando la città si riempie di fiori ed ogni monumento viene ornato con decorazioni floreali, e la Festa di Sant Narcis, il patrono di Girona, da fine ottobre ad inizio novembre. La figura di San Narciso ricorre spesso nelle opere e nei dipinti delle chiese e dei musei gironini, poiché salvò la città liberandola dai francesi grazie alle mosche, sue alleate, ora divenute il simbolo di Girona.

Girona (2)

 

Questo articolo è stato pubblicato su Società dei Viaggiatori.

Sant Martí d’Empúries, una perla di storia nel blu del Mediterraneo

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Sant Marti (1)

Muovendosi lungo la costa della Catalogna si incontrano città e paesi meravigliosi; uno di questi è Sant Martí d’Empúries, piccolo villaggio ricco di storia con le sue antiche rovine.
Ogni suo edificio racconta di diversi domini, e parla di vicende passate attraverso le sue mura.
Il nucleo medievale conserva tutt’oggi la struttura originale delle sue strade, e sulle facciate di pietra delle case figurano ancora scudi e simboli nobiliari.

Lo stile gotico si mescola con gli elementi architettonici delle diverse dominazioni che la città ha conosciuto, così come la vicina Empúries (nella lingua catalana, in spagnolo Ampurias), il cui nome sta a significare punto di raccolta delle merci, da “emporio”. Inizialmente fondata dai Focesi di Massalia nella prima metà del VI secolo a.C. sul golfo di Roses, Empúries era situata sulla penisola dove oggi sorge Sant Martí d’Empúries. Successivamente l’insediamento originario si ampliò, divenendo luogo di commercio, con la presenza di mercanti fenici ed etruschi ma anche di una grande popolazione di origine ellenica ed iberica.Sant Marti (2)
Fu colonizzata dai Greci a partire dalla prima metà del VI secolo a.C. (il nome emporion infatti significa anche mercato); passò in seguito ai Romani, dapprima alleati poi occupanti. Con la caduta dell’Impero romano d’Occidente fu conquistata prima dai Visigoti, poi dagli Arabi e infine dai Franchi. Nel XII secolo, infine, entrò a far parte della Corona d’Aragona.

Tutte le culture hanno lasciato il segno del loro passaggio in questi luoghi: passeggiando sulla battigia e guardando verso la costa, lo sguardo incontra rovine greche, forti romani ed edifici arabi… una serie di meraviglie concentrate in una piccola città.