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#TravelDreams2018, per sognare in grande

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L’annuale appuntamento con i #TravelDreams mi dà sempre emozioni e sensazioni contrastanti: da un lato mi confronto con i viaggi fatti e non fatti nell’anno appena trascorso, sentendomi sempre troppo lenta rispetto a questo mondo che corre veloce, ma dall’altro è un’ottima occasione per fare il bilancio delle cose belle fatte e viste in un anno, che non si notano mai se non ci si ferma un momento a riflettere. Ecco quindi il meglio del mio 2017 e tutti i sogni di viaggio del 2018 🙂

Nel 2017 ho finalmente visitato Londra, che era da tempo nella mia lista delle città da visitare, nonché nei miei #TravelDreams2017.

Ho camminato per quasi 100 chilometri nella Puglia delle gravine, dei trulli e della Valle d’Itria, grazie ad una meravigliosa iniziativa di Legambiente Putignano.

SpaccaMurgia, Puglia - Mar Adriatico

Ho riscoperto Tremosine, un bellissimo borgo a pochi chilometri da dove abito, affacciato sul Lago di Garda ma da un’altezza di 423 metri.

Sono stata in Emilia Romagna, alla scoperta di territori che conoscevo ma non troppo. Ho assaporato la vera piadina, ammirato il borgo medievale di San Leo, seguito le orme di Giovanni Pascoli… e conosciuto persone davvero simpatiche e genuine.

Ho attraversato la Val d’Orcia e la Val di Chiana in Lambretta: un’esperienza dal sapore vintage che mi ha dato un senso di libertà unico. Da rifare!

Sono tornata a Copenaghen, città che ho ormai nel cuore perché ci vive una delle mie più care amiche, facendo prima tappa a Billund, dove ho visitato la Lego House a pochi giorni dalla sua inaugurazione.

Nel ponte dell’Immacolata sono scappata con amici oltre confine, in Slovenia, per un weekend lungo tra terme rilassanti, mercatini di Natale e natura gelata.

Quest’anno sono tornata ben due volte ad Erlangen, la cittadina dove ho fatto l’Erasmus a cavallo tra 2011 e 2012: la prima a giugno in occasione del Berg, la festa della città (una sorta di Oktoberfest ma molto più “locale”) e la seconda a dicembre, per festeggiare i 30 anni di una cara amica che per me è come una sorella acquisita.

E poi… un’esperienza che è fatta di tantissimi viaggi: sono riuscita a portare la mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger” a Rovereto, grazie alla collaborazione con Visit Rovereto e con i musei della città (ne è nato anche un bellissimo Instameet!). Una piccola grande soddisfazione vedere tutte quelle persone all’evento di inaugurazione ed alla serata all’interno della settimana trentina di IT.A.CÀ, durante la quale ho intervistato Eliana Lazzareschi Belloni sul suo libro “La sostenibile leggerezza del viaggio“.

Lambretta in Val d'Orcia

Cosa mi aspetto dal 2018? Innanzitutto, un memorabile viaggio in Cile. Quest’estate ho ospitato Silvana, una ragazza cilena che è rimasta in Trentino per quasi un mese, grazie al meraviglioso progetto degli interscambi giovanili della Provincia autonoma di Trento. Durante il 2018 sarò io ad essere sua ospite, e stiamo già iniziando assieme a pianificare un viaggio speciale.

Al 2018 affido anche il Marocco: chissà se riuscirò a visitarlo come desidero io (ovvero rigorosamente on the road)! Da troppo tempo se ne sta tra i miei #TravelDreams, devo darmi da fare per farlo diventare realtà.

In tanti mi state facendo sognare l’AsiaBirmania, Nepal, Indonesia… per non sbagliare, nei #TravelDreams2018 li metto tutti: chissà che non porti fortuna!

Da qualche tempo coltivo anche il desiderio di visitare Gerusalemme ed i suoi patrimoni dell’umanità. Ovviamente andrò a caccia di consigli da chi c’è già stato: se avete suggerimenti da darmi, li aspetto nei commenti! 😉

Insomma, anche questo nuovo anno ha aspettative molto alte. Io auguro sia a me che ad ognuno di voi di trascorrere ognuno di questi 365 giorni facendo ciò che amate e che vi rende sereni, con viaggi speciali che rimangono nel cuore. Buon anno e buon viaggio! 🙂

 

 

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Londra in tre giorni, il mio itinerario

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Era davvero tanto tempo che desideravo vedere questa città di cui tutti mi parlano, così durante le ultime vacanze di Natale sono volata a Londra in dolce compagnia. Temevamo di trovare un freddo pungente, invece l’Inghilterra ci ha accolti con il sole… che è durato solo un giorno purtroppo, ma il tempo è stato davvero mite e ci ha permesso di girovagare per Londra tutta la giornata.
Tre giorni non sono chiaramente sufficienti per visitare tutto quello che la città offre, ma credo che a Londra non basterebbe nemmeno un mese. In ogni caso abbiamo cercato di sfruttare al meglio il tempo a nostra disposizione con alcuni itinerari tattici: eccoli, giorno per giorno – magari potrebbero tornare utili anche a voi! 🙂

Londra

Il “centro” di Londra e la vista dall’alto

Per familiarizzare con la città abbiamo deciso di ammirarla dall’alto del London Eye, la ruota panoramica più alta d’Europa. Non è proprio economica, ma acquistando il biglietto (standard) online si risparmia un significativo 10% ed anche la prima coda. La fila può essere lunga ma è scorrevole, poi l’esperienza sulla ruota panoramica è molto piacevole, e dura 30 minuti.
Prima di raggiungere la London Eye abbiamo percorso tutta la zona a sud del Tamigi, a partire dal London Bridge: Bankside, la zona che nel Cinquecento vide il moltiplicarsi di bische, bettole, bordelli e persino teatri, considerati luoghi di perdizione. In questo modo abbiamo intravisto The Shard, grattacielo progettato da Renzo Piano e completato nel 2012, attraversato il vivace e colorato Borough Market e, poco distante, visitato la meravigliosa Cattedrale di Southwark, chiesa agostiniana fondata nel 1106 e rimaneggiata in epoca vittoriana: l’ingresso, quasi nascosto, è gratuito e ne vale davvero la pena per il suo curioso ma armonioso mix di stili eterogenei.

I moderni edifici di Londra

I moderni edifici londinesi lungo il Tamigi

Ritornando verso il fiume ci si imbatte nel Golden Hinde, la replica della nave che Sir Francis Drake utilizzò per circumnavigare la terra tra il 1577 ed il 1580. Restando su Clink Street si possono ammirare i resti dell’antico palazzo del vescovo di Winchester con un grande rosone, poco distante si trova invece l’ingresso alla Clink Prison.

Proseguendo lungo il Tamigi si passa sotto Southwark Bridge e si giunge al Globe Theatre, fedele ricostruzione del teatro di Shakespeare dopo che un incendio lo distrusse nel 1633. Qualche altro passo e ci si ritrova a lato della colossale Bankside Power Station, una centrale termoelettrica della seconda metà del ventesimo secolo dismessa nel 1981 e adibita dal 1995-99 a museo: è la Tate Modern, un enorme galleria che ospita centinaia di opere di arte moderna e contemporanea.

Oxo Tower Wharf e Gabriel’s Wharf sono due curiosi edifici che rappresentano la riqualificazione urbanistica nata dall’iniziativa popolare. Poco più avanti si trova il Southbank Centre con la Royal Festival Hall, una grande sala da concerto, e la Queen Elizabeth Hall. Ancora pochi passi e si giunge alla London Eye.

Big BenUna volta scesi dalla ruota panoramica si può proseguire attraversando il Westminster Bridge: qui abbiamo visitato da fuori la Clock Tower o Big Ben, le Houses of Parliament e l’Abbazia di Westminster, la chiesa dei sovrani inglesi che meriterebbe una visita anche al suo interno. Risalente addirittura al 730-740, quest’abbazia ha visto l’incoronazione di quasi tutti i regnanti, ed accoglie le spoglie di molti di loro. Accanto alla mole di Westminster si trova la piccola ma elegante St. Margaret Church, mentre di fronte all’abbazia si erge la Methodist Central Hall, con la sua enorme cupola, sede di cerimonie, concerti e mostre e della prima Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1946.
Anche il Parlamento è aperto alle visite a pagamento, ma vi si può entrare anche gratuitamente quando le Camere sono in sessione: le sedute vengono indicate da un cartello posto all’ingresso di St. Stephen’s.

Da qui la nostra visita è proseguita lungo Parliament Street, che diventa successivamente Whitehall, in un susseguirsi di importanti ministeri. Qui si trova la sede delle House Guards, dove abbiamo assistito al cambio della guardia. Vale la pena attraversare l’edificio per sbucare nel cortile della House Guards e ritrovarsi all’estremità del bel St. James’s Park, in un andirivieni di persone.

Whitehall termina a Trafalgar Square, ma noi abbiamo svoltato poco prima per attraversare l’Admiralty Arch e percorrere il grande viale The Mall, ma solo fino a Carlton House Terrace e alla scalinata che porta a Waterloo Place. Il cuore del quartiere di St. James è l’omonima St. James’s Square, attorno a cui sorgono dimore aristocratiche e negozi esclusivi. Da qui si torna su The Mall per raggiungere Buckingam Palace, la celebre residenza londinese dei sovrani, ed il Queen Victoria Memorial. Nell’angolo meridionale del Palazzo si trova The Queen’s Gallery, che espone le collezioni reali e, poco oltre, le scuderie reali, che ospitano tuttora i cavalli della regina.

Da qui si potrebbe visitare il quartiere di Chelsea percorrendo Palace Road, ma noi siamo tornati indietro passando per St. James’s Park, osservati da ogni tipo di volatile e da intraprendenti scoiattoli. Ci siamo goduti il tramonto proprio nel bel mezzo del parco, sul ponte che attraversa il laghetto, e siamo tornati a Trafalgar Square, ritrovo di svariati artisti di strada londinesi, arrivando alla National Gallery verso le 16.30,che si è rivelata un rifugio ideale dopo l’imbrunire. La National Gallery è una delle più ricche pinacoteche del mondo, ospita oltre 2300 opere ed è completamente gratuita: un paradiso per gli amanti dell’arte! 😉

scoiattoli a St. James Park

Prima di cena abbiamo visto anche Leicester Square e Piccadilly Circus, la piazza irregolare nota per le sue grandi insegne pubblicitarie luminose e per l’ingente traffico di auto e di persone. Abbiamo attraversato Chinatown per poi spostarci a cena nell’adiacente quartiere di Soho, diventato ora una zona trendy con diversi locali dopo un passato da quartiere aristocratico e poi a luci rosse. La zona brulica di teatri, con le loro insegne affacciate sulla strada. Grazie ad un amico che vive e lavora qui da quasi due anni abbiamo approfittato dell’occasione per visitare la sua sede di lavoro, TripAdvisor, affacciata su Soho Square, per poi gustarci un ottimo hamburger da Honest Burgers (il locale è piccolo e probabilmente c’è da attendere per un tavolo, ma si viene serviti presto) ed una corposa birra a Waxy O’Connor’s, un bel pub accogliente e molto grande.

Greenwich, dove il tempo ebbe inizio

Osservatorio GreenwichLa mattina del secondo giorno è stata dedicata a Greenwich, dove si arriva facilmente con la DLR, la metropolitana leggera che serve l’area ricostruita della zona del Docklands nell’est di Londra. Qui, costruito su una collinetta ed immerso nel Greenwich Park, si trova l’Old Royal Observatory, progettato dal grande architetto Christopher Wren nel 1675 per calcolare esattamente la longitudine e rendere più sicura la navigazione. Vi lavorarono gli astronomi reali compreso un aiutante di Halley, John Harrison, che costruì un cronometro in grado di segnare sempre l’ora esatta, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche: la sua impegnativa carriera è raccontata all’interno dell’osservatorio (l’audioguida, anche in italiano, è compresa nel biglietto). Nel 1884 i delegati di 25 Nazioni decisero che il meridiano da cui calcolare l’ora e la distanza fosse quello di Greenwich: nel cortile dell’osservatorio una linea indica il Prime Meridian, il grado zero di longitudine, mentre un grande orologio segna l’ora di Greenwich.
Il Planetario offre spettacoli gratuiti e a pagamento in determinati orari: conviene informarsi una volta arrivati alla biglietteria per organizzare al meglio la propria visita.

Science Museum

L’interno del Science Museum

Nel primo pomeriggio ci siamo spostati nella zona di Notting Hill: abbiamo percorso sotto una pioggia fina Portobello Road, con i suoi eccentrici negozi vintage e di antiquariato, per poi avventurarci nel verde tra Kensington Gardens e Hyde Park, scoprendo l’area giochi a tema Peter Pan dedicata alla principessa Diana e ammirando Kensington Palace, residenza ufficiale dei duchi di Cambridge. A lato del parco si trovano la Royal Albert Hall e l’Albert Memorial, un opulente monumento dedicato al Principe Alberto.

Aggirando la Royal Albert Hall ci si ritrova in un attimo nel quartiere dei musei: qui sorgono infatti a poca distanza l’uno dall’altro il Victoria & Albert Museum, il Science Museum ed il Natural History Museum. Eravamo già molto propensi ad entrare, e la pioggia insistente ci ha convinto per la visita: abbiamo perciò visto rapidamente il Science Museum, enorme museo dedicato alla scienza di ogni tipo, e poi le Earth Galleries del Natural History Museum.

All’uscita abbiamo percorso Brompton Road fino ai grandi magazzini Harrod’s, con i suoi 7 piani e più di 300 reparti, ognuno col suo stile. Da li abbiamo preso la metro fino a Russell Square per visitare infine il British Museum, aperto fino alle 21 il venerdì sera. Non basterebbe una giornata intera per visitare tutto ciò che offre questo tempio della storia, ma noi ci siamo accontentati di vedere dal vivo la Stele di Rosetta ed altri cimeli, di perderci nel cunicolo di gallerie e di ritrovarci con lo sguardo perso nell’immensità dell’atrio.
Anche la seconda sera abbiamo deciso di cenare a Soho, quartiere dalle mille proposte enogastronomiche e culturali: gli armoniosi piatti speziati della cucina thailandese mi hanno conquistata!

I tesori nascosti di Londra

Binario 9 e 3/4Il nostro terzo ed ultimo giorno pieno è iniziato sabato mattina con la visita della stazione di King’s Cross e del suo famoso Binario 9 e 3/4 (i fan di Harry Potter mi capiranno). Niente foto di rito con il carrello mezzo scomparso, ormai quasi monopolizzate dai gestori del negozio accanto al binario immaginario, ma una scatola di Gelatine Tuttigusti+1 non me la toglie nessuno! 🙂

A pochi passi dalla stazione di King’s Cross e la notevole stazione di St. Pancras si trova la nuova British Library, una bella biblioteca che al suo interno ha una collezione di volumi di ogni tipo e valore, come due copie della Bibbia di Gutenberg ed altrettante della Magna Carta. L’esposizione interna è visitabile gratuitamente; noi ci siamo divertiti a girovagare un po’ ed a giocare ad una specie di Cluedo nello Shop della biblioteca, improvvisandoci detective.

Il pomeriggio siamo tornati nella City per visitare l’immensa Cattedrale di St. Paul: il biglietto può sembrare salato, ma include una ricca audioguida e la visita alle tre cupole ed alla cripta. Prendetevi tutto il tempo che vi serve, questa chiesa è uno scrigno di storia e merita di essere esplorata ed ascoltata. Se avete ancora fiato una volta giunti alla Whispering Gallery, la Cupola dei Bisbigli, mettete alla prova il sistema che dà il nome alla cupola: in due, ponetevi ai due lati opposti della cupola e provate a bisbigliare qualcosa lungo il muro, dovreste riuscire a sentirvi distintamente nonostante il grande spazio circostante. Sembra incredibile, ma funziona!

Vista da St. Paul

La vista da St. Paul. Dalla cima della cupola più alta si gode di un panorama a 360 gradi

Il resto del pomeriggio è stato dedicato all’esplorazione della City: girovagando abbiamo visto il curato edificio di Guildhall, la storica sede della municipalità londinese, e poi siamo finiti a Bank, nel cuore finanziario della City tra lo Stock Exchange, il Royal Exchange e la Bank of England. Proseguendo a piedi ci siamo imbattuti nel Monument, una colonna di 62 metri su cui si può salire, e poi nel curioso e colorato Leadenhall Market, un antico mercato delle carni coperto in vetro e ferro battuto.

St. PaulNon ancora stanchi, abbiamo passeggiato fino a Tower Hill, la collinetta su cui corre un bel pezzo di muro romano e dove si erge la Tower of London, fortezza dalla storia piuttosto complicata. Davanti a Tower Hill si erge il famoso Tower Bridge, costruito tra il 1886 ed il 1894 in stile neogotico. La parte centrale si apre al passaggio delle navi: l’evento non è più così frequente come in passato, ma avviene ancora circa 900 volte all’anno.

Una volta attraversato il ponte, ci siamo incamminati lungo South Bank, costeggiando il Tamigi e passando accanto a curiosi edifici come il GLA (Greater London Authority) Building, sede dell’amministrazione metropolitana, interamente costruito in vetro a simboleggiare la trasparenza della democrazia. Dopo una tappa per una buona birra al pub The George, uno dei più antichi ancora in attività fin dal 1542, siamo arrivati fino alla Tate Modern, aperta il sabato fino alle 22, così ne abbiamo approfittato per visitare le 4 aree tematiche ed ammirare opere di grandi artisti tra cui Matisse, Picasso, Kandinsky, Pollock, Dalí, Magritte, Ernst, De Chirico, Miró.
All’uscita abbiamo attraversato il  Millennium Bridge, che dalla Tate Modern porta alla Cattedrale di St. Paul, e ci siamo spostati in metro fino a Soho, quartiere a cui ci siamo ormai affezionati.

 

Le mille sfaccettature di una città in continuo cambiamento

Londra è una città incredibile, con edifici di ogni epoca e stile, musei ricchi di opere preziose completamente gratuiti e monumenti a personaggi che hanno fatto la storia. È trafficata di auto, bus, taxi e persone, ma sa anche regalare tranquillità nei suoi grandi parchi e nelle passeggiate lungo il Tamigi.

Per muoverci in città noi abbiamo camminato molto: è il modo migliore per godersi Londra e tutto ciò che ha da offrire. Per agevolarci e velocizzarci negli spostamenti abbiamo acquistato due Oyster Card, la tessera che permette di utilizzare tutti i trasporti semplicemente caricandola. La card ha un valore di 5 £ che fungono come cauzione (vengono restituiti se si decide di consegnare la tessera al termine della vacanza), e si carica semplicemente a qualsiasi stazione della metropolitana. Una volta raggiunto il tetto massimo di spesa giornaliera, si viaggia gratuitamente.

Dall’aeroporto di Stansted abbiamo raggiunto comodamente Londra con la rete di autobus National Express, che collegano varie zone della città in poco più di un’ora e ad un prezzo molto accessibile. Per dormire, invece, ci siamo affidati ad AirBnb ed abbiamo soggiornato per 5 notti in un semplice appartamentino nel comodo e tranquillo quartiere di Shoreditch.

Devo dire che Londra non solo ha soddisfatto le mie alte aspettative, ma mi ha stupita con la sua personalità, lasciandomi il desiderio di tornare per vedere anche tutto quello che per ragioni di tempo ho dovuto lasciare per la prossima volta. Voi ci siete stati? Lasciatemi nei commenti i vostri consigli su cosa vedere assolutamente la prossima volta: sarei felice di fare un nuovo itinerario! 🙂

Tower Bridge

Il meglio del mio 2016 ed i #TravelDreams2017

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Eccoci arrivati alla fine di un altro anno, ad un altro giro di boa, a nuovi cambiamenti e buoni propositi. Il tempo passa troppo velocemente, e questa cosa mi dà sempre molti pensieri: anche quest’anno che sta finendo avrei potuto fare di più, non sono riuscita a fare tutto ciò che avrei voluto, chissà se avessi fatto anche questo e quell’altro. Ma il 2016 sta finendo e il nuovo anno è quasi pronto, e con lui tutti i nostri pensieri, paure e desideri: sì, perché alla fine il 31 dicembre è un giorno come un altro, ma quando i minuti scorrono inesorabilmente veloci verso la mezzanotte è inevitabile pensare a tutto ciò che ci è successo in questi 365 giorni, magari con un pizzico di rimpianto o nostalgia, ma al tempo stesso carichi di speranze per il nuovo anno che sta per iniziare.TravelDreams 2017

E così mi ritrovo a fare il punto anch’io, naturalmente il punto sui miei viaggi di quest’anno, su quanti #TravelDreams2016 ho esaudito e su quelli che rimando o mi propongo per il 2017. Mi sembra di aver viaggiato meno di quanto ho potuto fare nel 2015, ma non posso e voglio di certo lamentarmi: il 2016 mi ha portata un’altra volta dalla mia super amica a Copenaghen con una tappa anche in Svezia, mi ha fatto trascorrere un bel weekend a Monaco da un’altra carissima amica, poi mi ha fatto scoprire Cracovia, che ho visitato in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, e infine mi ha regalato un Portogallo meravigliosamente caldo ed accogliente a fine ottobre.

Ma quest’anno che sta per finire mi ha fatto viaggiare anche in Italia: a Pasqua ho scoperto alcuni tesori del Friuli Venezia Giulia, a settembre ho trascorso un bel weekend ecosostenibile in Toscana, tra Volterra e San Gimignano, sono stata in Emilia Romagna per curiosare tra le bancarelle di “Piante e Animali Perduti” a Guastalla e ad ottobre ho camminato da Perugia ad Assisi per la Marcia della Pace.
Il viaggio più incredibile del mio 2016, però, è certamente stato quello fatto a bordo di un ape-calessino da Milano a Catania in 9 giorni: un’avventura unica che è capitata quasi per caso ma che mi ha regalato uno dei viaggi più belli della mia vita.
Ape-calessino al tramonto

Per il 2017 ho già un sogno ed un biglietto nel cassetto: finalmente visiterò Londra e metterò piede anche nel Regno Unito (sì, adesso che ho una scratch map gigante ogni viaggio è una nuova sfida per “grattare” un altro stato!), sono già in trepidante attesa. Il Marocco rimane ancora sulla mia lista dei desideri, e con lui tante altre mete, come l’est dell’Europa, di cui mi manca ancora tanto da vedere, e come la Giordania, di cui ho visto foto a dir poco meravigliose. Sulla lista dei desideri del 2017 metto anche una meta più lontana, come il Brasile: chissà che non capiti l’occasione di andare a trovare vecchi amici 😉

Mi ripropongo sempre di volare basso, ma poi mi faccio trasportare e sogno letteralmente ad occhi aperti… ma non c’è nulla di male a sognare. Auguro a voi ed anche a me che sia un nuovo anno di viaggi lenti, ricchi di esperienze e di incontri che cambiano nel profondo. Buon anno! 🙂

#‎TravelDreams2016‬, i sogni di viaggio non finiscono mai

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Il 2016 è appena cominciato, ed io ho già iniziato a sognare di nuovi viaggi intorno al mondo. Sono emozionata e carica allo stesso tempo, perché voglio mettermi nuovamente alla prova. Il 2015 è stato un anno sorprendente: non avrei mai pensato di realizzare tanti dei miei #TravelDreams2015!

interrailDa quella lista ho depennato l’InterRail nell’Europa dell’Est: un viaggio incredibile, che mi ha lasciato emozioni indelebili e che consiglio a chiunque. Io lo lascio scritto sulla mia Travel Wishlist, perché mi piacerebbe rifarlo, magari con altre tappe. 
Sono riuscita a tornare a Girona per Temps de Flors
: ne valeva davvero la pena! Un’esplosione di colori e fiori in ogni angolo della città che mi ha fatto scoprire una Girona diversa da quella vissuta durante il mio breve periodo da Ragazza alla Pari.
Uno dei TravelDreams2015 era andare a trovare una delle mie migliori amiche a Copenaghen: sono riuscita ad esaudirlo. Ci sono stata a fine giugno, proprio nel periodo con più luce di tutto l’anno: infatti tra le altre mille cose abbiamo partecipato anche alla Festa della Luce, con falò e birra in riva al mare. Scrivo della Danimarca e di Copenaghen con emozione, perché ho già prenotato un nuovo volo per la capitale danese, dove tornerò tra poco.
Il 2015 ha visto anche altri viaggi più o meno grandi, come il weekend nella bella Bergamo e quello ad Ancona, ma soprattutto è stato l’anno di un viaggio inaspettato ed incredibile: quello in America lungo la Route 66 assieme a mio padre.

Il bilancio nasce spontaneo: nel 2015 ho viaggiato molto, ma nel 2016 desidero viaggiare ancora di più, pur sapendo che dovrò conciliare mille altre cose. Metto via un anno di emozioni, di soddisfazioni e di viaggi incredibili, che porterò sempre nel cuore e nei ricordi, anche grazie a questo blog che mi permette di tenerne una traccia. Nel 2015 ho visitato 29 nuove città, ho messo piede in 3 continenti, ho conosciuto nuovi amici e fatto nuove esperienze come il Couchsurfing; è cresciuto il team di Igerstrentino, community Instagram che ho riattivato a fine 2014; mi sono laureata a Venezia ed ho trovato un lavoro nel campo della comunicazione online, pieno di sfide ma anche di grandi soddisfazioni.

Per quest’anno nuovo di zecca metto sulla lista dei #TravelDreams2016 il Portogallo, magari on the road.
Vorrei visitare Londra, che non ho mai visto se non in mille cartoline.
E Sarajevo, che dev’essere una città bellissima.
Tra i miei #TravelDreams2016 non può mancare il Marocco, di cui sogno luci, musiche e profumi speziati.
Ci metto anche la Giornata mondiale della Gioventù a Cracovia: chissà che spirito d’animo riuscirà a trasmettere Papa Francesco ai giovani in quell’occasione!
E poi, perché no, il Sud America: mi piacerebbe tanto andare a trovare i parenti in Argentina

Cosa augurare quindi a me ed a voi per questo 2016? Che sia un nuovo anno di viaggi, emozioni ed anche di grandi sogni, perché non bisogna mai smettere di sognare e, al risveglio, fare di tutto per realizzare i propri sogni. Buon 2016! 🙂

dream big

Sandemans, una guida speciale in città

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Mi capita spesso, quando soggiorno negli ostelli, di ritrovarmi a girare quella ruota portabiglietti traboccante di bigliettini da visita di ogni tipo: ristoranti, musei, noleggi vari… e poi ci sono loro: i tour guidati Sandemans New Europe, completamente gratuiti, presenti ormai in diverse città.
È un modo diverso di visitare la città e le sue attrazioni, ed è proprio una bella esperienza! Il tour è interamente a piedi, quindi super sostenibile, ed è condotto da giovani guide (anche se forse non abilitate) davvero ben preparate. Il percorso dura tra le 2 e le 3 ore, e prevede sempre una pausa per uno spuntino in un locale dallo stile giovane. Normalmente i tour sono disponibili in inglese e nella lingua locale. Alla fine del tour, ognuno è libero di lasciare o meno una mancia alla propria guida, senza alcuna forzatura.

logoFinora ho avuto il piacere di provare il tour di Madrid, quello di Amsterdam e poco tempo fa il tour di Barcellona, e tutte le volte ne sono rimasta entusiasta! Il tempo vola mentre si passeggia lungo grandi viali o quando ci si infila in vicoli strettissimi, ascoltando le spiegazioni ricche di particolari ed ammirando secoli di storia incastonati in monumenti affascinanti.

Sandemans New Europe opera ad oggi in 18 città: Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bruxelles, Copenaghen, Dublino, Edimburgo, Amburgo, Gerusalemme, Lisbona, Liverpool, Londra, Madrid, Monaco, New York, Parigi, Praga e Tel Aviv.

La loro filosofia, disponibile sul sito internet, è proprio quella di sviluppare un turismo responsabile preservando i sapori locali: “Being one of the largest walking tour promoters in Europe isn’t just about providing tours, it is about developing responsible tourism and preserving local flavors.
In più, camminando lungo il percorso si possono fare nuove conoscenze, per potersi godere la città nei giorni seguenti assieme a nuovi amici.