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La Slovenia d’inverno

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Anche se non amo il freddo, adoro vedere le città imbiancate dalla neve. Per questo, quando mi sono svegliata a Lubiana sotto un manto candido, ero al settimo cielo. Un lungo weekend per rigenerare mente, corpo e spirito: ecco qual è stato il mio itinerario in 3 giorni, tra terme, città da scoprire e mete naturali uniche.

Lubiana a Natale

Primo giorno: Terme immerse nella natura

A pochi chilometri da Lubiana si trovano le Terme di Snovik, un centro termale con una grande piscina, una vasca idromassaggio ed un centro benessere con sauna finlandese e sauna di ghiaccio, bagno turco, percorso Kneipp e zona relax. L’acqua delle Terme di Snovik è ricca di magnesio, calcio ed altri minerali benefici, ed è riconosciuta come mezzo curativo naturale. Il centro è molto pulito, accogliente e luminoso, e mentre si nuota si può ammirare il paesaggio circostante dalle grandi vetrate della sala principale. Se poi fuori piove, l’effetto è ancora più piacevole! Noi abbiamo pranzato direttamente al ristorante Potočka interno alle Terme, spendendo poco e mangiando tanto e bene.

terme snovik

Foto Terme Snovik

Secondo giorno: Lubiana sotto la neve

Ero già stata a Lubiana (era stata la prima tappa del mio InterRail!), ma non l’avevo mai vista in inverno. Così, vestita di bianco ed illuminata dalle luci natalizie, mi è sembrata davvero bella. Abbiamo sfidato freddo e neve e ci siamo dedicati di buon mattino ad un free walking tour della città, guidato da un giovane intraprendente, che ha affrontato il gelo polare della giornata per raccontarci e spiegarci la sua Lubiana per più di due ore.
Lubiana neveLa visita è stata molto interessante, anche se forse un po’ troppo lunga a causa del freddo, e ci ha permesso di vedere la Chiesa francescana dell’Annunciazione, il Centralna Tržnica (mercato centrale locale), i numerosi ponti che attraversano il fiume Ljubljanica, Piazza Mestni con l’Obelisco della fontana dei Fiumi carniolani, la Cattedrale di San Nicola e la biblioteca nazionale. Durante il periodo natalizio, lungo il fiume vengono allestiti i mercatini di Natale, che danno a Lubiana un tocco di magia.

Vista la temperatura e non contenti del freddo già accumulato nelle ossa con il tour, abbiamo pensato di mangiare all’aperto al mercato centrale: i mercatini centrali erano affollati, le bancarelle ricolme di cibo e noi… troppo affamati per metterci alla ricerca di un locale. Siamo stati ripagati dall’ottima kranjska klobasa, la salsiccia locale servita in un enorme panino, e da gustosi ćevapčići, saporiti involtini di carne macinata.

Nel pomeriggio ci siamo dedicati alla visita del castello di Lubiana (Ljubljanski Grad), che abbiamo raggiunto con la funicolare panoramica. La strada che porta al castello non è lunga, ma è piuttosto ripida e quindi sconsigliabile se nevica o se fa tanto freddo (potrebbe essere ghiacciata). Dopo un’ottima cioccolata calda al bar del castello, abbiamo visitato i diversi spazi con un’audioguida. Il castello ha una lunga storia, tutta da scoprire nel museo al suo interno assieme a quella dell’antica cittadella romana di Emona, l’odierna Lubiana.

Castello di Lubiana

La vista dal Castello di Lubiana

Una volta tornati in città, siamo andati alla ricerca di un luogo in cui cenare: la guida del free walking tour ci ha consigliato il Druga Violina, una particolare trattoria in centro storico dove lavorano anche persone con disabilità, ma purtroppo per noi era tutto prenotato. Abbiamo quindi cenato con piatti tipici in un locale sulla via principale, buono ma non propriamente economico. Altro piatto della cucina tipica da provare: gli štruklji, una sorta di ravioli ripieni di un formaggio simile alla ricotta, accompagnati da burro fuso e cannella. Decisamente particolari!

Un’altra zona da non perdere a Lubiana, oltre al bel centro storico, è Metelkova, il quartiere degli artisti. Poco distante dalla stazione dei treni, è un centro culturale anticonformista, fondato da artisti ed intellettuali sloveni nei locali dismessi di un distretto militare, come segno di protesta contro la demolizione di questo luogo, che rappresenta una testimonianza della guerra di indipendenza contro l’ex federazione jugoslava. Oggi è un posto ricco di opere realizzate con materiali riassemblati ed oggetti di uso quotidiano, e vi si tengono allestimenti, mostre e concerti di musica alternativa da tutto il mondo.

Terzo giorno: il lago di Bled e la sua isoletta

Il lago di Bled è una piccola perla naturale immersa nel verde della Slovenia. La sua isola, al centro del lago, è l’unica isola di tutta la Slovenia, ed è un’attrazione turistica semplice ma particolare. Il giro del lago è di appena 6 chilometri, ma va fatto con il bel tempo. Si può lasciare l’auto nel parcheggio vicino al campeggio Zaka (5 € per tutto il giorno), percorrere il lungolago fino al punto d’imbarco e prendere una delle Pletna, le classiche imbarcazioni locali che portano sull’isola.
La sosta di 40 minuti prevista dal transfer in barca è piuttosto ristretta per godersi l’isola e le sue semplici attrazioni: qui infatti si può visitare la piccola chiesa, il campanile, il museo e sostare al bar per prendere un buon the caldo ed una ricca fetta di Potica, la golosa torta tipica a base di noci e frutta secca.
Una volta rientrati sulla terraferma, siamo andati a pranzo all’osteria Gostilna Batišt, un locale tipico che serve piatti gustosi, abbondanti e a prezzi economici.

Lago di Bled

Tre giorni in Slovenia sono perfetti per iniziare a scoprire tutto quello che questa terra speciale ha da offrire. Voi ci siete già stati? Cosa mi consigliate di visitare la prossima volta? Lasciatemi i vostri suggerimenti nei commenti 🙂

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Lubiana, la prima tappa del mio InterRail

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Sono già trascorsi così tanti giorni dalla mia partenza che solo a pensarci non mi sembra vero. Eppure, se ripenso al mio InterRail, mi emoziono ancora. Perché è stato un viaggio davvero speciale, che mi ha regalato tanto… e che proprio per questo motivo mi sento di consigliare a tutti come una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita. Certo, è necessario amare il viaggio lento, i treni, i nuovi incontri ed i viaggi on the road e non bisogna farsi prendere dal panico per gli imprevisti o per i ritardi nel programma quotidiano, ma per chi ama viaggiare in questo stile un InterRail è davvero imperdibile.
Ho strutturato i miei post in modo da darvi alcune informazioni utili se visitate questi luoghi viaggiando in InterRail, ma anche se usate altri mezzi o semplicemente se trascorrete qualche giorno in una di queste belle città, secondo l’esperienza che ho fatto io.

Lubiana (3)

La prima tappa del mio viaggio è stata Lubiana, dalla quale è ufficialmente partito il mio InterRail: infatti a Lubiana ci sono arrivata con un passaggio in auto da Padova in compagnia di una simpatica signora in viaggio verso Zagabria, con la quale mi sono data appuntamento fuori dalla stazione. Fino a Padova sono arrivata con due regionali (Rovereto-Verona-Padova), sui quali il mio biglietto InterRail non era valido perché ero ancora in Italia, e lo Stato di residenza non rientra nel Global Pass. Non sono riuscita nemmeno ad ottenere uno sconto, perché per gli addetti alla biglietteria io non stavo viaggiando verso il confine. Vabbè, e io allora supero il confine con BlaBlaCar!
Se volete sapere come funziona il biglietto InterRail, date un’occhiata a questo post.

Fin dal primo momento mi sono chiesta se Lubiana fosse davvero una capitale: al di là delle dimensioni abbastanza contenute, questa cittadina è molto pulita, ordinata e tranquilla. Anche la sua stazione rispecchia queste caratteristiche, ed è una delle stazioni che mi ha colpito di più lungo il mio InterRail perché la sala principale è decorata con specchi e giochi di luce da farla sembrare la versione ridotta del salone da ballo di un palazzo reale.

 

 

Lubiana in InterRail
La capitale della Slovenia è facilmente raggiungibile in treno, ma spesso partendo dalle principali città italiane si passa per Villach (Austria) e non per Trieste. Ad ogni modo, esistono treni notturni che permettono di essere a Lubiana in mattinata per godersi tutta la giornata.
Da Lubiana si può poi proseguire verso la Germania e l’Austria, oppure dirigersi verso Budapest, Belgrado ed i Balcani, o ancora virare verso la costa della Croazia. Io ho proseguito per Vienna, con due Euro Night (il cambio del treno era proprio a Villach) che mi hanno fatta svegliare nella capitale austriaca il mattino successivo. Non ho potuto però utilizzare la cuccetta, in quanto era impossibile riservare i posti dall’Italia ed in stazione a Lubiana le prenotazioni erano ormai chiuse, ma in ogni caso mi sarebbe costata troppo. Nel secondo Euro Night mi sono sistemata così lungo tre sedili, riposando tranquillamente fino a Vienna.
La stazione di Lubiana è a poche centinaia di metri dal centro, ed è fornita di deposito bagagli con armadietti dove poter lasciare i propri zaini.

La vista dal Castello di Lubiana

La vista dal Castello di Lubiana

Cosa non perdervi a Lubiana
Questa città offre molto, ma tutte le attrazioni sono concentrate nel centro storico, quindi Lubiana è facilmente visitabile a piedi e nel giro di una giornata. Ecco cosa vedere assolutamente secondo me:

  • il Castello, Ljubljanski Grad: collocato sulla collina che domina la città, vi si può salire con la funicolare oppure a piedi in circa 15 minuti. All’interno si trova un bel centro culturale con mostre, un ristorante ed un museo che racconta la storia di Lubiana e della sua antica fortezza. Da lassù si gode di una vista spettacolare su tutta la città ed i suoi dintorni;
  • la Cattedrale di San Nicola, una chiesa barocca dedicata al patrono dei pescatori;
  • i ponti di Lubiana: il Ponte dei Draghi, il Ponte dei Macellai con le sue buffe decorazioni, il Ponte dei Calzolai ed il curioso Ponte Triplo di Tromostovje, che collega la piazza Prešeren, dove si ritrovano i musicisti e gli artisti di strada, al centro storico;
  • la Chiesa francescana dell’Annunciazione, che si affaccia su piazza Prešeren con il suo squillante color aragosta;
  • Piazza Mestni, una volta il cuore della città antica, decorata con eleganti edifici barocchi tra cui Casa Haman, in cui ha sede la Galleria civica, i palazzi Lichtenberg, Rakovec e Obrez, la casa Souvan ed il Municipio con la torre dell’orologio. Davanti al Municipio sorge l’Obelisco della fontana dei Fiumi carniolani;
  • il palazzo della Banca di economia cooperativa (Zadružna gospodarska banka), con i suoi colori e motivi decorativi piuttosto vistosi che differenziano l’edificio dagli altri presenti lungo la via Miklošičeva Cesta;
  • il percorso lungo il fiume Ljubljanica, guardandosi attorno ed ammirando gli edifici barocchi accanto ai bastioni del castello. Ad ovest del fiume si trova la Lubiana più moderna, mentre ad est sorge il centro storico della città.
Lubiana di sera diventa... speciale!

Lubiana di sera diventa… speciale!

Il lungofiume è costellato di bar e gelaterie con i loro tavolini all'aperto... e simpatiche insegne!

Il lungofiume è costellato di bar e gelaterie con i loro tavolini all’aperto… e simpatiche insegne!

Prendetevi una pausa qui:
al Vodnikov Hram, in piazza Vodnikov. Io ho cenato assieme alla mia amica con un’ottima grigliata mista ed un gustoso antipasto locale a base di pasta sfoglia e formaggio, spendendo circa 20 € a testa. Abbiamo esagerato con le ordinazioni, non sapendo che le porzioni sarebbero state così abbondanti! Davvero consigliato, anche per il personale cordiale e per l’ambiente apparentemente spartano ma molto accogliente.

Fate un salto…
al mercato centrale locale, il Centralna Tržnica. Tra piazza Vodnikov e piazza Pogačarjev, anche sotto i portici, ogni giorno (eccetto la domenica) si può trovare frutta, verdura e fiori, specialità slovene e l’artigianato locale, per souvenir che parlano della vera Lubiana.

Non dimenticate di…
fare quattro passi o un pic-nic al Parco Tivoli, il più grande parco della città fuori dal centro storico con passeggiate, fontane, un giardino botanico e due castelli che ospitano una Galleria/Centro internazionale d’arte grafica ed il Museo di storia contemporanea della Slovenia.

Per tutte le altre informazioni sulla capitale della Slovenia si può visitare il sito ufficiale. Se invece avete domande, dubbi o curiosità sulla mia esperienza a Lubiana in InterRail, sarò felice di rispondervi! 🙂

Non perdetevi la tappa successiva del mio InterRail!

L’emozione di un viaggio in InterRail

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Quando ho comprato il mio biglietto per l’InterRail ero emozionata. Quando ho caricato sulle spalle lo zainone per prendere il primo treno del mio viaggio sui binari ero ancor più emozionata, tanto da sentire appena quei 13 chili sulle mie spalle (eh sì, sono pur sempre una donna e mi porto dietro taaante cose che potrebbero sempre essere utili! 😛 ). Viaggiando in InterRailMi sono emozionata anche quando il primo controllore che ha convalidato il mio biglietto tra Lubiana e Vienna mi ha scambiato uno sguardo d’intesa e poi ha sorriso, mentre con la timbratrice stampigliava la data accanto a quella segnata a penna da me. In una parola, il mio InterRail è stato emozionante. Ho lasciato a casa i miei tanti pensieri e le varie preoccupazioni, ed ho viaggiato col cuore leggero, aprendo ogni poro della mia pelle alla nuova avventura. Non è di certo un viaggio rilassante, un InterRail: controllo e ricontrollo degli orari dei treni e delle coincidenze, prenotazioni delle cuccette, gestione degli imprevisti e tanta pazienza con addetti poco educati… il tutto con uno zaino non proprio light abbarbicato sulla schiena. Però è un’esperienza unica, che rende un viaggio in treno così speciale proprio perché non può essere pianificato nel dettaglio.

Ho voluto stampare e portare con me qualche consiglio per le città che avrei incontrato lungo il tragitto, senza però organizzare ogni visita e scandire ogni minuto delle mie giornate: così ho potuto anche bighellonare per le città, partecipare ai Free Walking Tours, chiedere informazioni alla gente del posto. Ho assaporato a fondo ogni meta, ascoltandone avida la storia purtroppo così poco conosciuta, esplorandone viali e vicoli e guardando in faccia chi incrociavo lungo la strada. Ho cercato di sfruttare al massimo le mie giornate, camminando in lungo e in largo per le città e approfittando di tutte le occasioni che mi si presentavano, come una tappa fuori programma tra Vienna e Budapest, il noleggio delle bici a Belgrado, un tour in bicicletta a Sofia, una gita in battello ad Istanbul.

Le mie tappe, Lubiana, Vienna, Bratislava, Budapest, Belgrado, Sofia ed Istanbul, sono state un susseguirsi di culture, stili, storie, profumi, piatti tipici… e valute. Dopo la zona Euro (Slovenia, Austria e Slovacchia), infatti, ho dovuto convertire ad ogni meta gli Euro nella moneta locale. Ma con qualche accorgimento ed una calcolatrice sempre a portata di mano non ho mai avuto problemi. Nei prossimi post racconterò il mio viaggio tappa per tappa, con qualche consiglio pratico per visitare queste città sfruttando il tempo sempre tiranno ed alcune dritte per viaggiare low cost. In realtà, in quasi tutta l’Europa dell’Est il costo della vita è inferiore rispetto a quello italiano, per cui tante città sono state l’ideale per il mio portafoglio.

Questo InterRail è stata l’occasione anche per sperimentare l’avventura del Couchsurfing, che vi racconterò prossimamente: a Budapest sono stata infatti ospitata da una ragazza bielorussa che mi ha fatto scoprire le acque termali della città di Buda e di Pest, oltre ai piatti tipici della sua cucina bielorussa. Il mio InterRail è stato anche il motore di nuovi incontri: on the road ma anche off, sul treno e negli ostelli, in stazione e nei Free Walking Tour, con il Couchsurfing ed Airbnb.

Viaggiando in InterRail.

Al mio rientro alcune persone mi hanno posto una domanda curiosa, ossia se fossi pronta a rifare un InterRail: la risposta è stata sicura, decisa. Sorridendo, ho risposto di sì: perché questo primo InterRail è stata un’esperienza meravigliosa e speciale, che mi ha permesso di conoscere alcuni posti in cui difficilmente sarei andata di proposito e che mi ha aperto gli occhi verso un mondo nuovo. Viaggiando lentamente si riscoprono paesaggi e luoghi in parte dimenticati, che vale la pena scoprire e riscoprire e che spesso meritano davvero una visita. E chissà quanti altri posti attendono di essere scoperti, fuori da quella porta!