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Firenze… da vivere

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Lo ammetto, sono innamorata dell’Italia. Viverci non è facile, ma volete mettere la fortuna di vivere in uno dei Paesi più belli del mondo? Quante città da scoprire, mari, montagne (le Dolomiti!), laghi, valli e isole, oltre ad un immenso patrimonio culturale che a volte, ahimé, non sappiamo valorizzare completamente.

Proprio per la nostra Grande Bellezza, se mi chiedessero di trasferirmi, ci sarebbero tante città dove mi troverei a mio agio: Verona, Bologna, Firenze… ah, Firenze. Ci sono stata tante volte, per motivi di svago e per lavoro, ma ci torno ogni volta con piacere. Perché Firenze è semplicemente bella.

Firenze

Non so se sia il fatto che qui nacque e visse Dante (a mio dire un vero genio), o se sia quel clima di eterna bellezza che pervade mentre si cammina lungo l’Arno, in Piazza della Signoria, su Ponte Vecchio: a Firenze mi trasferirei domani.
Cosa da sottovalutare, poi, Firenze non è una città da bollino rosso per il portafoglio. Chiaro, viverci o studiare a Firenze non costa poco, ma ci sono tanti trucchi per risparmiare e godersi la vita in una delle città più famose d’Italia.

Partiamo dalle basi: l’alloggio. Nelle grandi città non è facile trovare casa, ma nemmeno nelle piccole: ve lo dice una che ad Erlangen, una cittadina della Germania, ha traslocato 3 volte in 5 mesi, abitando qua e là perché non si trovavano stanze o appartamenti disponibili. Per questo gli studenti italiani o Erasmus che vengono a studiare in una delle Università più prestigiose del Bel Paese e che sono in cerca di un alloggio a Firenze possono affidarsi a Uniplaces, un servizio che offre la possibilità di trovare e prenotare alloggi per un medio o lungo periodo in maniera rapida e semplice. Se l’avessero inventato prima, lo avrei certamente utilizzato! Sulla piattaforma sono presenti tantissime città in Italia ed in Europa, e le proposte offrono soluzioni per tutte le tasche. A Firenze si possono trovare oltre 160 appartamenti disponibili, da piccoli studi e monolocali fino ad appartamenti decisamente più grandi, in diverse zone della città.

Firenze Piazza della SignoriaAnche mangiare a Firenze senza spendere un capitale non è un grande dilemma: ci sono tantissimi posticini dove trovare piatti della tradizione fiorentina a prezzi più che ragionevoli. Io sono innamorata del Mosto Dolce, un locale con ottima cucina e deliziose birre artigianali, ma anche al Mercato Centrale si può trovare di tutto a prezzi abbordabili, per non parlare della mitica Focacceria Bondi poco distante.

Non da ultimo, l’offerta culturale di Firenze è veramente ampia: basta visitare il centro della città per accorgersene. Si resta a bocca aperta davanti alla maestosità della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, del Duomo, del Campanile di Giotto e del Battistero: opere di ingegno che valgono almeno una visita. Per risparmiare conviene acquistare il biglietto complessivo, che permette di evitare anche le code ad ogni cassa e comprende anche la Chiesa della Santissima Annunziata.

Oltre a queste meraviglie, vivere in una città come Firenze permette di ammirare ogni giorno opere come Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi, la Chiesa di Santa Croce, attraversare il celeberrimo Ponte Vecchio con il corridoio vasariano, ovvero il passaggio segreto dei Medici quand’erano signori di Firenze. E ancora si può chiacchierare davanti a Palazzo Pitti, nel Giardino di Boboli, davanti alla chiesa di Santo Spirito, appena al di là di Ponte Vecchio. Nel tempo libero, vale la pena vedere i principali musei, che sono a pagamento ma meritano una visita: la Galleria dell’Accademia e gli Uffizi, oltre alle mostre di Palazzo Pitti ed alla famosa Casa di Dante.

Per godersi una vista gratuita sulla città, basterà salire ai piani superiori della particolare Chiesa di Orsanmichele, mezza chiesa e mezzo granaio, definita il monumento più fiorentino di Firenze.
Anche la stazione di Santa Maria Novella, punto di arrivo di quasi tutti gli studenti in città, è già di suo un’attrazione da vedere, con la sua architettura razionalista italiana. Naturalmente una visita alla vicina Chiesa di Santa Maria Novella è d’obbligo.

Potrei andare avanti per ore, perché le cose da vedere a Firenze sono tantissime! Anche per questo motivo mi ci trasferirei, per riempirmi quotidianamente gli occhi di bellezza. Per questo vivere e studiare a Firenze è un’ottima idea: si può visitare con più calma tutto ciò che la città offre, oltre che vivere e respirare l’atmosfera fiorentina.

Anche i dintorni di Firenze sono tutti da scoprire: borghi come Vinci, Certaldo, Montecatini Terme, sono tutte chicche da gita giornaliera, che io ho piacevolmente scoperto qualche anno fa.

E voi, in che città speciale avete studiato? E dove vi trasferireste domani, se ve lo chiedessero? Raccontatemelo nei commenti! 🙂

Post in collaborazione con Uniplaces

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In Lambretta attraverso la Val d’Orcia

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In Lambretta attraverso la Val d’Orcia

Amo la Toscana, in particolare la Val d’Orcia, e ci torno ogni volta che posso. Quest’estate ho viaggiato tra le colline senesi su un mezzo speciale: una Lambretta originale.

Il punto di partenza è Vintage Tours a Montepulciano, dove si possono noleggiare mezzi d’epoca come Vespe, Lambrette e Cinquecento. Ogni pezzo è uno spettacolo a sé, ma guidarlo attraverso le colline toscane è ancora meglio! Ci mettiamo un attimo a decidere il giro da fare: siamo ispirati dal giro del Lago Trasimeno e di Cortona, ma il richiamo della Val d’Orcia si fa più forte. Non sono mai sazia di quei panorami.

Lambretta in Val d'Orcia

Così partiamo per un itinerario dal sapore amarcord attraverso la Val di Chiana e la Val d’Orcia, a bordo di una mitica Lambretta 125 cc. La nostra prima meta è Montefollonico, minuscolo borgo medievale che ha mantenuto intatto nei secoli il suo grande patrimonio di tradizioni, colori e sapori. Da non perdere la Pieve di San Leonardo e le tre porte di accesso al borgo, rimaste intatte assieme ai sette torrioni. Dopo un rapido giro ed uno scambio di battute con una simpatica vecchietta del paese, ripartiamo rombando.

Seconda tappa: Torrita di Siena. In questo borgo dal fascino medievale nacque Ghino di Tacco, il “Robin Hood della Val d’Orcia” e Signore di Radicofani celebrato da Dante nella Divina Commedia e da Boccaccio nel Decameron. In Piazza Matteotti, fulcro della vita civile e religiosa del paese, si affacciano i tre edifici principali, che rappresentano la potestà militare con la Torre, quella civile con il duecentesco Palazzo Comunale e quella religiosa con la chiesa romanica di Santa Flora e Lucilla. In piazza si trova anche un’antica cisterna ed il Teatro Comunale degli Oscuri.

Montisi L’itinerario prosegue per Trequanda, con il Castello Cacciaconti e la sua torre cilindrica e la romanica chiesa dei Santi Pietro e Andrea. Un rapido giro in centro e ripartiamo per andare a caccia di un locale tipico, che la fame si fa sentire.

Pranziamo a Montisi, in un piccolo locale del centro chiamato Ritorno di Fiamma. I pici alle briciole e pancetta sono qualcosa di speciale! Il borgo è parte del comune di Montalcino, e custodisce alcune attrazioni come la pieve della Santissima Annunziata, la Torre dell’orologio, il Cassero, un tempo la residenza dei Signori di Montisi e la Grancia, una grande fattoria fortificata con il piccolo teatro. Ogni anno ad agosto nel borgo si celebra la Giostra di Simone, rievocazione di una giostra medievale in cui si scontrano le quattro contrade del paese (Castello, Piazza, San Martino e Torre), che ricorda l’assedio e la distruzione di Montisi alla fine del XIII secolo da parte del conte Simone di Rainuccio Cacciaconti.

Arrampicarsi con la Lambretta in ognuno di questi borghi rende tutto più pratico e divertente: su due ruote si arriva quasi dappertutto; trovare posteggio è facile e veloce, così come smontare per visitare i centri storici. Finito il giro, si riparte rapidamente e via, a sfrecciare sui nastri di strada e sui sentieri sterrati delle colline senesi, uno dei paesaggi più belli del mondo e patrimonio dell’UNESCO.

Nel pomeriggio ci imbattiamo in Castelmuzio, un delizioso borgo medioevale di origini etrusco-romane. Lasciamo la Lambretta poco fuori le mura del borgo e facciamo un rapido giro in centro storico, per scoprire Piazza San Bernardino da Siena, la Chiesa di Santa Maria Assunta e Palazzo Fratini, un tempo sede del giudice ed oggi ostello e ristorante.

Castelmuzio

Naturalmente non può mancare una tappa a Pienza, che fino al 1462 rimane un piccolo e semplice borgo chiamato Corsignano. Fu papa Pio II, a cui la città dette i natali, a mutarne il nome, ristrutturando radicalmente il borgo sullo stampo della città ideale del Rinascimento e rendendo così Pienza uno splendido centro urbano.
Sulla piazza principale si affacciano la Cattedrale, il Palazzo Comunale ed altri magnifici palazzi, mentre dietro il Duomo le mura corrono tutt’intorno al borgo, offrendo un panorama unico sulla Val d’Orcia. Accaldati dal sole d’agosto, ci rinfreschiamo con un frappè ed un gelato ai fichi e rosmarino al Buon Gusto, piccola gelateria dai gusti tutti particolari.

Le colline senesi conquistano noi e la Lambretta, che sembra divertirsi a cavalcarle. Così ci ritroviamo a Monticchiello, unica frazione del comune di Pienza. Anche qui è ben visibile lo stampo medievale del borgo, in cui ammiriamo l’antico castello, la Torre del Cassero, la pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo e quella di Santa Maria dello Spino.
Questo borgo è particolarmente conosciuto per il Teatro Povero di Monticchiello, un progetto sociale e culturale nato negli anni ’60 in cui tutti gli abitanti sono autori ed attori degli spettacoli. Ogni estate i montichiellesi vanno “in piazza”, ossia in scena, per raccontare e raccontarsi, e non è raro che gli attori recitino se stessi. In questo modo gli abitanti del borgo recuperano e mantengono la propria identità culturale e sociale, in un teatro partecipato che resiste ai rapidi cambiamenti esterni.
PienzaOggi la Cooperativa del Teatro Povero di Monticchiello gestisce gran parte dei servizi all’interno del borgo come il museo Tepotratos, la Taverna di Bronzone ed un emporio-ufficio turistico all’interno di un ex-granaio della metà del Settecento, in cui entriamo per scoprirne di più su questo affascinante progetto.

Sulla via del ritorno facciamo sosta anche a Chianciano Terme, famosa per la sua stazione di cura termale da oltre duemila anni: le proprietà curative delle sue acque erano infatti note anche ad etruschi e romani. La parte antica della città è il nucleo originario di Chianciano, e le sue mura custodiscono il classico impianto urbano medievale con il Castello Manenti, la Torre dell’Orologio, il Palazzo del Podestà e la Collegiata.

Chiudiamo il cerchio con un giro a Montepulciano, “la perla del ‘500”. La Lambretta s’inerpica sul colle, ma non varca il centro storico. Proseguiamo a piedi, mentre i nostri occhi divorano la bellezza di quest’ennesimo borgo medievale. Salendo da via del Teatro si giunge all’improvviso in Piazza Grande. Restiamo a bocca aperta e ruotiamo su noi stessi, ammirando il Palazzo Comunale, il Palazzo Contucci, il Palazzo del Capitano ed il Palazzo dei Nobili.
Abbiamo diversi suggerimenti per cena, ma i ristoranti e le trattorie sono zeppi di turisti provenienti da ogni dove. Stiamo per tornare sui nostri passi quando, proprio ad un angolo di Piazza Grande, un piccolo locale attira la nostra attenzione col suo nome curioso, Compagni di Merende. Ci sediamo ad uno dei due tavolini esterni della Spuntineria, ascoltando le prove di qualche spettacolo estivo, e gustiamo ottime bruschette giganti ai pomodorini, tartufo ed un curioso quanto goloso abbinamento di cacio e marmellata di fragole.

Nonostante la calura di agosto, girovagare in Lambretta nei colli senesi e tra i borghi della Val d’Orcia e della Val di Chiana dà un senso di libertà unico. Pare quasi di disturbare, varcando le mura centenarie dei piccoli borghi medievali con il motore che schiamazza rombando: gli anziani seduti sull’uscio delle loro case ti seguono con lo sguardo, mentre i bimbi corrono a bordo strada con i loro palloni… finché non incontri i ragazzi, anche loro a bordo di Vespe anni ’60 che ti sorridono e ti fanno l’occhiolino. Allora capisci che qui va così, il turismo corre veloce così come fa il mondo, ma la vita nei borghi no, quella va più piano, in un inspiegabile gioco del tempo che ci regala l’illusione di piccoli centri medievali rimasti fermi nella storia.
Muoversi lentamente, in queste terre, è quasi d’obbligo. Il tachimetro della Lambretta pare impazzire, mentre si scorrazza tra i colli, come a volerci ricordare che forse stiamo correndo troppo e ci stiamo perdendo la meraviglia dei dintorni. Rallentiamo, respiriamo a fondo e ripartiamo piano, guardando in tutte le direzioni per goderci fino in fondo la Toscana.

Viaggiando in Lambretta in Toscana

Info: Vintage Tours noleggia mezzi d’epoca come Lambrette, Vespe e macchine di una volta per una o più giornate, sia a singoli che a gruppi, con chilometri illimitati. Nel prezzo sono inclusi la mappa del territorio e le bandane monouso per il sotto casco, oltre ad accessori in comodato d’uso come i caschi, giubbotti anti-pioggia, zaino, guanti, lucchetto e Walkie Talkie per i gruppi, per un’esperienza completamente vintage. Lo staff è molto disponibile e competente e la sede è a Montepulciano, splendida cittadina medievale da cui si possono raggiungere comodamente diverse città e borghi toscani.
Se volete provare l’ebbrezza di guidare una Vespa o una Lambretta tra i colli toscani, utilizzate il mio codice sconto 😉 Scaricate l’immagine e mostratela a Dario o Michele di Vintage Tours al momento del noleggio.

Piccola postilla: nei dintorni ci sono molti altri borghi che meritano una visita, o meglio un viaggio in Lambretta, tra cui Radicofani e la sua rocca (che vi racconterò meglio in un altro post) e Bagno Vignoni, con la sua particolare piazza d’acqua. Se passate da Bagno Vignoni non fatevi mancare una pausa golosa alla Spuntineria La Bottega di Cacio, dove assaggiare i formaggi ed i salumi del posto accompagnati da un bicchiere di buon vino.

Bagno Vignoni

Scoprire ecologicamente San Gimignano e la Toscana

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Se penso alla Toscana riesco già a vedere le distese infinite di campi di girasoli, terra brulla e vigneti che si alternano all’infinito. La Val d’Elsa e la Val d’Orcia, in particolare, hanno paesaggi da cartolina, colori unici, ambienti speciali… che andrebbero mantenuti così, in tutta la loro meraviglia, anche in futuro.
Naturalmente il turismo è arrivato anche in questi territori e, anche se indubbiamente le zone ne hanno beneficiato dal punto di vista economico, lo stesso non si può dire dell’ambiente, che subisce l’inevitabile impatto e l’inquinamento degli spostamenti turistici. Io però sono riuscita ad esplorare San Gimignano e Volterra in maniera ecologica, e potreste farlo anche voi: vi spiego come! 🙂

San Gimignano e le sue torri

San Gimignano e le sue torri

San Gimignano è un meraviglioso borgo medievale dove vivono poco più di 7.000 abitanti, ma che in estate si anima particolarmente richiamando grazie alla sua bellezza oltre 20.000 visitatori al giorno. Per ridurre l’inevitabile impatto turistico sul territorio, Peugeot ha dotato il Comune di San Gimignano di alcune e-bike e di auto elettriche iOn, che possono essere utilizzate per esplorare la cittadina ed i suoi dintorni.

Una volta arrivati a San Gimignano, basterà dirigersi da Galerie Peugeot e parcheggiare l’auto: da qui ripartirete alla scoperta del territorio con mezzi ecosostenibili.

Galerie PeugeotGalerie Peugeot è l’unico museo al di fuori della Francia dedicato alla storia di questa casa automobilistica, con una rara collezione di bellissime auto storiche. È proprio qui che ho scoperto che la prima auto elettrica marchiata Peugeot risale addirittura al 1941: nata da una necessità (il carburante all’epoca era frazionato), venne usata principalmente dai medici durante la seconda guerra mondiale.
A partire da quest’estate Galerie Peugeot ha deciso di ampliare i servizi a disposizione dei turisti e dei viaggiatori, che possono noleggiare veicoli ad impatto ambientale zero per visitare San Gimignano ed i magnifici borghi vicini in modo rispettoso e completamente ecologico: 2 auto iOn 100% elettriche per viaggi brevi o a medio raggio ed una serie di biciclette a pedalata assistita per muoversi tra le vie del borgo.

E-bike PeugeotCosì con una e-bike si riesce a salire e scendere senza fatica per tutto il borgo di San Gimignano e nelle colline circostanti, un territorio ricco di saliscendi che con una normale bicicletta o con una mountain bike potrebbero risultare impegnativi, specialmente per chi non è allenato. Con la e-bike invece ci si muove senza fatica, cambiando la marcia del motore elettrico e pedalando appena a seconda della durezza della salita.

A bordo di una macchina elettrica invece si può scorrazzare per le colline toscane, senza preoccuparsi di danneggiare questi borghi incastonati nel tempo e nella storia. Con la Peugeot iOn infatti si scivola silenziosamente tra borghi e colline, quasi in sintonia con la natura toscana, perché quest’auto non produce né rumore né emissioni. All’inizio non vi accorgerete nemmeno di averla accesa! 🙂 In più è facile e comoda da guidare, ed è compatta ma pratica per 4 persone che vogliono spostarsi assieme (e ridurre così ulteriormente l’impatto ambientale). La batteria ha un’autonomia di circa 150 chilometri, e si ricarica mentre si decelera o si frena. Quando è scarica, è sufficiente collegarla alle colonnine elettriche distribuite sul territorio per fare il pieno e ripartire! Per trovare le colonnine, c’è la app gratuita Next Charge, con cui individuare la più vicina carica disponibile.
La scelta di un’auto elettrica è l’ideale per chi si sposta poco ma costantemente, come i pendolari, ma anche per i viaggiatori che vogliono muoversi liberamente tra i borghi toscani senza impattare su questi paesaggi mozzafiato con l’inquinamento acustico o dello smog.

Peugeot iOn in Toscana

Proprio a bordo della iOn siamo arrivate a Volterra, dopo poco più di mezz’ora che si trascorre guardando con stupore il paesaggio fuori dal finestrino. Volterra è un altro magnifico borgo con un centro storico di origine etrusca, come testimoniano l’Acropoli, la Porta all’Arco, la Porta Diana e una gran parte della cinta muraria. A questi si alternano gli edifici medievali come la Cattedrale, la Fortezza Medicea ed il Palazzo dei Priori, nel cuore di Volterra. Nel borgo ci si muove a piedi, lasciando l’auto in uno dei parcheggi che circondano le mura.

Volterra, Toscana

Volterra al tramonto

Un’altra mezz’ora di divertimento con la iOn e siamo di ritorno a San Gimignano: anche qui nel centro storico si entra a piedi o in bicicletta, mentre l’auto resta in uno dei parcheggi esterni alla cinta muraria.

San GimignanoNon stupisce che San Gimignano faccia parte dei siti Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO: il borgo è rimasto intatto nel suo aspetto due-trecentesco e custodisce edifici storici di rara bellezza. Famosa per le sue torri medievali, che svettano nel panorama toscano rendendola visibile anche a chilometri di distanza, la città custodisce diversi gioielli architettonici e scorci unici.

Nel periodo d’oro comunale le torri e case-torri presenti a San Gimignano erano addirittura 72, mentre oggi ne restano 16. La torre più alta è quella del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri, mentre la più antica è la torre Rognosa (51 metri).
Per comprendere meglio la cultura del luogo ed il carattere “bellicoso” degli abitanti, si può risalire al regolamento del 1255 che vietò ai privati di erigere torri più alte della torre Rognosa, all’epoca la più alta: le due famiglie più importanti della città non persero l’occasione per dimostrare la propria potenza e fecero costruire due torri poco più basse ma quasi della stessa grandezza.

Un’altra torre degna di nota è la torre Campatelli, recentemente riaperta grazie al FAI, mentre altri edifici da non perdere sono la Chiesa Collegiata (o Duomo) con le pareti interamente affrescate e con la Loggia del Battistero, la Chiesa di Sant’Agostino ed i suoi numerosi affreschi, la Piazza della Cisterna, il Palazzo vecchio del Podestà, la Spezieria di Santa Fina, le Fonti medioevali e le Mura di San Gimignano con le sue porte d’accesso, le rocche ed i bastioni.

Hotel Villasanpaolo

La vista su San Gimignano dalla sala dell’Hotel Villasanpaolo, dove ho soggiornato

Queste terre così ospitali possono essere visitate in molti modi, ma la maniera migliore è con rispetto. Per questo l’ideale è parcheggiare la propria auto ed utilizzare i mezzi ecosostenibili messi a disposizione da Peugeot, un modo per muoversi in queste terre senza impattare sull’ambiente.

VolterraQualche info in più:

  • il noleggio di un’auto elettrica alle Galerie Peugeot ammonta a 40 € al giorno, ma il prezzo giornaliero scende se si noleggia la vettura per più giorni;
  • con 10 € in più si ha l’opzione “full included” con possibilità di avere una macchina carica e pulita ogni giorno;
  • per trovare la colonnina elettrica più vicina c’è la app Next Charge che informa sulle colonnine disponibili, quelle occupate e quelle in manutenzione: è completamente gratuita e si può scaricare per Android, Apple e Windows;
  • le e-bike di Peugeot appartengono al modello eC03.100 con assistenza elettrica alla pedalata, cambio Shimano Nexus a 7 rapporti e sistema Walk Assist e USB per collegare i dispositivi portatili del ciclista;
  • per assaggiare i golosi piatti della tradizione toscana a San Gimignano, due posti speciali sono La Mandragola ed il Ristorante Trattoria Chiribiri: proprio in quest’ultimo ho mangiato questi deliziosi pici con ragù di verdure e speck che sembrano un quadro, con dentro tutti i colori della Toscana.

Pici toscani

Firenze in 72 ore

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Arno e Ponte Vecchio FirenzeErano trascorsi ben 8 anni dalla mia ultima visita a Firenze, nel 2006: per questo tornarci mi ha emozionata. Firenze è una città così ricca, così bella e coinvolgente che quando sono ripartita ho espresso il desiderio di ritornarci presto. Mi sono fermata solo qualche giorno subito dopo il mio weekend nei borghi toscani, per partecipare alla BTO, la Borsa del Turismo Online, ma sono comunque riuscita a girare per la città. E, siccome la mia prima volta a Firenze avevo visto tante cose, ho realizzato un piccolo percorso da fare in 72 ore in questa città splendida, con consigli e suggerimenti su cosa vedere, dove fermarsi e cosa assaggiare assolutamente.

Si può partire da Santa Maria Novella: la stazione omonima, costruita tra il 1933 ed il 1935, è di per sé un’attrazione, essendo una delle opere dell’architettura razionalista italiana. I nomi delle sale all’interno della stazione sono esattamente quelli di tanti anni fa. La Chiesa di Santa Maria Novella, simbolo della città, fu eretta dai frati Domenicani in posizione simmetrica alla Chiesa francescana di Santa Croce, e fu completata solo nel 1400. Santa Maria Novella è affrescata dai grandi maestri fiorentini e si affaccia su una piazza che conserva ancora due obelischi del 1600.

Duomo FirenzeProseguendo verso il centro storico di Firenze, si giunge nel cuore della città: la piazza in cui si ergono la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo, il Campanile di Giotto ed il Battistero. Sono opere di una magnificenza eccezionale, e ad ammirarle dall’esterno si rimane semplicemente a bocca aperta. Se si vuole visitarle tutte, il biglietto complessivo costa 10 € e comprende anche la Chiesa della Santissima Annunziata, a pochi passi dal Duomo alla fine di via dei Servi. Un consiglio: controllate bene gli orari di apertura e le eventuali celebrazioni; alcuni siti infatti potrebbero chiudere anticipatamente, lasciandovi a bocca asciutta. Dedicate una mezza giornata alla visita di queste opere uniche.

Nerbone Mercato Centrale Firenze

Ora di pranzo (o di merenda, fate voi!): accanto al Duomo, al n. 22 di via dei Martelli si trova Eataly, che offre ad un prezzo democratico i buoni piatti della tradizione toscana, dal panino col Lampredotto alle zuppe, pane, carne, formaggi, olio e vini di ottima qualità. Se preferite camminare un po’ di più, arrivate fino al Mercato Centrale di san Lorenzo: su due piani si innalza il tempio della cucina popolare e dello street food, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 00.01. Al piano terra vi accoglie uno stile sobrio, ancora autentico, assieme a fiori, formaggi, carne e spezie: entrando dalla piazza antistante, all’estremo lato sinistro si trova Nerbone, il re dell’intingolo fiorentino, dove potete trovare panini col Lampredotto e una condita pappa al pomodoro. Al piano superiore, invece, è un’esplosione di colori, grembiuli e cappelli di paglia a farla da padrone: sembra di entrare in un enorme bottega. Vi trovate anche qui Eataly, insieme a tanti altri piccoli e medi produttori di cibo genuino e piuttosto calorico. Andate al punto informazioni: vi troverete utili suggerimenti e forse anche qualche buono sconto per le mostre presenti in città.

Mercato Centrale Firenze

Il piano superiore del Mercato Centrale di Firenze

Poco distante dal Mercato Centrale c’è un altro localino, che si fa notare poco per il suo aspetto sobrio, eppure i fiorentini sanno che esiste: è la Focacceria Bondi, probabilmente uno tra i locali più antichi del centro di Firenze. Qui si può riempire il proprio triangolo di morbida focaccia con una delle salse e degli intingoli preparati freschi e super golosi, oltre che particolari: seppie in zimino, lardo di colonnata, pecorino di fossa, cavolo nero o caprino, pomodorini e menta. La focaccia viene farcita proprio sotto ai vostri occhi, e alla fine del pasto non riuscirete a resistere nemmeno alla golosa torta di mele della casa, servita tiepida. Una goduria!

Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio FirenzeDedicate un’altra mezza giornata alla visita di Piazza della Signoria, della Galleria dell’Accademia e degli Uffizi: la quantità di meraviglie è tale che in un tempo minore potreste subire la sindrome di Stendhal. Per risparmiarsi la coda conviene prenotare telefonicamente il biglietto degli Uffizi: non acquistatelo prima in internet, non è necessario e risparmierete qualche bell’euro. Controllate bene il sito degli Uffizi prima della vostra visita: se vi sono mostre temporanee in corso dovrete pagare un biglietto maggiorato di qualche euro, e purtroppo non c’è modo di scamparla.
Nei pressi del complesso di Piazza della Signoria con Palazzo Vecchio e la Loggia dei Lanzi scorre il fiume Arno, e poco più in là si allunga per attraversare il fiume il celeberrimo Ponte Vecchio con il corridoio vasariano, il passaggio segreto dei Medici quand’erano signori di Firenze. Attraversandolo si giunge in un’altra zona della città, altrettanto bella, con Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli e la chiesa di Santo Spirito.

In un’altra giornata dedicatevi alla scoperta di Palazzo Pitti con le sue mostre ed al Giardino di Boboli. Altrettanto tempo va dedicato alle altre mostre che si trovano in città, in particolare la mostra su Picasso e la modernità spagnola, esposta a Palazzo Strozzi fino al 25 gennaio 2015.
Non dimenticate poi di far visita alla Casa di Dante, dove il poeta nacque e trascorse una parte della sua vita; nella vicinissima chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi il sommo poeta avrebbe incontrato per la prima volta la sua amata Beatrice Portinari.
Riservate una visita anche alla Chiesa di Santa Croce, eccezionale esempio di gotico in Italia, chiamata il Pantheon degli artisti perché contiene le tombe dei grandi dei secoli passati: Galileo, Michelangelo, Machiavelli e molti altri artisti leggendari.
Se passate accanto alla Chiesa di Orsanmichele, fermatevi a visitarla! È definita il monumento più fiorentino di Firenze, mezza chiesa e mezzo granaio, che nel suo passato è servita nella stessa maniera alla vita religiosa e alla vita civile. Salite anche ai piani superiori: scoprirete una raccolta di statue eccezionale, con una vista sugli orizzonti di Firenze che vi toglierà il fiato.

Se nel frattempo vi fosse tornato un certo languorino, al Mosto Dolce in via Nazionale si può trovare ogni ben di Dio, dai fritti ai panini, dalle pizze ai piatti della cucina tradizionale. Cucina ottima e birre deliziose: sono tutte artigianali, ed io mi sono innamorata della Martellina, una birra dal gusto eccezionale.

Arno e Ponte Vecchio FirenzeInfine, un consiglio su dove pernottare: se siete giovani (oppure anche se non lo siete più ma il vostro spirito lo è!) e volete spendere poco senza rinunciare alla qualità, vi suggerisco Plus Florence. È un ostello moderno: prima della ristrutturazione infatti era un dormitorio studentesco, ed ora su 5 piani si trovano camere singole o camerate nuove, ognuna con bagno privato. Sì, avete capito bene, niente corse in corridoio con imbarazzanti asciugamani addosso! Le camerate sono da 4, da 6 o da 8 persone, e sono equipaggiate con comodi letti ed un grande armadio per ognuno. Vi consiglio di portare con voi un lucchetto per chiudere il vostro armadio personale, se non volete ritrovarvi ad acquistarlo in ostello. Ma non vi ho ancora detto il bello: l’ostello offre a tutti i suoi clienti l’uso della sua piscina coperta, sauna e bagno turco! Ricordatevi quindi di portarvi anche il costume 😉 L’ostello è equipaggiato con una sala computer, la lavanderia, una grande terrazza panoramica al 5° piano ed un ristorante con un’ampia sala anche per la colazione, in cui c’è la possibilità di scegliere anche la formula “all you can eat” per 6 € (la colazione non è generalmente inclusa nel prezzo del pernottamento). Io ho prenotato online ma non direttamente sul loro canale, e così ho risparmiato qualche altro € sul totale. Mi sono trovata davvero molto bene e se tornerò a breve a Firenze sceglierò nuovamente di pernottare qui.

Alla fine, tre giorni a Firenze non saranno mai sufficienti, perché la città ha troppe meraviglie da offrire. Però questa è una buona scusa per tornarci, no? Voi avete qualche altro posto da suggerirmi per la mia prossima volta a Firenze? Lasciatelo nei commenti, sarò felice di testarlo alla prossima occasione!

Il bello del baratto tutto l’anno

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LocandaViadellaRallaEbbene sì, sono riuscita a partecipare alla Settimana del Baratto! Ma ovviamente con i miei mille impegni la settimana ufficiale (17-23 novembre) per me era già al completo. Così con un’amica mi sono organizzata per spulciare tra i B&B del sito Barattobb.it che accettano la formula del baratto tutto l’anno, cioè i proprietari delle strutture che sono disposti a scambiare qualche notte nel loro Bed&Breakfast in cambio di beni o servizi.

Io e la mia amica abbiamo tradotto il sito della struttura prescelta, la Locanda di Via della Ralla, in tedesco (se siete di madrelingua tedesca non andate subito a controllare, vi prego! 😛 ) in cambio di due notti in questo bel casale adibito a B&B. Il proprietario, Davide, si è dimostrato fin da subito molto gentile, disponibile e socievole, e la mattina ci ha preparato personalmente la colazione con tè caldo, cappuccino e una deliziosa torta fatta in casa. La sua struttura, ubicata a Chiesina Uzzanese (in provincia di Pistoia), è vicinissima a tanti borghi toscani che non avevamo ancora visitato, così la Locanda di Via della Ralla è stata per un weekend la base di partenza delle nostre scorrazzate.

MontecatiniIl primo borgo visitato è stato Montecatini Terme, che si divide nel paese basso e nella parte alta, chiamata Montecatini Alto, che si può raggiungere con la storica funicolare. In origine il borgo era un castello romanico posto a 299 metri di altitudine; le terme sorgono infatti solo a partire dal 1530 grazie ad una bonifica della palude sottostante il castello. Da non perdere Piazza Giusti, un grande piazzale lastricato in pietra e dominato dalla Torre di Ugolino. Si affaccia su piazza Giusti anche il Palazzo di Giustizia, che risale al periodo medioevale e possiede una caratteristica facciata decorata da numerosi stemmi nobiliari. Qui ha sede anche l’antica cancelleria Comunale, che oggi ospita il Teatro dei Risorti. Salendo dalla piazza verso la cima si raggiunge la Chiesa Prepositurale di San Pietro, di origine romanica, che sorge accanto alla Torre, l’antica Rocca chiamata un tempo “Rocca del Castello Vecchio” o “Tramontana” per distinguerla dalla “Rocca del Carmine” o di “Castelnuovo” costruita sull’altura opposta. In quest’ultima è oggi rimasta solo la Torre dell’Orologio, con un orologio della fine del settecento e tuttora funzionante.

Vinci (2)Anche Vinci per il suo nome ci incuriosiva, così ci siamo avventurate nel borgo che ha dato i natali al grande Leonardo. A ricordarne la genialità nella Piazza dei Guidi, che è anche una terrazza sulle colline toscane, si erge una scultura in legno e ferro che rappresenta l’uomo vitruviano. Il castello di Vinci, costruito nell’alto Medioevo, dal 1953 ospita il Museo Leonardiano, dove si possono ammirare molti modelli di macchine ispirate ai disegni di Leonardo. Subito sotto al castello, il Museo ideale Leonardo da Vinci è dedicato al genio universale dell’artista, alla sua terra ed a tutte le opere legate a Leonardo o comunque ispirate al grande Maestro del Rinascimento.
Accanto al castello sorge la Chiesa di Santa Croce, seconda per importanza al santuario della Santissima Annunziata, eretto nel 1611 sopra un tabernacolo più antico e ristrutturato nel 1719.

Ad Anchiano, a pochi chilometri dal borgo di Vinci, si trova la (presunta) casa natale di Leonardo, ora un museo che si può esplorare per qualche euro con l’aiuto di una tecnologia avanzata e coinvolgente.

 

L'Uomo di Vinci di Mario Ceroli, ispirata alla celebre riproduzione di Leonardo dell’Uomo vitruviano

L’Uomo di Vinci di Mario Ceroli, ispirata alla celebre riproduzione di Leonardo dell’Uomo vitruviano

L'Uomo di Vinci di Mario Ceroli nella piazza dei Guidi

L’Uomo di Vinci di Mario Ceroli nella piazza dei Guidi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CertaldoUltimo borgo che abbiamo visitato nel nostro breve ma intenso fine settimana è Certaldo, paese arroccato su una collina e circondato da mura. Patria di Giovanni Boccaccio, il borgo medievale ospita numerosi edifici storico-artistici come Palazzo Pretorio, simbolo di Certaldo nato nel XII secolo come castello dei conti Alberti. Nei piani inferiori del palazzo si trovano anche le vecchie prigioni, mentre il cortile interno è stato trasformato in un giardino con una casa da tè giapponese. Sulla piazza principale si trova anche Palazzo Stiozzi Ridolfi, formato dal palazzo del XIV secolo, da due torri e da un grande cortile interno con loggiato, dove una volta probabilmente si teneva il mercato.

Sulla via principale del borgo, via Boccaccio, si trova la casa natale dello scrittore, oggi sede di una grande biblioteca e del centro studi sull’autore. Da vedere anche il trecentesco Palazzo Giannozzi e la Chiesa romanica dei Santi Jacopo e Filippo, che ospita un chiostro ed il museo di Arte Sacra, oltre alle spoglie del Boccaccio. Da non dimenticare, infine, le mura di Certaldo e le porte della città medievale, tra cui Porta al Sole e Porta Alberti.

Amo i borghi della Toscana, ed ogni volta che torno in questa regione ne scopro di nuovi. Anche questo weekend mi ha rivelato paesi e borghi a me ancora sconosciuti, ma così belli e caratteristici che vale davvero la pena parlarne.