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Istanbul, emozioni sparse dalla tappa finale del mio InterRail

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Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul… già i nomi di questa città fanno sognare di un antico passato, di un presente multiculturale e vivace e di un futuro incredibilmente caotico ma intrigante. Istanbul è una sorta di porta tra Occidente ed Oriente, un ponte tra Europa ed Asia che mi ha ammaliato con il suo fascino. La città si trova proprio nel punto d’incontro di due continenti, l’Europa e l’Asia, divisi dallo stretto del Bosforo ma uniti da questa megalopoli unica al mondo. Rispetto alle tappe precedenti, molto più piccole e tranquille, questa città mi ha catapultata in un caos di rumori, odori, colori e persone di ogni cultura e religione. Del resto, Istanbul è la città più popolosa d’Europa! Cinque giorni sono stati utili per visitare la città e buona parte delle sue attrazioni culturali, per assaporare il turbinio di voci, volti e colori e per cominciare a capire il carattere di una metropoli crocevia di culture.

Istanbul InterRail (1)


Istanbul InterRail (4)Istanbul colpisce a fondo anche per i suoi contrasti
: da un lato i mercati ed i bazar turchi, dall’altro i negozi all’ultima moda occidentale; da una parte le orde di turisti di ogni nazionalità, dall’altra i turchi che qui lavorano, studiano, vivono e pregano.
Ho cercato di lasciarmi invadere tutti i sensi da questa città, per provare a scoprirla a fondo: il mio sguardo si è perso tra albe e tramonti esplosivi, è corso sulle cupole d’oro delle moschee e lungo le mura di Costantino, mentre il richiamo dei minareti irrompeva all’ora della preghiera, sovrastando ogni altro rumore e fermando apparentemente per un attimo la città. In ogni via gli odori si sono impadroniti delle mie narici, con i profumi stordenti delle spezie, quelli invitanti del cibo di strada ed altri odori meno piacevoli che però fanno parte di una città incredibilmente popolata e visitata quotidianamente. Il çay (the turco) ed i piatti tipici hanno completato l’opera, con i sapori forti e piccanti della carne e delle verdure e quelli più delicati e quasi troppo dolci delle specialità al miele.

 

 

Istanbul in InterRail
Come già detto nel post su Sofia, le tratte di lunga percorrenza da e per Istanbul stanno subendo modifiche a causa di una riorganizzazione dei trasporti.

La pesca sul ponte di Galata

La pesca sul ponte di Galata

Per chi fa l’InterRail non ci sono grossi problemi, perché vengono messe a disposizione soluzioni alternative come gli autobus, sui quali è valido il biglietto dell’InterRail. Ed è proprio con un autobus che io e la mia compagna di viaggio siamo arrivate in città, più precisamente alla stazione di Sirkeci, dalla quale partono tutti i treni nazionali, internazionali e regionali. Anche i treni che partono dall’aeroporto di Ataturk arrivano qui.

La stazione si trova nel distretto di Eminonu e vicinissima al ponte di Galata, ben collegata con le diverse zone della città, e vale la pena fermarsi un attimo per ammirarla: inaugurata nel 1890 come capolinea del leggendario Orient Express, oggi è crocevia di arrivi e partenze da ogni parte del mondo ed ospita anche un ufficio turistico dove recuperare cartine ed informazioni utili. A tal proposito, vi consiglio di chiedere le informazioni più volte ed a persone diverse: noi abbiamo incontrato persone estremamente gentili e disponibili, ma che non sempre sanno di cosa si sta parlando, e che pur di aiutarci ci hanno indirizzato in maniera errata, lasciandoci con informazioni sbagliate. Può essere utile anche consultare prima del viaggio il sito ufficiale del turismo di Istanbul, in modo da pianificare a grandi linee il proprio soggiorno qui.

Palazzo di Topkapi

Il Giardino dei Tulipani ed una parte della quarta corte nel Palazzo di Topkapi

 

Cosa non perdervi a Istanbul
Premesso che a questa domanda risponderei “tutto”, ecco una lista dei “must see” di Istanbul, monumenti, palazzi e attrazioni che devono essere visti prima di ripartire da questa città mozzafiato. Generalmente il centro si può girare a piedi, ma per vedere molto in poco tempo può essere comodo utilizzare i mezzi pubblici. Per farlo, l’ideale è usare la Istanbulkart, una carta ricaricabile che permette di utilizzare qualsiasi mezzo pubblico cittadino e di pagare le corse molto meno che acquistando i singoli biglietti. La carta viene rilasciata con una cauzione che non sembra restituibile, ma conviene tenerla se si prevede di tornare ad Istanbul poiché non scade. Si può acquistare presso gli uffici dei più importanti interscambi di trasporto, si ricarica facilmente ed è multi-utente: questo significa che si può comprare solo una carta ed utilizzarla fino a 5 persone. Noi siamo state particolarmente fortunate: nell’ostello-dormitorio di Sofia abbiamo prestato la nostra stanza come deposito bagagli ad una coppia di giovani viaggiatori provenienti da Istanbul; quando alla sera siamo rientrate in stanza abbiamo trovato la Istanbulkart che ci avevano lasciato per ringraziarci.

Ma torniamo a cosa visitare a piedi o con i mezzi pubblici nella magnifica Istanbul:

  • basilica Santa Sofiala Basilica di Santa Sofia, meraviglia architettonica bizantina e custode di religioni diverse: fatta edificare dall’imperatore Giustiniano nel 537, fu il simbolo della cristianità per quasi mille anni, trasformandosi poi nel simbolo dei musulmani divenendo una moschea. Oggi è un museo spettacolare;
  • la Moschea Blu, che si erge quasi di fronte alla Basilica di Santa Sofia, proprio per rivaleggiare in bellezza: fu costruita nel 1617 dal sultano Ahmet I ed ha la particolarità di avere sei minareti, caratteristica che dovrebbe essere riservata esclusivamente alla moschea del Profeta alla Mecca. Di conseguenza alla Mecca venne costruito un settimo minareto, il Kaa’ba. Magnifica la sala della preghiera, decorata con 20.000 piastrelle di ceramica blu con riflessi azzurri;
  • Istanbul InterRail (7)il Palazzo di Topkapi, collocato sul Promontorio del Serraglio, tra il Corno d’Oro ed il Mar di Marmara, e protetto anche dalle mura teodosiane di Costantinopoli: centro del potere ottomano per quasi quattro secoli, fu la residenza principale dei sultani finché venne sostituita dal Palazzo Dolmabahçe nel 1853. Ci vuole una giornata intera per visitare il palazzo ed i suoi cortili, ma ne vale la pena, anche per la vista incredibile dai suoi giardini;
  • l’Harem di Topkapi, interno al Palazzo omonimo: un labirinto unico di stanze, corridoi e cortili in cui vivevano in isolamento tutte le donne del sultano, mogli e concubine;
  • la Moschea di Solimano, capolavoro dell’architetto Mimar Sinan che la costruì assieme a 3000 lavoratori tra il 1550 ed il 1557;
  • le Case Ottomane di Sogukçesme Sokagi, caratteristiche casette in legno del XVIII secolo collocate sulla stradina tra la zona esterna del Palazzo di corte e la parte posteriore della chiesa di Santa Sofia;
  • il Ponte di Galata, progettato dal nostro Leonardo da Vinci! Il progetto originale, commissionato dal sultano Beyazid II, non venne realizzato, ed il ponte attuale venne costruito nel 1992 per sostituire un ponte di barche risalente al 1912. Attraversandolo, lo sguardo corre da una parte all’altra nei due continenti: verso ovest, in Europa e verso est, lungo il Bosforo, in Asia;
  • Istanbul InterRail (12)l’antico quartiere di Beyoğlu, uno dei più pittoreschi della città, con la Torre di Galata che domina sullo stretto del Corno d’Oro e il grande viale di İstiklâl Caddes, sul quale corre la linea nostalgica del tram Pera: saliteci per un viaggio indietro nel tempo. Su questo viale si trovano numerosi negozi: fate un salto in una delle pasticcerie ed assaggiate le specialità locali come baklava e lokum!
  • la Chiesa di San Salvatore in Chora, costruita alla fine del XI secolo; Al suo interno si trovano splendidi mosaici ed affreschi del XIV secolo;
  • il Palazzo Dolmabahçe, un enorme palazzo (285 camere, 4 saloni, 6 gallerie, 6 bagni turchi e 43 bagni!) costruito nel XIX secolo con marmo bianco, vetro veneziano, 14 tonnellate d’oro e 6 d’argento;
  • spezie la Basilica Cisterna, un’ampia cisterna sotterranea costruita da Costantino;
  • l’Ippodromo di Costantinopoli, centro della Costantinopoli romana ed oggi un grande parco con la fontana tedesca e gli obelischi, quello egiziano e quello di Costantino;
  • i Musei Archeologici di Istanbul, per fare un viaggio nelle civiltà della Mesopotamia, Egitto e Anatolia ed immergersi nella storia della città e dei suoi imperi;
  • la Fortezza di Rumeli, un castello costruito nel 1452 per controllare la navigazione sul Bosforo. Da lassù si gode di un panorama mozzafiato;
  • il Gran Bazar, un immenso mercato coperto unico al mondo: vi si vende di tutto, dalle spezie agli abiti, dai gioielli alle ceramiche. La zona allargata include ristoranti, moschee, fontane e case da tè. 65 vie, 22 porte d’accesso, più di 4000 negozi, nessun prezzo: tutto è lasciato alla contrattazione! Non dimenticatevi di visitare anche il Bazar delle Spezie, poco distante.

 

Se volete vedere tante cose, può essere comodo e conveniente acquistare il Museum Pass, una card che permette l’ingresso a tantissime attrazioni senza dover fare la coda per il biglietto. Informatevi bene prima di acquistarla per valutare le tempistiche: la card vale in entrambi i casi per tutte le attrazioni indicate, ma la durata cambia tra 3 giorni e 5 giorni, che vengono calcolati in ore. Se acquistate la card da 3 giorni nel pomeriggio sarà quindi valida per 72 ore e non per 3 giorni “solari”, ed è valida a partire dalla prima entrata in un museo del circuito. Il Museum Pass può essere acquistato in tutte le biglietterie dei musei e palazzi del circuito.

Basilica Santa Sofia

Particolari dall’interno della magnifica Basilica di Santa Sofia

Prendetevi una pausa qui:
In un hamam! In città ce ne sono di ogni tipo, grandezza e qualità, con hamam di lusso che coccolano i propri ospiti con ogni servizio immaginabile ed altri più modesti, in cui spesso si recano anche gli abitanti locali. Se volete farvi un regalo, investite in qualche ora di puro relax, e cercate l’hamam che più vi ispira. Noi povere squattrinate abbiamo optato per un hamam più rustico, chiedendo consiglio al portiere dello stabile in cui avevamo affittato un appartamento. Non volevamo spendere tanto, ma allo stesso tempo cercavamo un hamam poco turistico, per cui ci è stato indicato l’Hamam Gedikpaşa, uno storico bagno turco risalente al 1475. La struttura è decisamente antica e un po’ scadente, ma il prezzo è nettamente inferiore rispetto a quello di altri centri (circa 25 €, mentre solitamente si va dai 75 € in su). L’hamam offre bagni turchi, piccole piscine ad immersione e saune separati per entrambi i sessi, ed un servizio completo con scrub, lavaggio e massaggi rigeneranti. Un consiglio? Portatevi costume, ciabatte ed un asciugamano; sul resto si può chiudere un’occhio e cercare di adattarsi. L’esperienza non è facile perché noi occidentali siamo abituati a standard completamente diversi, ma è sicuramente utile per calarsi nella realtà locale e nelle tradizioni turche. Che sia un’esperienza a 5 stelle o una meno lussuosa, non si può lasciare Istanbul senza essere entrati in un vero hamam!

Fate un salto…
Lungo il Bosforo
nella parte orientale della città: anche se le attrazioni sono quasi tutte concentrate nella parte “occidentale”, una visita della sponda asiatica è d’obbligo. Ad Üsküdar si trovano numerose moschee, e la sensazione di lasciare il turismo dall’altra parte per avventurarsi in una zona battuta solo dai locali è forte. Imperdibile una passeggiata lungo il Bosforo: dirigetevi verso la torre di Leandro, fino ad arrivare ai lastroni di cemento trasformati in caffè con tappeti e cuscini. Io qui ho goduto di un magnifico tramonto sulle cupole ed i minareti della città, sorseggiando un çay e perdendomi a guardare i gabbiani che sfidavano la brezza del Bosforo.

Non dimenticate di…
Fare un giro in traghetto sul Bosforo! Le compagnie private che offrono tour del Bosforo sono tantissime, e conviene valutare quella che fa al caso vostro per prezzo ed orari; quasi tutte partono da Eminönü, e si può arrivare fino ad Anadolu Kavağı, all’imbocco del mar Nero. Se avete poco tempo, per una mini gita decisamente low cost ci sono anche i battelli che trasportano dalla parte europea della città alla parte asiatica e viceversa. Noi li abbiamo presi per Kadıköy: con pochi euro si attraversa il Bosforo e si può stare seduti in cima o in fondo alla nave per godere della vista e della brezza sullo stretto.

Un’altra cosa da non dimenticare se siete donne: portate con voi un velo con cui coprirvi il capo all’interno delle moschee. A volte all’ingresso vengono forniti teli alternativi, ma portare un foulard con sé è un primo grande segno di rispetto verso la cultura della terra che si visita.

Istanbul InterRail (9)

Poche ore prima di partire, questa volta in maniera definitiva per il rientro in Italia con un volo su Bologna, siamo riuscite a rivedere per l’ultima volta gli amici canadesi conosciuti sul treno verso Belgrado, che avevano raggiunto Istanbul in autobus partendo un giorno dopo di noi. Abbiamo cenato assieme con un Borek, ci siamo scambiati i contatti e sul ponte di Galata ci siamo salutati, domandandoci in silenzio se ci saremmo rivisti ancora da qualche parte in giro per il mondo.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.
(Charles Baudelaire)

Bosforo

Scoprire Sofia e la Bulgaria in InterRail

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Dopo un viaggio in treno da Belgrado particolarmente intenso, io e la mia compagna di InterRail abbiamo raggiunto Sofia alle prime ore del mattino. Vedere la capitale bulgara risvegliarsi lentamente è stato emozionante, anche se la stanchezza forse ci ha impedito di approfittare di queste ore più tranquille. La priorità, come sempre, è stata raggiungere l’alloggio dove avevamo riservato due letti per una notte, e questa volta è stata una spiacevole ma divertente sorpresa…

Sofia InterRail (1)

Poiché al momento della nostra ricerca pre-partenza gli ostelli a Sofia scarseggiavano, avevamo trovato con AirBnB una soluzione apparentemente simile: una sorta di “dormitorio” con prima colazione inclusa, a patto che si spendessero almeno 10 €. Naturalmente abbiamo optato per due letti in una camera da 6, ed il prezzo includeva anche la prima colazione. La sorpresa? Scoprire che il dormitorio era in realtà l’abitazione di un’eccentrica signora bulgara, che aveva trasformato i piani superiori di casa sua in una specie di ostello, l'”Hostel Orient Express”. Sofia InterRail (5)Pulizia e modernità della struttura a parte, la cosa buffa è avvenuta quando abbiamo ritrovato i nostri nuovi amici canadesi al free walking tour di Sofia: inizialmente ospitati in Couchsurfing da un ragazzo locale, i tre si sono ritrovati sbattuti fuori ancor prima di conoscerlo (a sua difesa va detto che i canadesi gli avevano raccontato di essere in due invece di tre), e, nel cercare una sistemazione alternativa, hanno prenotato proprio nel dormitorio in cui pernottavamo noi. Il destino ha voluto farci condividere con loro l’esperienza di un ostello non proprio fantastico, per sdrammatizzare assieme la situazione ed anche la colazione offerta direttamente nella cucina della signora, in modalità “all you can eat”: marmellata casalinga (ottima!) e fette di pane portate direttamente “a mano” da lei, finché non ci si sente sazi. Anche se non consiglierei la struttura, la signora è stata molto disponibile, simpatica e gentile… ma torniamo alla città che ci ha accolte per un paio di giorni.

Sofia è una capitale viva ed accogliente che affascina per la sua lunga storia: assieme ad Atene e Roma è una delle città più antiche del continente europeo. La tribù dei Serdi, che per prima pose le basi della città, diede l’antico nome di Serdica all’attuale capitale della Bulgaria. Ancora oggi la città è un ponte di culture e civiltà tra Oriente ed Occidente, e nei suoi edifici si possono scorgere le testimonianze di tantissime culture diverse, come quelle dei Traci, dei Romani, dei Bizantini, degli Ottomani, fino all’eredità della Russia Imperiale e dell’Unione Sovietica, nonché qualche segnale di una recente modernizzazione.

Sofia InterRail (3)

La meravigliosa Chiesa di San Giorgio

Sosta intermedia nel nostro InterRail da Belgrado ad Istanbul, Sofia ci ha regalato due giorni di sole alla scoperta della sua vasta offerta culturale e naturale. A dispetto di quanti me ne avevano parlato male, consigliandomi addirittura di saltare la tappa, io vi dico che ci sarebbe voluto un giorno in più: non tanto per visitare il centro storico cittadino, che si visita tranquillamente a piedi in una o due giornate, quanto per fare qualche escursione nei dintorni, per ammirare ad esempio la chiesa di Boyana patrimonio dell’UNESCO, le cascate ed il lago di Boyana all’interno del parco nazionale e la vista panoramica su Sofia e su tutta la vallata dalla cima dei monti Vitosha, alti più di 2000 metri.

Sofia in InterRail

La città ha una stazione ferroviaria principale, la Tsentralna Gara, ben collegata con Romania, Serbia e Turchia e con le altre principali città europee grazie ad una rete di trasporti internazionali. Sofia InterRail (6)Si può viaggiare di notte, ma noi non siamo state fortunate: per raggiungere Istanbul c’erano infatti lavori in corso, e con due cambi tra treni ed autobus non siamo riuscite a chiudere occhio. Una volta raggiunta Istanbul, però, la vista dell’alba che sorgeva sul Bosforo ci ha ripagate di tutte le fatiche!

Attenzione: per partire da Sofia verso la Turchia bisogna informarsi bene sulla situazione attuale al momento del viaggio, perché a causa di lavori di costruzione ancora in atto i treni diretti ad Istanbul ed in generale in Turchia si fermano al confine tra Bulgaria e Turchia. Con il treno da Sofia in circa 4 ore si arriva fino a Dimitrovgrad, da cui si prende un autobus sostitutivo che porta fino a Kapikule in Turchia. Da questa città vicinissima al confine si arriva ad Istanbul con un altro autobus nel giro di qualche ora. Il biglietto InterRail è valido su questi autobus, ma è necessario prenotare il posto alla stazione di Sofia.

Cosa non perdervi a Sofia
Sofia offre tanti luoghi e monumenti da vedere in un centro storico raccolto e visitabile completamente a piedi. Date le sue numerose influenze culturali e le diverse religioni che si sono succedute nel corso dei secoli, la città è un turbinio di edifici e monumenti di ogni epoca e stile. Cosa non ci si può perdere durante un viaggio nella capitale della Bulgaria? Sicuramente…

  • Sofia InterRail (4)la Chiesa di Santa Sofia, che dà il nome alla città e fu costruita ancora sotto il regno di Giustiniano, mescola perfettamente elementi orientali con quelli occidentali, dato che nel 1800 venne trasformata in una moschea;
  • la Cattedrale di Aleksander Nevski, la più grande cattedrale ortodossa nella regione dei Balcani. Eretta per commemorare la liberazione dai turchi, ha uno stile bizantino con cupole placcate in oro, ed il suo interno è riccamente decorato con icone e dipinti;
  • la Moschea Bania Bazi Dzamija, con il suo minareto, è la moschea più grande e bella della Bulgaria, oltre ad essere l’unica attiva in tutto il paese. Fu ideata dall’architetto Sinan nel 1576, lo stesso costruttore delle moschee di Instanbul e Solimano;
  • la Sinagoga, che sorge di fronte alla moschea, con il Museo della Sinagoga, terzo in ordine di grandezza tra i musei dedicati alla comunità ebraica in Europa, dopo quelli di Budapest e Amsterdam;
  • la Piazza dell’Assemblea Nazionale, con la statua a cavallo dello zar Alessandro II, il monumento ai liberatori e l’edificio dell’Assemblea;
  • Piazza Nezavisimost, con l’edificio del defunto Partito Comunista Bulgaro e la sede della Banca Nazionale di Bulgaria. Al centro della piazza, chiamata “Largo” per i suoi ampi spazi, troneggiava fino al 1989 la statua di Lenin, oggi sostituita oggi da una scollata Santa Sofia;
  • il grande viale Bulevard Osvoboditel, su cui si affacciano importanti edifici come la bella chiesa russa di San Nicola ed il museo della capitale;
  • l’ottocentesco Palazzo Reale, in piazza Aleksandar Battenberg, con il Museo Etnografico racchiuso al suo interno;
  • Sofia InterRail (2)il Nacionalen Teatăr Ivan Vazov, il più grande teatro di prosa della Bulgaria, costruito da architetti viennesi agli inizi del Novecento in stile neoclassico e ricostruito a causa di un incendio una ventina d’anni dopo;
  • i marciapiedi del centro storico, di un bel colore giallo, così voluti in occasione del matrimonio del re Ferdinando agli inizi del 1900;
  • la Chiesa circolare di San Giorgio, costruita ancora tra il 200 e il 400. Distrutta e ricostruita più volte, sotto la dominazione turca venne convertita in una moschea. Oggi è un museo visitabile con i suoi dipinti;
  • la piccola Chiesa semi-interrata Sveta Petka Samardžijska, del XIV-XV secolo, all’interno del complesso archeologico;
  • i Bagni minerali: si tratta di antichi bagni pubblici andati distrutti durante la seconda guerra mondiale ma ricostruiti successivamente. Tutta la città è ricca di bagni termali;
  • il Museo di Storia Nazionale, che custodisce il noto Tesoro dei Traci. Proprio per questo motivo questo è uno dei maggiori musei d’Europa, e si trova fuori dal centro storico, nel quartiere di Boyana.

Prendetevi una pausa qui:
Alla Izbata Tavern si possono mangiare piatti succulenti e gustosi e specialità tipiche del posto in un ambiente bulgaro curato e suggestivo. I prezzi sono molto bassi, ma il servizio e la qualità sono ottimi. Provare per credere! Il locale si trova nei pressi della Cattedrale di Aleksander Nevski, al numero 18 di Slavjanka Str.

Fate un salto…
Sofia InterRail (7)al mercato centrale coperto Central Hali, di fronte alla moschea: potrete acquistare prodotti artigianali e tipicità locali da gustare subito o portare a casa come souvenir: si sa che i doni più apprezzati sono sempre quelli commestibili! 🙂

Non dimenticate di…
dedicare una giornata al parco nazionale dei monti Vitosha, con la chiesa di Boyana ed i suoi affreschi medievali. Le visite all’interno della chiesa sono consentite per soli 15 minuti a persona, in modo da preservare questo importante patrimonio. Potete visitare tutta la zona anche grazie ai Green Tour organizzati dai giovani locali: in un giro di circa 5 ore si visitano la Chiesa di Boyana, il parco e le cascate.

Per organizzare un viaggio a Sofia date un’occhiata anche al sito ufficiale del turismo della città.

Scoprite qui la tappa successiva (e finale) del mio InterRail!

Belgrado, tappa intermedia di un InterRail verso est

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Un’altra capitale nel mio InterRail verso est… questa città è stata la tappa intermedia, sia per le distanze ed i chilometri percorsi lungo il mio viaggio in treno, sia per i giorni trascorsi fino a qui. Per questo a Belgrado ci siamo riposate: dopo giornate frenetiche trascorse a visitare le città ed a vederne il più possibile, come nel caso della tappa precedente a Budapest, in questa capitale abbiamo rallentato il ritmo, godendoci tre giorni di relax e girovagando senza alcuna fretta. Grazie ad una fortunata prenotazione con AirBnB abbiamo pernottato in un mini appartamento dotato di ogni comfort, che ci ha coccolate e ristorate, ed anche il portafoglio ha beneficiato di una lunga sosta in questa città, che offre molto ed è davvero economica.

palazzi decadenti di Belgrado

Uno dei palazzi decadenti di Belgrado

Sarà anche per questo clima rilassante che Belgrado mi ha colpita, nonostante la città sia ancora in una fase di ripresa e di ricostruzione dopo i tanti conflitti che l’hanno più volte distrutta. Può capitare che, girando per il centro, accanto a palazzi nuovi ed a giardini ben curati si scorgano edifici che cadono a pezzi. Un ragazzo serbo che ci ha fatto da guida ci ha spiegato che c’è un motivo ben preciso per il quale questi edifici in rovina non vengono smantellati: restano li come memoriali, a ricordare a tutti i passanti, siano essi abitanti o turisti, ciò che la città e la popolazione hanno subito non troppi anni fa. Una Belgrado decadente, questa, che però fa riflettere e ricordare.

In ogni caso la città ha molto da offrire, e la sua posizione nel punto d’incontro del fiume Sava con il Danubio si rivela tattica sia per gli amanti della cultura che per quelli dello sport e della natura: le passeggiate o i giri in bici lungo le rive sono un ottimo modo di vivere Belgrado!

Giro in bici a Belgrado

Un giro in bici lungo il fiume Sava è una delle cose da non perdere a Belgrado!

Belgrado in InterRail
La stazione ferroviaria principale di Belgrado è la Glavna Železnička stanica, collegata con tutte le capitali europee, e si trova in centro città. Da qui ci si può spostare comodamente con gli autobus o a piedi: camminando per una decina di minuti si giunge direttamente nel cuore della capitale. Anche se nella zona di Novi Beograd esiste un’altra stazione, questa è stata la nostra stazione di arrivo da Budapest e di partenza verso Sofia.
Il viaggio verso Sofia è stato indimenticabile: grazie ad un simpaticissimo trio di amici canadesi conosciuto sul treno abbiamo superato il disagio della cuccetta da sei persone, con letti sporchi ed un vagone terribilmente maleodorante. I tanti passeggeri diretti a Sofia avevano l’aria di essere lavoratori stanchi ed affaticati, con poca voglia di chiacchierare e tanta di fumare (naturalmente sul corridoio). Insomma, non una delle nostre migliori nottate sul treno, ma grazie a questo viaggio abbiamo incontrato nuovi amici che abbiamo poi rivisto a Sofia.

Cosa non perdervi a Belgrado
Le attrazioni in città sono tante, ma si visitano tutte in breve tempo. Per respirare l’atmosfera locale, non perdetevi:

  • Fortezza Belgradola Fortezza ed il Kalemegdan (letteralmente “campo di battaglia”, dal turco), quello che fu il centro
    storico di Belgrado, a cui si accede attraverso la “Porta del Despota”, eretta nel XV secolo ed utilizzata oggi come osservatorio astronomico. Dalla collina si può ammirare un gran bel panorama su tutta Belgrado;
  • la Cattedrale ortodossa Saborna Crkva, in stile neoclassico, riccamente decorata al suo interno e custode delle reliquie di santi e delle tombe di regnanti serbi, ed il Palazzo della Principessa Ljubica;
  • Piazza della Repubblica con la statua di Knez Mihailo Obrenović a cavallo, icona della capitale e punto di ritrovo per i giovani serbi. Sulla piazza si affacciano il Museo Nazionale ed il Teatro Nazionale;
  • Terazije, la via degli hotel di lusso, dei negozi, delle banche. Si trova fra la Via Knez Mihailova e la Via Kralja Milana, ed è collegata da un tunnel pedonale al mercato di Zeleni Venac, dove si trovano numerosi panifici davvero economici;
  • il Palazzo Nuovo, storico edificio di Belgrado a dispetto del nome, è situato di fronte al Palazzo Vecchio, la sede dell’Assemblea cittadina. Il Parco dei Pionieri divide i due edifici dalla Piazza Nikola Pasić, dove sorge il Parlamento serbo;
  • la via dei bohémien, Skadarlija, ribattezzata “la Montmartre di Belgrado“, è una stradina attorno alla quale prende vita un intero quartiere dai caratteristici vicoli acciottolati. Io l’ho adorata!
  • la Chiesa di San Marco, di fede ortodossa, all’interno del bel parco Tašmajdan;
  • la torre Beograđanka, un grattacielo che si staglia nel cuore della città ed è utile per orientarsi in centro, grazie alla sua altezza di 101 metri;
  • Ulica Kralja Petra I, una tra le vie più antiche della città dove un tempo sorgevano le terme ed il forum romani e la basilica. Oggi vi trova sede il Patriarcato della Chiesa serbo-ortodossa;
  • il magnifico Tempio di San Sava, la più grande chiesa ortodossa al mondo, che domina la città con la sua mole imponente;
  • il Museo della Storia della Yugoslavia, dov’è conservato il mausoleo di Tito e dove si può percepire e comprendere la devozione di tutta la popolazione cittadina (ma non solo!) al maresciallo;
  • il Museo Etnografico, per fare un tuffo nel passato all’epoca dell’ex Yugoslavia grazie alla collezione di oggetti serbi;
  • gli Splavovi, i locali galleggianti lungo il fiume Sava: si tratta di bar e di clubs che nelle sere estive animano la riva con tanta musica.

Prendetevi una pausa qui:
palačinka Rollbar
Tutte le panetterie (pekare) sfornano ogni giorno golose specialità dolci e salate, ma noi ci siamo innamorate anche di Roll Bar, un locale in cima alla via Obilićev Venac: specialità locali, tavolini all’aperto ed una saletta accogliente al piano superiore, e prezzi molto contenuti. Vi consiglio di provare le loro palačinke, golose crêpes guarnite con ogni ben di Dio!

Fate un salto…
o meglio, fate una pedalata lungo il fiume Sava! Al centro sportivo Milan Gale Muškatirović si possono noleggiare biciclette per qualche ora a prezzi irrisori, e percorrere la pista ciclabile che costeggia il Sava fino ad arrivare ad Ada Ciganlija, l’isola e la spiaggia di Belgrado. Lungo il percorso non perdetevi i vari ponti che sovrastano il fiume e collegano il centro al quartiere di Novi Beograd.

Non dimenticate di…
Pranzare o cenare in una Kafana, una tipica trattoria locale con buona cucina casalinga e spesso musica dal vivo. Noi abbiamo cenato nella prima kafana nata a Belgrado, la Kafana Question Mark, di fronte alla Cattedrale: ambiente tipico, prezzi ottimi e camerieri intraprendenti qui accompagnano piatti abbondanti e gustosi. Sulle cartine è indicato esattamente con un punto di domanda, proprio come vuole il nome!

Per scoprire di più su Belgrado e sulle sue attrazioni ci si può riferire anche al sito ufficiale del turismo locale.

Tramonto sul fiume Sava

Il tramonto sul Sava, ad Ada Ciganlija, l’isola e la spiaggia di Belgrado.

My house in Budapest… in InterRail

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Budapest Couchsurfing

Noi due con Asya in Piazza Hősök tere (Piazza degli Eroi)

My house in Budapest… my beautiful castillo” canta George Ezra nella sua canzone “Budapest”. La mia casa a Budapest non è stata come per lui un magnifico castello, anche se naturalmente ho visitato il maniero di Buda, bensì una casetta messa a disposizione da Asya, una ragazza bielorussa che mi ha ospitato con il Couchsurfing! A metà strada nel mio InterRail ho fatto così la mia prima esperienza di Couchsurfing, che è andata benissimo e che mi ha fatto conoscere questa bellissima città con occhi diversi: Asya infatti ha accolto me e Serena a braccia aperte, con una gentilezza ed una disponibilità infinite, ci ha dato alcune dritte per visitare Budapest ed una sera ci ha accompagnate alle terme.

Budapest è il meraviglioso connubio di tre città: la parte più antica, Buda, quella più irrequieta e moderna, Pest, e Óbuda, unite da otto ponti, il più famoso dei quali è il Ponte delle Catene. La città ha una storia di conquiste (prima i Romani, poi i turchi, infine gli austriaci) che secolo dopo secolo l’hanno plasmata e trasformata nella magnifica capitale che è ora. In estate Budapest diventa meta di tantissimi giovani che si recano sull’isola di Obuda per lo Sziget festival, una settimana di concerti da sentire dal vivo.

Budapest

Budapest in InterRail
Budapest ha tre stazioni, ed arrivando dal centro Europa solitamente si giunge alla stazione occidentale di Keleti, dalla quale si può proseguire per l’est Europa. Da Vienna spesso si arriva con treni diretti e veloci alla stazione meridionale di Dèli. C’è infine la stazione orientale di Nyugati. Noi siamo arrivate da Bratislava a Dèli e siamo ripartite da Keleti alla volta di Belgrado, con un treno diretto che è partito da Budapest alle 22.25. Abbiamo viaggiato di notte, prenotando la cuccetta ancora il primo giorno in cui siamo arrivate a Budapest. Anche stavolta i prezzi modici ci hanno permesso di pernottare low cost: con circa 10 € a testa abbiamo riservato due posti letto in una cuccetta da quattro persone, ed abbiamo conosciuto due simpatiche ragazze tedesche in viaggio in treno verso Istanbul. Anche loro toccavano all’incirca le nostre stesse tappe, in un tempo però più ridotto.

Cosa non perdervi a Budapest
Le attrazioni da visitare a Budapest sono tante e tutte meritano una sosta: ho cercato di stilare una lista dei “must see“, ma il bello è anche girovagare per la città e vedere ciò che si desidera in quel momento o i monumenti che ci si ritrova di colpo di fronte.

  • il Castello di Buda, con il suo interno fatto da piazze, musei, fontane, chiese ed un teatro e la vista mozzafiato sul Danubio, rappresenta il primo nucleo della città. Vi si può salire con la funicolare, a piedi o con i mezzi pubblici;
  • Budapest bastione dei pescatori

    Il Bastione dei Pescatori

    la Chiesa di Mattia, fondata dal re Béla IV nel XIII secolo e sede delle incoronazioni di diversi re ungheresi, ed il Bastione dei Pescatori con le sue sette torri bianche: questa parte della città mi ha letteralmente lasciata a bocca aperta per la sua bellezza! Il Bastione dei Pescatori, così chiamato perché sorge nella zona in cui nel Medioevo si trovava un villaggio di pescatori, dal 1988 è nella lista dell’UNESCO assieme alla vista panoramica di Buda;

  • la magnifica Basilica di Santo Stefano, la chiesa più grande della città;
  • il Palazzo Reale di Buda e la Galleria Nazionale Ungherese ospitata al suo interno;
  • Budapest parlamento

    il magnifico Parlamento di Budapest

    il Parlamento, simbolo di Budapest e meraviglioso edificio sia di giorno che di notte, quando viene illuminato e si riflette nelle acque del Danubio. Per il suo stile gotico l’architetto Steindl si ispirò al Parlamento di Londra ed al Duomo di Colonia. Vi si accede solo con visite guidate, disponibili anche in italiano, e ne vale davvero la pena;

  • il ghetto ebraico di Budapest con l’eredità della sua grande comunità ebraica, come le sinagoghe. In particolare non perdetevi la Grande Sinagoga, la più grande d’Europa (può ospitare fino a 3000 persone!), che sembra una basilica cristiana per il fatto di essere una sinagoga neologa. Nel biglietto è inclusa l’utile visita guidata. Nel complesso è custodito anche il museo ebraico, il cimitero e l’Albero della Vita, che si trova nel giardino-memoriale creato in perenne ricordo degli ebrei periti durante il nazismo. Su ogni foglia di metallo è inciso il nome di una vittima, e guardare tutta la chioma dell’albero lascia un amaro senso di angoscia…
  • il Ponte delle catene, distrutto dalla guerra ma ricostruito completamente nel 1949, da cui si gode di un panorama unico;
  • la cosiddetta “Passeggiata delle scarpe”, sulla riva del Danubio dalla parte di Pest: si riflette e ci si commuove di fronte a questo memoriale, in cui 60 paia di scarpe di bronzo ricordano gli ebrei ai quali fu ordinato di spogliarsi prima di essere gettati nelle fredde acque del fiume;
  • l’Isola Margherita, si trova nel bel mezzo del Danubio ed è meta di relax per ungheresi e turisti. Noleggiate una bici o un risciò e giratela tutta: è lunga solo 2,5 km!
  • il Museo di Belle Arti, con opere eccezionali di epoche diverse, ma verificate che sia aperto: è in ristrutturazione e ci rimarrà per un lungo periodo;
  • il Parco delle Statue con tutte le figure significative del comunismo;
  • il Mercato centrale coperto sulla via pedonale Vaci Utca, di stile neogotico, dove acquistare e gustare le tipicità ungheresi e fare un pasto low cost. Provate il langos, una focaccia di pane fritta e condita con formaggio, salse e spezie (ma anche con altri ingredienti a vostra scelta), ma vi avverto: non è proprio adatto ad una facile digestione! Dal Mercato centrale tornate verso il centro città con la linea 2 del tram, che costeggia tutto il Danubio e passa accanto ai monumenti più famosi di Budapest.

Budapest passeggiata delle scarpe
Prendetevi una pausa qui:

Lo Szimpla Kert è un locale curioso collocato nella parte centrale di Budapest, più precisamente in Kazinczy Utca 14, nel quartiere ebraico che alla sera è una zona molto vivace. Si tratta del primo ruin pub della città, ossia un “pub in rovina”: i ruin pubs sono locali tipici di Budapest ormai divenuti un simbolo cittadino, posti spesso ricavati da edifici abbandonati o in disuso a cui viene data una seconda chance. Lo Szimpla Kert sembra un po’ kitsch, ma io ho adorato l’inventiva dei gestori nel dare nuova vita ad ogni oggetto e l’accozzaglia di stili e materiali presente in ogni angolo: una vecchia automobile diventa così un tavolino, una bicicletta si trasforma in un complemento d’arredo e le pareti e le stanze vengono decorate con cartelli, buffe lampade, vecchi televisori e lucine di ogni tipo. Imperdibile! 🙂

Fate un salto…
Budapest (7)Alle terme di Budapest! Tutto il territorio ungherese ed in particolar modo la zona della capitale è ricco di sorgenti termali, per questo prima i romani e poi i turchi conquistarono la città. Ci sono centri termali semplici o più curati e lussuosi, e di conseguenza cambia anche il prezzo. La nostra nuova amica Asya ci ha accompagnate ai Bagni Széchenyi, in centro città ed aperti anche in orario serale. L’acqua termale nella grande vasca all’aperto è piacevolmente calda, ed alla sera ci sono giochi di luci e colori che rilassano i sensi! Nell’edificio attiguo ci sono saune, bagni turchi, il pozzo gelato ed altre piscine con acqua a diverse temperature dove riposare in ammollo.

Non dimenticate di…
Ragionare su quanti giorni prevedete di restare a Budapest. Io ci sono rimasta 3 giorni e credo che sia un buon compromesso per visitare bene la città senza correre. Ne ho approfittato per fare la Budapest card da 72 ore, che con circa 15 € mi ha permesso di utilizzare tutti i mezzi di trasporto urbano durante i 3 giorni senza dovermi preoccupare tutte le volte del biglietto e permettendomi di scoprire la storica metro e le sue stazioni, rimaste ferme nel tempo a 130 anni fa. La Budapest card si può acquistare direttamente in loco oppure sul sito ufficiale del turismo cittadino.

Scoprite dove sono finita nella prossima tappa del mio InterRail!

Bratislava, una nuova tappa nel mio InterRail

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Una tappa che proprio non avevamo pensato di fare. Una città che mi suonava in testa da un po’, ma che non avevo considerato più di tanto. E che invece si è rivelata una bellissima sorpresa! Bratislava è una città che merita una visita, oltretutto dista meno di un’ora di treno da Vienna e poco più di due da Budapest. A metà strada tra queste due grandi città, Bratislava vanta attrazioni di tutto rispetto, ed un centro storico perfettamente conservato. Io l’ho visitata in una giornata, ed il tempo è stato sufficiente per girare a piedi tutta la città e per vedere le attrazioni principali. Sono partita da Vienna, la precedente tappa del mio InterRail, e sono arrivata a Bratislava in appena 50 minuti.

Bratislava by nightIl nome di questa città ha una storia curiosa: è infatti la prima città il cui nome è stato deciso tramite un concorso pubblico. Bratislava un tempo si chiamava Pressburg, e così era conosciuta al tempo in cui era la capitale del Regno di Ungheria, dal sedicesimo al diciottesimo secolo, sotto il dominio degli Asburgo. Ma questo nome non piaceva agli abitanti, per cui nel 1919 venne indetto un concorso pubblico per scegliere una denominazione slovacca alternativa a Prešporok, derivata da Pressburg: fu così che il 6 marzo 1919 la città fu ribattezzata col nome di Bratislava.
Nella città vecchia, Staré Mesto, ci si muove a piedi: il centro è completamente pedonale. Io ho fatto un free walking tour, ed in circa 3 ore ho potuto girare per il centro ammirando le peculiarità di Bratislava. Anche la sera la città è molto animata, grazie ai numerosi locali ed alle serate musicali di vario genere: dopo una cena tipica a base di gnocchi con formaggio di pecora (ve li consiglio, ma occhio alle porzioni spesso abbondanti!) ho passeggiato per il centro ammirando Bratislava sotto una luce diversa. Gli abitanti amano sedersi ai tavolini esterni dei locali per sorseggiare una birra (o più) in compagnia: ovviamente anch’io ho provato a fare come loro! 🙂

 

 

Bratislava in InterRail
Come già detto, Bratislava è a un passo da Vienna ed a due passi da Budapest, quindi ve la consiglio come tappa intermedia se vi muovete in una o nell’altra direzione. La stazione principale di Bratislava è Hlavná Stanica‎, a nord est del centro, ma sulla riva sud del Danubio c’è anche la stazione di Petržalka, che dista circa 4 km dal centro città, raggiungibile comodamente con gli autobus locali. Da Vienna solitamente si arriva alla stazione ferroviaria di Petržalka, che è il capolinea dei treni provenienti dalla Sudbahnhof, mentre la stazione Hlavná Stanica serve per i treni da e per Budapest.

Cosa non perdervi a Bratislava

  • Bratislava InterRail (4)

    La chiesa blu di Bratislava, dedicata a Sant’Elisabetta: da favola!

    il Castello della città: recentemente ristrutturato e riaperto al pubblico, il maniero domina la città dalla collina appena sopra al Danubio. Ricostruito di continuo a causa di guerre, incendi e varie distruzioni, fu sede reale durante il regno d’Ungheria e conserva i gioielli regali nella Torre dell’incoronazione;

  • la cattedrale di San Martino: di stampo gotico, tra il 1563 ed il 1830 vi furono incoronati 19 re ungheresi e le loro mogli. A ricordare quest’importante funzione, sul campanile di 85 metri troneggia una riproduzione da 300 chili della corona di Santo Stefano Re di Ungheria, appoggiata su un cuscino di 2 metri quadrati;
  • un’altra chiesa, più particolare, dedicata a Sant’Elisabetta: la Chiesa blu, soprannominata così per il suo particolare colore (sia all’interno che all’esterno) che la rende una tappa imperdibile in un tour di Bratislava. Lo stile liberty-art nouveau la rende una chiesa quasi fiabesca, per questo tante coppie decidono di sposarsi qui;
  • la Chiesa ed il convento dei Frati francescani, probabilmente la più antica della città, e la settecentesca Chiesa dei Trinitari (o della Trinità);
  • il teatro nazionale slovacco, un edificio neorinascimentale che ospita oggi opera e balletto;
  • Porta di San Michele

    Porta di San Michele

    il vecchio municipio, un edificio composto da diversi stili architettonici che dal 1868 è sede del museo civico, con la sua torre dell’orologio ed una palla di cannone incastrata nella facciata;

  • i tanti palazzi della città: il Palazzo arcivescovile di fronte al vecchio municipio, Palazzo Mirbach di un giallo sgargiante, il Palazzo Esterházy che ospita la Galleria Nazionale Slovacca, Palazzo Grassalkovich, sede del Presidente della Slovacchia, con il suo stile rococò ed i giardini alla francese;
  • Piazza Hlavné Námestie con la fontana di Massimiliano del 1572 e Piazza Hviezdoslav, con il Teatro dell’Opera e la statua del drammaturgo slovacco Pavol Országh Hviezdoslav, a cui la piazza è dedicata;
  • la Porta di San Michele, l’unica porta rimasta delle quattro della fortificazione medievale. Ai piedi della torre una rosa dei venti in bronzo indica ai passanti le distanze dalle maggiori città europee;
  • la casa del buon pastore, la più stretta dell’Europa dell’est: su ogni piano c’è solo una stanza! Si trova sull’angolo tra le strade che portano al castello, ed oggi ospita un museo di orologi antichi;
  • i personaggi di Bratislava, cioè le curiose statue in bronzo che spuntano qua e là nel centro storico: “Cumil il guardone”, che si affaccia da un tombino per ammirare le gambe e le gonne delle signorine, il soldato di Napoleone seduto sulla panchina in piazza Hlavné Námestie, lo scrittore Andersen che qui scrisse “La piccola fiammiferaia”, il paparazzo, il Barone di Munchausen che se ne sta seduto su una palla di cannone incastrata in un palazzo.

Prendetevi una pausa qui:
Da Mondieu, un piccolo locale nel cuore del centro storico, si fanno ottime colazioni e sani spuntini: questo bistrot fa al caso vostro sia per una pausa pranzo sia per una coccola ed un caffè.

Fate un salto…
…sui ponti di Bratislava! La città è attraversata dal Danubio ed il più famoso dei suoi ponti è il Novy Most (Ponte Nuovo), divenuto oggi uno dei simboli cittadini. All’estremità del ponte si trova l’“Ufo”, un disco che ospita una piattaforma panoramica, un ristorante di lusso ed uno skybar. La moderna costruzione collega Staré Mesto, la città vecchia, con il quartiere residenziale di Petržalka, e venne costruito durante il comunismo, creando diverse controversie poiché la strada collegata al ponte passa proprio accanto alla Cattedrale di San Martino (un atto di sfida dei politici alla Chiesa cattolica), oltre al fatto che per costruire il ponte è stato distrutto quel che rimaneva del Quartiere Ebraico, già precedentemente devastato durante il nazismo.

Bratislava Interrail (5)

Novy Most in notturna, © Aktron / Wikimedia Commons

Non dimenticate di…
Cercare un free walking tour, un giro gratuito della città a piedi, a impatto zero e low cost: potrete lasciare alla vostra guida una mancia a seconda del vostro gradimento, ma senza alcun obbligo. Durante il tour vengono raccontate la storia della città e tantissime curiosità: ho scoperto così che… 

  1. i locali festeggiano alla stessa maniera compleanno ed onomastico, celebrando in pompa magna entrambe le ricorrenze;
  2. la sera del 24 dicembre si usa fare una cena in famiglia a base di pesce, che viene pescato o comprato qualche giorno prima: ogni famiglia però conserva la carpa viva fino alla vigilia di Natale, spesso nella vasca da bagno, così i bambini vi si affezionano… ovviamente al momento della cena è un pianto continuo per il sacrificio della povera carpa, perciò i piccoli vengono distratti con la consegna dei regali;
  3. in occasione del lunedì di Pasquetta i ragazzi sono soliti bagnare con acqua fresca le ragazze, per poi “frustarle” con ramoscelli: un’usanza per augurare loro buona salute. E non è tutto: per questo atto di estrema gentilezza, le ragazze danno loro una ricompensa in denaro! Vi lascio immaginare la faccia delle donne presenti al free walking tour…

La ragazza che mi ha fatto da guida, Stanka, mi ha trasmesso tutta la sua passione per questa capitale e per la rivoluzione culturale che è in atto da qualche anno: mi ha fatto venir voglia di tornare a Bratislava tra qualche tempo, per vedere come sarà cambiata.

Per altre informazioni sulla città si può consultare il sito ufficiale (in inglese).

Non perdetevi la prossima tappa del mio InterRail!

Vienna in InterRail, la mia (breve) seconda tappa

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Quant’è bella Vienna! Maestosa, regale e davvero splendida, più di quanto la ricordavo. Vienna è stata la seconda tappa del mio InterRail (dopo Lubiana, da cui sono partita), e qui ho trascorso purtroppo solo una giornata, ma conoscevo già questa città speciale, avendola visitata in due occasioni e con più tempo a disposizione. Ho scelto Vienna perché si collocava lungo il percorso ed era facilmente raggiungibile da Lubiana, oltre ad essere estremamente vicina a Bratislava (solo un’ora di treno), la mia terza tappa.

Vienna in InterRail (1)

il Duomo di Santo Stefano nel cielo di Vienna

Vienna colpisce fin dall’arrivo in stazione: io sono arrivata in quella principale, la Hauptbahnhof, una stazione immensa e modernissima e con tutti i servizi immaginabili. Anche i bagni (a pagamento, come nelle varie stazioni di servizio in autostrada) sono pulitissimi, e vi assicuro che dopo aver trascorso una notte in treno avrete voglia di passarci un bel quarto d’ora per rinfrescarvi, come ho fatto io!
Da qui il centro città si raggiunge in una ventina di minuti a piedi, ed offre davvero tanto da vedere. Io consiglio di trascorrere a Vienna almeno tre giorni, per visitare le principali attrazioni con calma, ma se siete di fretta come lo ero io riuscirete a fare una bella passeggiata ammirando da fuori le chiese, i palazzi e le architetture viennesi. Passate per l’Ufficio informazioni turistiche di Vienna, in Albertinaplatz: entrerete in un posto moderno e curatissimo, quasi un’opera d’arte architettonica, dove chiedere informazioni per un rapido giro in città. Portate via con voi il volantino “Vienna in tre giorni”: propone due itinerari a piedi da seguire per non perdersi le attrazioni principali!

Vienna in InterRail
Vienna è una città centrale e comoda da raggiungere con diversi mezzi, tra cui ovviamente il treno. In città ci sono più stazioni, ma tanti treni provenienti dall’Italia arrivano alla stazione principale, la Hauptbahnhof, recentemente rinnovata.
può essere una buona idea partire da Vienna per un Interrail verso l’Europa dell’est oppure verso ovest, data la sua posizione centrale e gli ottimi collegamenti con le principali città europee.

Cosa non perdervi a Vienna
Come dicevo, a Vienna vi attende un’infinità di cose da visitare e da fare. Nel mio breve giro in città ho fatto un tour tra le vie del centro per vedere almeno da fuori le attrazioni principali e per ravvivare i bei ricordi: ecco cosa non potete perdervi in questa capitale!

  • la Secessione, accanto al mercato “Naschmarkt“: si tratta di un edificio del 1898 che prende il nome dall’associazione artistica fondata l’anno prima da Klimt;
  • il Belvedere: per ammirare “Il bacio”, il famoso capolavoro di Klimt, e le opere di altri grandi come Schiele e Kokoschka;
  • l’orologio “Ankeruhr”: poco prima delle ore 12 prendete posto in piazza Hoher Markt e guardate in su, nella direzione in cui guardano tutte le persone. Allo scoccare del mezzogiorno dalle porticine accanto al quadrante inizieranno a sfilare diversi personaggi. Uno spettacolo unico!
  • la Ruota panoramica sulla Riesenradplatz, da cui godersi la vista sulla città da un’altezza di 64,75 metri;
  • il Museumsquartier, il quartiere dei musei con un tenero elefantino a guardia del gran parco prospiciente il Museo di storia naturale;
  • il Duomo di Santo Stefano, il simbolo di Vienna che risale al XII secolo;
  • l’Opera di Stato di Vienna, uno dei più importanti teatri lirici del mondo in cui vi sono rappresentazioni uniche;
  • se vi piace la grafica, l’Albertina è sede di una delle collezioni di grafica più estese e più preziose del mondo;
  • il Palazzo Imperiale (Hofburg), sede centrale dell’impero asburgico per più di sette secoli;
  • la Kunst Haus Wien dell’artista Friedensreich Hundertwasser (1928 – 2000) e la Hundertwasser-Haus, due edifici dalle forme irregolari e colori vivaci che fanno venir voglia di vedere com’è un appartamento al loro interno;
  • le tantissime mostre permanenti e temporanee di questa città culturalmente viva.

Vienna in InterRail (2)

Prendetevi una pausa qui:
al 15 süße Minuten – Café, a 5 minuti a piedi dalla stazione centrale. Io ci ho fatto colazione, ma il menu varia ogni giorno a pranzo e a cena; offrono prodotti freschi e gustosi e l’ambiente è molto giovane.

Fate un salto…
o meglio, fate una lunga passeggiata sulla Ringstrasse di Vienna, il viale lungo 5,3 chilometri sul quale si affacciano numerosi edifici monumentali costruiti a partire dalla seconda metà del XIX secolo: l’Opera di Stato, i neorinascimentali Musei di Belle Arti e di Storia Naturale, il Parlamento, il Municipio, il neobarocco Burgtheater, l’Università, il Museo di Arti Applicate, la Borsa di Vienna e la neogotica Votivkirche (Chiesa Votiva).

Non dimenticate di…
Vienna in InterRail (3)fare molta attenzione quando camminate sui marciapiedi a non spostarvi erroneamente sulla ciclabile, e lo stesso vale quando attraversate le strade: qui i ciclisti regnano sovrani (come spesso succede in Austria ed in Germania) e generalmente non si fermano se hanno loro la precedenza. Per il resto, tutti i viennesi sono gentili ed estremamente educati, comportatevi alla stessa maniera e vivrete al meglio questa meravigliosa città.
Se avete voglia di noleggiare una bicicletta e di vedere e vivere il lato verde della capitale, date un’occhiata qui e troverete altre informazioni utili.

E voi, siete mai stati a Vienna? Io ci tornerò in futuro per la quarta volta, perché ne vale la pena. Curiosate anche il sito ufficiale della capitale austriaca per altre informazioni sulla città, oppure chiedetemi consigli e suggerimenti per girare Vienna a piedi, sarò felice di aiutarvi!

Il mio InterRail continua… leggete qui la tappa successiva!

Lubiana, la prima tappa del mio InterRail

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Sono già trascorsi così tanti giorni dalla mia partenza che solo a pensarci non mi sembra vero. Eppure, se ripenso al mio InterRail, mi emoziono ancora. Perché è stato un viaggio davvero speciale, che mi ha regalato tanto… e che proprio per questo motivo mi sento di consigliare a tutti come una di quelle esperienze da fare almeno una volta nella vita. Certo, è necessario amare il viaggio lento, i treni, i nuovi incontri ed i viaggi on the road e non bisogna farsi prendere dal panico per gli imprevisti o per i ritardi nel programma quotidiano, ma per chi ama viaggiare in questo stile un InterRail è davvero imperdibile.
Ho strutturato i miei post in modo da darvi alcune informazioni utili se visitate questi luoghi viaggiando in InterRail, ma anche se usate altri mezzi o semplicemente se trascorrete qualche giorno in una di queste belle città, secondo l’esperienza che ho fatto io.

Lubiana (3)

La prima tappa del mio viaggio è stata Lubiana, dalla quale è ufficialmente partito il mio InterRail: infatti a Lubiana ci sono arrivata con un passaggio in auto da Padova in compagnia di una simpatica signora in viaggio verso Zagabria, con la quale mi sono data appuntamento fuori dalla stazione. Fino a Padova sono arrivata con due regionali (Rovereto-Verona-Padova), sui quali il mio biglietto InterRail non era valido perché ero ancora in Italia, e lo Stato di residenza non rientra nel Global Pass. Non sono riuscita nemmeno ad ottenere uno sconto, perché per gli addetti alla biglietteria io non stavo viaggiando verso il confine. Vabbè, e io allora supero il confine con BlaBlaCar!
Se volete sapere come funziona il biglietto InterRail, date un’occhiata a questo post.

Fin dal primo momento mi sono chiesta se Lubiana fosse davvero una capitale: al di là delle dimensioni abbastanza contenute, questa cittadina è molto pulita, ordinata e tranquilla. Anche la sua stazione rispecchia queste caratteristiche, ed è una delle stazioni che mi ha colpito di più lungo il mio InterRail perché la sala principale è decorata con specchi e giochi di luce da farla sembrare la versione ridotta del salone da ballo di un palazzo reale.

 

 

Lubiana in InterRail
La capitale della Slovenia è facilmente raggiungibile in treno, ma spesso partendo dalle principali città italiane si passa per Villach (Austria) e non per Trieste. Ad ogni modo, esistono treni notturni che permettono di essere a Lubiana in mattinata per godersi tutta la giornata.
Da Lubiana si può poi proseguire verso la Germania e l’Austria, oppure dirigersi verso Budapest, Belgrado ed i Balcani, o ancora virare verso la costa della Croazia. Io ho proseguito per Vienna, con due Euro Night (il cambio del treno era proprio a Villach) che mi hanno fatta svegliare nella capitale austriaca il mattino successivo. Non ho potuto però utilizzare la cuccetta, in quanto era impossibile riservare i posti dall’Italia ed in stazione a Lubiana le prenotazioni erano ormai chiuse, ma in ogni caso mi sarebbe costata troppo. Nel secondo Euro Night mi sono sistemata così lungo tre sedili, riposando tranquillamente fino a Vienna.
La stazione di Lubiana è a poche centinaia di metri dal centro, ed è fornita di deposito bagagli con armadietti dove poter lasciare i propri zaini.

La vista dal Castello di Lubiana

La vista dal Castello di Lubiana

Cosa non perdervi a Lubiana
Questa città offre molto, ma tutte le attrazioni sono concentrate nel centro storico, quindi Lubiana è facilmente visitabile a piedi e nel giro di una giornata. Ecco cosa vedere assolutamente secondo me:

  • il Castello, Ljubljanski Grad: collocato sulla collina che domina la città, vi si può salire con la funicolare oppure a piedi in circa 15 minuti. All’interno si trova un bel centro culturale con mostre, un ristorante ed un museo che racconta la storia di Lubiana e della sua antica fortezza. Da lassù si gode di una vista spettacolare su tutta la città ed i suoi dintorni;
  • la Cattedrale di San Nicola, una chiesa barocca dedicata al patrono dei pescatori;
  • i ponti di Lubiana: il Ponte dei Draghi, il Ponte dei Macellai con le sue buffe decorazioni, il Ponte dei Calzolai ed il curioso Ponte Triplo di Tromostovje, che collega la piazza Prešeren, dove si ritrovano i musicisti e gli artisti di strada, al centro storico;
  • la Chiesa francescana dell’Annunciazione, che si affaccia su piazza Prešeren con il suo squillante color aragosta;
  • Piazza Mestni, una volta il cuore della città antica, decorata con eleganti edifici barocchi tra cui Casa Haman, in cui ha sede la Galleria civica, i palazzi Lichtenberg, Rakovec e Obrez, la casa Souvan ed il Municipio con la torre dell’orologio. Davanti al Municipio sorge l’Obelisco della fontana dei Fiumi carniolani;
  • il palazzo della Banca di economia cooperativa (Zadružna gospodarska banka), con i suoi colori e motivi decorativi piuttosto vistosi che differenziano l’edificio dagli altri presenti lungo la via Miklošičeva Cesta;
  • il percorso lungo il fiume Ljubljanica, guardandosi attorno ed ammirando gli edifici barocchi accanto ai bastioni del castello. Ad ovest del fiume si trova la Lubiana più moderna, mentre ad est sorge il centro storico della città.
Lubiana di sera diventa... speciale!

Lubiana di sera diventa… speciale!

Il lungofiume è costellato di bar e gelaterie con i loro tavolini all'aperto... e simpatiche insegne!

Il lungofiume è costellato di bar e gelaterie con i loro tavolini all’aperto… e simpatiche insegne!

Prendetevi una pausa qui:
al Vodnikov Hram, in piazza Vodnikov. Io ho cenato assieme alla mia amica con un’ottima grigliata mista ed un gustoso antipasto locale a base di pasta sfoglia e formaggio, spendendo circa 20 € a testa. Abbiamo esagerato con le ordinazioni, non sapendo che le porzioni sarebbero state così abbondanti! Davvero consigliato, anche per il personale cordiale e per l’ambiente apparentemente spartano ma molto accogliente.

Fate un salto…
al mercato centrale locale, il Centralna Tržnica. Tra piazza Vodnikov e piazza Pogačarjev, anche sotto i portici, ogni giorno (eccetto la domenica) si può trovare frutta, verdura e fiori, specialità slovene e l’artigianato locale, per souvenir che parlano della vera Lubiana.

Non dimenticate di…
fare quattro passi o un pic-nic al Parco Tivoli, il più grande parco della città fuori dal centro storico con passeggiate, fontane, un giardino botanico e due castelli che ospitano una Galleria/Centro internazionale d’arte grafica ed il Museo di storia contemporanea della Slovenia.

Per tutte le altre informazioni sulla capitale della Slovenia si può visitare il sito ufficiale. Se invece avete domande, dubbi o curiosità sulla mia esperienza a Lubiana in InterRail, sarò felice di rispondervi! 🙂

Non perdetevi la tappa successiva del mio InterRail!