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La sostenibile leggerezza del viaggio

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In occasione dell’arrivo a Rovereto della mostra fotografica di viaggio “Il Giro del Mondo in 80 blogger” ho conosciuto personalmente Eliana Lazzareschi Belloni, autrice di “La sostenibile leggerezza del viaggio. Guida-diario per un turismo sostenibile“.
Durante la serata organizzata all’interno di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, io e lei abbiamo fatto due chiacchiere “green”, per raccontare ai visitatori della mostra ed ai curiosi presenti all’evento come si può fare per viaggiare più ecologicamente e responsabilmente.

intervista Chiara ed Eliana

Io ed Eliana durante la chiacchierata a Smart Lab, dov’è allestita la mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger”

Proprio il festival del turismo responsabile IT.A.CÀ, nelle sue varie tappe in tutta Italia, ci invita a riconsiderare il viaggio non più solo come semplice vacanza, ma come un’esperienza capace di soddisfare il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa. Un’esperienza che trasforma il turista in un residente temporaneo, perché si sente parte del luogo che sta visitando. Ed è proprio quello che cerca di fare Eliana nei suoi viaggi, con accorgimenti ed abitudini che le permettono di spostarsi, mangiare e visitare in modo responsabile ed eco-compatibile.

La sostenibile leggerezza del viaggioLa prima parte del suo libro affronta diversi punti, dando un utile vademecum ricco di consigli pratici per un viaggio sostenibile: dalla meta scelta, alle strutture da privilegiare, dalle modalità di trasporto alle occasioni per aiutare lo sviluppo locale, come il fatto di provare i piatti e la cucina del luogo. E ancora, quali buone abitudini adottare in viaggio, come stare a contatto con la natura, come affinare il proprio spirito di adattabilità.
Nella sua guida-diario per un turismo sostenibile Eliana dà anche parametri utili per valutare l’effettiva eco-compatibilità di una struttura e di una destinazione, come la gestione dei prodotti alimentari, dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti e dei trasporti.

Un intero capitolo è dedicato alle risorse per viaggiare in maniera sostenibile: siti dedicati alle strutture eco-friendly, alla mobilità sostenibile, all’ospitalità ed al volontariato, fino ai viaggi spirituali. Si trovano tantissimi spunti per viaggiare in modo responsabile ed anche low cost!
La prima parte si conclude con una sezione dedicata ai luoghi danneggiati dal turismo di massa (quante fitte al cuore, per luoghi che vorrei vedere almeno una volta nella vita, ma senza danneggiarli ulteriormente) allo sfruttamento animale nel turismo, mettendo in luce tante situazioni in cui l’uomo, per ignoranza o per soldi, abusa degli animali per compiacere i turisti, spesso ignari di tutto ciò che sta dietro questi business.

Eliana è una ragazza solare, grintosa e positiva: mentre racconta dei suoi viaggi pendiamo tutti dalle sue labbra, curiosi di conoscere le sue avventure. Lo stesso avviene leggendo la seconda parte del suo libro, dedicata alle sue esperienze di viaggio lento e sostenibile del 2016: un fil rouge le lega le une alle altre, e non è solo il tema della sostenibilità. Certo, anche e soprattutto quello, dato che alla fine di ogni viaggio Eliana dà i voti alla propria esperienza, creando una mini-pagella per autovalutare quanto il suo viaggio sia stato eco-sostenibile. L’altro filone che lega questi cinque racconti di viaggio è il viaggio in solitaria: l’autrice è (quasi) sempre partita da sola, riscoprendo un modo di viaggiare che ora le appartiene. In viaggio da sola ha riscoperto lati di sé che prima non conosceva, e si è sentita più libera di stringere nuove amicizie e relazioni, lanciandosi senza paura in chiacchierate con sconosciuti ed in esperienze nuove come il Couchsurfing.

Quando Eliana parla del Couchsurfing, per l’ennesima volta, mi ritrovo nelle sue parole e nel suo spirito di viaggio.

Sono sempre stata affascinata dalla diversità, forse è proprio per questo motivo che quando viaggio mi piace stare a contatto con le persone del posto e apprendere di più sulla loro cultura, sulla loro storia e sul loro atteggiamento. Questo spirito e filosofia vengono abbracciati in toto dal couchsurfing. Affidarsi a perfetti sconosciuti è difficile, forse la cosa più complicata di tutte. Siamo abituati a diffidare e, anche quando ci accadono cose belle, rimaniamo involontariamente sulla difensiva. Spesso scatta un meccanismo psicologico implicito, come se non ci sentissimo davvero meritevoli di certe fortune o gioie, tanto da dover necessariamente cercare un lato oscuro o negativo.

In questo periodo di incertezze io ho deciso di ascoltare le storie belle che l’umanità ha da raccontarci, è il mio modo di reagire alla negatività. Ogni giorno ci sono persone che si conoscono in viaggio, relazioni umane che s’intrecciano in maniera spontanea, gente generosa che offre ospitalità a estranei senza aspettarsi nulla in cambio, solo per il piacere di conoscere gli altri, di donarsi, di interagire con loro. E questo è sempre accaduto: in antichità la gente usava ospitare pellegrini e raminghi e all’epoca non c’era internet, non ci si poteva informare sulle persone, non c’erano le referenze di altri ospitanti e ospiti.

Lo scambio gratuito è la cosa più bella che c’è dietro la filosofia di questa comunità e il progresso di internet, nonostante i suoi lati negativi, aiuta a diffonderne lo spirito.

Il libro è un condensato di consigli di eco-sostenibilità e di esperienze che mettono in pratica i principi del viaggio lento, sostenibile e responsabile. Un manuale che consiglio vivamente di leggere per cambiare il proprio punto di vista, in viaggio e non solo. Lo potete trovare qui, mentre a questo link trovate il blog di Eliana, Geco Travels (dall’unione della G di Geo, ECO di Ecologia ed O di Olismo).

Buon viaggio lento, sostenibile e responsabile a tutti! 🙂

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Un’estate diversa: 5 idee per vacanze alternative

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L’estate è alle porte e la voglia di partire è sempre più forte: se ancora non sapete dove andare nei prossimi mesi, ecco 3 idee per trascorrere vacanze alternative, sostenibili e responsabili, per ricordi che non sbiadiranno con il passare del tempo! 😉

Per trascorrere una vacanza diversa tutelando l’ambiente il Fondo Ambiente Italiano propone i FAI Summer Camp, una settimana dedicata ai ragazzi dai 20 ai 26 anni da trascorrere nei luoghi più belli d’Italia. In pochi giorni si  può così entrare a far parte della grande missione della tutela culturale, aiutando il FAI a prendersi cura dell’immenso patrimonio italiano di arte e natura ed imparando al tempo stesso trucchi e segreti direttamente dai professionisti della cultura. Per l’estate 2017 sono in programma diversi camp da nord a sud del nostro Bel Paese, e più precisamente a Cuneo nel Castello della Manta, nel Castello e Parco di Masino a Caravino in provincia di Torino, a Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), a Perugia nel Bosco di San Francesco, a Tivoli (Roma) nel Parco Villa Gregoriana, e nella Valle dei Templi ad Agrigento nel Giardino della Kolymbethra.

Campi estivi FAI - Fondo Ambiente Italiano

Credits FAI – Fondo Ambiente Italiano

Anche Legambiente propone campi estivi di volontariato a tutela della flora e fauna sia italiana che estera. Dall’Arcipelago toscano a Lampedusa, dalle Cinque Terre al Cilento, ognuno può contribuire ai diversi progetti di salvaguardia del territorio.

Libera, invece, ripropone anche per l’estate 2017 “E!State Liberi”, numerosi campi di impegno e formazione sui terreni e nei beni confiscati alle mafie ed ora gestiti dalle cooperative sociali e dalle associazioni. L’esperienza di questi campi prevede tre momenti diversi: le attività agricole o di risistemazione del bene, la formazione e l’incontro con il territorio per uno scambio interculturale. L’obiettivo principale dei campi è quello di diffondere una cultura fondata sulla legalità e sulla giustizia sociale attraverso l’approfondimento e lo studio del fenomeno mafioso, che avviene direttamente tramite il confronto con i familiari delle vittime di mafia, le istituzioni e gli operatori delle cooperative sociali e delle associazioni che gestiscono i beni confiscati.

A chi ama visitare più Paesi e città durante le vacanze io consiglio di provare l’InterRail: un biglietto ferroviario che vale per uno o più stati e permette di viaggiare in assoluta libertà! Ci sono tanti motivi per fare un InterRail: è anche per questo che nel 2015 ho deciso di partire e visitare in treno l’Europa dell’Est, fino ad arrivare ad Istanbul (se siete curiosi qui trovate tutte le mie tappe). Il treno dà una sensazione di libertà impagabile, ed ha un ritmo perfetto per viaggiare ad una buona velocità senza però perdersi nulla lungo il cammino.

Viaggiando in InterRail.

Un’altra idea per un viaggio itinerante è l’autobus. Flixbus ha proposto da pochi mesi il biglietto Interflix, per visitare fino a 5 città durante un unico grande viaggio. Il prezzo è davvero contenuto (99 €) e permette di scegliere 5 destinazioni tra più di 900 mete in 20 Paesi europei, da visitare entro 3 mesi. Un viaggio con più tappe ma a impatto ambientale ridotto! 🙂

E voi che vacanze trascorrerete quest’estate? Se siete ancora indecisi ora avete qualche idea in più. Oppure avete già pianificato nuove avventure? Raccontatemelo nei commenti! 😉

Destinazione Umana, un nuovo modo di vivere il viaggio

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Se decidessi di partire ora, a cosa ti affideresti? Al sogno rinchiuso nel cassetto, al desiderio di rivedere un luogo o una persona particolare, o semplicemente al cuore? Servirebbe un’ispirazione, anzi, un viaggio ispirazionale. Destinazione Umana è un tour operator on-line che risponde ad una domanda precisa: non dove i viaggiatori vogliono andare, bensì chi desiderano conoscere. Credono nel valore dell’esperienza, e nella bellezza dell’incontro con l’Altro. Ho conosciuto Silvia, ideatrice con Valerio di Destinazione Umana, e – incuriosita da questa proposta alternativa – ho pensato di farle qualche domanda.

silvia destinazione umana

  • Destinazione Umana, un nome che racconta già un grande progetto. Ce lo descrivi in 3 parole?

Sivia: accoglienza, umanità, ispirazione.

  • Silvia, tu sei una delle fondatrici: ci racconti com’è nata questa idea?

Silvia: La nascita e lo sviluppo di questa idea rappresentano già di per sé un viaggio 🙂 Mi sono laureata nel 2009 in scienze politiche, corso di cultura e diritti umani. Al grido di “salverò il mondo!” mi sono trovata, in realtà, a dover chiudere per un po’ i miei sogni in un cassetto, accettando un contratto a tempo indeterminato come impiegata nell’ufficio commerciale di un’azienda. Dopo 4 anni alla scrivania il mio livello di creatività era però andato a farsi friggere e, decisa a rianimarlo, ho aperto per gioco, insieme a Valerio, il blog ViviSostenibile. Da quel momento è stato uno spalancarsi continuo di opportunità che mi ha portato, dopo qualche mese, a licenziarmi per aprire e gestire un b&b sulle colline della Valsamoggia (BO). Quell’esperienza, durata un anno, mi ha regalato le intuizioni che oggi sono alla base di Destinazione Umana. Da un lato, infatti, mi sono resa conto che non esistevano strumenti di promozione per piccole strutture ricettive, fuori dalle mete “mainstream”, che volessero raccontarsi in maniera autentica rimettendo al centro dell’attenzione i valori e la storia che erano alla base del loro lavoro di ricettività. E dall’altro ho notato che i viaggiatori che arrivavano al mio b&b erano sì interessati alle belle camere e al territorio, ma c’era soprattutto la curiosità di scambiare esperienze con me, di relazionarsi umanamente, di ispirarsi. Da lì il progetto si è evoluto prima in associazione, poi in portale di viaggi, fino a diventare quello che è oggi: il primo ed unico tour operator al mondo a chiederti non dove vuoi andare, bensì chi desideri conoscere.

  • Come si può partire da un’ispirazione per trovare il viaggio adatto a sé?

Silvia: Come dicevo prima, la nostra rivoluzione è ribaltare la tradizionale concezione del viaggio per portarti non verso una meta fine a se stessa, bensì verso la Destinazione Umana che più fa al caso tuo. Per farlo ti guidiamo attraverso 4 ispirazioni di viaggio:
cambiamento, pensata per tutti quei viaggiatori che desiderano fare un cambio più o meno radicale della loro vita e conoscere qualcuno che ha già intrapreso questo percorso per lasciarsi ispirare;
innovazione, pensata per tutte quelle persone che desiderano sviluppare un’idea di impresa durante il viaggio;
ruralità, per chi sente il bisogno di immergersi nella natura, in contesti rurali e non cittadini;
spiritualità, ideata per chi è alla ricerca di una riconnessione con se stesso.

ispirazioni destinazione umana

  • Come fa un luogo o un’attività turistica a diventare una Destinazione Umana?

Silvia: Al momento accogliamo persone che si occupano di accoglienza turistica e che desiderano mettere a disposizione dei viaggiatori non solo dei posti letto, ma anche la propria storia, per ispirarsi a vicenda.
Per entrare a far parte della nostra rete si possono candidare compilando questo form, dopodiché verranno ricontattati per un colloquio conoscitivo che ha l’obiettivo di verificare che ci sia una reale condivisione della filosofia di viaggio che promuoviamo.
Discorso diverso sui territori, sui quali elaboriamo noi proposte di viaggio per farli conoscere attraverso le persone che li vivono, ad esempio un viaggio come Palermo Umana.

  • Destinazione Umana ha inventato la figura dell’Inspirational Travel Designer. Ci spieghi meglio di cosa si tratta?

Silvia: Certo! Siamo partiti ponendoci questa una domanda: Il lavoro del consulente di viaggi è obsoleto? Crediamo di no, ma solo a patto che sia sempre più in grado di comprendere che c’è una vacanza giusta per ogni momento della vita. L’Inspirational Travel Designer è quel consulente che viene formato da Destinazione Umana per disegnare vacanze che incontrino psicologicamente le necessità del viaggiatore, al fine di poter ideare, promuovere e vendere viaggi che soddisfino i suoi veri bisogni. Su questa pagina trovate maggiori informazioni su come candidarvi per diventarlo 🙂

A me è venuta voglia di partire subito e di scoprire questo modo unico di viaggio, e a voi? 😉

Non chiederti più dove, ma chi.

Scopritene di più su Destinazione Umana sul loro sito.

Il mio ABC del viaggiare sostenibile e responsabile

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Viaggiare in maniera più sostenibile non è impossibile: ognuno di noi può fare qualcosa nel proprio piccolo, in ogni viaggio. Basta poco: ecco il mio alfabeto del viaggiare sostenibile e responsabile! 🙂

A come… Ambiente: un viaggio sostenibile è tale se rispetta l’ambiente circostante. Partendo dai mezzi di trasporto, fino alle scelte che si fanno in loco, ogni atteggiamento è importante per rispettare il territorio che si sta visitando.

B come… Biciclette: utilizza mezzi ecologici e ad impatto zero come le bici per spostarti, sia dove abiti sia quando visiti un posto nuovo.

bicicletta

C come… Condivisione: per limitare gli sprechi e le emissioni e per risparmiare si può semplicemente condividere. Un viaggio, un alloggio, un pasto: è la sharing economy, l’economia della condivisione che aiuta l’ambiente e le persone.

D come… Dare prima di ricevere: che sia un sorriso, un saluto o qualcosa di materiale, è importante essere pronti ad offrire prima di aspettarsi di ricevere qualcosa.

E come… Empatia: il viaggiatore responsabile viaggia con la mente ed il cuore aperti, per comprendere e mettersi nei panni delle persone che incontra, e tornare arricchito nel profondo.

F come… Free walking tour: per visitare una città in maniera economica ed ecologica, i free walking tour sono l’ideale. Queste visite guidate gratuite (si lascia una “mancia” solo se e quanto si vuole) si svolgono a piedi e sono spesso organizzate da giovani locali che mettono tanta passione in ciò che fanno. Un bel modo di scoprire un nuovo posto!

G come… Grazie: il viaggiatore responsabile non si dimentica di dire grazie, è una parola che cerca di imparare, ricordarsi ed usare nella lingua locale del posto che visita.

H come… Hotel? No grazie, a meno che non sia sostenibile e gestito da persone del posto! Il viaggiatore responsabile preferisce soluzioni alternative, più legate al territorio e che coinvolgano gli abitanti locali, come Bed&Breakfast, agriturismi, piccoli appartamenti, Airbnb o anche Couchsurfing. Ci sono anche strutture eco e green di ottima qualità: si possono trovare online su portali green come Piuturismo ed Ecobnb.

I come… InterRail, un modo ecologico (ed economico) di viaggiare. Il treno permette di spostarsi con ritmi meno frenetici e di arrivare fin nel cuore delle città, senza inquinare, e la formula dell’InterRail apre le porte ad un viaggio di avventura, esplorazione, libertà.

mondo

L come… Lentezza: scoprire o riscoprire un luogo, assaporare un piatto tipico, spostarsi su un mezzo locale… tutto ha un sapore diverso se fatto lentamente.

M come… Musica, il linguaggio universale che unisce tutte le culture, assieme alla danza, al canto e a tante altre arti.

N come… Naturale: in viaggio ma anche nella vita di ogni giorno cerca di utilizzare prodotti naturali, come alimenti, frutta e verdura bio, prodotti ecologici e materiali poveri e semplici, per scelte più responsabili per te e per l’ambiente.

O come… Occhi: guarda negli occhi chi incontri, ma non dimenticarti di ascoltare, sorridere e tendere la mano. Cerca di conoscere chi abita il luogo che stai visitando.

P come… Piedi: sono il tuo mezzo di trasporto migliore, per camminare in lungo e in largo e visitare quanto più possibile senza inquinare.

Q come… Quando: decidere quando viaggiare è fondamentale per evitare di spostarsi quando lo fa la maggior parte dei turisti, per visitare un luogo con più calma e per godersi meglio una destinazione. La bassa stagione è l’ideale per approfittare di prezzi più bassi e per aiutare anche il turismo di diverse località a destagionalizzarsi.

R come… Rispetto, per chiunque e per qualunque cosa incontri in viaggio: per le persone innanzitutto, ma anche per i luoghi, per le culture e per le tradizioni locali.

slow travel

S come… Street food: i mercati tipici e le bancarelle che vendono cibo sono piccoli scrigni di cultura locale. Assaggia le pietanze tipiche dai venditori ambulanti e nei mercati locali: scoprirai l’enogastronomia del posto spendendo poco!

T come… Tipico: se visiti un posto cerca di scoprire cosa è tipico del luogo, sia per assaggiare i prodotti enogastronomici sia per conoscere le tradizioni. In questo modo ti immergerai davvero nella cultura locale.

U come… Utilità: il turismo può essere davvero utile per una località, per la sua popolazione ed in generale per lo sviluppo dell’economia locale, se attuato con i giusti principi e nel rispetto del luogo e dei suoi abitanti.

V come… Viaggiatore e non turista: qual è la differenza? Il viaggiatore non va alla ricerca delle 10 cose da vedere di un luogo, ma si perde tra i vicoli di una città. Ama esplorare, provare le cose tipiche di un posto e muoversi con mezzi locali. Non segue i classici itinerari, ma li crea da sé, con i consigli della gente del luogo.

Z come… Zaino: un bagaglio pratico, comodo e facilmente trasportabile come uno zaino può aiutare a viaggiare più leggeri e ad inquinare di meno.

…e # come #viaggiaresponsabile, il tag che ho creato per segnalare tutte le iniziative o proposte di turismo sostenibile e responsabile in Italia e nel mondo: usalo sui social per farmi conoscere nuove idee!

Sicuramente avrò dimenticato qualche aspetto fondamentale o qualche particolare per viaggiare in modo sostenibile e responsabile: ti va di aiutarmi ad arricchire questo abecedario della sostenibilità con i tuoi suggerimenti? 🙂 Lasciami la tua idea nei commenti!

2017, Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

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logo international year of sustainable tourismEra il 4 dicembre 2015 quando l’ONU ha dichiarato il 2017 Anno Internazionale del Turismo Sostenibile: ad oggi sono già iniziati i 12 mesi che celebrano e promuovono il contributo che il settore turistico può dare alla costruzione di un mondo migliore. È proprio questo il principale obiettivo dell’Anno Internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo, un’occasione per sensibilizzare le persone a diffondere consapevolezza del grande patrimonio delle diverse culture e per ribadire l’esigenza di un turismo attento, consapevole e rispettoso del patrimonio culturale ed ambientale. Mai come oggi ne abbiamo bisogno.

Nel settembre 2015 più di 150 leader internazionali si sono incontrati alle Nazioni Unite: la comunità degli Stati ha approvato l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, i cui contenuti sono divisi in 17 obiettivi, molti dei quali possono ricevere un grande contributo dal turismo sostenibile e responsabile. Questo argomento non è una novità in ambito internazionale, ma ribadisce quanto già stabilito alla Conferenza sullo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Rio+20) ed ancor prima al Summit di Rio del 1992, che sottolineava come il “turismo ben progettato e ben gestito” può contribuire alle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, alla creazione di posti di lavoro ed al commercio internazionale.

obiettivi sviluppo sostenibile

I 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile

Secondo Taleb Rifai, segretario generale dell’UNWTO (United Nations World Tourism Organization), quest’anno è un’occasione per sviluppare un turismo più responsabile e impegnato in grado di promuovere il contributo ai tre pilastri della sostenibilità, economico, sociale ed ambientale, e di risvegliare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle reali dimensioni di questo importante settore spesso sottovalutato. Il turismo infatti oggi rappresenta il 7% delle esportazioni in tutto il mondo, un posto di lavoro su undici ed il 10% del PIL mondiale: per questo, se ben gestito, può favorire la crescita economica, l’inclusione sociale e la tutela dei beni culturali e naturali.
In questo quadro il turismo sostenibile può essere un grande vantaggio specialmente per le piccole società locali, in quanto valorizza l’ambiente, tutela il patrimonio culturale e sviluppa nuove forme di economia, permettendo anche alle realtà più fragili e deboli di proteggere le loro tradizioni e diversità.

L’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo promuove il ruolo del turismo in questi cinque settori chiave:

  • la crescita economica inclusiva e sostenibile;
  • l’inclusione sociale, l’occupazione e la riduzione della povertà;
  • l’efficienza delle risorse, la tutela dell’ambiente e dei cambiamenti climatici;
  • i valori culturali, la diversità e il patrimonio;
  • la comprensione reciproca, la pace e la sicurezza.

il contributo del turismo

Ogni viaggiatore può contribuire alla salvaguardia ambientale ed all’equità sociale, non solo in quest’anno dedicato ma in generale ogni volta che si sposta, semplicemente viaggiando con il cuore e con la testa e cercando di fare scelte più attente: viaggiare responsabilmente significa avere a cuore il benessere della popolazione locale, della sua cultura e dell’ambiente che ci ospita.

Le manifestazioni che celebrano l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile sono diverse, costantemente aggiornate sul sito dedicato. Il sito, ricco di contenuti, contiene anche una bellissima sezione dedicata alle storie di chi è coinvolto quotidianamente nel mondo del turismo, lo respira, lo vive e lo plasma.
Ognuno di noi può partecipare e contribuire in quest’anno speciale, anche solo diffondendo i valori del turismo sostenibile e responsabile. Se vi va, segnalatemi i progetti di turismo sostenibile che conoscete utilizzando il tag #viaggiaresponsabile sui social network: li inserirò nella mia rubrica! 🙂 Insieme possiamo rendere questo mondo un posto migliore anche viaggiando: io ci credo.

I Mercatini di Natale del Trentino tra tradizione e sostenibilità

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I Mercatini di Natale in Trentino sono parte di una tradizione ormai consolidata, che a partire da metà novembre e fino ai primi di gennaio del nuovo anno colorano e profumano i centri storici di tanti piccoli borghi e cittadine. Anche quest’anno il Trentino si veste di luci natalizie e di magia: ecco una breve guida ai suoi Mercatini di Natale e qualche suggerimento per visitarli in maniera sostenibile.

Mercatini di Natale di Arco

I Mercatini di Natale di Arco

Mercatini di Natale di Rovereto

locandina Natale dei Popoli RoveretoCome non partire dalla mia città? I Mercatini di Natale di Rovereto, dal 25 novembre al 6 gennaio, sono da sempre legati alla condivisione ed alla solidarietà: il Natale dei Popoli richiama pace, gioia ed armonia. Ogni anno i Mercatini di Rovereto ospitano artigiani e artisti provenienti dai diversi Paesi del mondo ed accolgono un nuovo Paese per condividere lo spirito del Natale: quest’anno ospite della città della Pace è la Grecia, un popolo di naviganti con cui condividiamo un mare crocevia di storie e di culture.

Il centro storico è animato dalle botteghe artigiane, da installazioni di luce, laboratori natalizi e tanti presepi, come quello di Lampedusa realizzato con il legno delle barche dei migranti, quello di Betlemme costruito con il legno di Ulivo, il presepe africano preparato da alcuni profughi ospiti di Rovereto. Una città dove respirare tutta la magia e la solidarietà del Natale.

 

Mercatini di Natale di Trento

Tradizionali, accoglienti, d’atmosfera: i Mercatini di Natale di Trento riempiono la città di luci, colori e profumi che invitano, dal 19 novembre al 6 gennaio, a riscoprire la bellezza dell’artigianato e la bontà dei prodotti tipici delle quasi 100 casette dislocate in Piazza Fiera e in Piazza Battisti, oltre alle altre iniziative presenti nelle vie e nelle piazze di tutta la città.

Trento natalizia

Piazza Duomo a Trento (foto R. Magrone)

A pochi chilometri da Trento si trova Santa Massenza, un piccolo borgo che tutti i weekend di dicembre e nel ponte dell’Immacolata ospita caratteristici Mercatini artigianali autentici e punti di ristoro a chilometro zero all’interno dei vòlti delle abitazioni. Anche il nome dei Mercatini è davvero curioso: “Vite di luce”, un omaggio alla vite (qui si producono le grappe) ed all’energia della centrale elettrica.

 

Mercatini di Natale del Garda Trentino

Canale di Tenno

Canale di Tenno

I Mercatini di Natale del Garda Trentino sono la dimostrazione di quanto il Lago di Garda sia magico anche in inverno. Ad Arco dal 18 novembre all’8 gennaio la piazza principale ospita un luminoso Mercatino di Natale con circa 40 casette di prodotti artigianali. Anche gli animali sono ospiti del Mercatino di Arco, come le caprette e asinelli. Completano l’offerta altre iniziative come visite guidate nel centro storico, percorsi dedicati al pittore arcense Segantini ed all’aeronautico Caproni, mostre di presepi, giri del centro a bordo del trenino, spettacoli musicali ed il magico Parco degli Gnomi di Arco.

Un Mercatino di Natale davvero unico è quello di Canale di Tenno, uno dei Borghi più belli d’Italia: immersi in una magica atmosfera sospesa tra Medioevo e tradizione, i Mercatini sono esposti nei vòlti e nelle corti in pietra di questo piccolo borgo dal 26 novembre al 18 dicembre.
Da non perdere anche i Mercatini di Natale di Rango, un altro dei Borghi più belli d’Italia, dal 26 novembre al 27 dicembre.

A Riva del Garda invece si potrà visitare la Casa di Babbo Natale, partecipare all’Accademia degli Elfi e perdersi nel Villaggio Di Gusto in Gusto, con prodotti locali sapientemente elaborati dai ristoratori del posto da gustare e portare a casa con sé.

 

Mercatini di Natale di Pergine e Levico

Anche la Valsugana non è da meno e offre due Mercatini di Natale speciali. A Pergine Valsugana, dal 12 novembre all’8 gennaio, il centro si anima con il Mercatino di Natale del Villaggio delle Meraviglie. Spettacoli, canzoni, musici e giocolieri, luci e colori renderanno Pergine Valsugana un luogo speciale: in programma ci sono laboratori artigianali, mostre e degustazioni di prodotti tipici lungo le vie del centro.

A Levico Terme, dal 19 novembre al 6 gennaio, viene allestito uno speciale Mercatino di Natale asburgico nel Parco secolare degli Asburgo, con tanti eventi per tutti i gusti, dalle feste gastronomiche agli eventi musicali, dagli appuntamenti più folkloristici fino ai fuochi d’artificio.

 

Come visitare i Mercatini di Natale in maniera sostenibile?

BlaBlaCarSe possibile, lasciate a casa l’auto e muovetevi con i mezzi pubblici: i parcheggi non sono tantissimi, nemmeno in “grandi” città come Trento, quindi eviterete anche lo stress da parcheggio.
In alternativa, cercate un passaggio con BlaBlaCar, la piattaforma per condividere i viaggi in auto: tra l’8 e l’11 dicembre, in occasione del Ponte dell’Immacolata, saranno oltre 60.000 i posti in auto condivisi, di cui 2.400 da e per Trento.
Proprio da quest’anno e per la prima volta BlaBlaCar è mobility partner di numerosi Mercatini di Natale, come quelli di Rovereto e di Trento: sono proprio i siti ed i canali web dei Mercatini che suggeriscono ai visitatori di scegliere una soluzione di viaggio sostenibile e social per visitare queste città. BlaBlaCar, basandosi sui principi della sharing economy, permette di viaggiare più ecologicamente, di risparmiare e di fare nuove conoscenze: le ore trascorse in auto con altri compagni di viaggio sono occasioni perfette per incontrare nuovi amici e persone di nazionalità diversa con le quali chiacchierare, magari in più lingue.

Il magico mondo delle Piante e Animali perduti di Guastalla

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Uno strano nome per una fiera, no? “Piante e Animali Perduti” è la festa della biodiversità che si celebra ogni anno alla fine di settembre a Guastalla. Le vie del piccolo centro storico si riempiono di bancarelle di frutta e fiori, e per tutto il paese si spande un profumo speciale, mentre nella corte di Palazzo Ducale, al centro della fiera, risuonano le voci dei bimbi stupiti che provano i giochi di una volta ed i versi dei simpatici animali da cortile che animano la manifestazione. Piante e Animali Perduti infatti non è una classica fiera, perché si svolge proprio tra le stradine del centro, che diventa completamente pedonale per ospitare la fiera a cielo aperto, a cui si può accedere con un modestissimo biglietto di 3 euro.

La festa di Piante e Animali Perduti è un fine settimana che promuove la conoscenza della biodiversità, facendo avvicinare i visitatori al mondo rurale ed alla cultura del giardino e sensibilizzandoli al rispetto dell’ambiente ed a nuovi stili di vita, grazie alla presenza di specie vegetali e animali tradizionali o a rischio estinzione ed alla valorizzazione della cultura rurale e delle tradizioni pastorali.

artigianatoPiante e Animali Perduti, giunta quest’anno alla XX edizione, è un tripudio di colori, profumi e sapori: le vie e piazze del centro ospitano una ricchissima mostra mercato con varietà tradizionali di frutti, fiori, ortaggi e sementi ed anche diverse razze di animali rurali. Sotto i portici secenteschi e nelle vie del centro i piccoli produttori e gli espositori mettono in mostra prodotti eno-gastronomici, biologici, tipici e dimenticati ma anche manufatti artigianali e vintage. La fiera dedica una sezione speciale all’artigianato di qualità ed un’altra alle gastronomie sconosciute d’Italia ed agli antichi sapori, con specialità agroalimentari italiane, presidi Slow Food e le genuine prelibatezze del territorio (ne cito solo alcuni nominando il Parmigiano-Reggiano, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ed il lambrusco… ho già l’acquolina in bocca!).

Animazioni, giochi, incontri, laboratori per riscoprire arti antiche e giochi di una volta ed attività per bambini fanno da cornice ad un evento che ha davvero il sapore della genuinità, con quasi 500 espositori che per un fine settimana portano a Guastalla il loro lavoro e la loro passione, cercando di trasmetterla ai numerosi visitatori. Le diverse attività in programma, molte delle quali dedicate ai più piccoli come la “fattoria” nel giardino di Palazzo Ducale, stimolano una giusta consapevolezza per rispettare la natura e gli animali e per preservare l’equilibrio sulla terra.

artigianato in mostra nel cortile interno di Palazzo Ducale

L’artigianato in mostra nel cortile interno di Palazzo Ducale

Guastalla è un piccolo comune della provincia di Reggio Emilia da sempre legato alla storia del fiume Po, una cittadina da non perdersi a pochi chilometri da Mantova, Parma e Reggio Emilia. In città sono diversi i luoghi che ospitano la manifestazione, dal Palazzo Ducale con il suo cortile interno ed il bel giardino esterno fino alle diverse piazze del centro storico. Per due brevi intensi giorni Guastalla si trasforma in un vero Eden, con colori e profumi inebrianti di fiori di ogni tipo che guidano lungo i vicoli del centro tra piante rare, acquatiche, a fioritura autunnale o piante aromatiche officinali. Ci si incuriosisce di fronte ad alberi di frutti antichi dai sapori unici e ormai dimenticati, si guarda con stupore e divertimento le mostre pomologiche di centinaia di frutti poco noti del territorio, i funghi “buoni” e quelli velenosi, i peperoncini piccanti provenienti da ogni parte del mondo.

peperoncini

Piante e Animali Perduti è un’ottima occasione per visitare la cittadina gonzaghesca di Guastalla e le sue attrazioni, come Palazzo Ducale, piazza Mazzini con il monumento a Ferrante I Gonzaga, il Municipio e la cinquecentesca Concattedrale di San Pietro Apostolo, il teatro, la biblioteca e la torre civica.

piazza centrale

La piazza centrale accoglie piante di ogni tipo. Sullo sfondo, Palazzo Ducale

Sul fronte del rinascimentale Palazzo Ducale un occhio attento può scorgere uno stemma con tutti i simboli della città: il leone rampante dei Gonzaga, il toro rappresentativo della famiglia Torello che aveva acquistato la contea e poi il ducato, il biscione visconteo ed il cane dei Canossa. Nella piazza di fronte, un monumento celebra Ferrante I Gonzaga, sovrano della Contea di Guastalla dal 1539, mentre li accanto si erge il Duomo di Guastalla, che ha riaperto i suoi battenti lo scorso 2 ottobre dopo una lunga ristrutturazione.

Girovagando per le bancarelle del centro storico si può giungere ad un curioso incrocio, chiamato “Croce del Volterra“: se fate attenzione, noterete alla fine di ogni via la presenza di una chiesa. Da est verso ovest, verso i quattro punti cardinali, si trovano la chiesa di San Carlo (o delle Agostiniane), quella di Santa Maria dei Servi (o Santa Maria Annunciata), il Duomo ed infine la chiesa del Santissimo Crocifisso (o delle Cappuccine), in una sorta di percorso dei punti principali della vita di Gesù.

biblioteca MaldottiUn’altra chicca di Guastalla è il neoclassico Teatro comunale Ruggero Ruggeri, che ad una prima occhiata può sembrare piccolo, ma ha ben 450 posti. Poco distante, passeggiando lungo i portici quattrocenteschi di corso Garibaldi, la più antica via della città, si giunge alla Biblioteca Maldotti: fino agli anni ’70 era la biblioteca pubblica del paese, mentre oggi è una biblioteca di conservazione, con oltre 100.000 volumi di ogni tipo perfettamente conservati. Ancora qualche passo in centro e ci si troverà di fronte all’imponente Torre Civica, detta “Campanón”, risalente al diciottesimo secolo: è una delle torri nate come punto di riferimento del territorio, con i suoi 40 metri d’altezza.

Per un pranzo gustoso non serve andare troppo lontano: l’Osteria del Principe è un ristorante che offre piatti della tipica cucina emiliana allestito ad hoc per Piante e Animali Perduti, proprio nel centro della fiera. I prezzi sono popolari ed i piatti buonissimi: io ho fatto fatica a scegliere tra tutte le proposte del menù! C’è chi ha provato ad assaggiare le rane fritte, io però non ce l’ho fatta.
Sparsi per il centro di Guastalla ci sono tante altre osterie e ristoranti con varie proposte enogastronomiche, per soddisfare anche i palati più esigenti.

formaggi

Piante e Animali Perduti è un evento particolare, una manifestazione che dà valore alle piccole cose di ogni giorno: semi, fiori, frutti che utilizziamo nella quotidianità, ma anche quelli che usavano i nostri nonni, e quelli che forse tra non molto scompariranno. Tutti i piccoli produttori e gli artigiani che prendono parte a questa grande festa di Guastalla contribuiscono a mantenere vivi l’amore per la biodiversità e la cura delle tradizioni e a non lasciarli scomparire nell’oblio del tempo e della storia, facendoli riscoprire ad affezionati visitatori e nuovi curiosi che in questi due giorni affollano le vie del centro.

L’appuntamento è a Guastalla l’ultimo fine settimana di settembre: segnatevelo già in agenda per l’anno prossimo ed intanto seguiteli online sul sito, Facebook ed Instagram! 😉