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Destinazione Umana, un nuovo modo di vivere il viaggio

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Se decidessi di partire ora, a cosa ti affideresti? Al sogno rinchiuso nel cassetto, al desiderio di rivedere un luogo o una persona particolare, o semplicemente al cuore? Servirebbe un’ispirazione, anzi, un viaggio ispirazionale. Destinazione Umana è un tour operator on-line che risponde ad una domanda precisa: non dove i viaggiatori vogliono andare, bensì chi desiderano conoscere. Credono nel valore dell’esperienza, e nella bellezza dell’incontro con l’Altro. Ho conosciuto Silvia, ideatrice con Valerio di Destinazione Umana, e – incuriosita da questa proposta alternativa – ho pensato di farle qualche domanda.

silvia destinazione umana

  • Destinazione Umana, un nome che racconta già un grande progetto. Ce lo descrivi in 3 parole?

Sivia: accoglienza, umanità, ispirazione.

  • Silvia, tu sei una delle fondatrici: ci racconti com’è nata questa idea?

Silvia: La nascita e lo sviluppo di questa idea rappresentano già di per sé un viaggio 🙂 Mi sono laureata nel 2009 in scienze politiche, corso di cultura e diritti umani. Al grido di “salverò il mondo!” mi sono trovata, in realtà, a dover chiudere per un po’ i miei sogni in un cassetto, accettando un contratto a tempo indeterminato come impiegata nell’ufficio commerciale di un’azienda. Dopo 4 anni alla scrivania il mio livello di creatività era però andato a farsi friggere e, decisa a rianimarlo, ho aperto per gioco, insieme a Valerio, il blog ViviSostenibile. Da quel momento è stato uno spalancarsi continuo di opportunità che mi ha portato, dopo qualche mese, a licenziarmi per aprire e gestire un b&b sulle colline della Valsamoggia (BO). Quell’esperienza, durata un anno, mi ha regalato le intuizioni che oggi sono alla base di Destinazione Umana. Da un lato, infatti, mi sono resa conto che non esistevano strumenti di promozione per piccole strutture ricettive, fuori dalle mete “mainstream”, che volessero raccontarsi in maniera autentica rimettendo al centro dell’attenzione i valori e la storia che erano alla base del loro lavoro di ricettività. E dall’altro ho notato che i viaggiatori che arrivavano al mio b&b erano sì interessati alle belle camere e al territorio, ma c’era soprattutto la curiosità di scambiare esperienze con me, di relazionarsi umanamente, di ispirarsi. Da lì il progetto si è evoluto prima in associazione, poi in portale di viaggi, fino a diventare quello che è oggi: il primo ed unico tour operator al mondo a chiederti non dove vuoi andare, bensì chi desideri conoscere.

  • Come si può partire da un’ispirazione per trovare il viaggio adatto a sé?

Silvia: Come dicevo prima, la nostra rivoluzione è ribaltare la tradizionale concezione del viaggio per portarti non verso una meta fine a se stessa, bensì verso la Destinazione Umana che più fa al caso tuo. Per farlo ti guidiamo attraverso 4 ispirazioni di viaggio:
cambiamento, pensata per tutti quei viaggiatori che desiderano fare un cambio più o meno radicale della loro vita e conoscere qualcuno che ha già intrapreso questo percorso per lasciarsi ispirare;
innovazione, pensata per tutte quelle persone che desiderano sviluppare un’idea di impresa durante il viaggio;
ruralità, per chi sente il bisogno di immergersi nella natura, in contesti rurali e non cittadini;
spiritualità, ideata per chi è alla ricerca di una riconnessione con se stesso.

ispirazioni destinazione umana

  • Come fa un luogo o un’attività turistica a diventare una Destinazione Umana?

Silvia: Al momento accogliamo persone che si occupano di accoglienza turistica e che desiderano mettere a disposizione dei viaggiatori non solo dei posti letto, ma anche la propria storia, per ispirarsi a vicenda.
Per entrare a far parte della nostra rete si possono candidare compilando questo form, dopodiché verranno ricontattati per un colloquio conoscitivo che ha l’obiettivo di verificare che ci sia una reale condivisione della filosofia di viaggio che promuoviamo.
Discorso diverso sui territori, sui quali elaboriamo noi proposte di viaggio per farli conoscere attraverso le persone che li vivono, ad esempio un viaggio come Palermo Umana.

  • Destinazione Umana ha inventato la figura dell’Inspirational Travel Designer. Ci spieghi meglio di cosa si tratta?

Silvia: Certo! Siamo partiti ponendoci questa una domanda: Il lavoro del consulente di viaggi è obsoleto? Crediamo di no, ma solo a patto che sia sempre più in grado di comprendere che c’è una vacanza giusta per ogni momento della vita. L’Inspirational Travel Designer è quel consulente che viene formato da Destinazione Umana per disegnare vacanze che incontrino psicologicamente le necessità del viaggiatore, al fine di poter ideare, promuovere e vendere viaggi che soddisfino i suoi veri bisogni. Su questa pagina trovate maggiori informazioni su come candidarvi per diventarlo 🙂

A me è venuta voglia di partire subito e di scoprire questo modo unico di viaggio, e a voi? 😉

Non chiederti più dove, ma chi.

Scopritene di più su Destinazione Umana sul loro sito.

Il mio ABC del viaggiare sostenibile e responsabile

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Viaggiare in maniera più sostenibile non è impossibile: ognuno di noi può fare qualcosa nel proprio piccolo, in ogni viaggio. Basta poco: ecco il mio alfabeto del viaggiare sostenibile e responsabile! 🙂

A come… Ambiente: un viaggio sostenibile è tale se rispetta l’ambiente circostante. Partendo dai mezzi di trasporto, fino alle scelte che si fanno in loco, ogni atteggiamento è importante per rispettare il territorio che si sta visitando.

B come… Biciclette: utilizza mezzi ecologici e ad impatto zero come le bici per spostarti, sia dove abiti sia quando visiti un posto nuovo.

bicicletta

C come… Condivisione: per limitare gli sprechi e le emissioni e per risparmiare si può semplicemente condividere. Un viaggio, un alloggio, un pasto: è la sharing economy, l’economia della condivisione che aiuta l’ambiente e le persone.

D come… Dare prima di ricevere: che sia un sorriso, un saluto o qualcosa di materiale, è importante essere pronti ad offrire prima di aspettarsi di ricevere qualcosa.

E come… Empatia: il viaggiatore responsabile viaggia con la mente ed il cuore aperti, per comprendere e mettersi nei panni delle persone che incontra, e tornare arricchito nel profondo.

F come… Free walking tour: per visitare una città in maniera economica ed ecologica, i free walking tour sono l’ideale. Queste visite guidate gratuite (si lascia una “mancia” solo se e quanto si vuole) si svolgono a piedi e sono spesso organizzate da giovani locali che mettono tanta passione in ciò che fanno. Un bel modo di scoprire un nuovo posto!

G come… Grazie: il viaggiatore responsabile non si dimentica di dire grazie, è una parola che cerca di imparare, ricordarsi ed usare nella lingua locale del posto che visita.

H come… Hotel? No grazie, a meno che non sia sostenibile e gestito da persone del posto! Il viaggiatore responsabile preferisce soluzioni alternative, più legate al territorio e che coinvolgano gli abitanti locali, come Bed&Breakfast, agriturismi, piccoli appartamenti, Airbnb o anche Couchsurfing. Ci sono anche strutture eco e green di ottima qualità: si possono trovare online su portali green come Piuturismo ed Ecobnb.

I come… InterRail, un modo ecologico (ed economico) di viaggiare. Il treno permette di spostarsi con ritmi meno frenetici e di arrivare fin nel cuore delle città, senza inquinare, e la formula dell’InterRail apre le porte ad un viaggio di avventura, esplorazione, libertà.

mondo

L come… Lentezza: scoprire o riscoprire un luogo, assaporare un piatto tipico, spostarsi su un mezzo locale… tutto ha un sapore diverso se fatto lentamente.

M come… Musica, il linguaggio universale che unisce tutte le culture, assieme alla danza, al canto e a tante altre arti.

N come… Naturale: in viaggio ma anche nella vita di ogni giorno cerca di utilizzare prodotti naturali, come alimenti, frutta e verdura bio, prodotti ecologici e materiali poveri e semplici, per scelte più responsabili per te e per l’ambiente.

O come… Occhi: guarda negli occhi chi incontri, ma non dimenticarti di ascoltare, sorridere e tendere la mano. Cerca di conoscere chi abita il luogo che stai visitando.

P come… Piedi: sono il tuo mezzo di trasporto migliore, per camminare in lungo e in largo e visitare quanto più possibile senza inquinare.

Q come… Quando: decidere quando viaggiare è fondamentale per evitare di spostarsi quando lo fa la maggior parte dei turisti, per visitare un luogo con più calma e per godersi meglio una destinazione. La bassa stagione è l’ideale per approfittare di prezzi più bassi e per aiutare anche il turismo di diverse località a destagionalizzarsi.

R come… Rispetto, per chiunque e per qualunque cosa incontri in viaggio: per le persone innanzitutto, ma anche per i luoghi, per le culture e per le tradizioni locali.

slow travel

S come… Street food: i mercati tipici e le bancarelle che vendono cibo sono piccoli scrigni di cultura locale. Assaggia le pietanze tipiche dai venditori ambulanti e nei mercati locali: scoprirai l’enogastronomia del posto spendendo poco!

T come… Tipico: se visiti un posto cerca di scoprire cosa è tipico del luogo, sia per assaggiare i prodotti enogastronomici sia per conoscere le tradizioni. In questo modo ti immergerai davvero nella cultura locale.

U come… Utilità: il turismo può essere davvero utile per una località, per la sua popolazione ed in generale per lo sviluppo dell’economia locale, se attuato con i giusti principi e nel rispetto del luogo e dei suoi abitanti.

V come… Viaggiatore e non turista: qual è la differenza? Il viaggiatore non va alla ricerca delle 10 cose da vedere di un luogo, ma si perde tra i vicoli di una città. Ama esplorare, provare le cose tipiche di un posto e muoversi con mezzi locali. Non segue i classici itinerari, ma li crea da sé, con i consigli della gente del luogo.

Z come… Zaino: un bagaglio pratico, comodo e facilmente trasportabile come uno zaino può aiutare a viaggiare più leggeri e ad inquinare di meno.

…e # come #viaggiaresponsabile, il tag che ho creato per segnalare tutte le iniziative o proposte di turismo sostenibile e responsabile in Italia e nel mondo: usalo sui social per farmi conoscere nuove idee!

Sicuramente avrò dimenticato qualche aspetto fondamentale o qualche particolare per viaggiare in modo sostenibile e responsabile: ti va di aiutarmi ad arricchire questo abecedario della sostenibilità con i tuoi suggerimenti? 🙂 Lasciami la tua idea nei commenti!

Il magico mondo delle Piante e Animali perduti di Guastalla

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Uno strano nome per una fiera, no? “Piante e Animali Perduti” è la festa della biodiversità che si celebra ogni anno alla fine di settembre a Guastalla. Le vie del piccolo centro storico si riempiono di bancarelle di frutta e fiori, e per tutto il paese si spande un profumo speciale, mentre nella corte di Palazzo Ducale, al centro della fiera, risuonano le voci dei bimbi stupiti che provano i giochi di una volta ed i versi dei simpatici animali da cortile che animano la manifestazione. Piante e Animali Perduti infatti non è una classica fiera, perché si svolge proprio tra le stradine del centro, che diventa completamente pedonale per ospitare la fiera a cielo aperto, a cui si può accedere con un modestissimo biglietto di 3 euro.

La festa di Piante e Animali Perduti è un fine settimana che promuove la conoscenza della biodiversità, facendo avvicinare i visitatori al mondo rurale ed alla cultura del giardino e sensibilizzandoli al rispetto dell’ambiente ed a nuovi stili di vita, grazie alla presenza di specie vegetali e animali tradizionali o a rischio estinzione ed alla valorizzazione della cultura rurale e delle tradizioni pastorali.

artigianatoPiante e Animali Perduti, giunta quest’anno alla XX edizione, è un tripudio di colori, profumi e sapori: le vie e piazze del centro ospitano una ricchissima mostra mercato con varietà tradizionali di frutti, fiori, ortaggi e sementi ed anche diverse razze di animali rurali. Sotto i portici secenteschi e nelle vie del centro i piccoli produttori e gli espositori mettono in mostra prodotti eno-gastronomici, biologici, tipici e dimenticati ma anche manufatti artigianali e vintage. La fiera dedica una sezione speciale all’artigianato di qualità ed un’altra alle gastronomie sconosciute d’Italia ed agli antichi sapori, con specialità agroalimentari italiane, presidi Slow Food e le genuine prelibatezze del territorio (ne cito solo alcuni nominando il Parmigiano-Reggiano, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ed il lambrusco… ho già l’acquolina in bocca!).

Animazioni, giochi, incontri, laboratori per riscoprire arti antiche e giochi di una volta ed attività per bambini fanno da cornice ad un evento che ha davvero il sapore della genuinità, con quasi 500 espositori che per un fine settimana portano a Guastalla il loro lavoro e la loro passione, cercando di trasmetterla ai numerosi visitatori. Le diverse attività in programma, molte delle quali dedicate ai più piccoli come la “fattoria” nel giardino di Palazzo Ducale, stimolano una giusta consapevolezza per rispettare la natura e gli animali e per preservare l’equilibrio sulla terra.

artigianato in mostra nel cortile interno di Palazzo Ducale

L’artigianato in mostra nel cortile interno di Palazzo Ducale

Guastalla è un piccolo comune della provincia di Reggio Emilia da sempre legato alla storia del fiume Po, una cittadina da non perdersi a pochi chilometri da Mantova, Parma e Reggio Emilia. In città sono diversi i luoghi che ospitano la manifestazione, dal Palazzo Ducale con il suo cortile interno ed il bel giardino esterno fino alle diverse piazze del centro storico. Per due brevi intensi giorni Guastalla si trasforma in un vero Eden, con colori e profumi inebrianti di fiori di ogni tipo che guidano lungo i vicoli del centro tra piante rare, acquatiche, a fioritura autunnale o piante aromatiche officinali. Ci si incuriosisce di fronte ad alberi di frutti antichi dai sapori unici e ormai dimenticati, si guarda con stupore e divertimento le mostre pomologiche di centinaia di frutti poco noti del territorio, i funghi “buoni” e quelli velenosi, i peperoncini piccanti provenienti da ogni parte del mondo.

peperoncini

Piante e Animali Perduti è un’ottima occasione per visitare la cittadina gonzaghesca di Guastalla e le sue attrazioni, come Palazzo Ducale, piazza Mazzini con il monumento a Ferrante I Gonzaga, il Municipio e la cinquecentesca Concattedrale di San Pietro Apostolo, il teatro, la biblioteca e la torre civica.

piazza centrale

La piazza centrale accoglie piante di ogni tipo. Sullo sfondo, Palazzo Ducale

Sul fronte del rinascimentale Palazzo Ducale un occhio attento può scorgere uno stemma con tutti i simboli della città: il leone rampante dei Gonzaga, il toro rappresentativo della famiglia Torello che aveva acquistato la contea e poi il ducato, il biscione visconteo ed il cane dei Canossa. Nella piazza di fronte, un monumento celebra Ferrante I Gonzaga, sovrano della Contea di Guastalla dal 1539, mentre li accanto si erge il Duomo di Guastalla, che ha riaperto i suoi battenti lo scorso 2 ottobre dopo una lunga ristrutturazione.

Girovagando per le bancarelle del centro storico si può giungere ad un curioso incrocio, chiamato “Croce del Volterra“: se fate attenzione, noterete alla fine di ogni via la presenza di una chiesa. Da est verso ovest, verso i quattro punti cardinali, si trovano la chiesa di San Carlo (o delle Agostiniane), quella di Santa Maria dei Servi (o Santa Maria Annunciata), il Duomo ed infine la chiesa del Santissimo Crocifisso (o delle Cappuccine), in una sorta di percorso dei punti principali della vita di Gesù.

biblioteca MaldottiUn’altra chicca di Guastalla è il neoclassico Teatro comunale Ruggero Ruggeri, che ad una prima occhiata può sembrare piccolo, ma ha ben 450 posti. Poco distante, passeggiando lungo i portici quattrocenteschi di corso Garibaldi, la più antica via della città, si giunge alla Biblioteca Maldotti: fino agli anni ’70 era la biblioteca pubblica del paese, mentre oggi è una biblioteca di conservazione, con oltre 100.000 volumi di ogni tipo perfettamente conservati. Ancora qualche passo in centro e ci si troverà di fronte all’imponente Torre Civica, detta “Campanón”, risalente al diciottesimo secolo: è una delle torri nate come punto di riferimento del territorio, con i suoi 40 metri d’altezza.

Per un pranzo gustoso non serve andare troppo lontano: l’Osteria del Principe è un ristorante che offre piatti della tipica cucina emiliana allestito ad hoc per Piante e Animali Perduti, proprio nel centro della fiera. I prezzi sono popolari ed i piatti buonissimi: io ho fatto fatica a scegliere tra tutte le proposte del menù! C’è chi ha provato ad assaggiare le rane fritte, io però non ce l’ho fatta.
Sparsi per il centro di Guastalla ci sono tante altre osterie e ristoranti con varie proposte enogastronomiche, per soddisfare anche i palati più esigenti.

formaggi

Piante e Animali Perduti è un evento particolare, una manifestazione che dà valore alle piccole cose di ogni giorno: semi, fiori, frutti che utilizziamo nella quotidianità, ma anche quelli che usavano i nostri nonni, e quelli che forse tra non molto scompariranno. Tutti i piccoli produttori e gli artigiani che prendono parte a questa grande festa di Guastalla contribuiscono a mantenere vivi l’amore per la biodiversità e la cura delle tradizioni e a non lasciarli scomparire nell’oblio del tempo e della storia, facendoli riscoprire ad affezionati visitatori e nuovi curiosi che in questi due giorni affollano le vie del centro.

L’appuntamento è a Guastalla l’ultimo fine settimana di settembre: segnatevelo già in agenda per l’anno prossimo ed intanto seguiteli online sul sito, Facebook ed Instagram! 😉

L’estate profuma di libertà

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Siamo già alla fine di maggio e io ho solo una data segnata sul calendario della mia estate. Ok, forse due… ma non mi sembrano mai abbastanza. E anche se I Mercanti di Liquore cantano “chi viaggia odia l’estate, l’estate appartiene al turista”, io ho bisogno di muovermi almeno un po’ in questi mesi che sanno di vacanza e libertà.

L’anno scorso ho viaggiato in lungo e in largo per l’Europa dell’Est col mio InterRail, e poi in estate mi sono goduta il bel viaggio on the road con mio padre attraverso l’America, sulla mitica Route 66. Quest’estate esaudirò uno dei miei TravelDreams 2016… ma per ora non voglio svelare nulla!
Per chi sta decidendo in questi giorni cosa fare o dove andare quest’estate, ho qualche suggerimento curioso per fare una vacanza diversa ed un’esperienza nuova.

chitarra festival

169,1181202260,6 Vacanza in musica: l’estate è sinonimo di libertà, e io l’associo sempre al piacere di trascorrere lunghe serate all’aria aperta ad ascoltare musica dal vivo o a ballare ai concerti fino allo sfinimento. Perché non fare una vacanza inseguendo i festival musicali d’Europa? Ce n’è davvero per tutti i gusti! Già ai primi di giugno a Copenaghen prende il via il Distortion festival, festival di strada in cui si celebra ogni tipo di musica in location come strade, cortili, musei e giardini. A giugno c’è anche l’INmusic festival, che anima Zagabria ed il lago Jarun, o il Rock im Park ed il Rock am Ring in Germania. Ad agosto è la volta dello Sziget Festival a Budapest, uno dei più grandi festival d’Europa. A fine agosto ci si sposta in Austria per il Frequency Festival e si termina a settembre in Germania con il Lollapalooza di Berlino.
Ma il tour musicale si può fare anche in Italia: ci sono festival imperdibili come il Lucca Summer Festival, il Rock in Roma festival ed il Market Sound Festival. Basta solo decidere se scegliere un festival ed una meta oppure se inseguire il suono della musica per tutta Europa! 😉

via francigena169,1181202260,6 Vacanza a piedi: avete mai pensato di percorrere una delle antiche vie romane? La Via Francigena ad esempio, che da Canterbury attraversa l’Europa e giunge a Roma, passa per cittadine e paesaggi mozzafiato. Altrimenti, se non ve la sentite di trascorrere un’intera vacanza camminando, si può prevedere una vacanza con qualche escursione: il mio Trentino potrebbe essere una delle mete d’eccellenza, ma sono sicura che ogni destinazione offre percorsi da fare a piedi, sia in città sia nei dintorni. L’importante è sempre informarsi bene sulla distanza da percorrere e procurarsi un buon paio di scarpe, e poi partire senza paure!

169,1181202260,6 Vacanza di gusto: l’estate, si sa, è la stagione della frutta fresca, dei pasti leggeri e dei piatti veloci. Navigando nel web ho trovato quest’infografica e mi è venuta una voglia incredibile di fare un altro InterRail, questa volta però alla scoperta del Mediterraneo e delle sue prelibatezze! Una sorta di vacanza enogastronomica, seguendo i profumi, i sapori ed i colori che sprigionano i piatti tipici dei Paesi affacciati sul mar Mediterraneo. Sapori che sanno di estate, come i pomodori, il pesce fresco, il pane fragrante appena sfornato, accompagnati dal vino o dalla birra locale, da gustare in riva al mare o davanti ad un tramonto.

Se quest’estate non viaggerò molto, almeno posso farlo in ogni momento con la fantasia! E voi, che tipo di vacanza scegliereste? Avete già pianificato le vostre vacanze oppure la stagione estiva per voi è off limits? Raccontatemelo qui nei commenti! 🙂