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#SpaccaMurgia, quattro giorni alla scoperta lenta della Puglia

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Siamo alla soglia di un ponte lungo, quello del 25 aprile, ed io sto per partire. Una vera e propria partenza last minute, verso una meta che non ho mai visto, per un’esperienza nuova ed entusiasmante allo stesso tempo.

Domani parto per la Puglia: partecipo a #SpaccaMurgia, un percorso di trekking lento attraverso il tacco d’Italia. In quattro giorni, da sabato 22 a martedì 25 aprile, cammineremo da Monopoli a Taranto, dal Mar Adriatico allo Ionio, attraversando tutta la Murgia dei Trulli. Si parte dal Castello Carlo V di Monopoli, affacciato sull’Adriatico e sul porto vecchio, per giungere dopo quattro giorni di cammino allo Ionio ed al Castello Aragonese di Taranto, posto sull’isola della città antica di fianco al ponte girevole, a difendere il passaggio fra i due mari.

spaccamurgia
Attraverseremo i borghi di Monopoli, Savelletri, Locorotondo, Martina Franca e Montemesola, per raggiungere infine Taranto. Scopriremo il centro storico e le mura di Monopoli, la via Traiana, i sentieri costieri di fianco all’abbazia di Santo Stefano e gli scavi di Egnazia, il parco degli ulivi secolari, i boschi ed i sentieri panoramici sul pendio in cui si alza la Murgia, il centro storico di Locorotondo, paese fra i “Borghi più belli d’Italia”, e quello barocco di Martina Franca, l’intera Valle d’Itria, i boschi e l’architettura rurale della Murgia dei Trulli, il pendio murgiano affacciato sul golfo di Taranto e le colline ioniche, il Parco delle Gravine tra cui la Gravina del Marchese, il piccolo borgo di Montemesola, le sponde del Mar Piccolo, il fiume Galeso, l’isola della città antica di Taranto fino al ponte girevole ed al castello.

Un percorso lento ma allo stesso tempo ricco di piccole grandi meraviglie: in quattro giorni ammirerò gli scorci più scenografici e gli angoli più nascosti di tutta la Puglia. Un’autentica avventura a passo lento, incredibilmente densa, fatta di paesaggi, cultura, architettura, storia, enogastronomia ed incontri fra persone, da assaporare lentamente, per trattenere tutto e non perdere nulla. Un viaggio slow, di quelli che piacciono a me: ogni giorno percorreremo fra i 15 ed i 25 km su terreni diversi, guidati da esperti del territorio ed immersi nella Puglia più autentica.

valle d'itria

L’iniziativa fa parte del progetto Green City che ha come capofila Legambiente Putignano – circolo Verde Città, ed è stato finanziato nell’ambito dell’iniziativa “Giovani per il Sociale” del Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto Green City promuove azioni di riqualificazione di aree rurali degradate attraverso esperienze di partecipazione sociale e cittadinanza attiva, per sensibilizzare ed educare la popolazione in materia di tutela dell’ambiente, di risanamento di aree soggette all’abbandono dei rifiuti, programmi di formazione di “guardie ambientali”, realizzazione di mappe interattive. Nell’area coinvolta in queste attività rientrano i comuni di Alberobello, Castellana, Noci, Putignano e Locorotondo, poiché interessate da importanti cammini “lenti”, tra cui la via Francigena del Sud e la via dell’Acquedotto Pugliese. Seguendo le finalità del progetto, durante il trekking verrà anche effettuato un puntuale monitoraggio della situazione ambientale del percorso, con particolare attenzione agli scarichi e micro scarichi abusivi di rifiuti.

Racconterò tutto sui miei canali social (Facebook, Twitter ed Instagram): seguitemi live e venite con me alla scoperta di una Puglia lenta e sostenibile! 🙂

Il mio ABC del viaggiare sostenibile e responsabile

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Viaggiare in maniera più sostenibile non è impossibile: ognuno di noi può fare qualcosa nel proprio piccolo, in ogni viaggio. Basta poco: ecco il mio alfabeto del viaggiare sostenibile e responsabile! 🙂

A come… Ambiente: un viaggio sostenibile è tale se rispetta l’ambiente circostante. Partendo dai mezzi di trasporto, fino alle scelte che si fanno in loco, ogni atteggiamento è importante per rispettare il territorio che si sta visitando.

B come… Biciclette: utilizza mezzi ecologici e ad impatto zero come le bici per spostarti, sia dove abiti sia quando visiti un posto nuovo.

bicicletta

C come… Condivisione: per limitare gli sprechi e le emissioni e per risparmiare si può semplicemente condividere. Un viaggio, un alloggio, un pasto: è la sharing economy, l’economia della condivisione che aiuta l’ambiente e le persone.

D come… Dare prima di ricevere: che sia un sorriso, un saluto o qualcosa di materiale, è importante essere pronti ad offrire prima di aspettarsi di ricevere qualcosa.

E come… Empatia: il viaggiatore responsabile viaggia con la mente ed il cuore aperti, per comprendere e mettersi nei panni delle persone che incontra, e tornare arricchito nel profondo.

F come… Free walking tour: per visitare una città in maniera economica ed ecologica, i free walking tour sono l’ideale. Queste visite guidate gratuite (si lascia una “mancia” solo se e quanto si vuole) si svolgono a piedi e sono spesso organizzate da giovani locali che mettono tanta passione in ciò che fanno. Un bel modo di scoprire un nuovo posto!

G come… Grazie: il viaggiatore responsabile non si dimentica di dire grazie, è una parola che cerca di imparare, ricordarsi ed usare nella lingua locale del posto che visita.

H come… Hotel? No grazie, a meno che non sia sostenibile e gestito da persone del posto! Il viaggiatore responsabile preferisce soluzioni alternative, più legate al territorio e che coinvolgano gli abitanti locali, come Bed&Breakfast, agriturismi, piccoli appartamenti, Airbnb o anche Couchsurfing. Ci sono anche strutture eco e green di ottima qualità: si possono trovare online su portali green come Piuturismo ed Ecobnb.

I come… InterRail, un modo ecologico (ed economico) di viaggiare. Il treno permette di spostarsi con ritmi meno frenetici e di arrivare fin nel cuore delle città, senza inquinare, e la formula dell’InterRail apre le porte ad un viaggio di avventura, esplorazione, libertà.

mondo

L come… Lentezza: scoprire o riscoprire un luogo, assaporare un piatto tipico, spostarsi su un mezzo locale… tutto ha un sapore diverso se fatto lentamente.

M come… Musica, il linguaggio universale che unisce tutte le culture, assieme alla danza, al canto e a tante altre arti.

N come… Naturale: in viaggio ma anche nella vita di ogni giorno cerca di utilizzare prodotti naturali, come alimenti, frutta e verdura bio, prodotti ecologici e materiali poveri e semplici, per scelte più responsabili per te e per l’ambiente.

O come… Occhi: guarda negli occhi chi incontri, ma non dimenticarti di ascoltare, sorridere e tendere la mano. Cerca di conoscere chi abita il luogo che stai visitando.

P come… Piedi: sono il tuo mezzo di trasporto migliore, per camminare in lungo e in largo e visitare quanto più possibile senza inquinare.

Q come… Quando: decidere quando viaggiare è fondamentale per evitare di spostarsi quando lo fa la maggior parte dei turisti, per visitare un luogo con più calma e per godersi meglio una destinazione. La bassa stagione è l’ideale per approfittare di prezzi più bassi e per aiutare anche il turismo di diverse località a destagionalizzarsi.

R come… Rispetto, per chiunque e per qualunque cosa incontri in viaggio: per le persone innanzitutto, ma anche per i luoghi, per le culture e per le tradizioni locali.

slow travel

S come… Street food: i mercati tipici e le bancarelle che vendono cibo sono piccoli scrigni di cultura locale. Assaggia le pietanze tipiche dai venditori ambulanti e nei mercati locali: scoprirai l’enogastronomia del posto spendendo poco!

T come… Tipico: se visiti un posto cerca di scoprire cosa è tipico del luogo, sia per assaggiare i prodotti enogastronomici sia per conoscere le tradizioni. In questo modo ti immergerai davvero nella cultura locale.

U come… Utilità: il turismo può essere davvero utile per una località, per la sua popolazione ed in generale per lo sviluppo dell’economia locale, se attuato con i giusti principi e nel rispetto del luogo e dei suoi abitanti.

V come… Viaggiatore e non turista: qual è la differenza? Il viaggiatore non va alla ricerca delle 10 cose da vedere di un luogo, ma si perde tra i vicoli di una città. Ama esplorare, provare le cose tipiche di un posto e muoversi con mezzi locali. Non segue i classici itinerari, ma li crea da sé, con i consigli della gente del luogo.

Z come… Zaino: un bagaglio pratico, comodo e facilmente trasportabile come uno zaino può aiutare a viaggiare più leggeri e ad inquinare di meno.

…e # come #viaggiaresponsabile, il tag che ho creato per segnalare tutte le iniziative o proposte di turismo sostenibile e responsabile in Italia e nel mondo: usalo sui social per farmi conoscere nuove idee!

Sicuramente avrò dimenticato qualche aspetto fondamentale o qualche particolare per viaggiare in modo sostenibile e responsabile: ti va di aiutarmi ad arricchire questo abecedario della sostenibilità con i tuoi suggerimenti? 🙂 Lasciami la tua idea nei commenti!

I Mercatini di Natale del Trentino tra tradizione e sostenibilità

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I Mercatini di Natale in Trentino sono parte di una tradizione ormai consolidata, che a partire da metà novembre e fino ai primi di gennaio del nuovo anno colorano e profumano i centri storici di tanti piccoli borghi e cittadine. Anche quest’anno il Trentino si veste di luci natalizie e di magia: ecco una breve guida ai suoi Mercatini di Natale e qualche suggerimento per visitarli in maniera sostenibile.

Mercatini di Natale di Arco

I Mercatini di Natale di Arco

Mercatini di Natale di Rovereto

locandina Natale dei Popoli RoveretoCome non partire dalla mia città? I Mercatini di Natale di Rovereto, dal 25 novembre al 6 gennaio, sono da sempre legati alla condivisione ed alla solidarietà: il Natale dei Popoli richiama pace, gioia ed armonia. Ogni anno i Mercatini di Rovereto ospitano artigiani e artisti provenienti dai diversi Paesi del mondo ed accolgono un nuovo Paese per condividere lo spirito del Natale: quest’anno ospite della città della Pace è la Grecia, un popolo di naviganti con cui condividiamo un mare crocevia di storie e di culture.

Il centro storico è animato dalle botteghe artigiane, da installazioni di luce, laboratori natalizi e tanti presepi, come quello di Lampedusa realizzato con il legno delle barche dei migranti, quello di Betlemme costruito con il legno di Ulivo, il presepe africano preparato da alcuni profughi ospiti di Rovereto. Una città dove respirare tutta la magia e la solidarietà del Natale.

 

Mercatini di Natale di Trento

Tradizionali, accoglienti, d’atmosfera: i Mercatini di Natale di Trento riempiono la città di luci, colori e profumi che invitano, dal 19 novembre al 6 gennaio, a riscoprire la bellezza dell’artigianato e la bontà dei prodotti tipici delle quasi 100 casette dislocate in Piazza Fiera e in Piazza Battisti, oltre alle altre iniziative presenti nelle vie e nelle piazze di tutta la città.

Trento natalizia

Piazza Duomo a Trento (foto R. Magrone)

A pochi chilometri da Trento si trova Santa Massenza, un piccolo borgo che tutti i weekend di dicembre e nel ponte dell’Immacolata ospita caratteristici Mercatini artigianali autentici e punti di ristoro a chilometro zero all’interno dei vòlti delle abitazioni. Anche il nome dei Mercatini è davvero curioso: “Vite di luce”, un omaggio alla vite (qui si producono le grappe) ed all’energia della centrale elettrica.

 

Mercatini di Natale del Garda Trentino

Canale di Tenno

Canale di Tenno

I Mercatini di Natale del Garda Trentino sono la dimostrazione di quanto il Lago di Garda sia magico anche in inverno. Ad Arco dal 18 novembre all’8 gennaio la piazza principale ospita un luminoso Mercatino di Natale con circa 40 casette di prodotti artigianali. Anche gli animali sono ospiti del Mercatino di Arco, come le caprette e asinelli. Completano l’offerta altre iniziative come visite guidate nel centro storico, percorsi dedicati al pittore arcense Segantini ed all’aeronautico Caproni, mostre di presepi, giri del centro a bordo del trenino, spettacoli musicali ed il magico Parco degli Gnomi di Arco.

Un Mercatino di Natale davvero unico è quello di Canale di Tenno, uno dei Borghi più belli d’Italia: immersi in una magica atmosfera sospesa tra Medioevo e tradizione, i Mercatini sono esposti nei vòlti e nelle corti in pietra di questo piccolo borgo dal 26 novembre al 18 dicembre.
Da non perdere anche i Mercatini di Natale di Rango, un altro dei Borghi più belli d’Italia, dal 26 novembre al 27 dicembre.

A Riva del Garda invece si potrà visitare la Casa di Babbo Natale, partecipare all’Accademia degli Elfi e perdersi nel Villaggio Di Gusto in Gusto, con prodotti locali sapientemente elaborati dai ristoratori del posto da gustare e portare a casa con sé.

 

Mercatini di Natale di Pergine e Levico

Anche la Valsugana non è da meno e offre due Mercatini di Natale speciali. A Pergine Valsugana, dal 12 novembre all’8 gennaio, il centro si anima con il Mercatino di Natale del Villaggio delle Meraviglie. Spettacoli, canzoni, musici e giocolieri, luci e colori renderanno Pergine Valsugana un luogo speciale: in programma ci sono laboratori artigianali, mostre e degustazioni di prodotti tipici lungo le vie del centro.

A Levico Terme, dal 19 novembre al 6 gennaio, viene allestito uno speciale Mercatino di Natale asburgico nel Parco secolare degli Asburgo, con tanti eventi per tutti i gusti, dalle feste gastronomiche agli eventi musicali, dagli appuntamenti più folkloristici fino ai fuochi d’artificio.

 

Come visitare i Mercatini di Natale in maniera sostenibile?

BlaBlaCarSe possibile, lasciate a casa l’auto e muovetevi con i mezzi pubblici: i parcheggi non sono tantissimi, nemmeno in “grandi” città come Trento, quindi eviterete anche lo stress da parcheggio.
In alternativa, cercate un passaggio con BlaBlaCar, la piattaforma per condividere i viaggi in auto: tra l’8 e l’11 dicembre, in occasione del Ponte dell’Immacolata, saranno oltre 60.000 i posti in auto condivisi, di cui 2.400 da e per Trento.
Proprio da quest’anno e per la prima volta BlaBlaCar è mobility partner di numerosi Mercatini di Natale, come quelli di Rovereto e di Trento: sono proprio i siti ed i canali web dei Mercatini che suggeriscono ai visitatori di scegliere una soluzione di viaggio sostenibile e social per visitare queste città. BlaBlaCar, basandosi sui principi della sharing economy, permette di viaggiare più ecologicamente, di risparmiare e di fare nuove conoscenze: le ore trascorse in auto con altri compagni di viaggio sono occasioni perfette per incontrare nuovi amici e persone di nazionalità diversa con le quali chiacchierare, magari in più lingue.

Il magico mondo delle Piante e Animali perduti di Guastalla

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Uno strano nome per una fiera, no? “Piante e Animali Perduti” è la festa della biodiversità che si celebra ogni anno alla fine di settembre a Guastalla. Le vie del piccolo centro storico si riempiono di bancarelle di frutta e fiori, e per tutto il paese si spande un profumo speciale, mentre nella corte di Palazzo Ducale, al centro della fiera, risuonano le voci dei bimbi stupiti che provano i giochi di una volta ed i versi dei simpatici animali da cortile che animano la manifestazione. Piante e Animali Perduti infatti non è una classica fiera, perché si svolge proprio tra le stradine del centro, che diventa completamente pedonale per ospitare la fiera a cielo aperto, a cui si può accedere con un modestissimo biglietto di 3 euro.

La festa di Piante e Animali Perduti è un fine settimana che promuove la conoscenza della biodiversità, facendo avvicinare i visitatori al mondo rurale ed alla cultura del giardino e sensibilizzandoli al rispetto dell’ambiente ed a nuovi stili di vita, grazie alla presenza di specie vegetali e animali tradizionali o a rischio estinzione ed alla valorizzazione della cultura rurale e delle tradizioni pastorali.

artigianatoPiante e Animali Perduti, giunta quest’anno alla XX edizione, è un tripudio di colori, profumi e sapori: le vie e piazze del centro ospitano una ricchissima mostra mercato con varietà tradizionali di frutti, fiori, ortaggi e sementi ed anche diverse razze di animali rurali. Sotto i portici secenteschi e nelle vie del centro i piccoli produttori e gli espositori mettono in mostra prodotti eno-gastronomici, biologici, tipici e dimenticati ma anche manufatti artigianali e vintage. La fiera dedica una sezione speciale all’artigianato di qualità ed un’altra alle gastronomie sconosciute d’Italia ed agli antichi sapori, con specialità agroalimentari italiane, presidi Slow Food e le genuine prelibatezze del territorio (ne cito solo alcuni nominando il Parmigiano-Reggiano, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia ed il lambrusco… ho già l’acquolina in bocca!).

Animazioni, giochi, incontri, laboratori per riscoprire arti antiche e giochi di una volta ed attività per bambini fanno da cornice ad un evento che ha davvero il sapore della genuinità, con quasi 500 espositori che per un fine settimana portano a Guastalla il loro lavoro e la loro passione, cercando di trasmetterla ai numerosi visitatori. Le diverse attività in programma, molte delle quali dedicate ai più piccoli come la “fattoria” nel giardino di Palazzo Ducale, stimolano una giusta consapevolezza per rispettare la natura e gli animali e per preservare l’equilibrio sulla terra.

artigianato in mostra nel cortile interno di Palazzo Ducale

L’artigianato in mostra nel cortile interno di Palazzo Ducale

Guastalla è un piccolo comune della provincia di Reggio Emilia da sempre legato alla storia del fiume Po, una cittadina da non perdersi a pochi chilometri da Mantova, Parma e Reggio Emilia. In città sono diversi i luoghi che ospitano la manifestazione, dal Palazzo Ducale con il suo cortile interno ed il bel giardino esterno fino alle diverse piazze del centro storico. Per due brevi intensi giorni Guastalla si trasforma in un vero Eden, con colori e profumi inebrianti di fiori di ogni tipo che guidano lungo i vicoli del centro tra piante rare, acquatiche, a fioritura autunnale o piante aromatiche officinali. Ci si incuriosisce di fronte ad alberi di frutti antichi dai sapori unici e ormai dimenticati, si guarda con stupore e divertimento le mostre pomologiche di centinaia di frutti poco noti del territorio, i funghi “buoni” e quelli velenosi, i peperoncini piccanti provenienti da ogni parte del mondo.

peperoncini

Piante e Animali Perduti è un’ottima occasione per visitare la cittadina gonzaghesca di Guastalla e le sue attrazioni, come Palazzo Ducale, piazza Mazzini con il monumento a Ferrante I Gonzaga, il Municipio e la cinquecentesca Concattedrale di San Pietro Apostolo, il teatro, la biblioteca e la torre civica.

piazza centrale

La piazza centrale accoglie piante di ogni tipo. Sullo sfondo, Palazzo Ducale

Sul fronte del rinascimentale Palazzo Ducale un occhio attento può scorgere uno stemma con tutti i simboli della città: il leone rampante dei Gonzaga, il toro rappresentativo della famiglia Torello che aveva acquistato la contea e poi il ducato, il biscione visconteo ed il cane dei Canossa. Nella piazza di fronte, un monumento celebra Ferrante I Gonzaga, sovrano della Contea di Guastalla dal 1539, mentre li accanto si erge il Duomo di Guastalla, che ha riaperto i suoi battenti lo scorso 2 ottobre dopo una lunga ristrutturazione.

Girovagando per le bancarelle del centro storico si può giungere ad un curioso incrocio, chiamato “Croce del Volterra“: se fate attenzione, noterete alla fine di ogni via la presenza di una chiesa. Da est verso ovest, verso i quattro punti cardinali, si trovano la chiesa di San Carlo (o delle Agostiniane), quella di Santa Maria dei Servi (o Santa Maria Annunciata), il Duomo ed infine la chiesa del Santissimo Crocifisso (o delle Cappuccine), in una sorta di percorso dei punti principali della vita di Gesù.

biblioteca MaldottiUn’altra chicca di Guastalla è il neoclassico Teatro comunale Ruggero Ruggeri, che ad una prima occhiata può sembrare piccolo, ma ha ben 450 posti. Poco distante, passeggiando lungo i portici quattrocenteschi di corso Garibaldi, la più antica via della città, si giunge alla Biblioteca Maldotti: fino agli anni ’70 era la biblioteca pubblica del paese, mentre oggi è una biblioteca di conservazione, con oltre 100.000 volumi di ogni tipo perfettamente conservati. Ancora qualche passo in centro e ci si troverà di fronte all’imponente Torre Civica, detta “Campanón”, risalente al diciottesimo secolo: è una delle torri nate come punto di riferimento del territorio, con i suoi 40 metri d’altezza.

Per un pranzo gustoso non serve andare troppo lontano: l’Osteria del Principe è un ristorante che offre piatti della tipica cucina emiliana allestito ad hoc per Piante e Animali Perduti, proprio nel centro della fiera. I prezzi sono popolari ed i piatti buonissimi: io ho fatto fatica a scegliere tra tutte le proposte del menù! C’è chi ha provato ad assaggiare le rane fritte, io però non ce l’ho fatta.
Sparsi per il centro di Guastalla ci sono tante altre osterie e ristoranti con varie proposte enogastronomiche, per soddisfare anche i palati più esigenti.

formaggi

Piante e Animali Perduti è un evento particolare, una manifestazione che dà valore alle piccole cose di ogni giorno: semi, fiori, frutti che utilizziamo nella quotidianità, ma anche quelli che usavano i nostri nonni, e quelli che forse tra non molto scompariranno. Tutti i piccoli produttori e gli artigiani che prendono parte a questa grande festa di Guastalla contribuiscono a mantenere vivi l’amore per la biodiversità e la cura delle tradizioni e a non lasciarli scomparire nell’oblio del tempo e della storia, facendoli riscoprire ad affezionati visitatori e nuovi curiosi che in questi due giorni affollano le vie del centro.

L’appuntamento è a Guastalla l’ultimo fine settimana di settembre: segnatevelo già in agenda per l’anno prossimo ed intanto seguiteli online sul sito, Facebook ed Instagram! 😉

Scoprire ecologicamente San Gimignano e la Toscana

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Se penso alla Toscana riesco già a vedere le distese infinite di campi di girasoli, terra brulla e vigneti che si alternano all’infinito. La Val d’Elsa e la Val d’Orcia, in particolare, hanno paesaggi da cartolina, colori unici, ambienti speciali… che andrebbero mantenuti così, in tutta la loro meraviglia, anche in futuro.
Naturalmente il turismo è arrivato anche in questi territori e, anche se indubbiamente le zone ne hanno beneficiato dal punto di vista economico, lo stesso non si può dire dell’ambiente, che subisce l’inevitabile impatto e l’inquinamento degli spostamenti turistici. Io però sono riuscita ad esplorare San Gimignano e Volterra in maniera ecologica, e potreste farlo anche voi: vi spiego come! 🙂

San Gimignano e le sue torri

San Gimignano e le sue torri

San Gimignano è un meraviglioso borgo medievale dove vivono poco più di 7.000 abitanti, ma che in estate si anima particolarmente richiamando grazie alla sua bellezza oltre 20.000 visitatori al giorno. Per ridurre l’inevitabile impatto turistico sul territorio, Peugeot ha dotato il Comune di San Gimignano di alcune e-bike e di auto elettriche iOn, che possono essere utilizzate per esplorare la cittadina ed i suoi dintorni.

Una volta arrivati a San Gimignano, basterà dirigersi da Galerie Peugeot e parcheggiare l’auto: da qui ripartirete alla scoperta del territorio con mezzi ecosostenibili.

Galerie PeugeotGalerie Peugeot è l’unico museo al di fuori della Francia dedicato alla storia di questa casa automobilistica, con una rara collezione di bellissime auto storiche. È proprio qui che ho scoperto che la prima auto elettrica marchiata Peugeot risale addirittura al 1941: nata da una necessità (il carburante all’epoca era frazionato), venne usata principalmente dai medici durante la seconda guerra mondiale.
A partire da quest’estate Galerie Peugeot ha deciso di ampliare i servizi a disposizione dei turisti e dei viaggiatori, che possono noleggiare veicoli ad impatto ambientale zero per visitare San Gimignano ed i magnifici borghi vicini in modo rispettoso e completamente ecologico: 2 auto iOn 100% elettriche per viaggi brevi o a medio raggio ed una serie di biciclette a pedalata assistita per muoversi tra le vie del borgo.

E-bike PeugeotCosì con una e-bike si riesce a salire e scendere senza fatica per tutto il borgo di San Gimignano e nelle colline circostanti, un territorio ricco di saliscendi che con una normale bicicletta o con una mountain bike potrebbero risultare impegnativi, specialmente per chi non è allenato. Con la e-bike invece ci si muove senza fatica, cambiando la marcia del motore elettrico e pedalando appena a seconda della durezza della salita.

A bordo di una macchina elettrica invece si può scorrazzare per le colline toscane, senza preoccuparsi di danneggiare questi borghi incastonati nel tempo e nella storia. Con la Peugeot iOn infatti si scivola silenziosamente tra borghi e colline, quasi in sintonia con la natura toscana, perché quest’auto non produce né rumore né emissioni. All’inizio non vi accorgerete nemmeno di averla accesa! 🙂 In più è facile e comoda da guidare, ed è compatta ma pratica per 4 persone che vogliono spostarsi assieme (e ridurre così ulteriormente l’impatto ambientale). La batteria ha un’autonomia di circa 150 chilometri, e si ricarica mentre si decelera o si frena. Quando è scarica, è sufficiente collegarla alle colonnine elettriche distribuite sul territorio per fare il pieno e ripartire! Per trovare le colonnine, c’è la app gratuita Next Charge, con cui individuare la più vicina carica disponibile.
La scelta di un’auto elettrica è l’ideale per chi si sposta poco ma costantemente, come i pendolari, ma anche per i viaggiatori che vogliono muoversi liberamente tra i borghi toscani senza impattare su questi paesaggi mozzafiato con l’inquinamento acustico o dello smog.

Peugeot iOn in Toscana

Proprio a bordo della iOn siamo arrivate a Volterra, dopo poco più di mezz’ora che si trascorre guardando con stupore il paesaggio fuori dal finestrino. Volterra è un altro magnifico borgo con un centro storico di origine etrusca, come testimoniano l’Acropoli, la Porta all’Arco, la Porta Diana e una gran parte della cinta muraria. A questi si alternano gli edifici medievali come la Cattedrale, la Fortezza Medicea ed il Palazzo dei Priori, nel cuore di Volterra. Nel borgo ci si muove a piedi, lasciando l’auto in uno dei parcheggi che circondano le mura.

Volterra, Toscana

Volterra al tramonto

Un’altra mezz’ora di divertimento con la iOn e siamo di ritorno a San Gimignano: anche qui nel centro storico si entra a piedi o in bicicletta, mentre l’auto resta in uno dei parcheggi esterni alla cinta muraria.

San GimignanoNon stupisce che San Gimignano faccia parte dei siti Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO: il borgo è rimasto intatto nel suo aspetto due-trecentesco e custodisce edifici storici di rara bellezza. Famosa per le sue torri medievali, che svettano nel panorama toscano rendendola visibile anche a chilometri di distanza, la città custodisce diversi gioielli architettonici e scorci unici.

Nel periodo d’oro comunale le torri e case-torri presenti a San Gimignano erano addirittura 72, mentre oggi ne restano 16. La torre più alta è quella del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri, mentre la più antica è la torre Rognosa (51 metri).
Per comprendere meglio la cultura del luogo ed il carattere “bellicoso” degli abitanti, si può risalire al regolamento del 1255 che vietò ai privati di erigere torri più alte della torre Rognosa, all’epoca la più alta: le due famiglie più importanti della città non persero l’occasione per dimostrare la propria potenza e fecero costruire due torri poco più basse ma quasi della stessa grandezza.

Un’altra torre degna di nota è la torre Campatelli, recentemente riaperta grazie al FAI, mentre altri edifici da non perdere sono la Chiesa Collegiata (o Duomo) con le pareti interamente affrescate e con la Loggia del Battistero, la Chiesa di Sant’Agostino ed i suoi numerosi affreschi, la Piazza della Cisterna, il Palazzo vecchio del Podestà, la Spezieria di Santa Fina, le Fonti medioevali e le Mura di San Gimignano con le sue porte d’accesso, le rocche ed i bastioni.

Hotel Villasanpaolo

La vista su San Gimignano dalla sala dell’Hotel Villasanpaolo, dove ho soggiornato

Queste terre così ospitali possono essere visitate in molti modi, ma la maniera migliore è con rispetto. Per questo l’ideale è parcheggiare la propria auto ed utilizzare i mezzi ecosostenibili messi a disposizione da Peugeot, un modo per muoversi in queste terre senza impattare sull’ambiente.

VolterraQualche info in più:

  • il noleggio di un’auto elettrica alle Galerie Peugeot ammonta a 40 € al giorno, ma il prezzo giornaliero scende se si noleggia la vettura per più giorni;
  • con 10 € in più si ha l’opzione “full included” con possibilità di avere una macchina carica e pulita ogni giorno;
  • per trovare la colonnina elettrica più vicina c’è la app Next Charge che informa sulle colonnine disponibili, quelle occupate e quelle in manutenzione: è completamente gratuita e si può scaricare per Android, Apple e Windows;
  • le e-bike di Peugeot appartengono al modello eC03.100 con assistenza elettrica alla pedalata, cambio Shimano Nexus a 7 rapporti e sistema Walk Assist e USB per collegare i dispositivi portatili del ciclista;
  • per assaggiare i golosi piatti della tradizione toscana a San Gimignano, due posti speciali sono La Mandragola ed il Ristorante Trattoria Chiribiri: proprio in quest’ultimo ho mangiato questi deliziosi pici con ragù di verdure e speck che sembrano un quadro, con dentro tutti i colori della Toscana.

Pici toscani

L’estate profuma di libertà

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Siamo già alla fine di maggio e io ho solo una data segnata sul calendario della mia estate. Ok, forse due… ma non mi sembrano mai abbastanza. E anche se I Mercanti di Liquore cantano “chi viaggia odia l’estate, l’estate appartiene al turista”, io ho bisogno di muovermi almeno un po’ in questi mesi che sanno di vacanza e libertà.

L’anno scorso ho viaggiato in lungo e in largo per l’Europa dell’Est col mio InterRail, e poi in estate mi sono goduta il bel viaggio on the road con mio padre attraverso l’America, sulla mitica Route 66. Quest’estate esaudirò uno dei miei TravelDreams 2016… ma per ora non voglio svelare nulla!
Per chi sta decidendo in questi giorni cosa fare o dove andare quest’estate, ho qualche suggerimento curioso per fare una vacanza diversa ed un’esperienza nuova.

chitarra festival

169,1181202260,6 Vacanza in musica: l’estate è sinonimo di libertà, e io l’associo sempre al piacere di trascorrere lunghe serate all’aria aperta ad ascoltare musica dal vivo o a ballare ai concerti fino allo sfinimento. Perché non fare una vacanza inseguendo i festival musicali d’Europa? Ce n’è davvero per tutti i gusti! Già ai primi di giugno a Copenaghen prende il via il Distortion festival, festival di strada in cui si celebra ogni tipo di musica in location come strade, cortili, musei e giardini. A giugno c’è anche l’INmusic festival, che anima Zagabria ed il lago Jarun, o il Rock im Park ed il Rock am Ring in Germania. Ad agosto è la volta dello Sziget Festival a Budapest, uno dei più grandi festival d’Europa. A fine agosto ci si sposta in Austria per il Frequency Festival e si termina a settembre in Germania con il Lollapalooza di Berlino.
Ma il tour musicale si può fare anche in Italia: ci sono festival imperdibili come il Lucca Summer Festival, il Rock in Roma festival ed il Market Sound Festival. Basta solo decidere se scegliere un festival ed una meta oppure se inseguire il suono della musica per tutta Europa! 😉

via francigena169,1181202260,6 Vacanza a piedi: avete mai pensato di percorrere una delle antiche vie romane? La Via Francigena ad esempio, che da Canterbury attraversa l’Europa e giunge a Roma, passa per cittadine e paesaggi mozzafiato. Altrimenti, se non ve la sentite di trascorrere un’intera vacanza camminando, si può prevedere una vacanza con qualche escursione: il mio Trentino potrebbe essere una delle mete d’eccellenza, ma sono sicura che ogni destinazione offre percorsi da fare a piedi, sia in città sia nei dintorni. L’importante è sempre informarsi bene sulla distanza da percorrere e procurarsi un buon paio di scarpe, e poi partire senza paure!

169,1181202260,6 Vacanza di gusto: l’estate, si sa, è la stagione della frutta fresca, dei pasti leggeri e dei piatti veloci. Navigando nel web ho trovato quest’infografica e mi è venuta una voglia incredibile di fare un altro InterRail, questa volta però alla scoperta del Mediterraneo e delle sue prelibatezze! Una sorta di vacanza enogastronomica, seguendo i profumi, i sapori ed i colori che sprigionano i piatti tipici dei Paesi affacciati sul mar Mediterraneo. Sapori che sanno di estate, come i pomodori, il pesce fresco, il pane fragrante appena sfornato, accompagnati dal vino o dalla birra locale, da gustare in riva al mare o davanti ad un tramonto.

Se quest’estate non viaggerò molto, almeno posso farlo in ogni momento con la fantasia! E voi, che tipo di vacanza scegliereste? Avete già pianificato le vostre vacanze oppure la stagione estiva per voi è off limits? Raccontatemelo qui nei commenti! 🙂