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Il Giro del Mondo in 80 blogger… a Rovereto

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Il Giro del Mondo in 80 blogger… a Rovereto

La mostra fotografica di viaggio “Il Giro del Mondo in 80 blogger” arriva anche nella mia città, a Rovereto. Sono felice, emozionata e soddisfatta di poter accogliere questa iniziativa benefica nella Città della Pace, che ho potuto allestire grazie alla collaborazione di Visit Rovereto ed al sempre prezioso aiuto e supporto di Cristina di Crinviaggio.

Locandina 80 blogger Rovereto

Se non conoscete ancora Il giro del mondo in 80 blogger, vi racconto di cosa si tratta. La mostra comprende 80 singolari foto di viaggio di altrettanti travel blogger: 80 immagini che formano un itinerario per ammirare i luoghi più incredibili del mondo, in un percorso che parte da Rovereto per fare un viaggio attorno a tutta la terra. La mostra è già stata esposta a Padova a gennaio ed a Biella a luglio, ed è nata come iniziativa a sostegno della Onlus “Marta4Kids”, che raccoglie fondi per la fibrosi cistica. La Onlus è nata lo scorso anno dalla volontà di Christian Cappello, travel blogger bassanese e compagno di Marta Lazzarin, scomparsa a dicembre 2015 con il loro bimbo in grembo.

La mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger” è allestita nel salone di Smart Lab, il Centro Giovani di Rovereto, e viene inaugurata venerdì 22 settembre 2017 alle 20.30 con un brindisi e musica dal vivo.
All’interno della settimana trentina di IT.A.CÀ è organizzata inoltre una serata “slow”, giovedì 28 settembre a partire dalle 18.30: l’evento prevede una golosa apericena a base di sfiziosità culinarie con materie prime del territorio della Vallagarina, preparate dalla cucina solidale “Le Formichine”. La serata è accompagnata da musica dal vivo e prosegue con una chiacchierata green assieme ad Eliana Lazzareschi Belloni, travel blogger ed autrice di “La sostenibile leggerezza del viaggio. Guida-diario per un turismo sostenibile”. Nel contempo si potrà naturalmente visitare la mostra. La serata è completamente gratuita, apericena compresa, ma per motivi organizzativi è richiesta l’iscrizione, che si può fare facilmente a questo link.

Appunti, biglietti, ricordi rendono la mostra “Il Giro del Mondo in 80 blogger” interattiva: i visitatori possono partecipare con un loro contributo e diventare parte dell’esposizione stessa. L’ingresso è libero e le fotografie, gentilmente stampate da Ottica Immagini, sono acquistabili con una donazione alla Onlus “Marta4Kids”.
L’esposizione fotografica infatti ha come obiettivo quello di sensibilizzare alla bellezza del viaggio, specie se lento e responsabile, contribuendo al tempo stesso ad uno scopo benefico, ossia la raccolta di fondi per la Onlus “Marta4Kids”.

80 blogger Viaggiando s'impara

Il mio contributo per la mostra

Dopo l’inaugurazione di venerdì 22 settembre, la mostra rimane aperta da sabato 23 settembre a sabato 14 ottobre 2017 negli orari di apertura di Smart Lab (lunedì-venerdì 9.00 – 23.00, sabato 15.00 – 23.00/2.00).

Sabato 23 settembre inoltre è organizzato un Instameet alla scoperta dell’offerta culturale roveretana, gratuito ed aperto a tutti gli appassionati: basta registrarsi qui. I partecipanti potranno visitare i musei della città aderenti all’Instameet: la Fondazione Museo Civico, il Museo Storico Italiano della Guerra, il Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e la Campana dei Caduti, con la sua vista panoramica sulla città e sulla Vallagarina. Gli Instagramers potranno inoltre fare networking durante i momenti del pranzo e del brindisi finale, offerti da Visit Rovereto in collaborazione con i musei.

“Il Giro del Mondo in 80 blogger” si inserisce all’interno di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile, in Trentino dal 25 settembre al 1 ottobre 2017. Coordinato dall’Associazione TassoBarbasso, la tappa trentina di IT.A.CÀ vede in calendario numerosi appuntamenti culturali sparsi su tutto il territorio provinciale, come presentazioni di libri, convegni, incontri, laboratori, cene, spettacoli, mostre ed itinerari a piedi, per riconsiderare il viaggio non più solo come semplice vacanza, ma come un’esperienza capace di soddisfare il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa. Un’esperienza che trasforma il turista in un residente temporaneo.

Qui trovate tutto il programma del Festival IT.A.CÀ Trentino, mentre tutte le informazioni e gli aggiornamenti sulla mostra “Il giro del mondo in 80 blogger” vengono pubblicati sull’evento Facebook. Vi aspetto! 🙂

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze!”
Kostantin Kavafis

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Strade

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Queste prime giornate di Primavera fanno venire voglia di gite all’aria aperta, di lunghe passeggiate nella Natura e di esplorazioni alla riscoperta dei dintorni. Con la testa sono già in viaggio, anche sotto una pioggia di marzo, come cantano i Subsonica nella loro canzone.

 

Se tutto ciò che cerco nasconde un movimento
Quale destinazione può incontrarci
Se in tutto ciò che inquadro il senso è già sfocato
Qual è l’angolazione per fissarci

Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole, piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare

Leggero in fondo solo l’umore acceso al volo
Senza lasciare il tempo di pensarci
Ti guardo che mi guardi non so se salutarti
O fare finta che non sia già tardi

Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole, piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare
Strade che si lasciano guidare forte (andare via così)
Poche parole, piogge calde e buio (via così… via così)
Tergicristalli e curve da tremare
Strade che si lasciano dimenticare

Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole, piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare
Strade che si lasciano guidare forte (andare via così)
Poche parole, piogge calde e buio (via così… via così)
Tergicristalli e curve da tremare
Strade che si lasciano dimenticare

Forse sta a pochi metri da me
Quello che cerco e vorrei trovare
La forza di fermarmi
Perchè sto già scappando mentre non riesco
A stringere più a fondo e ora che sto correndo
Vorrei che fossi con me
Che fossi qui
Sento a pochi metri da me
Quello che c’era e vorrei trovare
La forza di voltarmi
Perchè se stai svanendo io non ci riesco
A stringere più a fondo ora che sotto il mondo
Vorrei che tu fossi qui
Che fossi qui…

Strade, Subsonica

Viaggiatore, qual è la tua Itaca?

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Sono ormai passati alcuni mesi da quando un amico inaspettato mi ha fatto scoprire questa poesia speciale. Ed ora, alla vigilia di un viaggio tanto atteso (è nei miei #TravelDreams del 2015, ma ho riportato fedelmente la meta anche in quelli del 2016) e ancora da vivere, mi ritrovo a condividerla qui e a dare spazio ai mille pensieri che affollano la mia mente quando sto per partire.

Il viaggio per me è un desiderio costante, è una fame insaziabile, è una necessità profonda. Per questo la poesia di Konstantinos Kavafis mi ha toccata particolarmente: il viaggio di Ulisse funge da metafora della vita e racconta una verità che fa quasi paura. Non dobbiamo avere fretta di giungere a destinazione e alla nostra Itaca, ma dobbiamo semplicemente goderci il viaggio (e la vita) per esplorare il mondo, crescere e cambiare.
Se poi la meta si rivela deludente non importa: è proprio grazie ad Itaca che ci siamo messi in viaggio, e la destinazione sarà la causa di tante belle esperienze vissute lungo il cammino.
Più profondamente, ognuno di noi deve coltivare un sogno, uno scopo, una meta nella propria vita, sapendo che non importa come e quando si raggiungerà la propria destinazione, perché ciò che conta è come si affronta il viaggio per raggiungerla.

Buon viaggio.

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Itaca, Konstantinos Kavafis

grand canyon

In viaggio contromano

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Con questo post rispolvero la mia rubrica sui libri che parlano di viaggi, raccontando di una storia speciale, un viaggio unico di una coppia a bordo di un vecchio camper che mi ha fatta sorridere ed emozionare.

“In viaggio contromano” di Michael Zadoorian è la storia del viaggio di Ella e John, due ultra ottantenni che partono a bordo di un vecchio Leisure Seeker ed attraversano l’America da Est a Ovest, lungo la mitica Route 66. Come non pensare al viaggio fatto lo scorso anno in compagnia di mio padre? Mentre leggevo le loro avventure ripensavo con un pizzico di nostalgia alle nostre, anche se il contesto era certamente diverso.

copertina in viaggio contromanoElla e John sono due anziani pieni di problemi di salute ma con una voglia irrefrenabile di ripartire. Ancorati a vecchi ricordi di viaggio dal sapore famigliare, decidono di ripartire per un ultimo grande viaggio, che vogliono godersi fino in fondo date le loro precarie condizioni di salute. Partono da Detroit e puntano dritti verso Disneyland, percorrendo tutta la Route 66 e divertendosi come pazzi tra cocktail, diapositive guardate su un vecchio lenzuolo, strani incontri e tante emozioni.

È Ella a raccontare in prima persona tutto il viaggio e le mille avventure, oltre a tenere aggiornato il lettore sulle sue varie malattie e sulle volte in cui il marito si dimentica di lei a causa dell’Alzheimer. Insieme però formano una coppia forte e si aiutano l’un l’altra, come fossero un’unica persona. Nonostante questo, nessuno si sarebbe mai sognato di lasciarli partire, men che meno i loro due figli, ma Ella e John se ne fregano e partono in un grande viaggio “contromano”, un ultimo viaggio on the road teneramente insieme.

Leggendolo, mi sono appuntata le frasi che mi facevano riflettere e che secondo me rendono bene lo spirito del romanzo: le condivido anche qui, per dare un assaggio di questo viaggio unico dentro e fuori la storia raccontata.

“È bello, così, è bello tacere. Parlare rovinerebbe tutto. Per un attimo, potrei piangere dalla felicità. È per momenti come questo che amo tanto viaggiare, la ragione per cui ho sfidato tutti. Noi due insieme, come siamo sempre stati, senza parlare, senza fare niente di speciale, semplicemente in vacanza. Lo so che niente dura, ma anche quando ti rendi conto che qualcosa sta per finire, puoi sempre voltarti indietro e prendertene ancora un po’ senza che nessuno se ne accorga.”

“Ed eccolo lì, nell’immagine successiva, il bouquet di foglie sul tavolo, e mi rendo conto che è questo il problema delle fotografie. Dopo un po’, non capisci più se stai pescando nella tua memoria o nella memoria della fotografia. O forse la fotografia è l’unico motivo per cui ti ricordi di certo momento. (No, mi rifiuto di crederlo).”

“Penso a quello che ha detto l’uomo nel baretto degli hot dog. Aveva ragione. Noi siamo gente che resta. Restiamo nelle nostre case, finiamo di pagare il mutuo. Restiamo sui nostri posti di lavoro. Lavoriamo trent’anni, torniamo a casa e continuiamo a restare. Restiamo finché non siamo più in grado di tagliare l’erba, e crescono le piante nelle nostre grondaie, finché i figli dei vicini pensano che le nostre case siano infestate dai fantasmi. Ci piace stare dove siamo. Credo che sorga spontanea la domanda: e perché mai viaggiamo?
Può esserci soltanto una risposta: viaggiamo per apprezzare casa nostra.
Sia che lavori fuori, sia che ti occupi dei bambini e della casa, le tue giornate tendono necessariamente a diventare ripetitive. Invecchiando, vuoi questa costanza, la desideri. I tuoi figli non capiscono. Cerca in continuazione di cambiare tutto, sostituire proprio le cose che tu trovi familiari e confortanti, come la tua automobile simpaticamente ammaccata, o il bollitore che traballa quando l’acqua bolle. Ma la costanza può trasformarsi in una trappola. Fa parte del restringimento del tuo mondo, la visione a tunnel della vecchiaia. Con la conseguenza che non sempre riesci a riconoscere un momento perfetto, o a metterti nelle condizioni perché arrivi. Oppure a volte i momenti perfetti arrivano e tu nemmeno te ne accorgi.
Per questo hai bisogno di viaggiare.

Per dirla con le parole della controcopertina, “In viaggio contromano” è

Un inno alla Strada, un caleidoscopio di paesaggi strepitosi e cittadine fantasma, ansie sogni paure; quello che è stato, che si è amato, quel che è qui e ora e più non sarà… perché la vita è profondamente nostra, teneramente, drammaticamente grande, fino all’ultimo chilometro.

Il finale non è per nulla scontato, ma non ve lo voglio svelare: questo libro è da gustare dalla prima all’ultima pagina.

Lacio Drom (Buon Viaggio)

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Non so come, non so quando, non so perché… ma è arrivato settembre. Un mese strano, settembre, quasi un giro di boa, non solo perché compio gli anni ma anche perché il mondo sembra riprendere un suo ritmo dopo la lentezza soleggiata dell’estate.

“Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età, dopo l’estate porti il dono usato della perplessità, della perplessità… Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…  canta il grande Guccini in “La canzone dei dodici mesi”: quante volte ho canticchiato questa strofa pensando a quanto sia vera! Ma oggi ho un’altra canzone in testa, che mi culla dolcemente e fa iniziare col ritmo giusto questo nuovo periodo di lavoro, impegni e alcune opportunità 🙂

Lacio Drom è una canzone dei Litfiba che significa “Buon Viaggio” in lingua romanes (l’idioma del popolo Rom) ed infatti è proprio un augurio di buon viaggio, di buon cammino, con la giusta musica che sappia darci la carica per affrontare le salite quotidiane e le nuove avventure che porta con sé questo periodo.

La strada dove finisce
Senza piedi userò le mani mani
Fino alla pista che non esiste
La cavalcherò sui venti e gli uragani

Regina di periferia
Con gli occhi della rabbia e dell’arcobaleno
Che non conoscono la destinazione
E che mi dicono buon viaggio Lacio Drom
Uh ti porterò… Uh ti prenderò

La strada che non ha strisce
Sarà la rotta sotto questa luna
Coi suoi problemi e coi suoi compromessi
E che ogni volta non ritrovi mai la stessa
Uh ci porterà… Uh Zingara… Uh ti porterò…

Ti porterò nei posti dove c’è del buon vino
E festa festa fino a mattina
Sirena con due occhi grandi come la fame
Balla balla e poi lasciami qui
Uh ih uh ih Lacio Drom

La strada che non finisce mai
Senza piedi userò le mie mani
E tutta l’arte di un equilibrista
Per trovare un altro mondo
Per noi due… Noi due

E faccia faccia con la porta della paura
Senza lacci senza cintura
Sirena con due occhi grandi come la fame
Guarda guarda io sono quaggiù

Ti porterò nei posti dove c’è del buon vino
E festa festa fino a mattina
Sirena con due occhi grandi come la fame
Balla balla e poi lasciami qui
Uh ih uh ih Lacio Drom
E festa festa, fai festa festa…
Fai festa festa festa festa
Nella tua testa
Uh ih uh ih Lacio Drom

Lacio Drom, Litfiba

Shimbalaie

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Quando sento questa canzone mi torna sempre in mente il Brasile, il mio Brasile, quello in cui ho lasciato una parte di cuore. E non posso fare a meno di sognare, canticchiando l’ultima frase: “Ser capitã desse mundo, Poder rodar sem fronteiras, Viver um ano em segundos, Não achar sonhos besteira…”

Pura poesia.

 

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Natureza, deusa do viver
A beleza pura do nascer
Uma flor brilhando a luz do sol
Pescador entre o mar e o anzol

Pensamento tão livre quanto o céu
Imagine um barco de papel
Indo embora para não mais voltar
Indo como que iemanjá

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Quanto tempo leva pra aprender
Que uma flor tem que vida ao nascer
Essa flor brilhando á luz do sol
Pescando entre o mar e o anzol

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Ser capitã desse mundo
Poder rodar sem fronteiras
Viver um ano em segundos
Não achar sonhos besteira
Me encantar com um livro
Que fale sobre a vaidade
Quando mentir for preciso
Poder falar a verdade

Shimbalaiê, quando vejo o sol beijando o mar
Shimbalaiê, toda vez que ele vai repousar

Shimbalaiê, Maria Gadù

Il Viaggiatore

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L’altra sera stavo fantasticando sul mio prossimo viaggio, sulla prossima meta, sul tempo libero a disposizione e… mi è venuta in mente questa canzone. Così ne ho postato uno stralcio sui social, ma ho pensato che è talmente bella che merita un posticino anche nella mia rubrica #canzoninviaggio 🙂

Se impari la strada a memoria non troverai certo granché
se invece smarrisci la rotta
il Mondo è li tutto per te

Non siete d’accordo con I Mercanti di Liquore? Io decisamente sì! 😀

 

Il viaggio non è l’emozione di attimi pericolosi
il viaggio è la gioia del tempo
pericolo è stare rinchiusi

Direzione casuale, non prevede sosta
chi viaggia odia l’estate
l’estate appartiene al turista

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perché di mestiere ha scelto il mestiere di vento.

Mischiare presente e ricordi, le strade possibili fatte
fu forse salsedine o neve
fu forse ponente o levante

L’amore lasciato sospeso, qualcuno ne approfitterà
ma questo riguarda il ritorno
remota possibilità

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perché di mestiere ha scelto il mestiere di…

Se impari la strada a memoria non troverai certo granché
se invece smarrisci la rotta
il Mondo è li tutto per te

Paese significa storia e storia significa lingua
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia
impara la tua direzione
da gente che non ti somiglia

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perché di mestiere ha scelto il mestiere di vento

Il viaggiatore viaggia solo
e non lo fa per tornare contento
lui viaggia perché di mestiere ha scelto il mestiere di vento
ha scelto il mestiere di vento.

Il Viaggiatore, Mercanti di Liquore