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In Lambretta attraverso la Val d’Orcia

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In Lambretta attraverso la Val d’Orcia

Amo la Toscana, in particolare la Val d’Orcia, e ci torno ogni volta che posso. Quest’estate ho viaggiato tra le colline senesi su un mezzo speciale: una Lambretta originale.

Il punto di partenza è Vintage Tours a Montepulciano, dove si possono noleggiare mezzi d’epoca come Vespe, Lambrette e Cinquecento. Ogni pezzo è uno spettacolo a sé, ma guidarlo attraverso le colline toscane è ancora meglio! Ci mettiamo un attimo a decidere il giro da fare: siamo ispirati dal giro del Lago Trasimeno e di Cortona, ma il richiamo della Val d’Orcia si fa più forte. Non sono mai sazia di quei panorami.

Lambretta in Val d'Orcia

Così partiamo per un itinerario dal sapore amarcord attraverso la Val di Chiana e la Val d’Orcia, a bordo di una mitica Lambretta 125 cc. La nostra prima meta è Montefollonico, minuscolo borgo medievale che ha mantenuto intatto nei secoli il suo grande patrimonio di tradizioni, colori e sapori. Da non perdere la Pieve di San Leonardo e le tre porte di accesso al borgo, rimaste intatte assieme ai sette torrioni. Dopo un rapido giro ed uno scambio di battute con una simpatica vecchietta del paese, ripartiamo rombando.

Seconda tappa: Torrita di Siena. In questo borgo dal fascino medievale nacque Ghino di Tacco, il “Robin Hood della Val d’Orcia” e Signore di Radicofani celebrato da Dante nella Divina Commedia e da Boccaccio nel Decameron. In Piazza Matteotti, fulcro della vita civile e religiosa del paese, si affacciano i tre edifici principali, che rappresentano la potestà militare con la Torre, quella civile con il duecentesco Palazzo Comunale e quella religiosa con la chiesa romanica di Santa Flora e Lucilla. In piazza si trova anche un’antica cisterna ed il Teatro Comunale degli Oscuri.

Montisi L’itinerario prosegue per Trequanda, con il Castello Cacciaconti e la sua torre cilindrica e la romanica chiesa dei Santi Pietro e Andrea. Un rapido giro in centro e ripartiamo per andare a caccia di un locale tipico, che la fame si fa sentire.

Pranziamo a Montisi, in un piccolo locale del centro chiamato Ritorno di Fiamma. I pici alle briciole e pancetta sono qualcosa di speciale! Il borgo è parte del comune di Montalcino, e custodisce alcune attrazioni come la pieve della Santissima Annunziata, la Torre dell’orologio, il Cassero, un tempo la residenza dei Signori di Montisi e la Grancia, una grande fattoria fortificata con il piccolo teatro. Ogni anno ad agosto nel borgo si celebra la Giostra di Simone, rievocazione di una giostra medievale in cui si scontrano le quattro contrade del paese (Castello, Piazza, San Martino e Torre), che ricorda l’assedio e la distruzione di Montisi alla fine del XIII secolo da parte del conte Simone di Rainuccio Cacciaconti.

Arrampicarsi con la Lambretta in ognuno di questi borghi rende tutto più pratico e divertente: su due ruote si arriva quasi dappertutto; trovare posteggio è facile e veloce, così come smontare per visitare i centri storici. Finito il giro, si riparte rapidamente e via, a sfrecciare sui nastri di strada e sui sentieri sterrati delle colline senesi, uno dei paesaggi più belli del mondo e patrimonio dell’UNESCO.

Nel pomeriggio ci imbattiamo in Castelmuzio, un delizioso borgo medioevale di origini etrusco-romane. Lasciamo la Lambretta poco fuori le mura del borgo e facciamo un rapido giro in centro storico, per scoprire Piazza San Bernardino da Siena, la Chiesa di Santa Maria Assunta e Palazzo Fratini, un tempo sede del giudice ed oggi ostello e ristorante.

Castelmuzio

Naturalmente non può mancare una tappa a Pienza, che fino al 1462 rimane un piccolo e semplice borgo chiamato Corsignano. Fu papa Pio II, a cui la città dette i natali, a mutarne il nome, ristrutturando radicalmente il borgo sullo stampo della città ideale del Rinascimento e rendendo così Pienza uno splendido centro urbano.
Sulla piazza principale si affacciano la Cattedrale, il Palazzo Comunale ed altri magnifici palazzi, mentre dietro il Duomo le mura corrono tutt’intorno al borgo, offrendo un panorama unico sulla Val d’Orcia. Accaldati dal sole d’agosto, ci rinfreschiamo con un frappè ed un gelato ai fichi e rosmarino al Buon Gusto, piccola gelateria dai gusti tutti particolari.

Le colline senesi conquistano noi e la Lambretta, che sembra divertirsi a cavalcarle. Così ci ritroviamo a Monticchiello, unica frazione del comune di Pienza. Anche qui è ben visibile lo stampo medievale del borgo, in cui ammiriamo l’antico castello, la Torre del Cassero, la pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo e quella di Santa Maria dello Spino.
Questo borgo è particolarmente conosciuto per il Teatro Povero di Monticchiello, un progetto sociale e culturale nato negli anni ’60 in cui tutti gli abitanti sono autori ed attori degli spettacoli. Ogni estate i montichiellesi vanno “in piazza”, ossia in scena, per raccontare e raccontarsi, e non è raro che gli attori recitino se stessi. In questo modo gli abitanti del borgo recuperano e mantengono la propria identità culturale e sociale, in un teatro partecipato che resiste ai rapidi cambiamenti esterni.
PienzaOggi la Cooperativa del Teatro Povero di Monticchiello gestisce gran parte dei servizi all’interno del borgo come il museo Tepotratos, la Taverna di Bronzone ed un emporio-ufficio turistico all’interno di un ex-granaio della metà del Settecento, in cui entriamo per scoprirne di più su questo affascinante progetto.

Sulla via del ritorno facciamo sosta anche a Chianciano Terme, famosa per la sua stazione di cura termale da oltre duemila anni: le proprietà curative delle sue acque erano infatti note anche ad etruschi e romani. La parte antica della città è il nucleo originario di Chianciano, e le sue mura custodiscono il classico impianto urbano medievale con il Castello Manenti, la Torre dell’Orologio, il Palazzo del Podestà e la Collegiata.

Chiudiamo il cerchio con un giro a Montepulciano, “la perla del ‘500”. La Lambretta s’inerpica sul colle, ma non varca il centro storico. Proseguiamo a piedi, mentre i nostri occhi divorano la bellezza di quest’ennesimo borgo medievale. Salendo da via del Teatro si giunge all’improvviso in Piazza Grande. Restiamo a bocca aperta e ruotiamo su noi stessi, ammirando il Palazzo Comunale, il Palazzo Contucci, il Palazzo del Capitano ed il Palazzo dei Nobili.
Abbiamo diversi suggerimenti per cena, ma i ristoranti e le trattorie sono zeppi di turisti provenienti da ogni dove. Stiamo per tornare sui nostri passi quando, proprio ad un angolo di Piazza Grande, un piccolo locale attira la nostra attenzione col suo nome curioso, Compagni di Merende. Ci sediamo ad uno dei due tavolini esterni della Spuntineria, ascoltando le prove di qualche spettacolo estivo, e gustiamo ottime bruschette giganti ai pomodorini, tartufo ed un curioso quanto goloso abbinamento di cacio e marmellata di fragole.

Nonostante la calura di agosto, girovagare in Lambretta nei colli senesi e tra i borghi della Val d’Orcia e della Val di Chiana dà un senso di libertà unico. Pare quasi di disturbare, varcando le mura centenarie dei piccoli borghi medievali con il motore che schiamazza rombando: gli anziani seduti sull’uscio delle loro case ti seguono con lo sguardo, mentre i bimbi corrono a bordo strada con i loro palloni… finché non incontri i ragazzi, anche loro a bordo di Vespe anni ’60 che ti sorridono e ti fanno l’occhiolino. Allora capisci che qui va così, il turismo corre veloce così come fa il mondo, ma la vita nei borghi no, quella va più piano, in un inspiegabile gioco del tempo che ci regala l’illusione di piccoli centri medievali rimasti fermi nella storia.
Muoversi lentamente, in queste terre, è quasi d’obbligo. Il tachimetro della Lambretta pare impazzire, mentre si scorrazza tra i colli, come a volerci ricordare che forse stiamo correndo troppo e ci stiamo perdendo la meraviglia dei dintorni. Rallentiamo, respiriamo a fondo e ripartiamo piano, guardando in tutte le direzioni per goderci fino in fondo la Toscana.

Viaggiando in Lambretta in Toscana

Info: Vintage Tours noleggia mezzi d’epoca come Lambrette, Vespe e macchine di una volta per una o più giornate, sia a singoli che a gruppi, con chilometri illimitati. Nel prezzo sono inclusi la mappa del territorio e le bandane monouso per il sotto casco, oltre ad accessori in comodato d’uso come i caschi, giubbotti anti-pioggia, zaino, guanti, lucchetto e Walkie Talkie per i gruppi, per un’esperienza completamente vintage. Lo staff è molto disponibile e competente e la sede è a Montepulciano, splendida cittadina medievale da cui si possono raggiungere comodamente diverse città e borghi toscani.
Se volete provare l’ebbrezza di guidare una Vespa o una Lambretta tra i colli toscani, utilizzate il mio codice sconto 😉 Scaricate l’immagine e mostratela a Dario o Michele di Vintage Tours al momento del noleggio.

Piccola postilla: nei dintorni ci sono molti altri borghi che meritano una visita, o meglio un viaggio in Lambretta, tra cui Radicofani e la sua rocca (che vi racconterò meglio in un altro post) e Bagno Vignoni, con la sua particolare piazza d’acqua. Se passate da Bagno Vignoni non fatevi mancare una pausa golosa alla Spuntineria La Bottega di Cacio, dove assaggiare i formaggi ed i salumi del posto accompagnati da un bicchiere di buon vino.

Bagno Vignoni

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